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  1. erede disperata

    erede disperata Nuovo Iscritto

    gentilissimi consulenti e colleghi proprietari,
    mettete ordine nella mia confusione.
    datemi qualche dritta.
    io e i miei fratelli siamo in comunione con quote del 33 %, provenienti dalla successione aperta alla morte di nostra madre.
    se io e i miei fratelli giungessimo a un accordo sui beni da dividere e riuscissimo a fare delle quote sulla base degli immobili che vorremmo acquisire,e questo sarebbe gia un miracolo, di quali figure professionali a parte il notaio, ci dovremmo avvalere per portare a compimento la divisione?
    quali sono i costi della divisione? notaio tasse ecc..
    come si procede per acquisire il 66% che manca al pieno possesso della proprieta degli immobili; compravendita,donazione?
    si puo stabilire in accordo tra eredi che le quote non siano pari e di accettare una quota minore senza pretendere compensazione in denaro?( magari un erede ha gia preso anticipi precedentemente e compenserebbe con quota minore di eredita o i valori catastali sono troppo dissimili dai commerciali e questo si riperquote sul valore della quota)
    cosa succede in quel caso?
    e questo come si regola ai fini fiscali?
    se in successione si è indicato un dato immobile come prima casa si puo in ambito di divisione indicarne un altro e richiedere su quest'altro la tassazione prima casa?
    scusatemi oltre che disperata sono anche confusa e infelice
     
  2. erwan

    erwan Membro Attivo

    ti serve solo il notaio: per fare gli atti necessari, ma anche per consigliarti ora la soluzione migliore.

    brevemente:

    i trasferimenti delle quote possono avvenire per compravendita o donazione, ma è senz'altro più conveniente la divisione.

    fiscalmente da evitarei conguagli in denaro, ma è consentita una certa elasticità nella determinazione del valore dei lotti.

    infine anche il beneficio prima casa potrà essere mantenuto.
     
    A alberto bianchi piace questo elemento.
  3. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    per stabilire i valori ti servirà anche un tecnico, il notaio di solito non procede alle stime
     
    A alberto bianchi piace questo elemento.
  4. erwan

    erwan Membro Attivo

    un tecnico è indispensabile nella divisione giudiziale, in cui è va calcolato con esattezza il valore dei lotti;

    nella divisione volontaria, e qui in particolare, c'è l'esigenza contraria, ovvero di far risultare di egual valore lotti di valore diverso;
    ma bastano le dichiarazioni delle parti, che il notaio si limita a raccogliere in atto (ovviamente con i dovuti suggerimenti...)
     
  5. griz

    griz Membro Senior

    Professionista

    ok, solitamente il tecnico viene anche incaricato dagli eredi per stimare i valori ed allineare le quote tra di loro, da quanto emerge dal post non sembra siano tutti già d'accordo, quindi una stima dei valori potrebbe essere opportuna, chiaro che se si trovano tutti d'accordo è più facile, una stima al valore dell'assegno per la computazione delle tasse dovute è comunque da realizzare
     
  6. StLegaleDeValeriRoma

    StLegaleDeValeriRoma Membro Assiduo

    Professionista
    Prima del tecnico e del notaio le serve un buon mediatore che metta d'accordo gli eredi e rediga l'accordo di divisione per evitare successive contestazioni .... ovviamente, ma sembrerebbe non esserlo visto che si parla di imprecisati tecnici :fico:, il professionista che potrà gestire per tutti più indicato è un avvocato esperto di successioni.;) i cui costi di assistenza potranno essere anche questi divisi tra gli eredi.
     
  7. erwan

    erwan Membro Attivo

    è un compito che svolge normalmente il notaio, senza che sia necessario farsi carico di una parcella in più...
     
  8. erede disperata

    erede disperata Nuovo Iscritto

    sono sempre più confusa:confuso::confuso:
     
  9. clarissaweb

    clarissaweb Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    Ma no dài erwan è stato chiaro: la soluzione più semplice è di chiedere al notaio una divisione volontaria in cui si cercherà di asseganre agli eredi dei lotti uguali. Questo però deve presupporre un totale accordo fra tutti e -francamente- a me la parte difficile sembra questa :-o
     
  10. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    giusto per sedare i dubbi:
    il notaio è in grado di operare la divisione però dovete presentarvi con un'ipotesi divisionale concordata, non credo che si voglia sobbarcare lui l'onere di stabilire delle singole quote
    un tecnico di fiducia di tutti potrebbe entrare nel merito e proporvi alcune ipotesi divisionali tenendo conto delle esigenze di tutti e dei valori delle quote, da portare poi dal notaio
    un mediatore opererebbe la mediazione tra di voi prospettandovi il dispendio di una lite giudiziaria ma ho il dubbio che entri nel merito dei valori
    L'alternativa è rivolgervi al tribunale che provvederà a nominare un CTU (tecnico) che provvederà a sua volta a fare quanto il tecnico di fiducia potrebbe fare già, la differenza è che solitamente il CTU verrà affiancato dai CTP, uno per parte, i tecnici saranno così 4, oltre agli avvocati
    è palese che la cosa migliore è mettervi d'accordo
     
  11. erede disperata

    erede disperata Nuovo Iscritto

    mi spieghi meglio? credevo che divisione fosse il termine generico e compravendita o donazione fossero le modalità per effettuare la divisione. invece?

    di che elasticità parliamo?100 1000 10000? sui valori catastali o quelli commerciali?
    per farti un esempio le tre quote potrebbero essere 270 310 330 mila euro che succede in questo caso?
     
