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antoelisa

Membro Attivo
vorrei dividere l'appartamento in cui vivo con la mia famiglia in due unità abitative, vorrei sapere se posso usufruire di qualche agevolazione e a quali norme mi devo attenere. grazie antoelisa:confuso:
 

Ennio Alessandro Rossi

Membro dello Staff
Professionista
Presumibilmente alla separazione delle unità seguiranno interventi edili. ( nuovo bagno, impianto elettrico. modifiche all 'impianto di riscaldamento, alle porte etc.) Per taluni di queste spese dal 1° ottobre 2006 si puo' usufruire della detrazione fiscale da scalare dall'IRPEF in ragione del 36% (spalmabile in dieci anni, salvo un periodo inferiore per anziani) fino ad un importo massimo di 48.000 €uro, per singola unità immobiliare; in aggiunta si potrà fruire di una ulteriore detrazione(cumulabile con la precedente ) di imposta del 55% (spalmabile in 5 anni) se interverranno opere pertinenti il risparmio energetico . Pare conveniente fare prima possibile due autonomi accatastamenti per massimizzare i vantaggi . Farsi assistere da un tecnico ( e anche da un commercialista che operi in tandem con il tecnico se questi non ha competenze fiscali aggiornate e puntuali , come spesso purtroppo succede)
 

Marco Giovannelli

Membro dello Staff
Professionista
Presumibilmente alla separazione delle unità seguiranno interventi edili. ( nuovo bagno, impianto elettrico. modifiche all 'impianto di riscaldamento, alle porte etc.) Per taluni di queste spese dal 1° ottobre 2006 si puo' usufruire della detrazione fiscale da scalare dall'IRPEF in ragione del 36% (spalmabile in dieci anni, salvo un periodo inferiore per anziani) fino ad un importo massimo di 48.000 €uro, per singola unità immobiliare; in aggiunta si potrà fruire di una ulteriore detrazione(cumulabile con la precedente ) di imposta del 55% (spalmabile in 5 anni) se interverranno opere pertinenti il risparmio energetico . Pare conveniente fare prima possibile due autonomi accatastamenti per massimizzare i vantaggi . Farsi assistere da un tecnico ( e anche da un commercialista che operi in tandem con il tecnico se questi non ha competenze fiscali aggiornate e puntuali , come spesso purtroppo succede)
quoto ennio e aggiungo:

allora per la divisione di una unità immobiliare in due l'iter burocratico è questo:
-denuncia di inizio attività ( o permesso di costruire dipende dal comune)
-esecuzione dei lavori
-accatastamento e fine lavori
-agibilità per entrambi i nuovi appartamenti

l'iter più o meno è questo, poi ci sono variabili dipendenti dai lavori che devi eseguire e della zona in cui ti trovi.
se ti servono ulteriori info non esitare a contattarmi.

saluti
 

Adriano Giacomelli

Membro dello Staff
Proprietario Casa
Qualche coinvolgimento anche a livello condominiale, se dovrai aprire una nuova porta sul vano scale. Tieni presente che se non fai aumenti di cubature, con opere di rialzo od altro, i millesimi dell'appartamento originali, li suddividerai tra le due nuove unità, in maniera proporzionale, e li comunicherai all'amministratore. Non sono ragionevoli, richieste di nuove tabelle millesimali per una suddivisione di unità.
 

Marco Giovannelli

Membro dello Staff
Professionista
secondo me invece i millesimi sono da rifare, poichè saranno condizionati, anche se in misura minore dalle nuove disposizioni interne e dai nuovi orientamenti.

poi questi sono mie riflessioni per essere puntiglioso!

saluti
 

Adriano Giacomelli

Membro dello Staff
Proprietario Casa
Bene, abbiamo trovato un argomento per confrontarci. Se un appartamento di 100 mq. senza opere di ampliamento, di rialzi od altro, quindi una scatola di 100 mq. viene divisa in due scatole da 50 mq. avrà:
A) lo stesso orientamento.
B) la superficie è la medesima di quella originaria, solo divisa in due.
C) il carico di persone che potevano potenzialmente e ragionevolmente abitare i 100 mq. sono sempre le stesse. Quindi l'impatto sull'utilizzo scale e ascensore è il medesimo.
D) Il valore dell'immobile non cambia se non in considerazione a valutazioni commerciali ma non patrimoniali del bene, spirito con cui si fanno tabelle millesimali.

