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  1. paperino62

    paperino62 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Buongiorno ,
    chiedo aiuto agli esperti perche' di queste cose ne capisco ben poco.
    Sono figlia unica , mio padre in fase di separazione da mia madre mi dono (1990),' appena maggiorenne, la sua quota del 50% di una casa, l'altro 50 % apparteneva a mia madre. Prima muore mia madre e dopo due anni mio padre. Ora la seconda moglie di mio padre chiede che la casa sia portata in collazione sull'asse ereditario. Ha ragione o mi posso difendere,?
    un saluto a chi mi sapra' rispondere e buone feste.
     
  2. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Il mio parere
    Per una analisi complessiva e delle quote occorrerebbe verificare se sia stato redatto testamento o meno ( nella ipotesi A)

    A-50% quota della madre : Essendo papa e mamma solo separati tale quota spettava in successione a te e tuo padre: al decesso di tuo padre la sua pro-quota (di questo 50%) a sua volta va in successione a te ed alla seconda moglie. La impugnazione su questo versante va operata entro 10 anni dalla apertura della successione (data decesso della mamma)

    B-50% di tuo padre a te donato nel 1990 ( piu' di venti anni fa)
    Al fine di limitare le problematiche conseguenti alla certezza della circolazione dei beni, il Dl 355 del 14 marzo 2005 ha posto un termine all'azione di restituzione, che può essere esperita solo entro i venti anni dalla trascrizione della donazione. Ciò rende indenne i terzi che abbiano comprato dal donatario ma resta salva la possibilità per eredi legittimi di rivolgersi a chi aveva ricevuto la donazione, (secondo me sempre entro 10anni dal decesso del papa ) e pretendere da questi una compensazione in denaro.

    Quanto sopra in linea di massima . Il caso comunque merita un approfondimento ed un consulto legale analizzati i particolari qui evidentemente non riportabili
     
    Ultima modifica: 30 Dicembre 2014
  3. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Ha ragione: devi conferire ai tuoi coeredi tutto ciò che hai ricevuto dal padre defunto per donazione direttamente o indirettamente, salvo che tuo padre non ti abbia da ciò dispensata.
    In tal caso, la dispensa da collazione non produrrebbe effetto se non nei limiti della quota disponibile.
     
  4. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    "Prima muore mia madre e dopo due anni mio padre. "
    1.sarebbe interessante sapere le date del decesso e se la mamma fece testamento (nella quale ipotesi avrebbe potuto lasciarti la quota "disponibile")
    2.Stessa cosa per tuo padre
    3.Sa la nuova moglie che le spetta il diritto di abitazione sulla casa ( mi pare che stiamo parlando sempre della stessa unica casa ) fino alla morte ? In tal caso potrebbe non avere interesse ad impugnare , specialmente se NON ci sono figli nati dalla seconda unione. Spesso si agisce per paura ed ignoranza nel timore "di essere sbattuti fuori"
    Ecco perchè varrebbe la pena di sentire un legale che approfondisse e poi cercasse una composizione magari in conciliazione che pure è obbligatoria in tema di donazione e successione
     
    A Gianco piace questo elemento.
  5. paperino62

    paperino62 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Grazie e buone feste
     
  6. paperino62

    paperino62 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Grazie e buone geste
     
  7. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    comunque c'é una bella differenza tra avere il diritto di abitazione ed essere comproprietario dell'appartamento.
    Alla seconda moglie, oltre al diritto di abitazione della casa coniugale, senza testamento, spetta 1/2 del patrimonio del marito; mentre con testastamento gli viene assicurato almeno 1/3.
     
  8. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Ennio, parti dal presupposto che i genitori fossero solo separati. Ma la figlia chiama la vedova, moglie. Pertanto, il padre ha ottenuto il divorzio o è diventato vedovo e quindi si è potuto risposare. Quando la mamma è morta era separata o divorziata? Credo che solo dopo avere chiarito questi dubbi si possa dare un giudizio valido.
     