  12. erede disperata

    erede disperata Nuovo Iscritto

    :-o:-o:-onooooooo il tribunale noooooo:-o:-o:-o
     
  13. erede disperata

    erede disperata Nuovo Iscritto

    quanto hai ragione.......
    ma ci sto provando
     
  14. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    non hai idea di quante se ne vedono, poi ad opera finita si scopre che è stato letteralmente, dal punto di vista sia economico che morale, un bagno di sangue durato un tempo infinito, si sarà tutti esausti e disgustati, il problema è che questo è il senno di poi

    mettetevi d'accordo per carità

    per quanto riguarda l'entità delle quote, siccome è noto che il valore catastale potrebbe non essere allineato al mercato, si può decidere che per una serie di ragioni, si imputa convenzionalmente un valore identico a tutte

    dal punto di vista della tipologia del contratto, si tratta di fare una cessione di quote reciproca, in pratica, su 3 proprietari di quote indivise, ognuno riceve le quote appartenenti agli altri due del bene del quale diviene unico proprietario, non vi è scambio di denaro in quanto le quote hanno valori uguali, si paga una tassa che il notaio saprà quantificare
     
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  15. erwan

    erwan Membro Attivo

    no, sono tre cose diverse;

    con la compravendita un soggetto cede la proprietà del bene in cambio del prezzo in denaro;

    con la donazione fa lo stesso ma senza corrispettivo, per causa di liberalità;

    con la divisione i comproprietari si scambiano le quote su una serie di beni che si trovano in comunione: fiscalmente gode di un trattamento agevolato.
     
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  16. erwan

    erwan Membro Attivo

    le parti dichiarano che le tre quote hanno egual valore (scegliendo quello più alto, quindi 330.000)

    1%.

    per quanto invece si paga in denaro si ha la stessa imposizione di una vendita
     
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  17. erede disperata

    erede disperata Nuovo Iscritto

    cioè la cessione di quote di cui parla griz....però scusate la mia stupidità o ignoranza,

    "si può decidere che per una serie di ragioni, si imputa convenzionalmente un valore identico a tutte"

    mi sembra l'uovo di colombo,e come si fa ,chi lo decide,e i valori catastali che fine fanno,e le tasse ?
    aiutoooooo
     
  18. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Adesso è certamente più chiaro: confermo comunque che la compravendita e/o la donazione (sconsigliabile), riguarderanno le eccedenze rispetto alle quote nominalmente stabilite di egual valore.
    La divisione procederà ad assegnare appunto le quote da ciascuno ereditate: se dichiarate che quanto assegnato è di pari valore, c'è solo una divisione dei beni comuni.
    Se invece deve risultare che i rispettivi lotti hanno un valore reciprocamente diverso, alla divisione si viene ad aggiungere la compravendita delle quote in eccedenza o mancanti, sulle quali si pagheranno le tasse relative.
     
  19. erwan

    erwan Membro Attivo

    infatti le divisioni si fanno normalmente in questo modo

    i valori li decidono le parti, seguendo parametri di massima che il notaio saprà indicare loro, di modo che il quadro sia congruo;
    quanto alle tasse lo stato le va a calcolare sui valori più alti, per cui non si lamenta troppo...
    :risata:
     
  20. erede disperata

    erede disperata Nuovo Iscritto

    quindi concludendo
    io e i miei fratelli sotto ipnosi o drogati ci mettiamo daccordo su chi prende cosa,patrimonio valore catastale ipotizziamo 900
    le quote catastali risultanti sarebbero ipotizziamo 270 300 330 se la matematica mi assiste,
    non ce ne freghiamo e anche il notaio e si stila un atto in cui si dice che tizio caio e sempronio si dividono un patrimonio di 990 diviso per 330 (e a questo punto scatta la domanda ,ma che quote ci cediamo semplicemente io cedo il 33% delle tale casa che vale catastalmente x ma io dico che vale y?)

    a questo punto diamo l'1% allo stato(altri oneri?)?diamo un bel bacio in fronte al notaio e un bell'assegno(quanto più o meno dovrebbe pendere un notaio onesto per una transazione del genere)
    ed è tutto finito?
    se davvero è cosi' poi offro cena vitto e alloggio in quella che sarà finalmente casa mia.
     

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