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Antoxx

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Conduttore
Vi spiego la mia situazione. È un po' spinosa: vivo con mia madre e le mie sorelle che lavorano, io disoccupato e studente universitario, invalido civile 80%.
Essendo entrato in vigore il reddito di cittadinanza ho visto uno spiraglio di emancipazione, ma vivendo in famiglia il mio isee non mi permette di farne richiesta.
Ho pensato allora di trasferirmi (non in maniera fittizia ma proprio fisicamente) da mia nonna che ha un immobile con due numeri civici in quanto al mio caf mi è stato riferito che se mia nonna risulta residente al numero 100 e io al 102 (anche se l'abitazione è unica) potrei non rientrare nel suo stato di famiglia e quindi finalmente risultare da solo non portandonl'accastamento al momento della richiesta di trasferimento ma solo firmando il 'patto per la tassa dei rifiuti urbani' (questa cosa è vera ho controllato sul sito del comune) ma a voi sembra normale? Perché a me logicamente no. Nel senso che se non consegno la visura catastale al momento della richiesta di cambio di residenza poi l'immondizia come la calcolano?
Grazie mille a chi vorrà perdere un po' del proprio tempo cercando di aiutarmi.
Vorrei specificare che non mi sento un furbetto in quanto io effettivamente non lavoro e sono invalido e ho proprio bisogno di un aiuto per essere indipendente, e poi io mi trasferire sul serio. grazie ancora.
 

Luigi Criscuolo

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Proprietario Casa
Giusta l'osservazione di @Dimaraz se sei stato riconosciuto invalido civile all' 80% non hai diritto ad un trattamento pensionistico di invalidità? Chi ha avuto un riconoscimento di invalidità dal 74% in su, che gli impedisce di lavorare, ha diritto ad un assegno mensile ed al'esenzione dal pagamento del ticket sanitario.
Mi sembra di aver capito che a 29 anni di età, risulti ancora essere uno studente universitario, ed essere nello stato di famiglia dei tuoi genitori.
Vorrei specificare che non mi sento un furbetto
Non ti senti ma lo sei: scusa la franchezza. Perché è vero che ufficialmente tu risulteresti residente ad un indirizzo differente per numero civico da quello di tua nonna ma praticamente l'appartamento dove vai ad abitare è lo stesso.
Non è possibile avere due o più stati di famiglia tra persone conviventi se queste sono legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione o vincoli affettivi.
Per essere a posto tua nonna dovrebbe avere due appartamenti distinti nello stesso edificio, anche con lo stesso numero civico, meglio ancora se l'accesso agli appartamenti avviene da numeri civici distinti. Ti cede uno dei due in comodato gratuito, allora in questo caso costituirai un nucleo familiare autonomo, anche se poi i soldi per vivere teli danno ugualmente i tuoi genitori (chi pagherà le utenze, e lo smaltimento rifiuti?)
Il consiglio che ti ha dato l'impiegato CAF conta sul fatto che chi riceverà la tua dichiarazione dei redditi non andrà a controllare che lo stesso appartamento ha due numeri civici. Per questo motivo, secondo me dovrebbe essere licenziato.
Io abito in un condominio dove ci sono due numeri civici: uno è l'ingresso pedonale all'edificio, l'altro è l'ingresso carrabile che porta ai posti auto coperti ricavati sotto l'edificio. Il nostro amministratore erroneamente scrive solo il numero civico dell'ingresso pedonale ma i posti auto condominiali sono accatastati con il numero civico del passo carrabile e la tabella generale millesimale di proprietà è fatta tenendo conto dei posti auto quindi la dizione corretta del condominio dovrebbe riportare entrambi i numeri civici. Tuttavia nessuno ha mai fatto storie.
Allo stesso modo ,tua nonna, e quindi anche tu, dovreste mettere entrambi i numeri civici nel certificato di residenza e nella carta di identità, quindi emergerebbe che si tratta dello stessa casa.
 
Ultima modifica:

Antoxx

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Conduttore
'Allo stesso modo ,tua nonna, e quindi anche tu, dovreste mettere entrambi i numeri civici nel certificato di residenza e nella carta di identità, quindi emergerebbe che si tratta dello stessa casa'

Quindi tu stai dando ragione (anche ammettendo che la cosa è borderline) allo sportellista del caf, se metto la residenza al 102 e nonna ce l'ha al 100 risultiamo in due stati di famiglia separati esatto?


