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  1. antoma68

    antoma68 Nuovo Iscritto

    Giuseppe e Maria sono coniugi separati legalmente.
    Maria e giuseppe hanno 3 figli. (Alfio,Bruno,Carlo)

    Giuseppe acquista un immobile (con soldi prestati interamente dal figlio Alfio)

    Giuseppe decide di lasciare (riconoscendo ad alfio il prestito fatto) con testamento, l’immobile in questione soltanto ad alfio.(senza menzionare ne’ il coniuge ne’ gli altri due figli)

    Quali quote successorie spettano ad alfio?
    E quanto agli altri due figli? Al coniuge in separazione legale?
    Il prestito viene riconosciuto tra le passivita’ nei confronti di Bruno e Carlo?
     
  2. salves

    salves Membro Assiduo

    Professionista
    Se nessuno impugna il testamento per il riconoscimento della legittima va tutto ad alfio.
    Daltronde se si riconosce che il padre ha acquistato con soldi del figlio non restituiti, indirettamente è come se alfio avesse acquistato lui, se non si vogliono ampare diritti su quanto accaduto.
    Ciao salves
     
  3. antoma68

    antoma68 Nuovo Iscritto

    Dici bene Salves! Questo caso ti fa pensare se: "la nostra legislatura è giusta?...Nel caso specifico!"
    Io credo che sia lampante che Alfio debba godere di un bene che solo formalmente appartiene al padre, Giuseppe.
    secondo voi un giudice carte alla mano: testamento,riconoscimento del debito ecc.. come si comporterà?
    Eventualmente in che modo verrà suddiviso l'eredità?
    grazie a tutti!!
     
  4. Luigi Barbero

    Luigi Barbero Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Nel caso occorresse, credo che il giudice farà eseguire una perizia per accertare che il credito che Alfio può vantare sia pari al valore dell'immobile. Fatte sale le rispettive variazioni intervenute nel tempo. E poi potrebbe conguagliare le cifre destinando a tutti gli eredi la loro quota. E fra gli eredi rientrerà anche Alfio e la moglie. Questo, ovviamente, solo in caso di impugnazione del testamento.
     
  5. antoma68

    antoma68 Nuovo Iscritto

    Grazie Luigi, la tua risposta mi sembra la piu' vicina alla sentenza innanzi ad un giudice.Ma la mia domanda : "la nostra legislatura è giusta?...Nel caso specifico!"
    Avendo Alfio dimostrato di aver comunque anni prima finanziato l'intero importo (prezzo+notaio+registro...ecc..) senza nessun onere per il padre, che ne usufruirà fino a vita natural durante insieme al coniuge?
    Sapete delucidarmi con una certa affidabilità le quote divisorie in frazione/percentuale dell'eventuale caso?
    Grazie anticipatamente a tutti coloro che risponderanno o che gia' lo hanno fatto.
     
  6. Luigi Barbero

    Luigi Barbero Membro Senior

    Proprietario di Casa
    La tua prima domanda circa la giustizia è "soggettiva". In genere, chi perde le cause, se la prende con una "giustizia ingiusta" ed il vincitore, invece la loda. Quindi evito di filosofeggiare sull'argomento e vado con le quote.
    In caso di decesso di tuo padre, allo stato attuale, l'eredità si devolve in parti uguali fra gli eredi. Che sono il coniuge ed i figli. Perciò nel tuo caso, direi 25% a testa. Questo nel caso in cui Alfio non vantasse quel famoso credito. Supponiamo che a suo tempo Alfio abbia dato a papà 100 euro per l'acquisto. Passati 10 anni dall'operazione, (del tutto ipotetica, ovviamente) l'abitazione acquistata a 100 vale oggi 300. Il credito di Alfio, invece, con gli interessi annuali, rivalutazioni monetarie ecc. varrebbe 200. Ecco dunque che gli eredi dovranno dividersi la differenza fra 300 (valore attuale abitazione) e 200 (valore attuale credito Alfio). Quindi sarnno 25 euro a mamma, 25 euro a Alfio (insieme ai suoi 200 di credito), 25 a Bruno e 25 euro a Carlo.
    Fermo restando che a voer essere pignoli, la quota di Alfio potrà essere decurtata di un tot per aver goduto dell'appartamento. Verserà quindi una quota-parte per affitto agli altri coeredi. Spero che l'esempio, fatto ovviamente a "palmi" possa esserti stato utile. Un saluto. Luigi
    Forse ho interpretato male la frase su chi "ha usufruito del bene vita natural durante". Se si tratta dei soli due coniugi, la decurtazione prevista nel mio post a carico di Alfio, diventa ovvio, che non è dovuta.
     
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  7. antoma68

    antoma68 Nuovo Iscritto

    Grazie infinite Luigi, ritornando all'inizio della mia domanda (tu mi hai illustrato il caso senza testamento) posso approfittare della tua conoscenza e disponibilità?

