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  1. paradox

    paradox Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Salve a tutti,

    Ho acquistato un C/2 all’ultimo piano di un palazzo, a Roma. A seguito del piano casa Lazio (che ha ampliato la legge sul recupero dei sottotetti del 2009), ho chiesto e ottenuto il cambio di destinazione d’uso in A/2. Ora, il recupero sottotetti presuppone che l’unità immobiliare non si possa alienare prima di 5 anni.

    Chiedo:

    L’inalienabilità del cespite per cinque anni da quando decorre? Dal giorno in cui è stata protocollata la richiesta di cambio destinazione d’uso, dal giorno in cui è stata protocollata la richiesta di cambio di residenza (da quando cioè mi ci sono trasferito) o dal giorno in cui si dichiara la fine lavori?


    Grazie a chi vorrà rispondermi
     
  2. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Sicuro? Quale norma prevederebbe l'inalienabilità?
     
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  3. paradox

    paradox Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Ciao, legge sul recupero sottotetti (Lazio) , ti riporto la parte del testo a cui mi riferisco:

    “6. Nei comuni destinatari del fondo regionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione di cui all’articolo 14 della legge regionale 6 agosto 1999, n. 12 (Disciplina delle funzioni amministrative regionali e locali in materia di edilizia residenziale pubblica) l’intervento di recupero dei sottotetti, se volto alla realizzazione di nuove unità immobiliari, è, altresì, subordinato all’obbligo di destinare la nuova unità immobiliare alla locazione a canone concordato, fatto salvo il caso in cui la medesima unità immobiliare sia utilizzata come prima casa da un parente in linea retta del proprietario, con l’obbligo di non alienarla per un periodo pari a cinque anni.”.
     
  4. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Resta da stabilire se il tuo caso specifico si configuri come "realizzazione di nuova unità immobiliare".
    P.S.: hai tagliato un pezzo di quel comma, tra le parole "concordato" e "fatto".
     
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  5. paradox

    paradox Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Beh, prima l'immobile era una soffitta abitabile, ora è un appartamento. Ciò non vuol dire che è stata creata una nuova unità immobiliare (nel senso che ora si abita un cespite che prima non era possibile abitare in quanto soffitta) ? Ovviamente spero tu abbia ragione...
    P.S. ho tagliato la porzione del testo che si riferisce al canone concordato, poiché non è cosa che riguarda il caso in questione.
     
  6. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    il recupero del sottotetto in generale si considera costituzione di nuova unità immobiliare residenziale che di fatto è, infatti l'unità residenziale agibile prima non esiste. Per quanto riguarda la tempistica credo che l'inizio del quinquennuio si possa riferire alla richiesta di agibilità, altrimenti considerata la durata del titolo abilitativo in 3 anni, cadrebbe il senso
     
  7. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    La condizione è che "l’intervento di recupero dei sottotetti, se volto alla realizzazione di nuove unità immobiliari," impone l'obbligo. Ma, tu non hai creato una nuova unità immobiliare, hai variato la sua destinazione. Pertanto non sei soggetto a quel vincolo.
     
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  8. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    Gianco, sulla tua interpretazione ho dei dubbi, in lombardia abbiamo a che fare con questo tipo di interventi da molto tempo e le cose non stanno come dici
     
  9. paradox

    paradox Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Grazie per le risposte. La cosa che non si capisce è la seguente : chi è chiamato a dirimere tali dubbi? Nel caso in oggetto, abbiamo chiesto lumi al IX municipio di Roma (che ha rilasciato il parere positivo per il cambio di destinazione d'uso). Ci hanno risposto che la cosa non è di loro competenza ; a loro dire, si occupano di esaminare le pratiche che gli vengono presentate non di interpretare le leggi. Ci hanno consigliato di rivolgerci a un avvocato (che a sua volta ci ha consigliato di chiedere al IX Municipio...)

    Griz, a supporto della tesi di Gianco e Nemesis, altrove mi si suggerisce quanto segue : ai proprietari degli immobili su cui grava tale vincolo deve esser stato chiesto di firmare un atto notarile di impegno all’inalienabilità (cosa che, nel caso in oggetto, non è avvenuta; il che porterebbe a pensare che sul cespite non gravi alcun vincolo).
     
  10. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Non so nulla di problemi immobiliari ma trattandosi di normative italiane, ritengo che un'interpretazione univoca sull'intero territorio italiano la si avrà solo quando qualcuno riuscirà a scardinare le roccaforti dei vari Signori, Vassalli, Valvassini e valvassori. Il Primo passo consiste nell'abolizione delle Regioni.
    Ma il compito è molto arduo perché i politici, autonominatisi, non sono altro che portatori di interessi che sono tutt'altro che quelli del "cittadino contribuente", ma di ben altri come per esempio, quello dei funzionari locali, e quello degli avvocati e magistrati che, se le leggi fossero intellegibili ai più, perderebbero il loro potere e la visibilità, soprattutto in una società mediatica come quella attuale.
     
