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  1. fabio22

    fabio22 Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Buongiorno a tutti,
    Sono il nudo proprietario di un piccolo appartamento a Roma dove risiedo da diversi anni.
    Mia madre che vive di pensione in un paesino in un'altra regione ha l'usufrutto sulla mia casa di Roma.
    Ora con l'IMU io e mia madre ci troviamo a pagare una cifra esorbitante di IMU in quando è calcolata come seconda casa.
    Qualcuno che si trova nella mia stessa situazione puo' consigliarmi qualcosa?
    Con mia madre volevamo evitare la rinuncia dell'usufrutto gratuitamente in quanto sarebbe una donazione che potrebbe avere
    problemi in futuro in fase di vendita dell'immobile.
    Quali alri soluzioni ci possono essere per non pagare un IMU altissima??
    Ma non c'è nessuna possibilita' di pagare l'IMU come prima casa essendo io il figlio che ci risiede ?

    Siamo veramente preoccupati in quanto io e lei non riusciremo a pagare le rate.

    Grazie
    Fabio Roma
     
  2. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Alla donazione è sicuramente apponibile tanto un termine di efficacia iniziale quanto un termine finale.
    A mio parere, è fattibile proprio la rinuncia dell'usufrutto, gratuitamente, con donazione in linea retta e con termine, (nel frattempo possono cambiare le modalità di pagamento dell'IMU)
    Prova a chiedere ad un notaio.
     
  3. Areszed

    Areszed Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Ho letto che la nuova legge di stabilità prevede nuovamente il comodato d'uso per i parenti. Se il comune dove risiedi adotterà questa clausola (è il comune che decide) potrai usufruire del calcolo prima casa su tutto l'immobile.
    Informati presso gli uffici del tuo comune.
     
    A fabjjo piace questo elemento.
  4. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Fabio22 e "corrispondenti": mi trovo con mia figlia nuda proprietaria nella tua situazione e da diversi giorni stiamo dibattendo con Jerri48, Arciera ed altri sul forum "Parcheggio in parco vietato" ed hai
    tre possibilità: A) convincere un notaio ad autenticare l'atto come semplice scrittura privata;
    B) Idem come sopra ma pagando al fisco come se
    fosse una donazione, senza nominarla (deve
    apparire come atto di rinuncia...leggi cosa ha scritto jerri48 nell'ultimo post di tale forum...)
    C) presentare all'affamatissimo sig."FISCO" una
    istanza di "INTERPELLO".
    E' quello che farò dopo un ultimo giro di notai.
    Armati di pazienza e tanto coraggio. Quiproquo.
     
    A fabjjo e arciera piace questo messaggio.
  5. fabjjo

    fabjjo Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Spero che il comune di Roma adotti questa clausola.
    Io sono vermanete disperato. L'altro giorno è arrivata dall'agenzia del territorio la modifica da classe A4 a A2 dell'appartamento.
    Per 60 mq dobbiamo pagare uno sporposito di IMU come seconda casa. Non lo trovo giusto questo.
     
  6. fabio22

    fabio22 Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Ciao a tutti,
    Magari già ne avete già discusso? o sentito parlare.


    Ho appena letto un articolo interessante ,di un commercialista (Alberto De Franceschi) riporto un pezzo dell'articolo del Corriere del Veneto:
    Porvate a fare la ricerca su Google.


    I comuni possono equiparare all’abitazione principale, ai fini dell’applicazione della suddetta imposta, le unita’ immobiliari e relative pertinenze, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/ 8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo dell’imposta a parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale
    È un cosiddetto diritto reale, che può essere trasferito e iscritto al catasto e permette, a chi riceve in uso l’abitazione, di vedersela considerata prima casa, con tanto di franchigie e deduzioni d’aliquota. «Ma l’articolo 1022 parla di famiglia - dice De Franceschi -. E la norma si può usare anche tra genitori e figli o tra fratelli». Per vedere la seconda casa diventare prima ai fini IMU basta che genitore e figlio firmino un atto di costituzione del diritto d’abitazione (lo si può scaricare dal blog di De Franceschi), su cui va fatto mettere il timbro postale per fissare la data certa da cui scatta il diritto; meglio ancora, si compie la registrazione del documento a tassa fissa con marca da bollo ordinaria, spendendo una tantum 184 euro: una strada che rende il documento inopponibile ai ricorsi tributari. A quel punto si comunica l’atto, per via scritta e protocollata, all’ufficio tributi del Comune.



    Quindi basterebbe firmare con il genitore un'atto di costituzione del diritto di abitazione.

    Che ne dite?

