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  1. coerede

    coerede Nuovo Iscritto

    siamo 4 fratelli ai quali i genitori in vita hanno deciso di donare degli immmobili di proprietà. tre di noi abitano in casa propria e uno occupa uno degli appartamenti di famiglia che dovrà essere donato a tutti e quattro. cosa succede se viene malauguratamente a mancare il donante? colui che occupa parte del patrimonio donato ha il diritto di occuparlo? deve lasciarlo se uno dei fratelli vuole venderlo? occorre andare alla maggioranza? basta un no di uno dei quattro per bloccare tutto? può vantare un usocapione abitandolo per un tot di anni? ESISTE UNA PROCEDURA CHE TUTELI TUTTI E QUATTRO LEGALMENTE?
     
  2. ccc1956

    ccc1956 Nuovo Iscritto

    fino a che i genitori sono in vita e decidono di donare degli appartamenti nessuno di voi quattro puo' fare nulla.
    se il fratello occupa uno degli appartamenti significa che i genitori sono d'accordo e voi non potete fare nulla adesso.
    alla morte del donante la cosa cambia.
     
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  3. coerede

    coerede Nuovo Iscritto

    Alla morte del donante la cosa cambia? Ossia? Colui che occupa l'immobile può opporsi alla vendita?
     
  4. maxbiag

    maxbiag Membro Attivo

    Professionista
    Non concordo con quanto scritto da ccc1956 in quanto l'immobile "donato" diventa a tutti gli effetti di proprietà e pertanto i genitori non hanno più alcun diritto. Diverso è il discorso relativo al fatto che finchè i genitori (entrambi) sono in vita l'atto di donazione può essere impugnato da chiunque possa vantare dei diritti sull'oggetto della donazione, esempio figlio di uno dei fratelli o quant'altro.
    Per quanto alla vendita o voi fratelli vendete all'occupante la vostra quota ( soluzione facile) oppure la vendita deve essere fatta dal tribunale che la mette all'asta e divide il ricavato fra i proprietari.
    Saluti
     
  5. acquirente

    acquirente Nuovo Iscritto

    quello che ha detto ccc56 e' esatto.
    fino a che i genitori sono in vita nessuno puo' fare nulla. i genitori possono donare un immobile ad un figlio e magari ad un altro figlio possono non dare nulla.
    e fino a che i genitori sono in vita nessuno puo' farci niente.
    dopo la morte dei genitori donanti il discorso cambia.
     
  6. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    le donazioni sono spesso fonte di problemi... io concordo sul fatto che una volta donato il bene a tutti e 4 i figli (forse ad acquirente è sfuggito che la donazione è verso tutti) i genitori non ne sono più proprietari dunque non possono più decidere in merito ad esso, tuttavia, visto che la vendita di un bene donato presenta dei problemi per concessione del mutuo e simili rischaite di trovarvi in futuro in una situazione complicata. potreste quindi o suggerire di vendere il bene a chi occupa l'appartamento ad una cifra decurtata di 1/4 (quota che gli spetterebbe della donazione) e di dividere il ricavato tra gli altri tre, così da non esporli al rischio di comportamenti scorretti da parte dell'occupante, o prevedere da subito che il fratello occupante lo utilizzi versando un affitto agli altri tre, affitto che ovviamente sarà depurato di quanto gli spetterebbe se lo fittaste ad un estraneo alla donazione. in tal modo sarà chiaro che l'utilizzo rientra nella locazione e che le spese andranno ripartite tra i proprietari in parti uguali. Suggerirei comunque la prima soluzione che elimina il problema in maniera definitiva. In ogni caso mettere nero su bianco gli accordi per evitare che, sfruttando la posizione, il fratello che occupa l'appartamento crei problemi agli altri.
     
