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  1. Paolo Cam

    Paolo Cam Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Ciao a tutti,risiedo a Genova quinto,zona soggetta a vincolo paesagistico.
    Possiedo un appartamento Ski,ultimo piano con uso esclusivo del terrazzo sovrastante (80mq) è vorrei costruirvi un ambiente tipo veranda con vetrata.
    Per ora ho chiesto in via ufficiosa e qualche condomino cosa ne pensasse ed il parere è stato positivo ma vorrei sapere quanto può influire il parere dei condomini ?
    Quale dovrebbe essere l'ufficio comunale preposto al rilascio dei vari permessi?potrebbe negarmi la licenza?
    Qualcuno conosce ditte specializzate che operano in liguria?
    Tante domande .....
    Grazie a tutti
     
  2. CAFElab

    CAFElab Membro Attivo

    Professionista
    Buongiorno,
    un ambiente del genere è visto come aumento di cubatura, può essere difficoltoso ottenere il permesso, che va rilasciato dall'ufficio tecnico del comune, previo nulla osta rilasciato dalla soprintendenza.
    Ti consiglio di commissionare ad un architetto uno studio di fattibilità da cui ricavare la soluzione più pratica sia per dimensioni che per la tipologia
     
  3. salves

    salves Membro Assiduo

    Professionista
    Dubito che ti venga rilasciato il nulla osta della soprintendenza per il vincolo paesaggistico, ti consiglio come già detto da CAFElab di consultare un tecnico, oppure informarti prima di tutto con la soprintendenza sulla fattibilità.
     
  4. Paolo Cam

    Paolo Cam Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Ok credo che mi rivolgerò ad un tecnico.
    Grazie
     
  5. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    @Paolo Cam. Prima vai dallo zio Tom (uffici pubblici preposti)...poi dal tecnico.
    Chè...Cicero pro domo sua...Quiproquo.
     
  6. CAFElab

    CAFElab Membro Attivo

    Professionista
    "Cicerone parla in favore della sua casa"
    beh...
    se @Paolo Cam vuole andare a fare un'orazione all'ufficio tecnico di Genova è libero di farlo.
    Non conoscendolo non so se abbia l'eloquenza di Cicerone, ma temo che il geometra o perito edile dello sportello tecnico non abbiano studiato latino .
    Non vorrei che la sua dialettica cadesse nel vuoto...

    Se vuole intraprendere quella strada gli consiglio di verificare che il direttore dell'ufficio tecnico sia un architetto con una formazione classica:
    c'è la possibilità che il collega -sensibile al ricordo di una adolescenza a tradurre latino e greco - si commuova e acconsenta alla tettoia.
    E magari gli dia anche i soldi per ricostruirla
     
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  7. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    La mia prima figlia nata in Germania abita a Bruino (to) in un ex cascinale con due alloggi attigui. con un cortile parzialmente in comune. Quello di mia figlia gode di un ampio terrazzo (circa 55 mq.) dove ci si poteva appoggiare una vetrata verandata (mi si passi il termine) già disegnata (appena un abbozzo) da un amico architetto e solo per una frazione (12-15 mq.)...ebbene l'uff-tecnico del comune capitanato da una balda Geometra mi ha cordialmente illustrato, senza ricorrere a richiami latinorum, che essendo nel centro storico pur non in vista dall'esterno era vietato
    dal loro regolamento edilizio. E l'agognato progetto di aumentare
    di poco la superfice calpestabile abitativa è andata a farsi una Ciceronata...è una zuppa materica fatta con pane mattonato con
    giunti di sesterzi dorati a mò di mosaico bizantino...tutto senza spendere neanche un Renzino (prossimo conio della zecca romana). Se vai prima dal "tecnico" succederà: omissis...
    A voi riempire in base al vostro vissuto. Da un ex usufruitore di
    studi Architettura di tutto il Piemonte. Con 43 anni di gavetta.
    Alla prossima. Quiproquo.
     