    - Giuseppe decide di lasciare (riconoscendo ad alfio il prestito fatto) con testamento, l’immobile in questione soltanto ad alfio.(senza menzionare ne’ il coniuge ne’ gli altri due figli)

    Quali quote successorie spettano ad alfio?
    E quanto agli altri due figli? Al coniuge in separazione legale?
    E' giusto non menzionare la moglie Maria nel testamento poiche in separazione legale?
     
  8. Luigi Barbero

    Luigi Barbero Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Se il coniuge e gli altri due figli non impugnano il testamento, Giuseppe può lasciare anche tutto ad Alfio.
    Poiché, come dici, Maria e Giuseppe sono separati legalmente, presumo che possa già sorgere una difficoltà da parte di Maria a non impugnare un testamento che lede la sua legittima. Mi rendo conto che potrebe trattarsi di un dispettuccio "post-mortem" che più che colpire Giuseppe, colpirebbe i suoi figli.
    Il testamento può menzionare o non menzionare le persone. Ciò che conta è che non vengano lesi i diritti di "legittima" di nessuno. A meno che, non siano d'accordo in tal senso. Potranno comunque esplicitare la loro volontà in sede di denuncia di successione di Giuseppe, cedendo in tutto od in parte le loro quote di legittima ad Alfio. Anche eventualmente procedendo al conguaglio di cui già ti avevo descritto in precedenza. In ogni caso, le quote che io avevo indicato si riferivano ad un testamento nel quale il testaore non disponga anche della sua parte disponibile. Ossia (recito a mente, quindi potrei sbagliarmi....) il patrimonio , nel caso specifico, va diviso in 5 parti. Così attribuite: 20% ad ognuno (3 figli e moglie, ancorchè separata) e 20 % quota disponibile del testatore che la può attribuire a chi vuole. Anche ad estranei. Da rilevare che la moglie vanterà i suoi diritti finchè sarà in regime di separazione legale; se dovesse intervenire il divorzio, non le spetterà più nulla. Da tenere presente che in caso di sola separazione, la moglie avrà inoltre diritto, anche se separata -ma non divorziata- della eventuale pensione di reversibilità di Giuseppe.
    Grazie per i complimenti. Infine, una domanda: ma Giuseppe, deve per forza "andarsene"?:risata:
    Ci potrebbe essere una possibilità da esaminare con un Notaio. Quella che possa cedere -senza esborso di denaro- la proprietà della casa ad Alfio, riconoscendogli il credito per i soldi a suo tempo anticipati per l'acquisto e quant'altro. Va da sè che tali somme devono essere ampiamente dimostrabili con fatture, ricevute ecc. ecc.
     
  9. antoma68

    antoma68 Nuovo Iscritto

    Visto che siamo di roma o dintorni(pomezia) arigrazie!!
    indubbiamente era la peggiore delle ipotesi! Hai ragione! eventualmente si puo' un domani fare un'atto di vendita della nuda proprietà di Giuseppe in favore di Alfio allo stesso importo del debito a lui dovuto.Così lunga vita a Giuseppe!
    ma secondo te e poi chiudo: conviene che anche Maria faccia testamento (a favore di) per riconoscere ad Alfio una maggior porzione di eredità? (non è perchè si vuole ledere gli altri ma visto che grazie ad Alfio che esiste il patrimonio!) Ciao!!
     
  10. Luigi Barbero

    Luigi Barbero Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Sempre con le dovute, e già fatte, premesse...in merito alle separazioni/divorzi e quote legittime.
    Mi sembra di capire che la casa è totalmente intestata a Giuseppe e che Alfio, Bruno e Carlo siano figli suoi e di Maria. In questo caso, Maria nel suo eventuale testamento disporrà che Bruno erediti il 25% del suo patrimonio; idem per Carlo, mentre ad Alfio potrà destinare, oltre al 25% che già gli spetta quale "legittima, anche il 25% che è la quota "disponibile" del testatore.
    Ok. Ed un saluto da Pomezia (anche se io sono un Torinese doc. trapiantato nell'Agro Pontino).
     
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  11. valapril

    valapril Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Chiedo scusa se mi intrometto, ma in questo caso non è per nulla rilevante sapere se Giuseppe e Maria erano in separazione o comunione dei beni?
     
  12. Luigi Barbero

    Luigi Barbero Membro Senior

    Proprietario di Casa
    La separazione o comunione dei beni, in questo caso ha poca rilevanza perchè qui sembra che la casa, oggetto di tutto l'argomentare, è totalmente intestata a Giuseppe. In caso di sua morienza, come già detto, l'asse ereditario sarà composto da moglie e figli.
     
  13. antoma68

    antoma68 Nuovo Iscritto

    Scusate il ritardo, un'altra cosa avrei voluto sapere...Ma se Maria non impugna il testamento di Giuseppe dove indica come suo unico erede Alfio, la sua quota va automaticamente per intero ad Alfio?
     

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