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  1. massimo954

    massimo954 Membro Attivo

    Sto preparando il contratto di locazione temporanea (11 mesi) per un giovane con contratto di lavoro in città a Imperia (città ad alta tensione abitativa) per la durata di questo tempo: la domanda:
    . compongo il contratto con il programma di locazione dell'Ade (contratto transitorio), specifico in esso il contratto breve di lavoro del mio inquilino, e specifico che il canone è concordato (ho compilato una tabella con dati definiti da Comune di Imepria e associazioni Inquilini della città) e lo allego al contratto; il contratto ,lo firmiamo e ne conserviamo una copia ciascuno (prop. e inquilino);
    - registro il contratto in modo telematico con Siria e in esso specifico la durata, il canone ed altro, ma soprattutto indico canone concordato.
    Va bene o ho dimenticato qualcosa?
    Grazie
    Martino
     
  2. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Non va forse indicata la dichiarazione del datore di lavoro del futuro inquilino circa la durata del contratto?
     
  3. mapeit

    mapeit Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Basta indicare nel contratto che l'esigenza di transitorietà manifestata dal conduttore è dovuta alla necessità di svolgere un'attività lavorativa a tempo determinato presso l'azienda X sita in Y, attività che avrà termine in data GG-MM-AA.
    Prima della scadenza del contratto il conduttore dovrà confermare l'esigenza di transitorietà mediante una raccomandata a.r. che dovrà essere inviata al locatore.
    Se l'inquilino produce una copia della lettera d'assunzione è bene tenerla agli atti, senza necessità di allegarla al contratto.
    La procedura di registrazione va bene.
     
  4. w2fdr

    w2fdr Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Anche questo contratto puo aderire alla cedolare secca ?
    Cambia cosa se il comune non è ad alta denzità ??
     
  5. mapeit

    mapeit Membro Senior

    Proprietario di Casa
    1. Tutti i contratti ad uso abitativo (salvo se stipulati da un professionista nell'esercizio di impresa) possono godere del regime fiscale della cedolare secca.
    2. Cambia. I contratti agevolati nei comuni non ad a.d.a. non godono delle agevolazioni.

    Art. 8. L. 431/98
    (Agevolazioni fiscali).
    RIDUZIONE DEL REDDITO IMPONIBILE AI FINI DEL CALCOLO DELLA IMPOSTA DI DEGISTRO
    1. Nei comuni di cui all'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 1989, n. 61, e successive modificazioni, il reddito imponibile derivante al proprietario dai contratti stipulati o rinnovati ai sensi del comma 3 dell'articolo 2 a seguito di accordo definito in sede locale e nel rispetto dei criteri indicati dal decreto di cui al comma 2 dell'articolo 4, ovvero nel rispetto delle condizioni fissate dal decreto di cui al comma 3 del medesimo articolo 4, determinato ai sensi dell'articolo 34 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, è ulteriormente ridotto del 30 per cento. Per i suddetti contratti il corrispettivo annuo ai fini della determinazione della base imponibile per l'applicazione dell'imposta proporzionale di registro è assunto nella misura minima del 70 per cento.
    2. Il locatore, per usufruire dei benefici di cui al comma 1, deve indicare nella dichiarazione dei redditi gli estremi di registrazione del contratto di locazione nonché quelli della denuncia dell'immobile ai fini dell'applicazione dell'ICI.
    3. Le agevolazioni di cui al presente articolo non si applicano ai contratti di locazione volti a soddisfare esigenze abitative di natura transitoria, fatta eccezione per i contratti di cui al comma 2 dell'articolo 5 e per i contratti di cui al comma 3 dell'articolo 1.

    Art. 3 comma 2 Del Dlgs 14/03/2011 n. 23
    ... Per i contratti stipulati secondo le disposizioni di cui agli articoli 2, comma 3, e 8 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, relativi ad abitazioni ubicate nei comuni di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), del decreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 1989, n. 61, e negli altri comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica, l'aliquota della cedolare secca calcolata sul canone pattuito dalle parti e' ridotta al 19 per cento (15 per cento dal 2013). ...
     
  6. w2fdr

    w2fdr Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    una delle norme piu chiare che abbia mai letto :triste: .....
     
  7. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Condizione necessaria - ma non sufficiente - affinché sia possibile aderire alla c.s. è che l'u.i. sia di tipo abitativo.
     
  8. beauty

    beauty Membro Junior

    Mi sembra che i contratti a canone concordato siano possibili anche in comuni non ad alta densità abitativa. In questo caso non c'è agevolazione IRPEF (sconto del 30%) ma rimane la cedolare secca al 15%. O no?
     
  9. mapeit

    mapeit Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Se leggi sopra direi di no.
     
  10. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Non era il 19% l'aliquota della c.s.?
     