    Fabio Roma
     
  7. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Caro Fabio, se fosse vero quel che hai letto, dovresti correre subito al comune a chiedere conferma...poi dovresti andare al Catasto per la stessa cosa...lì ti risponderebbero che senza comunicazione della Conservatoria il tuo foglio vidimato dalla posta resterebbe lettera morta...quindi: Conservatoria...dove ti risponderebbero che senza l'autentica del Notaio
    (che di fatto ha l'esclusiva in materia...) la registrazione non sarebbe possibile...Alla fine del giro ti accorgeresti, come me, che è una delle tante storture legislative, dove la legge sulla rinuncia dell'usufrutto è carente, perchè avrebbe dovuto distinguere fra donazione indiretta (così la considera il famelico fisco italiano) ad un terzo estraneo (penso ad una giovanissima amante del candidato "De Cuius" o altri meritevoli) e donazione indiretta al nudo/a proprietario/a spesso
    figlio/a o madre/padre. In chiusura, il mio notaio
    mi ha calcolato in euro 2.200 circa il valore della donazione indiretta a mia figlia, tenendo presente la mia età di ottantenne. Senza garanzie di essere
    indenne dall'altro groviglio legislativo che è il diritto di Collazione (una vera perla giuridica per assicurare liti decennali agli avvocati...con quel che ne consegue...) io non ne farò nulla. Se esistesse
    la "class action" (osteggiata per nobilissimi principi
    dai sempre principi del foro) porteremmo in tribunale i notai che per gli stessi nobilissimi principi si rifiutano di autenticare la rinuncia dell'usufrutto come scrittura privata che sarebbe la via più semplice e indolore per la registrazione in Conservatoria. Da un indignatissimo Quiproquo!!!
     
  8. Areszed

    Areszed Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Ho trovato questo articolo su la stampa e una guida per la registrazione del contratto di comodato d'uso.

    Naturalmente la prima cosa da controllare è se il comune di Roma ha deliberato l'esenzione e quale documento richiede per applicarla.

    Spero ti sia d'aiuto!

    CASA E CONDOMINIO
    21/10/2013

    Immobili in comodato d’uso gratuito: facoltà al Comune di deliberare l’esenzione

    La Legge di conversione del D.L. 31 agosto 2013, n. 102 - Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici - (cd. “Decreto IMU”), ha incassato il via libera dalla Camera. Tra le principali modifiche che sono state inserite, è stata prevista la facoltà per i Comuni di deliberare l’esenzione dal pagamento dell’imposta municipale propria (IMU) gli immobili concessi in comodato d’uso gratuito ai familiari in linea retta e da questi utilizzato come abitazione principale. Una tipica fattispecie potrebbe essere quindi quella dell’esenzione dal versamento dell'IMU dovuta sull’immobile concesso in uso dai genitori ai figli che lo utilizzano come prima casa. Sarà sempre il Comune ad individuare i criteri e le modalità per il riconoscimento dell’eventuale agevolazione fiscale che, peraltro, potrebbe essere prevista solo per il pagamento della seconda rata IMU, così come la determinazione del limite dell’ISEE al quale subordinare la fruizione del beneficio in esame. Tra le misure contenute nel provvedimento inviato ora all’esame del Senato, in attesa dell’approvazione definitiva che dovrebbe avvenire entro il 30 ottobre prossimo, si segnala per importanza anche la previsione di aumentare il limite di detraibilità delle polizze vita in dichiarazione dei redditi.

    Come si registra un contratto di comodato d'uso gratuito

    La registrazione di un contratto di comodato d'uso (vedi fac-simile di contratto) di un immobile può essere effettuata presso qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate e non necessariamente presso l'ufficio del proprio domicilio fiscale.

    Al momento della presentazione della richiesta di registrazione dell'atto da parte del contribuente, l'ufficio restituisce timbrate e firmate copia degli atti registrati.

    Per la registrazione di un contratto di comodato di un immobile, presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate, sono previsti i seguenti passaggi:

    1. Produrre due/tre copie, con firma in originale, dell'atto da registrare.
    2. Compilare il Modello 69, relativo alla richiesta di registrazione. Tale modello è disponibile presso qualsiasiufficio dell'Agenzia delle Entrate. E' inoltre possibile la compilazione dello stesso modello direttamente presso gli uffici dell'Agenzia.
    3. Procurarsi due/tre marche da bollo, ciascuna da € 16,00 da applicare sulle copie degli atti da registrare. Le marche da bollo non devono portare una data successiva alla data della stipula del contratto di comodato, per cui, se ad es. il contratto di comodato è firmato in data 3 dicembre 2012, le marche da bollo non devono portare una data successiva al 3 dicembre 2012.
    4. Effettuare il versamento, tramite modello F23, dell'imposta di registro, pari ad € 168,00. Il codice tributo da indicare è 109T.
    5. Portare in Agenzia delle Entrate le copie degli atti da registrare, le fotocopie delle carte d'identità del comodante e del comodatario, le marche da bollo, il Modello 69 compilato e la copia del modello F23 attestante il versamento dell'imposta di registro.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 4 Novembre 2013
  9. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Attenzione ragazzi!!!
    Questo problema è diverso da quello dell'OP.
    Si parla di genitore che dà il comodato d'uso al figlio.
    Invece fabio22 è il nudo proprietario dell'abitazione, di cui è usufruttuaria la mamma.
    Due cose distinte e molto diverse con due soluzioni assolutamente differenti da trovare.
     
