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  1. basilico

    basilico Membro Attivo

    Ciao a tutti, spero di non sbagliare sezione.

    chiedo aiuto l'assemblea condominiale ha approvato la sostituzione della caldaia condominiale in base ad un capitolato che prevede di verificare gli elementi del calorifero in ogni singola abitazione e nel caso di aggiungere altri elementi ai caloriferi già esistente .
    ogni singolo elemento ha un costo di 10€
    la cosa che mi chiedo è se io non voglio aggiungere altri elementi sono obbligato per forza se il professionista dice che vanno aggiunti?
     
  2. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    da come è esposto il caso sembrerebbe che si voglia approfittare del cambiamento della caldaia per accontentare alcuni condomini freddolosi.
    Sono dell'opinione che tu non sia obbligato ad aggiungere o togliere elementi ai caloriferi di casa tua: è una operazione che dipende dalla tua volontà in quanto tua proprietà.
    Invece sono dell'opinione che alla luce delle modificazioni apportate all'impianto di riscaldamento condominiale occorra ricalcolare la tabella mm del riscaldamento.
    Giusto per levarmi una curiosità: 10 euro è il costo di un elemento ma poi ci sono i costi di installazione. Il ricalcolo della tabella mm del riscaldamento costa di più.
     
  3. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    Se nella tua u.i. i caloriferi non vengono modificati e in qualche altra u.i. verranno aggiunti elementi ai caloriferi nella tabella di ripartizione del riscaldamento che sarà redatta dal tecnico la tua u.i. avrà meno millesimi.
     
  4. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Non ho esperienza di tabella mm relativa al riscaldamento. Ma, un ragionamento semplice mi induce ad escludere come parametro il solo numero degli elementi dei caloriferi. Difatti coloro, che si trovano nelle immediate vicinanze della caldaia, ricevono il liquido con la temperatura maggiore, per cui l'elemento per unità elargisce più energia. Viceversa chi si trova all'estremità opposta, quindi all'ultimo piano, ricevendo il liquido che lungo il tragitto ha perso energia, entrando nei caloriferi con una temperatura inferiore per disperdere la stessa energia necessita di un maggior numero di elementi.
     
  5. chiacchia

    chiacchia Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Non è proprio cosi Gianco molto dipende da come è fatto l'impianto, nei vecchi impianti la differenza era notevole e si notava a "pelle" oggi ci sono TECNICI che sanno lavorare e al differenza e minima, piuttosto visto che affrontano una tale spesa perché non hanno installato le valvole che regolano la temperatura invece di aumentare gli elementi? ci sono anche di quelle che trasmettono il consumo di ogni singolo appartamento cosi si hanno due vantaggi, il primo l'amministratore fa pagare quello che effettivamente il condomino consuma mentre chi apre le finestre perché ha caldo e non si preoccupa invece di chiudere i termosifoni andrà a pagare molto di più cosi impara a vivere in condominio
     
  6. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    CON QUALE MAGGIORANZA AVETE DECISO DI VARIARE GLI ELEMENTI RADIANTI di alcuni appartamenti, giusto il suggerimento di chiacchia, ma sempre con 1000 mm.
     
  7. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    giustissima osservazione. Tuttavia nella maggioranza dei casi si trovano condomini che, approfittando dei lavori di ristrutturazione dell'appartamento, hanno cambiato tipologia di caloriferi (sono passati dalla ghisa all'alluminio cambiando cosi la potenza termica del radiatore) e di numero di elementi. Tutto questo è stato fatto basandosi sulla convinzione che nessuno se ne accorgerà se non si fa un sopralluogo e quest' ultimo può essere fatto solo con il consenso del proprietario, che ovviamente negherà l'accesso. Un pò come chi costruisce bagni ciechi ed attaccano il sanitrit allo scarico delle cucine.
     
  8. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    quelli erano impianti progettati ed eseguiti male. Ancora oggi se il progetto è sbagliato o è stato costruito male rimangono gli stessi problemi.
    Comunque non voglio negare che ci siano mai degli squilibri termici ma questi sono contenuti entro 1,5 gradi se l'impianto è stato progettato bene.
    @Gianco le tabelle millesimali relative al riscaldamento tengono conto del volume del corpo riscaldante e del materiale con cui è fatto. Il volume è in funzione della forma e del numero degli elementi: il volume non è uguale per tutti, aumenta mammano che ci si allontana dalla centrale, ed aumenta nei locali con le pareti esposte a nord, nord-est. Il materiale dovrebbe essere uguale per tutti ma nei casi dove la ghisa è stata sostituita dall'alluminio o dall'acciaio, o viceversa, bisogna tener conto del rendimento termico dei materiali che è in funzione della cessione di calore del liquido riscaldante.
     
