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  1. StLegaleDeValeriRoma

    StLegaleDeValeriRoma Membro Assiduo

    Professionista
    Una recente sentenza della V sezione del Tribunale di Roma, n. 22216 del 15 novembre 2011, ribadisce alcuni concetti da tener presente quando il condomino voglia procedere con il distacco del proprio impianto di riscaldamento allo scopo di pagare quanto personalmente consumato.
    Il condomino si potrà distaccare dalle diramazioni dell'impianto centralizzato di riscaldamento e quindi non sarà tenuto a contribuire alle spese per l'uso se avrà dimostrato che non derivino costi maggiori per gli altri condomini nè squilibri termici a seguito del medesimo distacco.
    Questo accertamento non potrà che richiedere una consulenza tecnica d'ufficio in sede giudiziale.
    Ovviamente costui non potrà mai omettere la contribuzione alle spese necessarie alla conservazione della cosa comune, come previsto dall'art. 1104 del codice civile che regola la comunione ed è applicabile al condominio, in questo caso la caldaia condominiale.
    Avv. Luigi De Valeri:daccordo:
     
  2. hanton21

    hanton21 Nuovo Iscritto

    le solite gabbule giudiziali ! ti danno ragione pero' ti danno torto ! e' come cercare di catturare la luna nel pozzo : basterebbe conoscere come l'impianto di distribuzione sia stato costruito (cosa che esiste solo nei paesi piu' avanzati) ed in ogni caso una valvola di intercettazione sarebbe utilissima per "provare" fisicamente l'impianto ....ma si sa: siamo in Italia e la ns regola base e' quella del "perche' fare una cosa facile...quando si puo' benissimo farla difficile ?": l'interessante e' comunque che la POSSIBILITA' di distacco esiste ....anche se, a conti fatti,non sia poi così conveniente....e' bello sapare che c'e'...:applauso::ok:
     
    A Giovanni de Matteis piace questo elemento.
  3. ergobbo

    ergobbo Membro Attivo

    Esiste in teoria... in pratica il combinato delle ultime normative ha creato un tale "imbuto" di paletti che il distacco del singolo condomino diventa praticamente irrealizzabile.
     
  4. effemme8

    effemme8 Membro Attivo

    Proprietario di Casa

    io l'ho fatto:

    > degli eredi in precedenza avevano avuto l'autorizzazione a distaccarso sino a vendita dell'immobile (avvenuto 2 anni dopo) con riduzione al 25% della quota (e destribuzione della medesima sugli altri)
    > io, da quest'anno (ma non potevo aprire le valvole dei termosifoni per problemi di salute delle mie figlie asmatiche già da oltre 5 anni), saputo del precedente : ho mandato comunicazione all'amministratore ed eseguito il distacco fisico dei radiatori. In assemblea, si è discussa della faccenda, e si è "acconsentito al distacco" (che io sappia non obbligatorio) ....ma ho fatto verbalizzare la votazione.... purchè con un 35% di partecipazione (prima pagavo il 100% e non ne usufruivo....).

    ora spero che passi solo la legge in parlamento (al Senato ora?) "che nulla si deve per il consumo ...da uno distaccato..."

    ...e comunque, con la mia richiesta autorizzata (dal condominio) ... CHIUNQUE può procedere al distacco ! (se non hanno voluto aprire pratica con gli eredi e con me....)

    Io, comunque, vorrei riattaccarmi (adesso ho dei moncherini chiusi da tappi) ....se si votasse per i CONTABILIZZATORI !!!!
     
  5. ergobbo

    ergobbo Membro Attivo

    Caro effemme8, non dubito che tu l'abbia fatto e che l'assemblea abbia accondisceso.
    Quasi certamente, nessuno troverà nulla da eccepire e la cosa non ti creerà problemi in futuro.


    La questione era però sulle modalità per compiere "regolarmente" quest'atto.

    Il DPR 59/2009 evidenzia come gli impianti autonomi possano essere realizzati solo ed esclusivamente per cause di forza maggiore da documentare in una diagnosi energetica riferita a tutto l’edificio ed elaborata da un tecnico abilitato.

    In effetti l'approvazione dell'assemblea non è obbligatoria, ma un retaggio dell'art. 26 c. 2 della legge 10/91 (superata di fatto dalla 59/2009) che prevedeva per il distacco del singolo una delibera assembleare approvabile con la maggioranza delle teste e dei millesimi intervenuti. La consuetudine dell'approvazione è rimasta sostanzialmente per un motivo: abbassa le possibilità di "fastidi" da parte del resto del condominio.

    Quello che accade nel tuo condominio, tuttavia, non è applicabile a ogni situazione. In realtà bastebbe un solo condomino dissenziente per sollevare un tale "casino" di giudici e avvocati da far pentire chiunque di aver anche solo pensato a staccarsi dall'impianto centralizzato.


