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  1. omar 1977

    omar 1977 Nuovo Iscritto

    Buongiorno a tutti.ho 34 anni
    Ho dato in affitto con contratto regolare 4+4 il mio bilocale ad un marocchino che mi ha sempre pagato.da dicembre 2010 m'ha detto che si portava in casa suo cugino per riuscire a pagarmi l'affitto, quindi ho accettato di firmare l'apposita carta da portare in comune.Ora per miei motivi mi serve l'appartamento per andarci ad abitare però so già che non se ne vuole andare.
    la prima scadenza è a gennaio 2013 e so che posso farlo,devo mandare la disdetta o il diniego?
    Suo cugino ha la residenza li invece lui no,posso comunque mandarla all'indirizzo dell'appartamento visto che lui abita li e non so dove ha la residenza?Oppure posso spedirla a suo cugino anche se non è citato nel contratto?Se non ritirerà mai la raccomandata ha comunque validità?
    grazie a tutti in anticipo
    :occhi_al_cielo:
     
  2. filippo manzo

    filippo manzo Nuovo Iscritto

    Secondo me la raccomandata con ricevuta di ritorno deve essere mandata nella casa che è oggetto della locazione dove abita e dove è quindi reperibile.
     
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  3. raflomb

    raflomb Membro Assiduo

    Devi inviare una disdetta per "giusta causa" motivando il diniego del rinnovo, a mezzo raccomandata indirizzata al conduttore contrattuale presso l'appartamento locato.
    Ove non andrà via spontaneamente dovrai azionare un procedimento giudiziario per la risoluzione anticipata del contratto che sarà lunga e costosa.
     
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  4. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    La raccomandata con ricevuta di ritorno la devi inviare all' intestatario del contratto che, contrattualmente (verifica), elegge il domicilio presso l' immobile locato. Dovrai indicare il motivo del diniego del rinnovo del contratto tra quelli previsti dall' art. 3 della L. 431/98 :
    Art. 3.
    (Disdetta del contratto da parte del locatore).
    1. Alla prima scadenza dei contratti stipulati ai sensi del comma 1 dell'articolo 2 e alla prima scadenza dei contratti stipulati ai sensi del comma 3 del medesimo articolo, il locatore può avvalersi della facoltà di diniego del rinnovo del contratto, dandone comunicazione al conduttore con preavviso di almeno sei mesi, per i seguenti motivi:
    a) quando il locatore intenda destinare l'immobile ad uso abitativo, commerciale, artigianale o professionale proprio, del coniuge, dei genitori, dei figli o dei parenti entro il secondo grado;
    b) quando il locatore, persona giuridica, società o ente pubblico o comunque con finalità pubbliche, sociali, mutualistiche, cooperative, assistenziali, culturali o di culto intenda destinare l'immobile all'esercizio delle attività dirette a perseguire le predette finalità ed offra al conduttore altro immobile idoneo e di cui il locatore abbia la piena disponibilità;
    c) quando il conduttore abbia la piena disponibilità di un alloggio libero ed idoneo nello stesso comune;
    d) quando l'immobile sia compreso in un edificio gravemente danneggiato che debba essere ricostruito o del quale debba essere assicurata la stabilità e la permanenza del conduttore sia di ostacolo al compimento di indispensabili lavori;
    e) quando l'immobile si trovi in uno stabile del quale è prevista l'integrale ristrutturazione, ovvero si intenda operare la demolizione o la radicale trasformazione per realizzare nuove costruzioni, ovvero, trattandosi di immobile sito all'ultimo piano, il proprietario intenda eseguire sopraelevazioni a norma di legge e per eseguirle sia indispensabile per ragioni tecniche lo sgombero dell'immobile stesso;
    f) quando, senza che si sia verificata alcuna legittima successione nel contratto, il conduttore non occupi continuativamente l'immobile senza giustificato motivo;
    g) quando il locatore intenda vendere l'immobile a terzi e non abbia la proprietà di altri immobili ad uso abitativo oltre a quello eventualmente adibito a propria abitazione. In tal caso al conduttore è riconosciuto il diritto di prelazione, da esercitare con le modalità di cui agli articoli 38 e 39 della legge 27 luglio 1978, n. 392.
    2. Nei casi di disdetta del contratto da parte del locatore per i motivi di cui al comma 1, lettere d) ed e), il possesso, per l'esecuzione dei lavori ivi indicati, della concessione o dell'autorizzazione edilizia è condizione di procedibilità dell'azione di rilascio. I termini di validità della concessione o dell'autorizzazione decorrono dall'effettiva disponibilità a seguito del rilascio dell'immobile. Il conduttore ha diritto di prelazione, da esercitare con le modalità di cui all'articolo 40 della legge 27 luglio 1978, n. 392, se il proprietario, terminati i lavori, concede nuovamente in locazione l'immobile. Nella comunicazione del locatore deve essere specificato, a pena di nullità, il motivo, fra quelli tassativamente indicati al comma 1, sul quale la disdetta è fondata.

    3. Qualora il locatore abbia riacquistato la disponibilità dell'alloggio a seguito di illegittimo esercizio della facoltà di disdetta ai sensi del presente articolo, il locatore stesso è tenuto a corrispondere un risarcimento al conduttore da determinare in misura non inferiore a trentasei mensilità dell'ultimo canone di locazione percepito.

    4. Per la procedura di diniego di rinnovo si applica l'articolo 30 della legge 27 luglio 1978, n. 392, e successive modificazioni.

    5. Nel caso in cui il locatore abbia riacquistato, anche con procedura giudiziaria, la disponibilità dell'alloggio e non lo adibisca, nel termine di dodici mesi dalla data in cui ha riacquistato la disponibilità, agli usi per i quali ha esercitato facoltà di disdetta ai sensi del presente articolo, il conduttore ha diritto al ripristino del rapporto di locazione alle medesime condizioni di cui al contratto disdettato o, in alternativa, al risarcimento di cui al comma 3.
    6. Il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, può recedere in qualsiasi momento dal contratto, dando comunicazione al locatore con preavviso di sei mesi.
    L 431/98
    :daccordo:
     
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