Ma l'argomento è molto imteressante, parliamone.
 

Marco Giovannelli

Membro dello Staff
Professionista
allora, si gli orientamenti saranno gli stessi, ma uno sarà NORD- NORD OVEST l'altro sarà SUD-SUD EST! poi un'abitazione divisa in due avrà gioco forza delle modifiche interne atte a sopportare la nuova disposizione del piano. ergo superfici di calcolo diverse. Poi calcolando che tutti i coefficienti sia applicano vano per vano e non soltanto sulla mera abitazione il divario tra la divisione matematica della caratura millesimale e il ricalcolo dei millemisi aumenta di gran lunga rispetto a quello che ci si può aspettare.

cmq ribadisco che le variazioni sono lievi, però se qualche condomino la pretende devi farla a mio parere.

saluti
 

Adriano Giacomelli

Membro dello Staff
Proprietario Casa
Scusa ma forse non ci siamo capiti. Se l'appartamento originale di 100 mq. che ha 100/1000 (es.) viene diviso, mi argomenti che non saranno 50/1000 ciascuno, causa gli orientamenti. Ma il proprietario originale ha sempre gli stessi millesimi nei confronti del condominio. Se suddivide l'appartamento si calcolerà la ripartizione degli stessi millesimi originali come meglio può o come il buon senso determina, insomma se li divide come vuole, ma resta il fatto che nei confronti del condominio ha gli stessi millesimi originali totali.
Insomma se ho una arancia e se la divido per due otterrò due mezze arance ma nulla di più! Anzi come le due mezze arance perderanno qualche goccia di sugo, così l'unità immobiliare consterà di qualche muro divisorio in più e la superficie calpestabile in proporzione diminuirà.
 

Jrogin

Fondatore
Membro dello Staff
Professionista
Mi sono trovato in una situazione simile in qualità di acquirente di una unità frazionata.
In assemblea alla fine abbiamo trovato questo accordo "assembleare": abbiamo aumentato del 15% i millesimi originari dell'unità in oggetto e l'abbiamo poi divisa proporzionalmente tra i due derivati.
E' stato però un accordo, chiamiamolo, consensuale.
Probabilmente ho ceduto un po' troppo, ma essendo l'ultimo "arrivato", non me la sono sentita di andare per vie legali.
Ho cercato di usare il buon senso.
Speriamo che serva per il futuro "buon vivere" nel condominio.
 

Jrogin

Fondatore
Membro dello Staff
Professionista
Certo che ci interessa:D
Sarà certamente l'occasione per accrescere la nostra "cultura condominiale":applauso:
 

Adriano Giacomelli

Membro dello Staff
Proprietario Casa
Per non trascrivere tutto....cito passaggi determinanti :
"E' ammessa la revisione per...mutamenti struttura dell'edificio o per sopraelevazione o per espropriazione parziale o per innovazione di vasta portata: Non rientrano nelle innovazioni di vasta portata le innovazioni o migliorie interne, nè l'eventuale cambiamento d'uso o destinazione delle proprietà esclusive. In particolare non può parlarsi di revisione della tabella millesimale quando un condomino renda abitabile un sottotetto di sua esclusiva proprietà, potendosi, intal caso, invocare, semmai, la modifica della tabella di ripartizione spese. ( N°97 19/12/2005 - l'esperto risponde-sole 24 ore)

-La quota suddivisa non cambia le tabelle- "la suddivisione in due o più parti, dell'unica quota millesimale originaria non comporta la revisione della tabella millesimale in quanto non si verifica nessuna delle condizioni previste dall'art: 69 delle disp.ni attuative del Codice civile, non cambiando le quote millesimali di tutti gli altri condomini non interessati alla suddivisione." (348 numero quindici -20/02/2005 L'esperto risponde)

Per ora queste ma ho altro.
 

