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  1. l'amministratore del condomino (un centro commerciale)presso cui sono proprietario di un box, ha fatto le divisioni per le spese dei lavori di aggiornamento del cpi (certificato antincendio) , escludendo 2 grossi proprietari adducendo la scusa che fanno parte dei negozi del piano superiore, ma in realtà sono nati come box e, solo successivamente acquistati da questi proprietari che anno anche i negozi. Questa manovra unilaterale è mirata a rabbonirsi questi 2 signori (450mm)a danno di noi restanti che abbiamo solo box, e perciò poca voce in capitolo contro i negozianti. In realtà fino ad ora il condominio era gestito in modo separato: i negozi al piano terra e i box al piano inferiore. Ognuno pagava il suo, noi i cancelli elettrici e le ns. pulizie e poco altro. Secondo me i lavori si devono ripartire su tutti i box, anche se sono stati accorpati a dei negozi. uno di questi ha addirittura finestre e porta a vetri per uscire a livello box, l'altro una grossa porta blindata (è un negozio di calzature) per carico e scarico. Un altro motivo per cui devono partecipare alle spese è il semplice diritto di accesso anche solo per i contatori elettrici che sono situati appunto sotto, nei corridoi box.
    Questa manovra non credo che sia legale, chiedo se qualcuno ha dei riferimenti di legge da consigliare, per poter contrastare questo amministratore e i due condomini, grazie
     
  2. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    A mio modesto parere il Cpi deve essere pagato da tutti i proprietari delle unità presenti nell'interrato e ciò a conseguenza della loro specifica collocazione e destinazione cui furono deputati ab origine.
    Forse si potrebbe discutere e valutare un'alternativa se per gli immobili aggregati ai negozi, mutata formalmente la propria destinazione d'uso e cambiata altresì la categoria catastale (ora è sempre un C6), si potesse dimostrare come le spese del nuovo Cpi abbiano subito una proporzionale diminuzione in funzione delle mutate condizioni iniziali.
    Quanto ai riferimenti normativi art. 1123 Cc in forza del quale nessuno può sottrarsi alle spese comuni, salvo non ne dimostri (con onere a suo carico) la sua estraneità.
     
    A Peppino Murgia piace questo elemento.
  3. Vedo che la pensi correttamente. Qui è una questione di malafede, perché l'amministratore si è evidentemente messo d'accordo con i 2 grossi proprietari ma non credo che riescano a passarla liscia, quando, prima o poi dovrà fare una riunione per dare conto di questi lavori, vedremo chi gli voterà a favore, infatti finora non è stato deliberato un bel niente. grazie per la partecipazione
     

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