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  1. domenico lo re

    domenico lo re Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Sono proprietario di box per autorimessa personale e, allo scopo di fruire delle agevolazioni sui tributi locali (I.C.I.-I.M.U. nel comune di Catania), l'ho esposto pagando con l'aliquota di "pertinenza dell'abitazione principale", che è lontana più di 500 metri da esso. Ma l'Autorità rifiuta questa mia esposizione sanzionando. Per l'attribuzione di pertinenza, devo forse sistemare la documentazione notarile e catastale in modo che il box sia pertinenza dell'abitazione?
     
  2. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Scusami domenico lo re...quante volte vuoi fare la domanda...Non ti abbiamo
    già dato risposte esaustive??? risponditi da solo e annulla questo secondo intervento. Potrebbe risultare una presa per il fondellino piccino...piccino...
    Quello di riserva...Non scatenare quello più grande. Ti risaluto. quiproquo.
     
  3. domenico lo re

    domenico lo re Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Chiedo scusa per le mie ripetizioni, sono un novellino di Forum, non riuscivo a smanettare nella ricerca e..., comunque grato per le risposte, la mia insistenza ritorna nel richiedere se il mio caso è risolvibile. E, avendo letto da qualche parte quanto segue:

    <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
    La nozione di pertinenza - Immobili ICI

    NOZIONE DI PERTINENZA

    Il legislatore pare abbia voluto adottare anche ai fini ICI la nozione di "pertinenza" così come contemplata nell'art. 817 del codice civile. Pertanto, come riconosciuto dalla prassi amministrativa e dalla giurisprudenza, il concetto di "pertinenza" è configurabile allorquando sussistono congiuntamente:

    • l'elemento oggettivo, consistente nel rapporto funzionale corrente tra il bene principale (nella specie, abitazione costituente "prima casa") e le relative pertinenze;
    • l'elemento soggettivo, consistente nella volontà effettiva, da parte del proprietario dell'unità immobiliare principale o di chi abbia sulla stessa un diritto reale, di porre in modo durevole la pertinenza in rapporto di complementarità o strumentalità funzionale con l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
    Di conseguenza, appare plausibile che ai fini dell'imposta:



    a) alle pertinenze debba essere riservato lo stesso trattamento fiscale dell'abitazione principale, nella rilevante considerazione che l'abitazione principale stessa deve ritenersi comprensiva di tutte le sue pertinenze così da configurare un compleso unitario di beni;



    b) non sia necessario che le pertinenze debbano risultare acquistate unitamente con l'abitazione principale, ben potendo il contribuente acquistarle con atto autonomo successivo;



    c) le pertinenze non debbano risultare ubicate nel medesimo edificio o complesso imobiliare nel quale è sita l'abitazione principale;



    d) non possa valere l'invocazione del concetto di pertinenza "urbanistica" che ha una portata minore rispetto alla nozione di pertinenza sancita dal codice civile.
    >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

    chiedo il gentile vostro conforto interpretativo se nella riportata NOZIONE DI PERTINENZA c'è proprio la soluzione del mio caso. Nell'attesa di risposta, ringrazio di vero cuore.
     
  4. essezeta67

    essezeta67 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Caso stranissimo nella mia provincia, finito anche sui giornali locali:
    una mia conoscente ha la casa situata sul confine di due comuni, ingresso e parte giorno in un comune, camere dal letto in un altro comune....
    Il comune di residenza è ovviamente quello dove c'è l'ingresso dell'abitazione, quindi quello della parte giorno.
    L'altro comune pretende, per due vani (le camere da letto) il pagamento di IMU e tasi come seconda casa, visto che in questo comune non hanno la residenza!!!!
    Ovviamente sono stati presentati ricorsi su ricorsi ma la questione è ancora aperta...
    Altro caso sempre in zona: strada provinciale che divide due comuni, in uno l'abitazione principale, si attraversa la strada e di fronte all'abitazione (quindi 10 metri di distanza non di più) si trovano i garages pertinenziali di questa abitazione, costruiti successivamente alla casa residenziale ma comunque utilizzati fin dalla loro esistenza al ricovero stabile delle auto dei proprietari....
    Anche in questo caso il comune dove sono siti i garages, nicchia e pretende IMU e tasi come immobili non pertinenziali essendo l'abitazione principale sita in un altro comune!!!!
    Se nei comuni che ho menzionato esistesse un caso come il tuo, potrebbe scendere Dio in terra ma la pertinenzialità di un immobile sito a mezzo chilometro di distanza sarebbe alquanto difficile da dimostrare.....
     
    A quiproquo piace questo elemento.
  5. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Io ti ho già risposto in modo quasi affermativo, sostenendo che non è la distanza che dovrebbe essere presa in considerazione per un sì o per un no. L'art.817 non
    è esplicito, anche se la congiunzione con il valore ornamentale potrebbe far
    pendere per un sì. In fondo anche quando non vi erano ancora le automobili esistevano concretamente le carrozze e quanto a loro collaterale...E gli ampi cortili
    spesso erano destinati al loro ricovero...un pò come i posti auto di oggi...Poi vi erano e vi sono le pertinenze "agricole" fra cui gli stessi pozzi ecc...Quindi la vicinanza di qualunque manufattu sia come servizio sia come ornamento era palpabile e probabilmente il legislatore di allora dava per scontato l'unicità della
    COSA. Nel contempo la tassazione non era asfitticamente impostata come ora...
    E l'auto è ben diversa dalla carrozza...La tassazione odierna, che non è nelle mie corde, come al solito è impostata sulla divisione per cui il distinguo fra prima e seconda casa permette ai comuni di punire non solo chi ha una seconda casa, anche chi avendone una sola non vi ci risiede per vari motivi. Una volta fatta la legge, anche iniqua, lo Stato e tutto ciò che lo rappresenta non fa sconti su
    ciò che è diventato un suo diritto. Quindi è probabile che nel silenzio e nella carenza legislativa il percettore pubblico agisca sulla base della sua convenienza..il tutto confermato dalla Cassazione, come riportato da Nemesis, la quale sentendosi ancora più "stato" di tutti se ne viene con la speculazione senza
    tener conto che l'utilizzo dovrebbe essere preminente su tutti gli altri aspetti onde evitare una disparità di trattamento fra cittadini...Non posso dirti nient'altro e solo Nemesis potrà darti qualche altra informazione al riguardo e in ultima istanza il tuo notaio. quiproquo.
     
    Ultima modifica: 15 Febbraio 2016

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