  8. CAFElab

    CAFElab Membro Attivo

    Professionista
    Non rispondo di come lavorano gli altri architetti ma lo scopo dello studio di fattibilità è proprio quello di analizzare la normativa vigente e conferire con gli uffici preposti per definire a quello che è possibile realizzare:
    rapporti, superfici, altezze , pendenze, materiali, colori, distacchi, servitù, vincoli ecc

    Con tutti i dati a disposizione, il professionista è in grado di desumere quello che sarà accettato dall'ufficio tecnico.
    (tettoia, pergolato, serra solare, copertura fotovoltaica le alternative ci sono)
    Se non si sa neppure da dove partire... è inutile andare a perdere tempo in comune

    E' questo l'errore
    dal funzionario dell'ufficio tecnico non si va a farsi insegnare le leggi, si va a dimostrare i propri diritti

    La soprindentenza, poi, risponde SEMPRE NO, fino a che non la si convince del contrario.

    Le leggi sono tante e c'è sempre una possibilità, ma se si va all'ufficio tecnico col cappello in mano non c'è da aspettarsi che qualcun altro tuteli i nostri interessi
     
  9. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Non posso entrare nel merito di questo pur giusto postato. Ci vorrebbe Daniele78 o Gianco o altri...La risposta è stata non potete
    neanche piantare un alberello e neanche una fontanella...al massimo potete poggiare la cuccia per il cagnone...Ero e resto
    perplesso. Io non sono capace ma se qualche amico propista volesse indagare su Internet, questo è l'indirizzo: Via Sangano
    Bruino (TO). Grazie. Quiproquo.
     
  10. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Dipende dalla disponibilità del tecnico dell'ufficio comunale. Lo stesso potrebbe proporre una soluzione che soprattutto si inserisca nel contesto senza andare contro le norme del puc. In ultima analisi un pergolato permetterebbe con certi artifizi di raggiungere lo scopo senza trasgredire dette norme.
     
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  11. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Con certi artifizi??? Quali??? Con quali tempi??? Prima il pergolato (sempre sottoposto al permesso del comune???) e poi
    la veranda a scomparsa più defilata??? In realtà si trattava di estendere con un apertura la stanza prospiciente al terrazzo per
    farne di fatto un'altra stanza. Nel Medioevo l'avremmo fatta
    senza tanti patemi d'animo...e chiedo a tutti: quanti fabbricati
    ci sono ancora in giro, specie nei piccoli comuni come Bruino, con tali cosiddetti abusi??? E quanti scempi inverocondi sono restati impuniti secula seculorum??? Adesso un conto è l'armonizzazione
    esterna dei fabbricati...un altro è l'accomodamento della materia abitativa per un uso ad hoc...un pò (non vi avventate...!!!) come la modifica del vestito troppo largo o stretto...Se a volte si riesce col permesso o col tacito consenso dei condomini ad "usare" lo spazio comune perchè a maggior ragione non lo si può fare per uno proprio??? Sempre rispettando le regole "minime" di base costruttiva, architettoniche e paesaggistiche??? Nel caso di mia figlia non si tratta di un condominio...il terrazzo è visibile solo dall'interno del cortile...dalla tipica piccola e tretta strada non si vede nulla...Poi una veranda è pur sempre smontabile e riponibile!
    Adesso vi saluto smontandomi e riponendomi in quiproquo.
     
  12. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    E' molto probabile che non sia possibile realizzare altri volumi. Mentre una struttura realizzata con un pergolato in legno non può essere negata. Sulla stessa si potrà procedere alla copertura con pannelli traslucidi sovrastati da stuoie di canne, ecologiche, poco impattanti con l'ambiente e adattabili esteticamente alla tipologia del centro storico. La chiusura non sarà possibile, tranne che con vetrate completamente mobili. Secondo me, questa potrebbe essere una soluzione.
     
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  13. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Molto bello da parte tua Gianco...e ti ringrazio...Comunque da sottoporre al Comune??? Oppure ahumm...ahumm??? In questo momento un artigiano sta eseguendo all'interno delle modifiche
    murarie regolarmente progettate e notificate anche ai fini catastali da un geometra di Torino...e potremmo approfittarne
    ai fini del disagio. Di nuovo grazie! Quiproquo.
     
  14. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Poiché la materia è sempre in evoluzione o involuzione, non è sempre certa l'interpretazione delle norme, che laddove esiste un vincolo paesaggistico è ancora più restrittivo se il supervisore è in ambito regionale. Certi vincoli sono gestiti direttamente dai comuni, appositamente delegati, che sono più realisti.
     
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