Marco Giovannelli

Membro dello Staff
Professionista
allora, se tu intendi questo:

" il signor tizio ha un appartamento che ha 90 millesimi di tab. A. decide di frazionarlo in parti uguali il signor tizio quindi poi sarà proprietario di due appartamenti la cui somma delle superfici è uguale a quello di prima(come lo stesso capita per i millesimi).
Ora tizio vende a caio un appartamento. caio compra quello più svantaggiato a livello millesimale e si lamenta e facendo le opportune verifiche i millesimi diventano di 44 per l'appartamento di caio e 46 per l'appartamento di tizio (che è più vantaggiato).

quello che voglio dire è che se la proprietà rimane la stessa non serve rivedere la tabella millesimale, mentre se le proprietà diventano diverse allora ha senso. spero di essere stato il più chiaro possibile.

mentre prima tizio (che aveva l'appartamento da 90 millesimi) pagava su una spesa di 100'000 90/1000*100'000 = 9000€

adesso

tizio paga 46/1000*100'000= 4'600,00€ mentre caio paga 44/1000*100'000=4'400

contorto il discorso, ma spero di essere riuscito a farmi capire.

saluti
 

Adriano Giacomelli

Membro dello Staff
Proprietario Casa
Caro Marco, ribadisco che qui si parla solo per il piacere di approfondire i termini della discussione, ma l'esempio che tu hai fatto e che è un caso specifico, ovvero nel caso in cui, due immobili divisi dalla stessa proprietà, siano. 1) suddivisi malamente e non fin da subito 44 e l'altro 46 mill. 2) Che a seguito di una eventuale e successiva vendita, se vengono citati esattamente anche i millesimi in atto notarile, il nuovo acquirente, avrà poca probabilità di contestare i millesimi acquistati.

N.B. Ora compilerò un nuovo argomento e sono sicuro che tu mi saprai dare le delucidazioni che vado cercando.
Intanto grazie
 

simo1955

Membro Attivo
Proprietario Casa
Io vorrei dividere il mio appartamento a Roma di 80 mq + 46 di terrazzo . Risulterebbe un monolocale con angolo cottura bagno ,corridoio e porzione di terrazzo e un appartamento con camera saloncino,angolo cottura ,bagno e terrazzo.Mi hanno detto che non posso farlo perchè il monolocale non arriva a 50 mq .Vi risulta?
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Ti conviene aprire una nuova discussione, non è detto che trovi risposte continuandone una vecchia.
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
Io vorrei dividere il mio appartamento a Roma di 80 mq + 46 di terrazzo . Risulterebbe un monolocale con angolo cottura bagno ,corridoio e porzione di terrazzo e un appartamento con camera saloncino,angolo cottura ,bagno e terrazzo.Mi hanno detto che non posso farlo perchè il monolocale non arriva a 50 mq .Vi risulta?
No non mi risulta la cosa. Mi risulta che da DM 5 luglio 1975 le misure minime per i monolocali siano 28 mq; se invece per due persone sia di 38 mq (vedi art.3 del decreto).
Di seguito ho linkato il testo di legge, buona lettura!
Bosetti & Gatti - d.m. sanità 05 luglio 1975
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
Ti conviene aprire una nuova discussione, non è detto che trovi risposte continuandone una vecchia.
tranquillo, si legge bene anche se vecchia, perchè sale in cima ai thread in lista appena viene aggiornata.
Meglio perchè tante volte si aprono mille discussioni per lo stesso identico problema di cui poi abbiamo discusso mille volte.
 

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