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  1. pize42

    pize42 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Vari condomini si sono staccati dall'impianto di riscaldamento centralizzato e sostengono di dover pagare solo le spese per la manutenzione della caldaia.
    Nel condominio ci sono parti comuni che sono riscaldate o con termosifoni o per la dispersione termica dalle tubature dell'impianto centralizzato. E' giusto che il costo di questo riscaldamento venga ripartito solo tra i condomini che restano attaccati all'impianto centrale?
    Chi ha un riscaldamento autonomo dovrebbe avere una canna fumaria che arrivi al tetto. Se non potesse dimostrare di averla, cosa può fare il condominio per esigerla?
    Probabilmente questi argomenti sono già stati trattati, ma non sono riuscito a trovare le relative discussioni. Se qualcun mi può indirizzare alle risposte, gliene sarò grato.
    Grazie
    pize42
     
  2. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Le nuove caldaie a condensazione possono sfogare in parete!
    Il distacco dall'impianto centralizzato, arbitrariamente, non è possibile.
    In genere ogni unità ha un 30% di spese generali di gestione impianto centralizzato e il restante 70% imputato in base agli effettivi consumi contabilizzati. Se poi ci sono scale o altro riscaldato, andrà addebitato in base ai millesimi delle spese scale.
     
  3. pize42

    pize42 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Grazie infinite. Per distaccarsi ci vuole la approvazione della assemblea? anche con la nuova legge? Il 30% delle spese globali di riscaldamento va perciò ripartita in base ai millesimi a prescindere se un condomino é collegato all'impianto centralizzato o meno?
     
  4. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Argomento sempre dibattuto e cui non si può rispondere nel modo limitato.
    A rigor di Legge il distacco è un diritto che non necessita di approvazione.
    Questo non significa che la cosa sia sempre possibile e tantomeno vantaggiosa.
    Trascurando gli eventuali impedimenti tecnici o di norme locali (spesso fraintese) a chi vorrebbe diventare "autonomo" spetta in primis dimostrare che dal distacco non derivino "notevoli" (aggettivo che si presta a libera opinione) aggravi di spesa o squilibri di funzionamento per gli altri.
    Di sicuro vi è che il distaccando dovrà contribuire a:
    -manutenzione ordinaria e straordinaria dell'intero impianto centralizzato inclusi gli adeguamenti e costi per essere a norme
    -consumi per aree comuni, dispersioni et similia
    -eventuale congualio per i maggiori consumi derivanti dal distaccoo.
    Di contro non spetta alcun beneficio fiscale.
     
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  5. pize42

    pize42 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Grazie; il problema é quantificare sia il consumo per aree comuni, dispersioni et simikia sia i maggiori consumi derivanti dal distacco.
    Sapete mica se ci sono metodi di valutazione o sentenze in merito?
     
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  6. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Per differenza è tutto quello che NON pagava imputabile alla sua Unità esclusiva, ma se i conteggi non erano fatti con le dovute evidenze, il problema resta aperto.
     
  7. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Determinare le differenze è la problematica più rilevante e a mio parere irrisolvibile in modo corretto.
    Spesso si adotta il forfait indicato da Adriano...30%.

    Direi che serve sempre incaricare un tecnico super partes che analizzi sul posto. Costo a carico del distaccando.
     
  8. pize42

    pize42 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Grazie; credo che sia la soluzione migliore.
     
  9. Un giocatore

    Un giocatore Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Vale la pena di distaccarsi dall'impianto centralizzato? Tre le ragioni a favore del no:
    1. (ragione clou) Tra poco (2017) ci sarà l'obbligo della contabilizzazione, per cui, salvo una quota forfettaria, i condòmini pagheranno soltanto ciò che consumano
    2. Il rendimento di una caldaia autonoma è inferiore a quello di una caldaia centralizzata
    3. Il condòmino che usa l'impianto centralizzato non deve sostenere da solo i costi dei controlli periodici.
    Quindi...
     
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  10. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    1.Fuorviante. La contabilizzazione per essere "veritiera" non dovrebbe basarsi sui "ripartitori" ma su veri strumenti che misurino il calore "prelevato" da ogni condomino. Direttiva mal recepita.
    2.Balle
    3.Ammesso e non concesso che il manutentore chieda la stessa tariffa..i "grandi impianti" (specie oltre una certa potenza) hanno altri costi accessori.
     
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  11. Un giocatore

    Un giocatore Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    1. Nei condomìni che io conosco i ripartitori sono gli apparecchietti elettronici che misurano il calore (ripartitore = contabilizzatore, da non confondere con la valvola termostatica)

    2. Ecco l'altro mentitore:
    Appunti di edilizia

    3. E' vero.
     
  12. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    1-Sull'uso dei sostantivi/termini vi è confusione.
    Allora stabiliamo che le "valvole termostatiche" di per se non misurano nulla ma regolano il flusso.
    I veri misuratori si dividono fra "diretti" ed "indiretti".
    I primi sono veri strumenti omologati che "contano" quanta energia viene effettivamente prelevata ad ogni punto di prelievo...i secondi (ripartitori) sono si degli "contabiizzatori" ma che "determinano" una misura sulla base di una "stima" del calore ceduto dal radiatore all'ambiente.
    La "veridicità" di tale sistema è alquanto empirico.
    Quale pensi venga solitamente montato nei Condomini?

    2-Premesso che la tabella non è una rilevazione dei rendimenti effettivi delle caldaie (e contenente un errore evidente in una misura)...ammesso e non concesso che esista una differenza di rendimento tra una caldaia da 24 kw rispetto ad una da 100kw pari a 2% (leggasi 2 punti percentuali arrottondando per eccesso)...sai determinare anche "empiricamente" a quanto ammonta la "dispersione" di calore nel trasportare il liquido riscaldato a XX metri di distanza (caldaia centralizzata) rispetto a quello prodotto a X metri (autonoma all'interno se non sul terrazzo)?
    Diciamo un 20%?
    Spesso nel guardare il punto che il dito indica...si perde di vista tutto il resto.

    Ps.
    Non attinente con il rispermio "energetico" ...ma con quello "monetario":
    preferiresti vivere in un "centralizzato" con "morosi" (non solvibili) ...o in un "riscaldamento-autonomo"?
    Ovviamente tale domanda non vale per chi faccia il "moroso" per professione e/o abitudine
     
  13. Un giocatore

    Un giocatore Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Siamo tutti d'accordo.
     
  14. Un giocatore

    Un giocatore Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Hai ragione, ma ora l'inquilino mio è in casa, è bravo ed io non posso passare all'autonomo, né ha senso farlo.
     

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