    Nulla di più facile... a quanto pare per l'approvazione basta la maggioranza degli intervenuti in assemblea.
     
  6. effemme8

    effemme8 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    la mia soluzone NON VOGLIO farla applicare a tutti : sto solo passando (per memoria anche ad altri) che soluzioni ce ne sono a IOSA....senza avvocati e senza periti...

    mai parlato di riscaldamente autonomo : al massimo stufette elettriche

    ma mica possono citare me : è l'assemplea che ha acconsentito-quindi è un accordo al pari di "scrittura privata (quasi) registrata (i verbali sono pubblici registri.... no?)

    ....e se poi la citazione fosse personale .... posso richiedere un avvocato di ufficio ? per una caxxata del genere fare una denuncia (...manca proprio il lavoro.... ) ma con quello che NON PAGO di riscaldamento....penso che possa permettermi un avvocato d'ufficio: comunque la mia difesa sarebbe NON-DIFENDERMI ... poi facessero loro (non possono obbligarmi a ripristinare qualcosa che FA MALE)

    ahhh...dimenticavo: i certificati medici, meglio che i periti tecnici....sono DIFESE INSORMONTABILI !!!
     
  7. effemme8

    effemme8 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    avevo presentato una risposta articolata..... ma è sparita per motivi tecnici (diciamo)

    comunque i modi per DISTACCARSI dall'impianto condominiale ce ne sono (e sempre regolari) . meglio se ci si distacca per non sostituirlo con altro : si evitano noie e non è possibile "appigliarsi" (per il riipristino) nemmeno per vie legali
     
  8. ergobbo

    ergobbo Membro Attivo

    Io non ho mai detto che è impossibile. Ho solo detto che, a voler seguire la normativa, è moooooolto difficile.
    Se poi tu conosci un modo per farlo in grado di aggirare le strettoie legali create dalla combinazione della legge 10/91, del Dlgs 311/2006 e del DPR 59/2009, sono tutt'orecchi. Non mi è mai piaciuto granché quest'obbligo all'impianto comune...

    Nel senso di non utilizzare un sistema di riscaldamanto alternativo all'interno dell'appartamento? Se intendevi questo credo che sarebbe piuttosto difficile trovare un tecnico che certifichi un miglioramento dello stabile dal punto di vista energetico. Senza quello, legalmente non ti puoi proprio staccare!

    Ribadisco, se poi nessuno solleva la questione...
     
  9. effemme8

    effemme8 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Io mi sono dovuto distaccare per "motivi di salute" : non posso vivere (naturalmente non io...dei minori che vivono con me) con un impianto riscaldato in cotal modo (con i caloriferi ecc...) : posso "irradiare" l'aria per scaldarmi (come se fossi al mare sotto il sole) ...tengo a precisare, che sono accesi, solo la notte, in questio giorni (comprati ed installati anni fa)

    Quale tecnico può dichiarare che io NON MI DEBBO DISTACCARE ?
    ci sono ben altre sentenze (e leggi) che "per motivi di salute" .... "si deve applicare alternative...."

    ho capito che il tecnico può dichiare quel che vuole....ma il giudice, deve considerare una "perizia di valenza superiore"

    naturalmente (forse) il mio caso si può applicare anche perchè:
    > casa esposta a sud
    > doppie finestre (e non doppi vetri) ...e solo questo causa un effetto serra imponente (che sono io che scaldo gli altri appartamenti)
    >dichiarazione quinquennale che non ho acceso il riscaldamento .... e dal distacco è passati altro tempo (se non si sono lamentati finora...)
     
  10. effemme8

    effemme8 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Io mi sono dovuto distaccare per "motivi di salute" : non posso vivere (naturalmente non io...dei minori che vivono con me) con un impianto riscaldato in cotal modo (con i caloriferi ecc...) : posso "irradiare" l'aria per scaldarmi (come se fossi al mare sotto il sole) ...tengo a precisare, che sono accesi, solo la notte, in questio giorni (comprati ed installati anni fa)

    Quale tecnico può dichiarare che io NON MI DEBBO DISTACCARE ?
    ci sono ben altre sentenze (e leggi) che "per motivi di salute" .... "si deve applicare alternative...."

    ho capito che il tecnico può dichiare quel che vuole....ma il giudice, deve considerare una "perizia di valenza superiore"

    naturalmente (forse) il mio caso si può applicare anche perchè:
    > casa esposta a sud
    > doppie finestre (e non doppi vetri) ...e solo questo causa un effetto serra imponente (che sono io che scaldo gli altri appartamenti)
    >dichiarazione quinquennale che non ho acceso il riscaldamento .... e dal distacco è passati altro tempo (se non si sono lamentati finora...)
     