1)Sì prendo la pensione di 284 euro al mese, ma ne spendo una metà per farmaci di fascia C che lo stato non passa e l'altra metà in fisioterapia. Non mi resta praticamente niente.

2) effettivamente però anche se legalmente considerato come unico stabile, la casa è proprio divisa in due con due entrate separate. Il numero (fittizio) 100 è un portone che porta alle scale per andare al piano di sopra e il 102 è una porta del pianterreno. Mia nonna ha la residenza solo al 100 (al piano superiore) io mi chiedo quello che succederebbe se io chiedessi la residenza al 102 a livello pratico, per esempio l'immondizia etc.
Per come pagarla, appunto chiedendo il reddito di cittadinanza nel frattempo che prendo la laurea sicuramente potrei pagare quel poco che consumo
 

Daniele 78

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Professionista
'Allo stesso modo ,tua nonna, e quindi anche tu, dovreste mettere entrambi i numeri civici nel certificato di residenza e nella carta di identità, quindi emergerebbe che si tratta dello stessa casa'

Quindi tu stai dando ragione (anche ammettendo che la cosa è borderline) allo sportellista del caf, se metto la residenza al 102 e nonna ce l'ha al 100 risultiamo in due stati di famiglia separati esatto?


1)Sì prendo la pensione di 284 euro al mese, ma ne spendo una metà per farmaci di fascia C che lo stato non passa e l'altra metà in fisioterapia. Non mi resta praticamente niente.

2) effettivamente però anche se legalmente considerato come unico stabile, la casa è proprio divisa in due con due entrate separate. Il numero (fittizio) 100 è un portone che porta alle scale per andare al piano di sopra e il 102 è una porta del pianterreno. Mia nonna ha la residenza solo al 100 (al piano superiore) io mi chiedo quello che succederebbe se io chiedessi la residenza al 102 a livello pratico, per esempio l'immondizia etc.
Per come pagarla, appunto chiedendo il reddito di cittadinanza nel frattempo che prendo la laurea sicuramente potrei pagare quel poco che consumo
Sarebbe da frazionare l’appartamento di tua perché da quello che dici avete si due numeri civici ma la casa è unica ed ha una sola unità immobiliare, sarebbe anche da capire anche come hanno fatto a dare due numeri civici per un unita immobiliare abitativa ma questo è un’altro discorso.

Il nuovo Catasto scatenerà tutta una serie di conseguenze:
1) due unità abitative e per ottenere i benefici fiscali come prima casa e non pagare IMU (presumo che tu non viva in un A/1, A/8 o A/9) dovrà essere intestata a te; ovviamente ciò porterebbe poi a dei controlli delle Entrate su come tu poi possa permetterti la casa...ma questo è ancora il meno.​
2) Essendo tu intestatario dell’immobile dovresti verificarne il valore, perché se eccedesse i 30.000€ tu perderesti il diritto al reddito di cittadinanza!​
3) Se invece rimane intestato ai tuoi e tu ne godi come comodatario ti levi il problema descritto al punto 1) ma perdi comunque il reddito di cittadinanza.​

Detto questo per poter cambiare il Catasto dovresti innanzitutto ripresentare le pratiche in Comune per il frazionamento (occhio che essendo di fatto due case: la prima dove stai tu e quella della nonna), potrebbero richiederti più parcheggi e più aree verdi in quanto raddoppi il carico urbanistico così facendo; ammesso che in quella zona il Comune permetta il frazionamento (ad esempio nei centri storici spesso e volentieri è impossibile frazionare un immobile). Fatto tutto questo tu puoi frazionare a Catasto ma non prima!
 

