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  1. luciano1949

    luciano1949 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Vorrei porre una domanda al forum, dopo aver descritto la situazione che si è venuta a creare con l'apertura di un testamento olografo, di una madre che dichiara erede universale una figlia, ma precisa con l'obbligo di pagare in denaro la legittima alle altre due.
    A distanza di 20 mesi l'erede universale, oltre a rendersi irreperibile, non ha ancora pagato le quote di legittima, oltre ovviamente ad aver fatto sparire molte cose anche di valore, e aver quindi assottigliato il capitale reale che è di circa 250.000€, composto per la maggior parte in titoli e contanti.
    La domanda: cosa corre come rischi l'erede universale se non adempie al mandato testamentario? ho letto tempo fa, non ricordo dove, che potrebbe addirittura perdere il diritto ad essere titolato come erede universale, diventando al pari di tutti gli eredi legittimi, è vero?, oppure può far aspettare quanto vuole gli eredi di legittima, le persone interessate alla faccenda sono ora con un legale, ma sembra che nemmeno attraverso il tribunale si stia snellendo la situazione, grazie a chi mi saprà dare notizie più sicure e precise.
     
  2. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    intanto nel momento dell'apertura del testamento si doveva fare un inventario. E' stato fatto? Cosa ha detto o ha fatto per cautelare tutti il notaio? Ha ricevuto un mandato? Vi siete rivolti a lui per le pratiche inerenti la suddivisione dell'eredità? La legittima è stata quantificata in quella sede?
     
  3. luciano1949

    luciano1949 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Il testamento è stato aperto all'insaputa delle 2 sorelle, non risulta nessun inventario, e, sembrerà strano, ma nemmeno si era saputo della morte della madre, anzi, dopo varie richieste di incontro con la madre e la sorella, veniva risposto tramite un loro legale, che la madre avrebbe deciso lei come e quando incontrare le due sorelle, ma la lettera è stata spedita il giorno stesso della scomparsa della madre, il notaio non si è mai fatto vivo.
     
  4. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ricercate il notaio. Altrimenti non rimane che la polizia.
     
  5. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    se le cose stanno come hai raccontato la faccenda puzza di marcio. Il fatto che la figlia non abbia avvisato le altre due sorelle della morte della loro comune madre può significare che i rapporti famigliari erano interrotti per volontà di entrambe le parti. Il notaio aveva l'obbligo di avvisare tutti gli eredi legittimi della apertura del testamento. Secondo me c'é da correre subito a sporgere denuncia alla polizia e ricorrere al Giudice assistite da un legale. Prevedo tempi medio lunghi e soldi da spendere. Non sò neanche se il testamento così redatto, cioé vinvolare il lascito ad una azione, sia valido. In pratica non ha senso nominare erede universale uno dei tre figli perché, se non c'é il coniuge superstite, la quota disponibile (della quale il testante può fare quello che vuole) è 1/3 del suo patrimonio. I 2/3 rappresentano la quota legittima di tutti e tre i figli che va divisa in parti uguali cioé 2/9 del patrimonio a ciascuno. Quindi alla figlia prediletta spettano i 5/9 del patrimonio alle altre due 2/9 ciscuna. Infatti 5/9+2/9+2/9=9/9=1
     
  6. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Ritengo che sia importante conoscere il tenore del testamento. Potrebbe risultare che non abbia fatto menzione della quota di riserva. In tal caso il valore va diviso fra le tre eredi. Poiché la legge dispone che i figli si debbano spartire l'eredità in parti uguali, anche se esiste un testamento che va in contrasto con la legittima, essi possono chiedere la divisione giudiziale. E non devono attendere che la figlia beneficiaria del testamento recuperi i soldi per pagare le quote delle sorelle.
     
    A arciera piace questo elemento.
  7. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    certo! è così. La quota di legittima mica è una concessione della madre alla figlia che deve poi lei decidere come e quando e quanto suddividere. Prima informarsi dove si può arrivare da soli. Notaio, testamento, etc e poi reclamare con la sorella il dovuto (che potrebbe essere anche tutto un imbroglio di questa) altrimenti non rimane altro che mettere mano al portafogli
     

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