  11. effemme8

    effemme8 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    io ho dato una risposta ... ancora non la vedo ....ma l'ho salvata quindi "disponibile"
     
  12. gilbertoi

    gilbertoi Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Oggi il distacco dall'impianto centralizzato è diventato semplice, a meno che comporti un notevole danno alla conduzione dell'esercizio condominiale e quindi agli altri condòmini (che dovrebbero domistralo se necessario), caso molto raro. In genere agli altri condomiini comporta una vantaggio non trasscurabile e quindi ne saranno contenti. Se un condomino si stacca, deve pagare la manutenzione della centrale termica, del camino, dell'impianto elettrico e di tutto ciò di cui rimane comproprietario, comprese le spese straordinarie (evita solo il puro consumo di combustibile, di energia elettrica e parte della conduzione). Una spesa proporzionale ai suoi millesimi di riscaldamente, che di solito si agguira sul 20/30 % . Se non ci sono insormontabili problemi di salute, il distacco è estremanente oneroso, a meno che voglia rimanere al freddo. In questo caso, però, si deve tener presente che non deve arrecare danno ai vicini, se i muri di confine non sono isolati, come nei vecchi favvricati. In tal caso dovrebbe isolarli dalla sua parte.
     
  13. effemme8

    effemme8 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    a me non pare che la nuova legge agevoli molto : è agevolato solo chi è più lontano dalla centrale termica
     
  14. hanton21

    hanton21 Nuovo Iscritto

    = e' diventato semplice perché consentito in ogni caso e cioe' con o senza l'approvazione condominiale : attenzione : anche qui la legge tira il sasso e nasconde la mano = dice infatti che iol distacco e' consentito quando "non arrechi danni indiretti o diretti agli altri condomini"......eh eh eh !
     
  15. effemme8

    effemme8 Membro Attivo

    Proprietario di Casa

    No, non dice "in ogni caso" (controlla bene la pruma parte della nuova legge)

    Riguardo alla parte "purché non arrechi...." quella é la parte piú SEMPLICE


    Serve un esmpio "normale" per il quale NON é possibile il distacco?
     
  16. hanton21

    hanton21 Nuovo Iscritto

    mi sembra che il post migliore lo abbia dato l'avv De Valeri:daccordo::daccordo:
     
  17. effemme8

    effemme8 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    mi permetto di dissentire : una cosa è una sentenza (che non si applica a tutte le situazioni) , un'altra cosa è quel che dice la nuova legge
     
  18. roberto010

    roberto010 Membro Ordinario

    Mi collego a questa discussione per avere un vostro parere.
    Condominio costituito da due palazzine da 14 appartamenti ognuna, con impianto di riscaldamento comune ad entrambe.
    La proprietà di due appartamenti dell'ultimo piano di una delle 2 palazzina nel 2011 installa un impianto autonomo (senza fra l'altro convogliare i fumi di scarico oltre il colmo del tetto, ma lasciando lo scarico sopra le caldaie). Gli viene accordato di contribuire con il 50% dei consumi per la stagione 2011-12.
    All'inizio della nuova stagione 2012-13 comunica con raccomandata all'amministratore che sulla base di una recente "normativa" non contribuirà più alle spese, neanche con il 50% precedentemente accordato, né ora né mai più.
    I primi di dicembre 2012 l'impianto centralizzato si rompe. Viene indetta assemblea straordinaria e si delibera l'immediata riparazione della caldaia al costo di circa € 6000,00 da ripartire secondo tabelle. La proprietà di cui sopra comunica, per ora solo informalmente, che non intende in alcun modo contribuire alle spese straordinarie di riparazione, citando la stessa "normativa". Chiedo lumi agli esperti:
    1) può esimersi dal pagamento del 50% dei consumi;
    2) può esimersi dal pagamento delle spese straordinarie di riparazione;
    3) è sanzionabile per impianto di scarico fumi non a norma? In caso affermativo, ha bisogno di un'autorizzazione condominiale per convogliare i fumi oltre il colmo del tetto, tenuto conto che la parete della palazzina è cosa comune?
    Grazie in anticipo del prezioso supporto.
    Roberto
     
  19. effemme8

    effemme8 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    se si leggesse bene la legge :

    1) ha ragione, se dopo 1 anno di tentativi da parte del condomnio di "sistemare bene l'impianto centralizzato" ... il condomino all'ultimo piano NON riceve sufficiente calore (i tentativi debbono però essere comprovati...o almeno la sua richiesta di "adeguamento" deve essere datata e riportata nei verbali )

    2) NO

    3) si....se qualcuno fa denuncia per "non messa a norma" ...ed i vigili riescono a controllare - per la denuncia, oltre nome-cognome...sufficiente una FOTO (ma se la caldaia è stata installata quando NON ERA NECESSARIO superare il tetto....credo sia a norma la situazione attuale )
     
    A gilbertoi piace questo elemento.
  20. ergobbo

    ergobbo Membro Attivo

    1) segli è stato consentito dall'assemblea, si
    2) No, in quanto sono spese straordinarie
    3) Forse. Dipende dalle norme locali e dal tipo di caldaia


    No, in base all'art. 1102 CC
     

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