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  1. fab70

    fab70 Nuovo Iscritto

    un saluto a tutti..
    volevo esporvi il mio caso di una successione in corso di un conto bancario intestato a mio padre (de cuius)
    il conto e' stato naturalmente bloccato e l'unico intestatario era mio padre,gli eredi in questione sono mia madre ed io,ora siccome sono impossibilitato a recarmi sul posto essendo residente all'estero a me e' stata richiesta non una semplice delega ma una firma per procura,adducendo il motivo che la banca vuole garantirsi sul fatto che io un giorno non possa far rivalere la mia parte di eredita del conto stesso poicheesiste l'ipotesi sollevata dalla banca stessa che l'intera somma venga indirizzata solo a mia madre (fin qui spero di essermi spegato almeno un po..)
    non sono un professionista e non ho conoscenze giuridiche in materia ad ogni modo ho cominciato a fare un semplice ragionamento che mi piacerebbe esporvi per capire se potrebbero esserci motivi di qualche valido fondamento..ed ora vi spiego:
    io e mia madre abbiamo un conto intestato insieme,dunque possiamo richiedere il trasferimento tramite iban dei soldi attualmente bloccati sul conto del de cuius,questa operazione verrebbe eseguita dal conto del de cuius al nostro (quindi intestazioni e dati di per se verificabili dalla banca stessa) percio non sarebbe un ulteriore conferma che questi soldi verranno ripartiti in parti uguali tra me e mia madre e il fatto in se non farebbe decadere lo stesso motivo per cui mi viene richiesta la mia firma per procura?...infatti a quel punto come potrei mai rivalermi in futuro della mia parte ereditata se poi questa risulterebbe a tutti gli effetti e di per se stessa inclusa?...non potrebbe appunto suonare come una contraddizione che giustifica l'inutilita e l'insensatezza di questa richiesta?..come dire;"assoluzione perche il fatto non sussiste"
     
  2. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Puoi benissimo rivolgerti, per l'autentica della tua firma per la procura, al Consolato Italiano nello Stato estero in cui risiedi e spedirla in Italia.
    Con "Legalizzazione" (sempre al Consolato). Si applicheranno tutte le regole relative all'atto straniero, art. 33 del T.U. 28/12/2000 n. 445.
    saluti
    jerry48
     
  3. fab70

    fab70 Nuovo Iscritto

    grazie per la risposta e per l'informazione!
    ..ma (se posso chiederti) sarebbe cosi campato in aria il mio ragionamento di cui sopra?
     
  4. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    E' un ragionamento molto plausibile.
    Ma la banca deve ottemperare alla procedura legale, a tutela degli aventi diritto all'aredità, legittimi o testamentari, i quali devono essere individuati mediante un atto notorio.
    Procedimento, che posso supporre sia stato già svolto; ecco perchè oltre a ciò, la richiesta da parte della banca della procura.
    Ciononostante in quella banca sia conosciuto, poichè hai un conto corrente cointestato con tua madre.
    saluti
    jerry48
     
  5. fab70

    fab70 Nuovo Iscritto

    capisco...pero alla banca oltre a tutti gli incartamenti richiesti per la successione gli e' stata consegnata anche la delega con la mia firma,non potendo appunto essere presente,allora per quale motivo questa non risulta sufficente?
     
  6. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Ma quale legalizzazione, ma quale atto straniero! Le nostre autorità diplomatiche e consolari all'estero non sono certamente un'autorità "estera" e i loro atti non sono certamente "stranieri".
    Il capo dell'ufficio consolare esercita le funzioni di notaio nei
    confronti dei cittadini, attenendosi alla legislazione nazionale. L'atto da lui formato o la cui sottoscrizione è stata da lui autenticata è come se fosse formato da un notaio in Italia.
    L'OP deve fare solo attenzione al fatto che se risiede (o si trova) in Austria, Belgio, Francia, Germania e Lettonia, gli Uffici consolari aventi sede in quegli Stati non esercitano più funzioni notarili, tenuto conto che i notariati presenti in tali Paesi hanno aderito all’Unione Internazionale del Notariato (U.I.N.L.) e hanno proceduto alla dichiarazione di cui all’art. 6 della Convenzione di Bruxelles del 25/5/1987 sull’esenzione della legalizzazione di atti negli Stati membri della CEE o stipulato in merito Convenzioni bilaterali con l’Italia (Decreto del Ministero degli Affari Esteri n. 276 del 06/12/2011).
    In quel caso, per qualsiasi atto notarile dovrà rivolgersi a un notaio di uno di quegli Stati e non al consolato italiano. Se però esiste un'oggettiva e documentata impossibilità di rivolgersi a un notaio in loco, quando il ritardo possa recare pregiudizio al cittadino italiano, il Capo dell’Ufficio Consolare può continuare a ricevere atti che rivestono carattere di necessità e urgenza.
     