  9. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Correggetemi se sbaglio, ragionando:
    Partiamo dalla ipotesi che la donataria opti per la restituzione di quanto ricevuto dalla donazione tal che si debbano rideterminare le porzioni spettanti al pari che la donazione non fosse mai stata operata:
    fase 1 -il primo 50% (all'atto del decesso i coniugi erano separati, Gianco a questo mi riferisco ) : Per effetto del decesso della madre la quota è andata (se non c'era testamento) in successione per il 50% alla figlia UNICA e per 50% al padre ( a questo punto la figlia vanta il 25% della PP ed il padre il 75% in quanto già deteneva il 50%
    fase 2-il 75% della PP del padre va in successione ( senza testamento) : il 37,25% della PP va alla figlia ed il 37,25% della PP alla nuova moglie
    Rectius: nella ipotesi peggiorativa alla figlia spetterebbe il 62,50% della PP
    Chiedo a Luigi: se la signorina che ha postato non fosse collaborativa conviene davvero alla seconda moglie chiedere la divisione quando Lei puo' abitare la casa tranquillamente fino alla morte ? Diversamente , in fatto La Nuda Prorietà del bene non rischierebbe di essere strasvenduta in sede di asta ? Quale 'assegnatario acquisterebbe in questo periodo (dove in Asta fioccano case libere da ogni vincolo ) un bene gravato da un diritto di abitazione se non ad un prezzo pari ad una "cicca di tabacco." ?
    Ecco perchè affermo che gli estremi per una composizione ci sono tutti
    Chiaramente se dal secondo matrimonio fosse nato un figlio, ciò rimaderebbe il problema : al decesso della seconda moglie i comproprietari si ritroverebbero punto a capo con il problema irrisolto

    Ovviamente in presenza di testamento , questo potrebbe sfasare le quote come sopra ipotizzate, per effetto della piena libertà del testatore di pianificare liberamente l'attribuzione della "quota disponibile"
     
    Ultima modifica: 30 Dicembre 2014
  10. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    non mi sembra che la vedova abbia chiesto di venderla; ha solo chiesto di ricalcolare le quote di proprietà.
    Anche lei saprà fare due conti e quando vedrà che se mette in vendita la casa non ci guadagna anzi ha tutto da perdere, arriverà ad un accordo più conciliante.
     
  11. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    La signora evidentemente non vuole solo ricalcolare ma punta ad un riconoscimento economico e se la donataria non aderisce e resta immobile che fa la 2 moglie per avere questo riconoscimento ?
    Nella comunione ereditaria con unico immobile ( e anche non ereditaria per esattezza) ci sono solo due strade
    1-o le parti vanno d'accordo
    2-o il bene va all'asta e con il ricavato le parti vengono soddisfatte in relazione alla quota proporzionale riconosciuta dal Giudice
    Per cui la signora ha un bel da fare
    primo: impugnare la donazione
    secondo: proporre una conciliazione (obbligatoria )
    terzo: se fallisce la conciliazione : Giudice , perito, asta
    E la trafila costa parecchio- alla procedente- tra spese di Giustizia, Legale e di Perito
    Per la seconda moglie c' è solo una strada: disporsi a miti pretese
     
    Ultima modifica: 30 Dicembre 2014
    A rita dedè piace questo elemento.
  12. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    @Ennio Alessandro Rossi innanzi tutto ti faccio gli auguri di Buon Natale, poi rispondendo al tuo ultimo intervento ribadisco che impugnare la donazione per aver riconosciuto una maggior quota di proprietà dell' immobile non comporta obbligatoriamente i successivi passaggi che tu hai indicato.
    Sono d'accordo con te che se vanno alla suddivisione sarà un bagno di sangue per tutti ma forse di più per chi ha la maggior parte di proprietà. La vedova se non rinuncia al diritto di abitazione venderà per una cicca si tabacco la sua parte ma rimarrà in casa. La figlia di primo letto venderà la sua parte per 3 cicche di tabacco e basta.
    A meno che la figlia di primo letto visto la sua quota maggioritaria di proprietà non faccia una offerta complessivamente ragionevole alla vedova di sua padre.
     
    A rita dedè piace questo elemento.
  13. maria55

    maria55 Membro Attivo

    Professionista
    Intanto Buon Natale a tutti. A paperina consiglio di verificare gli accordi patrimoniali per la separazione dei genitori. Potrebbe non essere stata una donazione, ma una attribuzione a compensazione di assegni di mantenimento.
     
  14. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    o aspetti che il bene vada in asta e se lo fa comperare da un fiduciario ad una cicca di tabacco considerato che poi i 2/3 del ricavato spettano a Lei
     

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