  10. Areszed

    Areszed Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    In realtà si parla di parenti in linea retta, discendente o ascendente. L'esempio cita genitori figli ma in linea ascendenteè figli genitori.
     
  11. essezeta67

    essezeta67 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Più che come conteggio di prima casa, i comuni che concedono agevolazioni su fabbricati dati in comodato gratuito ai familiari abbassano l'aliquota (ma non concedono detrazioni): dipende dalle decisioni dei singoli comuni. Saluti.

    Invece la questione é proprio la stessa: la madre usufruttuaria (che gode quindi diritti reali sull'immobile- e anche doveri però) concede al figlio la possibilità che quest'ultimo vi possa abitare gratuitamente; si tratta sempre di comodato gratuito. L'eventuale agevolazione comunque dipende sempre dalla delibera del comune. Saluti.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 4 Novembre 2013
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  12. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Scusa essezeta 67, la madre usufruttuaria può dare la casa al figlio in comodato gratuito, ma resta sempre soggetto passivo sull'IMU. O no?
    Cosa che vuole evitare fabio22.
    Ciò è la mia interpretazione.
     
  13. Areszed

    Areszed Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Cito:
    è stata prevista la facoltà per i Comuni di deliberare l’esenzione dal pagamento dell’imposta municipale propria (IMU) gli immobili concessi in comodato d’uso gratuito ai familiari in linea retta e da questi utilizzato come abitazione principale.

    L'usufruttuario madre concede l'immobile in comodato gratuito al figlio già proprietario che già lo utilizza come abitazione principale.
    La facoltà della totale o parziale esenzione IMU è demandata ai comuni, perciò bisogna verificare il regolamento comunale o le delibere del proprio comune per essere certi dell'agevolazione, valida eventualmente solo per la seconda rata.
     
  14. fabjjo

    fabjjo Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Comunque mia madre mi concede l'appartamento in comodato d'uso?
    Dovrei rientrarci no?
    Che dite?
    Volevo inoltre chiedervi ma quale ufficio del comune di Roma mi potrà aiutare a capire se hanno adottato la delibera?

    Fabio
     
  15. Areszed

    Areszed Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Credo che tu possa consultare l'ufficio tributi per tutte le informazioni del caso.
     
  16. essezeta67

    essezeta67 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Anche sul sito del comune trovi ciò che ti serve: guarda su ufficio tributi o IMU oppure telefona direttamente ai citati uffici. Saluti.
     
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  17. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Per Fabio. Credo che tu non abbia letto per niente i miei post precedenti. La mia situazione è identica:
    io padre usufruttuario come tua madre; mia figlia nuda proprietaria come te. Mia figlia abita da oltre vent'anni in comodato gratuito tacito e al tempo dell'ICI il suo comune concesse l'equiparazione a prima casa azzerando di fatto tale tributo...Con l'avvento dell'IMU non ha più concesso, come la maggior parte dei comuni, tale agevolazione e quindi lo scorso anno (2012) ho dovuto pagare come usufruttuario il tributo con aliquota quasi al massimo come seconda casa. Idem anche per la prima rata del 2013. E così sarà per la seconda: Comunque non illuderti:
    i grandi comuni come Roma e Torino sono in grave deficit e difficilmente concederanno tale agevolazione.., anzi adotteranno l'aliquota massima. A Torino il tributo come seconda casa è
    triplicato nel 2012 e 2013 nel confronto con l'ICI del
    2011. Io ho già preparato l'istanza di interpello per
    L'ADE...fra qualche giorno la invierò alla direzione
    regionale del Piemonte...e poi farò sapere ai propisti coinvolti come Arciera, Jerri48 e altri, compreso il riluttante EZ67 forse rientrato a pieno titolo nella problemativa in esame il
    risultato. In chiusura: chiedi a un notaio se accetta
    di autenticare la RINUNZIA USUFRUTTO A FRONTE DELLA SENTENZA Cassazione civile n.
    482 del 10 genn.2013. Auguri. Quiproquo.

    Passatemi la correzione di "problemativa" in problematica. La fretta di rispondere porta sviste di questo tipo. Ma sono tranquillo perchè so che il caro Jaco è pronto alla correzione in ossequio al suo
    logo. E comunque non mi aspetto che si distragga.
    Perbacco: è o non è un punzecchiatore per auto definizione??? Grazie. Quiproquo.