  11. mapeit

    mapeit Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Con il Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 102 l'aliquota è stata abbassata dal 19 al 15 per cento per i contratti agevolati, mentre è rimasta invariata per quelli normali.
    Questo allo scopo di incentivarli correttamente (prima la differenza era troppo esigua).
     
  12. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Vuoi dire che era esigua la differenza tra l'aliquota per i contratti 3+2 (pari al 19%) e quella per tutti gli altri (pari al 21%)?
     
  13. beauty

    beauty Membro Junior

    Quindi anche se i contratti agevolati (a canone concordato) si riferiscono a comuni non ad alta densità abitativa l'aliquota della cedolare secca oggi è al 15% (sul modello SIRIA c'è scritto solo canone concordato SI o NO e non c'è l'ulteriore condizione dell'alta densità). Dove sta scritto il contrario?
     
  14. w2fdr

    w2fdr Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    dovrebbero averla modifica ultimamente, mi pare al 15% ....
     
  15. beauty

    beauty Membro Junior

    Ho parlato con un patronato e purtroppo mi hanno detto che per i comuni non ad alta densità abitativa, l'aliquota della cedolare secca è al 21% e non al 15% (che vale solo per i canoni concordati nei comuni ad alta densità abitativa). Mi hanno anche detto che nel modello SIRIA non bisogna barrare la casella "canone concordato". Mi sembra pazzesco. Mi chiedo solo quale vantaggio avrebbe a questo punto un proprietario a optare per il canone concordato. Boh..
     
  16. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    E' la conseguenza del fatto che in quei comuni (comuni a non alta densità abitativa) non si possono stipulare contratti di locazione a canone concordato.
     
  17. beauty

    beauty Membro Junior

    scusa se insisto, ma la cosa strana è che i contratti a canone concordato si possono fare anche in comuni non ad alta densità abitativa (ma senza agevolazioni fiscali). Per questo mi chiedevo quale vantaggio avrebbe il contribuente a stipularli.
     
  18. mapeit

    mapeit Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Riporto di nuovo il testo della Legge ...
    Art. 3 comma 2 Del Dlgs 14/03/2011 n. 23
    ... Per i contratti stipulati secondo le disposizioni di cui agli articoli 2, comma 3, e 8 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, relativi ad abitazioni ubicate nei comuni di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), del decreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 1989, n. 61, e negli altri comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica, l'aliquota della cedolare secca calcolata sul canone pattuito dalle parti è ridotta al 19 per cento (15 per cento dal 2013). ...

    Infatti è proprio così. Barrare la casella "canone concordato" significa comunicare all'Agenzia delle Entrate che a quel contratto è applicabile l'aliquota ridotta.
    Nei comuni che non rientrano in quelli di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), del decreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 1989, n. 61, e negli altri comuni che non sono quelli ad alta tensione abitativa individuati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica, stipulare un contratto a canone concordato non produce nessun vantaggio, anzi impedisce di applicare l'aggiornamento ISTAT in misura completa al canone qualora non si opti per l cedolare secca (si può applicare solo per il 75%).
    Forse prima o poi qualche illuminato legislatore si accorgerà della discriminazione e porrà rimedio alla norma, ma per ora è così.

    Esatto, la differenza tra il 21% e il 19% era troppo esigua per giustificare l'adozione di un contratto molto più favorevole all'inquilino.
    Se pensi che su un canone annuo di 6.000 Euro la differenza di tassazione tra il 21% e il 19% sarebbe stata di soli 120 Euro, ora invece la differenza tra il21% e il 15% è di 360 Euro ... cifra che indubbiamente è più allettante.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 24 Ottobre 2013
  19. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Il vantaggio secondo me è nel fatto che si ha un canone calcolato a partire da vari parametri, quindi stimato con un'apparente maggiore accuratezza.
     
  20. beauty

    beauty Membro Junior

    Il senso della mia frase è che non vedevo vantaggi dalla parte del locatore nel canone concordato, visto che, a parità di aliquota del 21%, con il canone libero posso aspirare ad un canone maggiore (concordo sulla maggiore accuratezza ma se inquilino e proprietario si accordano per un prezzo più alto, meglio è per il proprietario).
    Chiedendo un po' in giro, tuttavia, ho scoperto che nel comune in questione ci sarebbe comunque un piccolo vantaggio (meno di 100 euro annui) , ossia aliquota IMU a 0.76% per canone concordato contro 1% del canone libero.
    Infine con la cedolare secca, seppure al 21%, c'è un altro piccolo vantaggio ossia di stipulare un contratto a canone fisso (senza aggiornamenti istat) solo per 3+2 anni contro 4+4 anni del canone libero.
     
    A w2fdr piace questo elemento.

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