Antoxx

Nuovo Iscritto
Conduttore
Mi sa che conviene chiedere dei soldi in prestito per prendermi una stanza in affitto o trasferirmi da un amico a questo punto, la cosa è troppo problematica, non vorrei creare problemi in sede di eredità dei miei zii che nonna ha 99 anni.
Grazie a tutti e dovrei dire due paroline al tizio del caf che me l'ha consigliato.
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
Mi sa che conviene chiedere dei soldi in prestito per prendermi una stanza in affitto o trasferirmi da un amico a questo punto, la cosa è troppo problematica, non vorrei creare problemi in sede di eredità dei miei zii che nonna ha 99 anni.
Grazie a tutti e dovrei dire due paroline al tizio del caf che me l'ha consigliato.
Il tizio del CAF che te l’ha consigliato probabilmente non si occupa sicuramente di immobili, perché altrimenti mai e poi mai ti avrebbe consigliato la variazione catastale.
L’immobile quando viene variato e toccato nei sui documenti (permessi edilizi, catasti, conformità varie ecc.) scatena tutta una serie di conseguenze non solo legate ad IMU o regolarità edilizie per vendita o simili...ma scatena tutta una serie di conseguenze fiscali :come perdita requisiti prima casa, aumento del valore e conseguente riduzione degli aiuti (vedi reddito di cittadinanza).

Quando c’è un immobile di mezzo, bisogna prima di tutto contattare chi si occupa di immobili (possibilmente vicino) e poi valutare attentamente a tavolino tutte le conseguenze di queste modifiche magari anche con un fiscalista (costa più del CAF), ma ti evita tante tante tante tante sgradite sorprese!
 

Daniele 78

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Professionista
Vi spiego la mia situazione. È un po' spinosa: vivo con mia madre e le mie sorelle che lavorano, io disoccupato e studente universitario, invalido civile 80%.
Essendo entrato in vigore il reddito di cittadinanza ho visto uno spiraglio di emancipazione, ma vivendo in famiglia il mio isee non mi permette di farne richiesta.
Ho pensato allora di trasferirmi (non in maniera fittizia ma proprio fisicamente) da mia nonna che ha un immobile con due numeri civici in quanto al mio caf mi è stato riferito che se mia nonna risulta residente al numero 100 e io al 102 (anche se l'abitazione è unica)
Nel nostro caso @Nemesis abbiamo un unica abitazione ma con 2 numeri civici diversi. A questo punto, facciamo l’esempio del classico condomino o condominio minimo, allo stesso civico hai più unità abitative.
Qui abbiamo un unica abitazione con 2 civici, che non ha senso!
 

Nemesis

Membro Storico
Proprietario Casa
Qui abbiamo un unica abitazione con 2 civici, che non ha senso!
Tutti gli accessi esterni di qualsiasi genere che dall’area di circolazione immettono direttamente o indirettamente all’interno dei fabbricati devono, secondo la normativa vigente, essere provvisti di appositi numeri civici.
Gli accessi contigui vanno numerati distintamente, se separati da elementi murari strutturali e continui alla facciata dell’edificio (per accessi diretti) o da recinzione o muretto (per accessi indiretti).
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
Tutti gli accessi esterni di qualsiasi genere che dall’area di circolazione immettono direttamente o indirettamente all’interno dei fabbricati devono, secondo la normativa vigente, essere provvisti di appositi numeri civici.
Gli accessi contigui vanno numerati distintamente, se separati da elementi murari strutturali e continui alla facciata dell’edificio (per accessi diretti) o da recinzione o muretto (per accessi indiretti).
Quindi un condomino che ha un accesso pedonale e un accesso carraio che però sono collegati alla strada publica tramite area comune antistante il medesimo (parcheggio privato asservito all’uso pubblico) deve avere due civici? Chiedo
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
ecco, molto bene, così si da la possibilità di fare i furbetti.
Il civico è importante ma vedi il caso del condomino che ha più unità immobiliari sotto lo stesso civico...non è quella la discriminante principale.
Sono i subalterni catastali la discriminante vera, e i Comuni hanno un accesso gratuito al SISTER delle Entrate per potersi fare visure (anzi qualche comune fa pure servizio di sportellò visure per i suoi cittadini), e poi hanno la possibilità di di tirarsi giù la planimetria catastale per fare le verifiche con le proprie planimetrie da progetto.
In questo modo combatti i furbetti!
 