  7. ccc1956

    ccc1956 Nuovo Iscritto

    Se vi è una donazione bisogna distinguere a seconda:

    A) che il donante sia ancora vivente:
    in questo caso l'azione di restituzione potrà essere esercitata SOLO dopo la morte del donante medesimo, ed entro i successivi 10 anni da tale evento (secondo l'orientamento prevalente in tema di decorrenza del termine prescrizionale), al verificarsi peraltro di tutte le seguenti condizioni:

    che il donante alla sua morte non abbia lasciato beni sufficienti a "coprire" la quota di legittima spettante a tutti i legittimari

    che verificandosi il caso di cui A) i legittimari lesi intendano
    far valere le proprie ragioni mediante l'esperimento dell'azione di riduzione (l'azione non è "automatica" ma richiede l'iniziativa di parte e non è escluso che il soggetto interessato possa comunque rinunciare all'esperimento dell'azione,

    il donatario, proprio dante causa, nel momento in cui verrà esercitata la azione di riduzione, non abbia nel proprio patrimonio beni sufficienti a soddisfare le ragioni dei legittimari pretermessi o lesi

    non siano già decorsi 20 anni dalla data della trascrizione della donazione, salvo che sia intervenuta opposizione al decorso dei 20 anni da parte del coniuge o di parenti in linea retta (legge 80/2005)

    Quindi nel caso in questione non si sa bene quanti siano gli immobili da dare ai figli ma si capisce che la donazione interessa tutti i fratelli e comunque il fratello avendo anch'egli diritto di abitare in quella casa, essendo uno dei donatari, puo' tranquillamente farlo.



    http://www.borsinoimmobiliare.it/articolo-content.asp?id_news=109&id_cat=7
     
  8. acquirente

    acquirente Nuovo Iscritto

    leggendo meglio tu dici...................uno di noi fratelli occupa uno degli appartamenti che dovra' essere donato a tutti e quattro.
    quindi presumo che fino ad oggi la donazione non e' stata ancora fatta e quindi i genitori hanno dato l'ok a tuo fratello di potere abitare nel frattempo in uno di questi appartamenti.
    se i genitori dovessero donare gli immobili a tutti e quattro i fratelli, tuo fratello avrebbe diritto sia di abitazione sia anche di non voler vendere l'appartamento dove vive ma anche gli altri appartamenti oggetto della donazione se lui e' donatario anche di quote degli altri immobili. E qui si aprirebbe un iter lungo e costoso.
    diverso il caso se i genitori donassero ad ognuno dei figli un immobile a testa.
     
  9. coerede

    coerede Nuovo Iscritto

    grazie mille delle spiegazioni. vorrei chiedervi se non viene eseguita nessuna donazione, alla morte del genitore che possiede questi immobili (4 per l'esattezza) i tre fratelli che non occupano nessuno degli immobili possono pretendere che l'immobile occupato sia liberato dal quarto fratello per essere venduto? e devono essere d'accordo tutti e tre o basta che uno voglia vendere che gli altri non possano tirarsi indietro?
     
  10. acquirente

    acquirente Nuovo Iscritto

    se non c'e' donazione si aprira' la successione legittima (senza testamento) e voi fratelli sarete eredi in parti uguali del patrimonio dei vostri genitori.
    se ci fosse testamento olografo si potrebbe presentare una situazione ancora diversa.
    ciao.
     
  11. acquirente

    acquirente Nuovo Iscritto

    per essere piu' preciso:
    • Come si procede alla divisione dei beni ereditari?
    La prima operazione necessaria è la «formazione della massa ereditaria», che consiste nella elencazione di tutte le attività e passività del defunto. Sono compresi anche quei beni che il defunto aveva donato in vita ai discendenti o al coniuge (collazione), a meno che non si tratti di donazioni di modesto valore.
    Si procede quindi alla stima dei beni singoli, con riferimento ai prezzi correnti di mercato, e quindi alla formazione di porzioni corrispondenti alle quote di ciascun erede.
    Ogni porzione, salvo diversi accordi, deve comprendere una quantità di mobili, immobili e crediti, in proporzione alle rispettive quote. Se ciò non è possibile, la differenza viene compensata in denaro.
    I beni che un erede ha ricevuto in vita vengono considerati nella sua quota.
     