    Col permesso di Guardiano mi sento in debito con Arciera,Jerri48 ed altri a proposito della rinunzia all'usufrutto per un aggiornamento della pratica.
    In sintesi: ben 4 notai si sono rifiutati di autenticare la mia dichiarazione, uno solo di questi mi ha indicato l'INTERPELLO...
    2) Quattro ore nel tribunale di Torino in vari uffici.. tutti si appassionavano con gentilezza al mio caso, ma nessuno accettava la veste di Pubblico ufficiale...
    3) Idem alla procura...
    4) Idem al comune...disposti solo all'atto notorio sostitutivo...
    5) Sic stantibus rebus...ho consegnato lunedì 18 nov. personalmente il plico (due fogli per l'interpello, uno per la rinunzia, una visura catastale dell'alloggio di mia figlia) alla Direzione regionale del Piemonte...e anche lì il funzionario
    dopo una rapida scorsa non ha escluso una mia convocazione per meglio approfondire la richiesta
    che appariva anche a lui degna di attenzione.
    Chi dei propisti fosse interessato a maggiori ragguagli ha solo da chiederlo a mister Guardiano.
    Ringrazio nuovamente e porgo cordiali saluti a tutti. Quiproquo.

    Non ha nessuna importanza: se l'usufruttuario non abita nell'alloggio di cui detiene quel diritto
    REALE, mentre lo abita il nudo proprietario o, peggio, altri (per es. locazioni), per i comuni quell'alloggio è seconda casa. Sarà ben difficile che i grandi comuni tutti indebitati concederanno l'agevolazione prima casa per il comodato gratuito ai parenti in linea retta. Quel maledetto sporcaccione ganimede e imbonitore eccellentissimo ecc....ecc...
    proclamato dai suoi tifosi lecchini (cortigiani vil razza dannata...) come un grande statista avesse avuto un minimo di lungimiranza, invece di proclamare con quella faccia di tolla l'eliminazione dell'IMU prima casa si fosse limitato invece ad una sua migliore articolazione, probabilmente avremmo ottenuto una maggiore attenzione per il caso in esame. Lo avete votato??? E adesso non lamentatevi. Alla prossima. Quiproquo.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 20 Novembre 2013
  18. faber_57

    faber_57 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Mi sono appena iscritto al forum, spinto a ciò dalla articolata discussione riguardante la rinuncia all'usufrutto, argomento che mi interessa direttamente.
    Ne approfitto per chiedere a Quiproquo come (e se) si è risolta la sua presentazione di interpello. Il CAF al quale mi sono rivolto mi ha suggerito (su consiglio di uno studio legale) di percorrere la strada tracciata dalla Cassazione, ma temo che non sia così semplice come loro suggeriscono, visto i problemi avuti da Quiproquo.

    Grazie.
    Fabrizio
     
  19. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    La direzione generale A.E. del Piemonte ha respinto dopo pochi giorni la domanda detta "interpello" motivandola con una serie di sentenze tutte antecedenti a quella ultima del 2013. Ignorandola poi completamente.
    Ti dirò di più. Anche se il notaio accettasse di rogitare come RINUNZIA USUFRUTTO, il conteggio sia fiscale, sia come suo onorario, sarebbe sempre improntato ai valori della donazione...Secondo: anche la mia grande banca (I/S) ha asserito che in caso di mutuo da erogare al successivo, eventuale acquirente, sarebbe respinto nè più nè meno come gravato da
    donazione...Come ben sai gli alloggi donati possono subire azione di Collazione da parte di eredi cosiddetti LESI. Il malcapitato acquirente di un alloggio gravato da donazione o rinunzia, potrebbe essere costretto a "rigurgitare" il valore in eccesso, indicato nel totale dell'asse ereditario fino
    a concorrenza dello stesso...e fino al 100% di quello dell'immobile. E' un problema pesante...impostato dal legislatore sempre in modo vessatorio e punitivo per il cittadino...Ci sarebbe un'altra possibilità sempre onerosa, purtroppo. Il ricorso al giudice. Quindi vai da un avvocato (uno solo, non due come potrebbe sembrare) per un preventivo su costi e tempi. Da confrontare con un preventivo notarile per una cessione onerosa.
    Il tutto rapportato alla speranza di vita di tua madre. Auguri. Q.P.Q. (+++).
     
  20. faber_57

    faber_57 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    A questo punto, a parte il costo, la via con meno rogne sembra quella del notaio.
    Della collazione però non so nulla. Io sono l'unico figlio di mia madre (usufruttuaria) e sono nudo proprietario con mia moglie della casa. Qualora successivamente volessi venderla quali sarebbero gli eventuali eredi lesi che potrebbero rivalersi sull'acquirente?
    Mia figlia?
    Mamma, che pasticcio...
     

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