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  1. erede disperata

    erede disperata Nuovo Iscritto

    ciao a tutti,
    sono una erede disperata come si evince dal nome.
    io e i miei fratelli siamo incastrati ormai da molti anni in una, apparentemente, irrisolvibile divisione ereditaria.
    io vorrei evitare di portare la questione davanti a un giudice, cercando di districare la matassa col vostro aiuto.
    il primo degli argomenti su cui io e i miei non troviamo un accordo è questo:
    divisione dell'abitazione di famiglia
    del nostro patrimonio fa parte la casa dei nostri genitori, una villa con giardino e garage.
    la proprietà risulta catastalmente già divisa in vari cespiti, due a7, un c6 e un a4.
    nella realtà i due a7 sono un unico appartamento con uniche utenze, unica cucina; pertinenze, giardino
    e balconi senza alcuna barriera e anche il cancello di ingresso alla proprietà è unico.
    anche le utenze della a4 dipendono dall'abitazione principale.
    gli spazi esterni e i volumi degli ambienti consentirebbero agevomente un frazionamento in piu unita immobiliari indipendenti,e queste unità potrebbero facilmente formare, col restante patrimonio, le tre quote ereditarie. questa operazione però avrebbe un costo.
    il bene così com'è ha un valore più o meno pari a un terzo del valore complessivo dell'eredità, ma nessuno di noi è in grado di mantenerlo e quindi non può essere richiesto come quota da uno solo di noi.
    la questione nasce dalla volontà di uno degli eredi di rifiutare di acquisire quote di villa nel suo terzo di eredità, pretendendo, minacciando causa, beni molto più redditizi e commerciabili,onde scaricarsi proprio di quei costi,tendando di imporli così agli altri eredi che con la acquisizione del bene, si vedrebbero obbligati ad affrontarli affinchè le loro quote non risultino alienate ad un utilizzo diverso dalla cooabitazione,vedendosi cosi deprezzare il valore della propria quota ereditaria dei costi di questo frazionamento o in alternativa costretti alla vendita del bene con perdita della proprietà e costi aggiuntivi.
    in piu uno degli eredi vive di fatto nell'appartamento composta dai 2 a7, e vorrebbe restarci anche solo nella quota che gli potrebbe venir attribuita, ma di fatto non procede a nessun lavoro di divisione, anche perché non ne ha la piena proprietà, e comunque vive comodamente così e non indennizza in nessun modo gli altri, immobilizza il bene e fa resistenza passiva a ogni cambiamento.
    difatto viene richiesto a quell'erede (indovinate chi), che nella casa non vive,e non vuole viverci,per il bene della quiete familiare non solo di attribuirsi la metà del bene nella sua quota ereditaria, rinunciando così ad altri immobili tipo la casa al mare, ma anche di farsi carico di tutte le spese per i lavori di divisione.:disappunto::disappunto:
    cosa dice la legge?:domanda:
    a chi competono i costi del frazionamento della villa?
    può un erede arbitrariamente e contro il parere degli altri optare per beni facili e redditizi scaricando sugli altri il peso e i costi del resto del patrimonio?
    se le parti le facesse un giudice cosa disporrebbe in merito alla villa?
    scusate per la lunghezza de messaggio:confuso::confuso::confuso::confuso::confuso:
    nella prossima puntata se non mi buttate fuori dal forum vi racconto il resto...:risata:

    p.s sono in possesso di un abozzo di divisione olografo di mio padre dal quale si evince la sua volontà di dividere il bene per tutti e tre figli costruendo la quote ereditarie intorno a questo,puo servire?
     
  2. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Scioglimento della comunione

    La comunione si scioglie con la divisione.

    Sul punto è chiaro l'art. 1111 c.c. secondo cui: Ciascuno dei partecipanti può sempre domandare lo scioglimento della comunione.

    Se, quindi, uno dei partecipanti decide di sciogliere la comunione, gli altri non possono impedirlo. Il diritto alla divisione si configura, quindi, come vero e proprio diritto potestativo proprio perché gli altri comunisti non possono far altro che subire la decisione presa.

    Per evitare, però, che la comunione sia sciolta poco dopo la sua costituzione, i comunisti possono stipulare un patto per rimanere in comunione per un tempo determinato. Tale patto, tuttavia, non può avere durata superiore a dieci anni; nel caso sia stato stipulato per un periodo superiore non sarà invalido, ma il termine originariamente stabilito si riduce a dieci anni.

    Deciso di comune accordo o con l'intervento del giudice di sciogliere la comunione si dovrà procedere alla divisione della cosa.