    A Gianco piace questo elemento.
  9. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    Nessuno dice che c'è un parametro solo, c'è anche la diff. di temperatura tra entrata ed uscita dell'acqua. E c'è anche la tipologia del calorifero (materiale, etc.).

    E con che temperatura lo cedono? Voglio dire che quel che conta non è la temperatura all'entrata, ma la diff. di temperatura tra entrata ed uscita.
     
  10. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    nessuno può obbligarti, però ti converrebbe.
     
  11. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Jac, credo che sia logico ritenere che la dispersione e quindi il riscaldamento dell'ambiente sia favorito dalla temperatura del liquido in entrata: maggiore è la temperatura maggiore è il calore rilasciato a parità di radiatore e di tempo. E' anche logico che l'ambiente caldo acquisisce meno calore di quello freddo. E' lapalissiano.
     
  12. chiacchia

    chiacchia Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Capisco che è inutile specificare ma preferisco il "calor noce" alposto del "palissandro" :^^: battutaccia?:confuso:
     
  13. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    Ho lavorato circa vent'anni nella ricerca sui carri frigoriferi dell'Interfrigo, seguivo la prova K e la prova di efficienza, misuravo la potenza frigorifera degli impianti frigoriferi a bordo.
    La potenza termica P ceduta da un radiatore all'ambiente è pari a:
    K * S * DT, ove:
    S è la superficie di scambio
    DT è il salto termico (= T entrata - T uscita)
    K il coefficiente di scambio termico, un coefficiente che considera l'adduzione e la radiazione.
    Le casse dei carri avevano due categorie di isolamento:
    la categoria N, isolamento normale (K compreso tra 0,4 e 0,7 W/mqK)
    la categoria R, isolamento rinforzato (K minore o uguale a 0,4 W/mqK).
    Se i dispositivi frigorigeni (frigorifero oppure piastre eutettiche oppure ghiaccio) mantenevano:
    0 °C, la classe era A
    - 10 °C, la classe era B,
    - 20 °C, la classe era C.
    Quando per strada su un veicolo che porta prodotti deperibili vedete in alto verso la cabina di guida l'etichetta FRC (prodotti surgelati), significa che la categoria è R e la classe C; se vedete FNA (prodotti freschi, latte o mozzarelle) la categoria è N e la classe è A.
     
    A Gianco e arciera piace questo messaggio.
  14. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    cosa analoga è il riscaldamento; le ultime tre colonne dell'allegato riporta la potenza termica di radiatori in ghisa a secondo della cessione di temperatura.
    estratto radiatori.jpg
     
  15. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Jac, abbastanza esaustiva per noi profani. Ma non noto una contraddizione con la mia precedente affermazione.
     
  16. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    Cessione di temperatura? No si cede il calore, non la temperatura. La potenza di riscaldamento è K * S * Dt
     
  17. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    è verissimo si cede calore. Ma quale è l'unità di misura del calore? è la temperatura che si misura con un termometro. Nel caso dei caloriferi t è la temperatura, pardon il calore, dell'acqua che circola al suo interno. Il delta t è la differenza tra la temperatura dell'acqua in entrata e la temperatura dell'acqua in uscita dal calorifero, da qui il mio errore di cessione di temperatura anziché calore.
     
  18. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    L'unità di misura del calore? Ce ne sono più d'una: c'è il joule (J), c'è la chilocaloria (kcal), c'è, anche se usata poco in questo caso, il kWh.
    La temperatura ha invece come unità di misura il grado centigrado (°C), il grado kelvin (K), il grado Farenheit (°F), il grado Réaumur (°R). Una delle relazioni che lega il calore alla temperatura è quella che si usa nel caso di variazione termica di un corpo: Q = c * m * Dt, ove:
    Dt è la variazione di temperatura del corpo,
    m è la massa del corpo
    c è il calore specifico del corpo.
     
  19. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    lezione di fisica a parte alla quale non sposto neanche una virgola, volevo far convergere la tua attenzione sul fatto che la potenza del calorifero è espressa in W ed è funzione del differenziale della temperatura. La tabella non l'ho fatta io e se ti fai un giro nei cataloghi di chi vende caloriferi vedi gli stessi simboli.
     
  20. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    Grazie.
     

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