  11. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    non credere che sia così, secondo me il vincolo è insito nel documento di approvazione urbanistica, se l'immobile è già tuo nessuno si preoccuperebbe di stipulare un atto solo per il vincolo di inalienabilità che sarebbe anche un costo inutile, dal punto di vista dell'istituzione dell'unità, ripeto, la tua è una nuova unità abitativa, che tu non abbia costruito è implicito nel fatto che tu recuperi un sottotetto che esiste altrimenti non puoi recuperarlo
    per quento riguarda il momento nel quele scatta il periodo d'inalienabilità, rimango della mia idea (l'agibilità) secondo me il problema potrebbe porselo il notaio nel momento in cui dovrà stipulare l'atto di vendita e a questo punto si dovrà stabilire da quando il quinquennio scatterebbe, io come scritto sono propenso
     
  12. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    E' incontestabile che tu non abbia costruito o formato una nuova unità immobiliare. L'unità immobiliare accatastata come C/2, magazzino, locale di deposito, l'hai variata in A/2, abitazione di tipo civile. Per un ex sottotetto mi sarei aspettato un A/3, A/4, con relativo reddito inferiore.
     
  13. paradox

    paradox Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Gianco (che Dio benedica i tuoi interventi...;) l’unità immobiliare era infatti stata accatastata come A/3. Poi, dopo qualche mese , mi è arrivata la comunicazione che la categoria era variata (d'ufficio) in A/2.

    Griz, io non sono un tecnico, mi limito a leggere le vostre (gentili) risposte e quelle di utenti di altri forum. Da neofita, mi sembra di capire che la costituzione di nuova unità immobiliare non sia così pacifica, che sia cosa quanto meno opinabile (poiché già voi tecnici esprimenti diverse interpretazioni).

    Ciò che trovo lunare è che non si riesca a capire chi sia chiamato a dirimere questa questione. Io avrei bisogno di una risposta “ufficiale” (da poter eventualmente esibire a un notaio che dovesse rifiutarsi di rogitare) ma non capisco a chi devo chiedere ; ogni ufficio mi “rimbalza” altrove. Il parere va chiesto al CUP Regione Lazio? All’ufficio Urbanistica? Al IX municipio (che ha rilasciato il cambio di destinazione d’uso)? Al XII municipio ( dove l’immobile è situato) ecc.
     
  14. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    come ti ho scritto, l'interpretazione va "interpretata", può essere che esista una circolare del notariato di Roma che chiarisce, comunque spetterà al notaio che dovrà redigere l'atto di compravendita, se conosci un notaio della tua zona puoi fare la domanda
     
  15. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Se la categoria che ti hanno assegnata d'ufficio è A/2 e sia tu, che il tuo tecnico, siete contenti, va bene così.
     
  16. paradox

    paradox Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Ho capito, ma mi sembra assurdo che la buona conclusione di una compravendita immobiliare dipenda da come un notaio interpreterà una norma.

    Ci dovrà pur essere un ente, ufficio ecc a cui sia dato esaminare e dirimere la questione per tabulas.

    Avendo una risposta scritta (più valida di un parere informale di un qualsivoglia notaio) potrei poi utilizzarla in caso di problemi nel corso della compravendita.

    P.S. Gianco, credo che mi abbiano assegnato A/2 perché tutti gli immobili del palazzo sono accatastati così. In ogni caso io devo vendere quindi la cosa mi riguarda poco.
     
  17. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Fai un interpello all'Agenzia delle Entrate (Agenzia del Territorio) in fondo è questo organismo che irrogherà la sanzione in caso di irregolarità. Se hanno il potere di sanzionare avranno pure "i parametri" di valutazione per poter giudicare se un dato o una procedura sono corretti o meno.
    http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/documentazione/interpello/
     
  18. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    come ti ripeto, ci potrebbe essere una circolare del notariato che noi non conosciamo, comunque è normale che il notaio interpreti le norme, comunque la logica dice che sia l'agibilità a dare il momento in cui l'appartamento diventa tale e può essere usato allo scopo per il quale è stato creato
     
  19. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Poiché l'agibilità la puoi chiedere quando vuoi, la comunicazione di fine lavori determina che l'opera è terminata. Da quel momento hai un mese di tempo per regolarizzare la denuncia di nuova unità immobiliare urbana o la sua variazione all'Agenzia del Territorio. Poi subirai una sanzione di circa 100 €. Superato l'anno l'importo sale a circa 1000 €.
     
  20. paradox

    paradox Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Grazie Alberto. In un altro forum mi hanno suggerito che la competenza è regionale, non municipale, ( a loro dire, la legge e le norme esecutive sono di competenza della regione). Questo il link per intereagire con L'URP http://www.regione.lazio.it/rl_urp/?vw=scriviurp . Proverò a contattare sia la Regione Lazio che l'agenzia del territorio (usando il link che mi hai indicato). Speriamo bene[DOUBLEPOST=1417203257,1417203020][/DOUBLEPOST]

    Gianco, non abbiamo già denunciato la "nuova unità immobiliare urbana o la sua variazione all'Agenzia del Territorio" quando abbiamo comunicato il cambio di variazione d'uso? L'agenzia del territorio è l'ente che mi ha spedito il documento che riporta la nuova categoria catastale del cespite
     

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