    Questa ha luogo in natura (art. 1114 c.c.) ma solo se la cosa può essere comodamente divisa in parti secondo le quote dei partecipanti. La divisione in natura è quindi possibile solo se la cosa è divisibile, ma se la cosa è indivisibile sarà necessario applicare l'art. 720 c.c. con la possibile vendita del bene immobile e ripartizione del ricavato. Il richiamo all'art. 720 non è casuale perché l'art. 1116 dichiara applicabili alla divisione le norme sulla divisione ereditaria (artt. 713 e ss.), norme di cui fa parte il citato articolo 720.



    A voi eredi

    Assolutamente no.

    Vedi sopra.

    saluti
    jerry48
     
    A Franca68 piace questo elemento.
  3. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    riassumendo: siete tre figli. Avete diritto ad un terzo di tutta, bada bene: tutta, l'eredità. Queste quote, comunque esse siano: chi una casa, chi cinque garage, chi la casa al mare più conguagli etc. etc. devono risultare, persino di fronte all'agenzia delle entrate, quote uguali. Detto questo, non capisco dove è il problema. C'è un fratello che si vuole godere tutto? qui iniziano i dolori: solo il giudice può ordinare di mettere in vendita la casa perchè sicuramente non ci sono altri soldi per conguagliare e tacitare gli altri eredi. che dirti di più? tutto deve essere ammassato nell'asse ereditario e dopo aver fatto due conti si divide. tutto vale 800.000 euro, casa, casa al mare, cash etc? si fa 800.000 diviso tre in presenza di case si deve dare la differenza a colui il quale prende la cifra minore. Altrimenti si vende.
     
  4. erede disperata

    erede disperata Nuovo Iscritto

    lo sapevo che era difficile da spiegare...il problema è che nostro fratello non si vuole godere tutto,si vuole godere il meglio e senza pagare pegno.
    vuole che la villa e le spese che ne conseguono vadano solo agli altri 2 eredi.
    se capisco quello che dice jerry48,mi corregga se ho inteso male,
    la cosa(villa) è divisibile,i costi vanno ripartiti tra gli eredi(tutti e tre?)
    e mio fratello non può rifiutarsi di prendere una quota del bene villa ?
     
  5. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    tutto è divisibile (anche se lo stato con le sue leggi opta affinchè le proprietà siano intestate a singoli perchè altrimenti tutto si complica) questo tutto è divisibile quindi si deve intendere che se un fratello non intende prendere una quota di una villa o gli si dà l'equivalente in danaro oppure si deve procedere alla vendita. Cosa vorresti io non l'ho capito. tutti devono pagare in parti uguali e tutti devono ereditare le parti uguali. Un erede vuole la sua parte in danaro gliela si deve dare.
     
  6. erede disperata

    erede disperata Nuovo Iscritto

    cerco di spiegarmi con i numeri
    valore ipotetico del patrimonio 900
    valore delle quote da attribuire 300
    caio pretende casa al mare valore 300
    tizio e sempronio prendono di conseguenza la villa ma per dividersela spendono 100
    valore delle quote di tizio e sempronio 600 - 100= 500
    indi eredita di tizio e sempronio 250 a testa
    questo è l'intendimento di caio.
    perche tizio e sempronio ci devono rimettere?
    la legge che dice?
     
  7. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    la legge che dice...la legge che dice...dovreste sbogliarvela tra voi. E' 900 la massa ereditaria? sono 300 a testa, è semplice! poi dobbiamo vedere perchè per spartirsi la casa devono spendere 100!? E' una cosa equa? per amore fraterno dovrebbero intervenire tutti e rifare le quote. i 100.000 mila euro sono spesi affinchè ognuno possa godere della sua parte? tu che dici? tu che faresti se non dovessi prendere la casa al mare, ma una metà della villa? c'è o no una sperequazione? c'è qualcuno che sta imbrogliando di prepotenza, oppure sta cercando giustizia?
     
  8. erede disperata

    erede disperata Nuovo Iscritto

    i 100 sono una cifra ipotetica ma non è ipotetico che serva una cifra da stabilirsi affinche la casa possa essere goduta liberamente dai due eredi, l'amore fraterno scordalo altrimenti non saremmo qui a discutere,
    comunque io non sono quella che prende la casa al mare,sono semmai quella che prende mezza villa costretta a pagare le spese
     
  9. Franca68

    Franca68 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    credo di si perchè è un costo che si sostiene per dividere equamente l'eredità.
    Ma chiedo conferma a Jerry48
     
  10. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    non so più che dirti, già jerry48 è stato esaustivo, se tu spiegassi dove vuoi arrivare sarebbe tutto mooolto più semplice: tu prenderai mezza villa e devi come gli altri sostenere le spese di successione. Dovete bene quantificare e credo anche che per godere della mezza villa, se dovete sostenere delle spese necessarie per godere il bene, questo va quantificato prima e che deve andare a gravare sulla massa ereditaria. Che queste spese non siano voluttuarie lo capirà anche il fratello recalcitrante. Io sono sempre stata dell'avviso che tutti capiscano quando non c'è di mezzo il dolo...a meno che...
     
