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#1
Salve,
nel 2015 ho effettuato una variazione di piano in planimetria nel senso il piano ove è ubicato il mio immobile è stato corretto da primo a secondo.
Oggi mi è stato notificato un atto di contestazione dell'art. 28 RDL 652/39 per aver effettuato la variazione oltre il termine di 30 gg dal momento in cui la variazione è intervenuta ( viene indicata la data del 01/07/2015).
Mi chiedo... non credo che si possa parlare di una data di variazione ( e quindi di un ritardo della denuncia) in quanto si è trattata di una correzione della vecchia planimetria .
Per essere più chiaro: non è che il mio appartamento il primo luglio è passato dal primo al secondo piano ( quella sarebbe stata una variazione), si è trattato di correggere un errore.
che cosa ne pensate?
Grazie
 

Gianco

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#2
Probabilmente la denuncia di variazione è stata motivata erroneamente. Avresti dovuto dichiarare: variazione per errata indicazione del piano. Ovviamente la rettifica viene presentata senza scadenza, ma nel momento in cui uno si accorge dell'errore. I famosi 30 gg sono legati alla dichiarazione di fine lavori.
 
#3
Grazie ma la denuncia riporta - lo vedo anche nella visura catastale storica -" Corretta esposizione del piano".
Da dove hanno potuto evincere che si tratta di lavori?
 

Gianco

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Professionista
#5
La regola prevede che debba fare ricorso alla Commissione di I° grado che ovviamente oltre alle perdite di tempo ti costerà. Devi capire cosa ti conviene se pagare l'eventuale sanzione, che qui non indichi o inoltrare un ricorso.
 

griz

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#7
la variazione di solito si presenta quando intervengono modifiche, la norma prevede che la variazione si presenti entro i 30 gg da quando i lavori sono ultimati, se presenti una variazione che non contemple lavori come la tua è il caso di essere accorti e citare una data che non sia antecedente i 30 giorni dalla presentazione della pratica.
 

Gianco

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Professionista
#9
se presenti una variazione che non contemple lavori come la tua è il caso di essere accorti e citare una data che non sia antecedente i 30 giorni dalla presentazione della pratica.
Come la propone @alfietto, sembra una errata interpretazione del catasto. Probabilmente, se lui va di mattina presto, prima del pranzo, l'addetto riscontrerà l'errata interpretazione.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
#11
Capisci bene che di pomeriggio o fine mattinata l'aperitivo potrebbe alterare la percezione del funzionario. Meglio essere previdenti.
Conoscevo un pezzo grosso del palazzo di giustizia che aveva il suo ufficio affianco al bar della struttura, la mattina chi lo andava a trovare gli invitava il caffè che per lui era una vernaccina e molti lo andavano a trovare. In pratica era un antesignano di Junker. Comunque nel caso specifico non posso dire che non fosse sobrio, ma certamente qual effetto si notava. Ti racconto un fatto: poiché i sopralluoghi nelle contestazioni civili li faceva di pomeriggio, una volta è andato a vedere l'oggetto del contendere. Interpellati l'attore ed il convenuto ha posto dei dubbi sull'affermazione di uno dei due. L'interessato di contro ha affermato: "ma cosa vuole capire questo ubriaco"!? L'aspetto fisico non lo aiutava, però si è inalberato, evidenziando quale fosse la sua funzione. Ovviamente l'atmosfera si è adeguata e tutto si è risolto con tranquillità.
 

griz

Membro Storico
Professionista
#12
non ho idea di quali sanzioni siano previste per un inadempimento simile ma se di fatto non si modifica nulla di rilevante nella banca dati, credo si possa archivoare, a meno che non vi sia un'ammenda
 

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