  12. raflomb

    raflomb Membro Assiduo

    I quesiti che pone "coerede" sono di tutt'altra natura di rispetto a quelli discussi fino ad ora. L'istante afferma che ognuno dei 4 figli è stato soddisfatto anticipatamente con la donazione di un immobile (se il valore dei 4 immobili equivalente o se ad alcuni c'è stata compensazione di denaro, non ci è dato saperlo) e che uno di essi vive con i genitori, (e devo ritenere che questo è l'unico cespite ereditario che cadrà in successione).
    Ciò premesso, l'istante chiede se il fratello convivente nella casa dei genitori, alla morte del genitore possa contnuare ad occuparlo, e se uno dei fratelli decidesse di venderlo sia sufficiente che uno dei 4 coeredi si opponga per ostacolare la vendita.
    Per quanto concerne il 1° quesito, costituendosi una comproprietà dei 4 fratelli (l'istante non parla di altri eredi legitti, come l'altro coniuge) sull'immobile, il fratello oggi convivente, contro la volontà degli altri 3 fratelli comproprietari non potrebbe continuare ad occuparlo, in quanto non avrebbe titolo alcuno. Nell'ipotesi in cui anche un solo fratello decidesse di vendere l'immobile, sarebbe opportuno che gli altri trovassero un accordo per cercare di realizzare sul libero mercato il maggior vantaggio, ove non interessi a nessunno dei 4 liquidare le quote degli altri 3 fratelli per divenire unico proprietario. Anche in questo caso la liquidazione delle quote di proprietà dovrà avvenire previa stima dell'immobile da tecnico incaricato. Infine, nell'ipotesi in cui non si realizzi un consenso spontaneo, è chiaro che se uno dei comproprietari intende comunque sciogliere la comunione, dovrà adire le vie giudiziarie per lo scioglimento in via coattiva. In questo caso sarà il giudice a nominare un CTU (consulente tecnico d'ufficio) che farà una stima del valore del bene, e se uno dei comproprietari intenderà rilevare le quote degli altri, dovrà pagare ad ognuno di voi il quantum come da stima del CTU, questo lo potrà fare in virtù del diritto di prelazione riconosciuto al comproprietario. Nell'ipotesi, ultima, in cui nessuno dei 4 intenda acquistare l'immobile, questo sarà bandito all'asta pubblica, e il ricavato dalla vendita sarà distribuito in 4 parti uguali, tolte le spese del CTU, di procedura, e di pubblicità.
     
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  13. maxbiag

    maxbiag Membro Attivo

    Professionista
    Suggerisco ai genitori del fratello che vive con essi di lasciare in testamento l'appartamento dove abitano solamente a Lui, così gli altri tre vivono sereni e lasciano vivere sereno il loro fratello "occupante abusivo".
     
  14. raflomb

    raflomb Membro Assiduo

    Il quarto fratello che definisci "occupante abusivo" da quanto afferma nel quesito l'istante, ha anch'esso già ricevuto per donazione il suo immobile, e, oggi, non è definibile occupante "abusivo" in quanto coabita con i genitori. Il problema che viene sollevato è quello relativo al quinto bene immobile, tutt'oggi di proprietà del genitore, che cadrà necessariamente in comunione ereditaria tra i 4 fratelli.
     
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  15. Jrogin

    Jrogin Fondatore Membro dello Staff

    Professionista
    Ottima e chiara spiegazione :applauso:
     
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  16. maxbiag

    maxbiag Membro Attivo

    Professionista
  17. acquirente

    acquirente Nuovo Iscritto

    io non ho assolutamente capito che i tre fratelli abitano gia' in una casa data in donazione dai genitori.
    anzi, coerede non l'ha specificato, mi piacerebbe capire dove l'avete letto. ne' ho letto che abita con i genitori. anzi la donazione non e' stata ancora fatta e coerede l'ha ammesso. Mah.

    coerede dice: grazie mille delle spiegazioni. vorrei chiedervi se non viene eseguita nessuna donazione, alla morte del genitore che possiede questi immobili (4 per l'esattezza) i tre fratelli che non occupano nessuno degli immobili possono pretendere che l'immobile occupato sia liberato dal quarto fratello per essere venduto? e devono essere d'accordo tutti e tre o basta che uno voglia vendere che gli altri non possano tirarsi indietro?

    ciao
     
  18. raflomb

    raflomb Membro Assiduo

    Coerede cita testualmente: siamo 4 fratelli ai quali i genitori .................,
    Da ciò si deve dedurre che in vita i genitori hanno effettuato ad ognuno dei 4 fratelli la donazione di un immobile, ma 1 di loro, probabilmente il più giovane, o quello non coniugat, o ....., coabita con i genitori nel 5° immobile rimasto intestato ad essi, e che conseguentemente cadrà in comunione ereditaria tre gli gli eredi legittimi, e da qui nasce il secondo quesito.
     

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