  11. erede disperata

    erede disperata Nuovo Iscritto

    ... quello che volevo era che qualcuno competente mi confermasse cio che mi avete confermato,e di questo ringrazio tutti,quello che vorrei e che anche il fratello recalcitrante si rendesse conto che oltre che poco fraterno e anche fuori legge,che sia dolo od opportunismo decidi tu.
    io per mia parte non solo trovo ovvio partecipare a tutte le spese che comporta la divisione ma di fatto gia contribuisco alla manutenzione del bene da quando mia madre è morta cosa che lui si rifiuta di fare da allora.
     
  12. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    io posso suggerire, darti la mia impressione e per quel che poco che so un pò di diritto. nessuno di noi può sistemare questa faccenda, sta a te.
     
  13. erede disperata

    erede disperata Nuovo Iscritto

    ...e questa è solo la prima delle questioni da sistemare...:shock:
     
  14. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    io credo che tu abbia diversi strumenti a disposizione prima di chiamare in aiuto la forza pubblica. provaci. ma neanche ci devi lasciare col fiato sospeso scrivendo che questa è solo la prima cosa da dirimere--- che altro può esserci, signora mia?
     
  15. erede disperata

    erede disperata Nuovo Iscritto

    volete la versione legal triller o quella stile miserabili di victor hugo?
    comunque ho gia aperto una nuova discussione pregna di alcune delle mie altre perplessità :^^::risata:
     
  16. erwan

    erwan Membro Attivo

    valori attivi e passivi del patrimonio si dividono in parti uguali;

    se non si trova l'accordo ci vuole il giudice , tirando a sorte l'assegnazione di tre lotti di egual valore;

    ovviamente una volta avvenuta la divisione le spese di gestione relative ai singoli beni (ex. la villa) sono sopportate dai rispettivi assegnatri.
     
    A erede disperata piace questo elemento.
  17. roby777

    roby777 Membro Junior

    per chi vuol fare casino non cè limite.
    Prima osservazione chi abita nella villa deve pagare l'affitto dal momento in cui ha iniziato a viverci senza titolo.
    Seconda osservazione i costi di divisione della villa non necessarimente sono costi perchè immagino saranno legati alla ristrutturazione che di questi tempi vuol dire ampliamento, quindi accrescimento di valore.
    Terza osservazione chi crea tanti ostacoli di solito la fa per propria convenienza personale.
    Personalmente vendo casa al mare e col ricavato ristrutturo e amplio la villa divisa per tre.Nessuno sostiene spese di tasca propria, ciascuno ha quota di un bene di valore certo e omogeneo.
    Infine chi non gliene frega una mazza della trifamiliare vende la propria unità.
    Problema risolto.
    Se vai in tribunale non avrai una soluzione più agevole di questa e fai attenzione perchè non esci con una situazione più lineare di questa.
     
  18. erede disperata

    erede disperata Nuovo Iscritto

     
  19. erede disperata

    erede disperata Nuovo Iscritto

    la verità?
    sono stata scema e fin troppo indulgente con i miei fratelli fino a oggi.
    le cose che dici le vado sostenendo da anni ma senza alcun risultato e nonostante questo mi rifiuto di pensare che di cose così delicate e personali,che non investono solo la sfera economica ma anche quella affettiva,debba decidere un giudice.
    mi sono rivolta a voi proprio per avere un sostegno nella legge da piu voci non di parte,perchè anche gli avvocati con cui ho parlato sono stati parecchio contradittori e
    ovviamente gli avvocati dei miei fratelli sostengono tutto e il contrario di tutto ma fondamentalmente tirano per fare causa,è il loro mestiere.
    diciamo che se io sapessi che ciò che penso e sostengo è corretto anche sul piano legale mi sentirei piu forte e battagliera.ma vorrei evitare comunque di andare in giudizio sia perche trovo immorale citare i miei fratelli sia perche gli esiti di una causa sono sempre incerti.
    ps.parliamo di lavori necessari per ripartirla in quote,o meglio perche le quote risultini liberamente frubili da chi ne viene in possesso senza aggravi, non per ristrutturarla.la ristrutturazione e semmai il passo successivo ma compete a chi acquisisce il bene.
     
  20. erwan

    erwan Membro Attivo

    ed è perciò che ci vuole il giudice: anche chi non è d'accordo sarà obbligato a sottostare alla sentenza...

    è l'articolo citato jerry alla pagina precedente e quelli seguenti.
    ma credo che nessuno meglio del tuo avvocato possa chiarirti la questione... ;)
     

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