Antoxx

Nuovo Iscritto
Conduttore
Il tizio del CAF che te l’ha consigliato probabilmente non si occupa sicuramente di immobili, perché altrimenti mai e poi mai ti avrebbe consigliato la variazione catastale.
Infatti non è questo che mi ha consigliato non so se non mi sono spiegato bene.
Lui conosce casa di nonna, la casa ha due entrate (diciamo che è divisa in due, pianoterra e primo piano). Per accedere al primo piano c'è un portone (numero 100) e per accedere al pianterreno il 102 ma è considerata cosa unica.
Lui mi ha consigliato di mettere la residenza al 102 (mentre nonna c'è l'ha al 100) tanto nessuno si sarebbe mai accorto che la casa non è divisa essendo noi registrati a due numeri diversi e quindi avrei potuto chiedere lo stato di famiglia da solo. Questa è la situazione spiegata nella maniera più cristallina.

Qui sorge il mio dubbio: lui mi chiede di fregare il sistema perché sa che non ci sono controlli. Ma io avendo un cervello ho pensato: ma poi la tassa sull'immondizia come me la calcolano?
 

Antoxx

Nuovo Iscritto
Conduttore
E continuo, scusate per il multipost: il tizio del caf mi ha anche detto che anche in caso mandassero i vigili urbani a controllare alla fine non potrebbero contestarmi la residenza perché il 102 ha parvenza abitativa quindi la cosa non da adito a sospetti.
Ripeto non è tanto la residenza o lo stato di famiglia separato perché appunto in quella strada metà delle famiglie fa così con i figli ma io mi chiedo come calcolino poi l'immondizia e se non si fanno due domande quando vedono persone registrate ai due civici. Scusate la confusione e grazie mille.
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
Infatti non è questo che mi ha consigliato non so se non mi sono spiegato bene.
Lui conosce casa di nonna, la casa ha due entrate (diciamo che è divisa in due, pianoterra e primo piano). Per accedere al primo piano c'è un portone (numero 100) e per accedere al pianterreno il 102 ma è considerata cosa unica.
Lui mi ha consigliato di mettere la residenza al 102 (mentre nonna c'è l'ha al 100) tanto nessuno si sarebbe mai accorto che la casa non è divisa essendo noi registrati a due numeri diversi e quindi avrei potuto chiedere lo stato di famiglia da solo. Questa è la situazione spiegata nella maniera più cristallina.

Qui sorge il mio dubbio: lui mi chiede di fregare il sistema perché sa che non ci sono controlli. Ma io avendo un cervello ho pensato: ma poi la tassa sull'immondizia come me la calcolano?
Chiedo venia, avevo compreso male io allora. Beh ma nel portare la residenza in un altro immobile devi avere un titolo in mano per farlo:
1) Affitto
2) Comodato gratuito
3) Usufruttò
4) Diritto d’Abitazione
5) Proprietario
Ma per tutto questo ci deve essere un atto notarile che lo attesta che hai quel titolo; la residenza non la sposti così a muzzo.

Ti sei posto una domanda intelligente, infatti la Tari viene calcolata sui mq di abitazione e pertinenze, per cui per forza devono avere dei disegni in mano (Catasto e o progetti comunali) e visure catastali che indicano gli intestatari degli immobili.

Ma per avere le visure catastali aggiornate ed avere un intestato piuttosto che un altro sempre un atto notarile ci deve stare!
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Grazie mille a chi vorrà perdere un po' del proprio tempo cercando di aiutarmi.
Come più volte ho affermato, conosco un caso dove 5 nuclei abitano un'abitazione con due abitazioni unita da una scala interna con due numeri civici: uno pedonale, l'altro carrabile.
Il postante non dovrebbe avere problemi poiché il suo cognome dovrebbe differire da quello della nonna.
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
Per detenere un immobile come conduttore o comodatario non serve un atto notarile.
Vero, hai bisogno solo del contratto d’affitto registrato. C’è da dire che tra gli allegati richiesti hai la visura catastali dell’immobile con planimetrie allegate.
Sulla visura hai gli intestati dell’immobile...se ci fossero problemi quali volture non fatte (tipico è il caso di vecchie successioni) ovviamente vai a prendere l’atto, e rettifichi la visura con una voltura anche se tardiva.

Sono tutti tasselli collegati tra loro!
 

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