  7. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    informati un'altra volta .
    legalizzazione vuol dire anche traduzione.
     
  8. erwan

    erwan Membro Attivo

    veramente no!

    in ogni caso se hai consigliato di rivolgersi al Consolato Italiano perché dovrebbe essere necessaria la traduzione?
    ovviamente il console riceverebbe la procura il lingua italiana...
     
  9. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Altra "amenità".
    La legalizzazione è cosa del tutto diversa, e distinta dalla traduzione.
    La traduzione è necessaria quando l'atto o il documento sia redatto in lingua straniera e formato da autorità estera. Il consolato italiano all'estero (repetita iuvant) non è un'autorità estera. E tanto meno il consolato italiano redigerebbe un atto o un documento da valere nello Stato (italiano) in lingua straniera.
    La norma citata, l'art. 33 del D.P.R. n. 445/2000, al secondo periodo del secondo comma, recita:
    "Le firme apposte su atti e documenti dai competenti organi delle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane o dai funzionari da loro delegati non sono soggette a legalizzazione".
     
  10. JERRY48

    JERRY48 Ospite

  11. erwan

    erwan Membro Attivo

    appunto...
    se leggi c'è scritto quel che ha detto Nemesis:

    Per atto straniero si intende l’atto redatto e compilato all’estero da autorità straniere, anche se in lingua italiana, che per poter essere usato in Italia richiede la legalizzazione o l’apostille.
    Non è “straniero”, sotto questo profilo, l’atto redatto da consolati o ambasciate italiane all’estero, anche se le parti sono straniere.
    Se redatto in lingua straniera, l’atto straniero deve essere anche accompagnato dalla sua “traduzione”.


    e non è tutto:

    Sono fatti salvi i trattati internazionali che dispongono diversamente

    questo significa che gli atti che provengono da certi paesi hanno bisogno di traduzione ma non di legalizzazione:
    ad esempio in alcuni casi è sufficiente l'apostille, e in altri casi nulla.
     
  12. fab70

    fab70 Nuovo Iscritto

    ...a questo punto se puo interessare ve lo faro' sapere io come stanno effettivamente le cose,visto che dovro' attivarmi in prima persona..
    a prescindere tutto cio mi sarebbe piaciuto capire meglio per quale motivo alla banca non gli sia sufficente la mia semplice delega,considerando anche il fatto che questa sia accompagnata dall'atto di notorieta,fotocopia documenti e codici fiscali...
    e da profano quale sono in materia mi sta venendo la sensazione e il dubbio che alla fine una legge o qualsivoglia normativa venga attribuita piu dall'interpretazione che non dalla reale oggettivita del caso....oppure mi sbaglio io?! :^^:
     
  13. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    erwan, io insisto sempre che c'è bisogno della legalizzazione degli atti (vedi punto 5) ed ho usato nel mio post n. 7 la parola proprio
    legalizzazione vuol dire anche traduzione, proprio perchè se c'è stata la convalida della firma da parte di un notaio estero o autorità del tribunale estero o altro persona o ente qualificato, c'è bisogno sempre della legalizzazione da parte del Consolato Italiano e quindi anche la traduzione per far sì che l'atto abbia validità in Italia a tutti gli effetti.
    Per le apostille, non mi sono pronunciato in quanto fab70 non ha citato in quale stato straniero si trova e quindi poteva essere non necessario che io le citassi.
    saluti
    jerry48
     
  14. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    La banca vuole tutelarsi in ogni modo riguardo all'autenticità della tua firma. Se il conto che hai cointestato con tua madre è intrattenuto con la stessa banca dove è ancora aperto il conto intestato a tuo padre (ciò non appare sicuro dalle tue precedenti esposizioni) potresti far pressioni sulla banca affinché si dimostri meno rigida, prospettando la chiusura del conto cointestato.
     
  15. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    E perseveri nell'errore. Se l'autenticazione che interessa all'OP è fatta dal capo dell'ufficio consolare NON è prevista né la legalizzazione, né la traduzione. Basterebbe leggere l'art. 33 del D.P.R. che tu stesso avevi citato!
     
  16. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Hai perfettamente ragione!!!:ok:
    Siamo in Italia e niente è più complesso e ingarbugliato del nostro ordinamento giuridico. Comunque facci sapere come risolverai il caso.
    saluti
    jerry48
     
  17. fab70

    fab70 Nuovo Iscritto

    il conto di mio padre (de cuius) e' bloccato e l'altro intestato a me e mia madre e' di un altra banca..
    be posso presumere senza avere ovviamente la certezza che se l'altro conto (mio e mia madre) sarebbe stato nella stessa banca non credo che avrebbero fatto tante storie :occhi_al_cielo:

    @jerry48 - sono residente in australia.
     
  18. erwan

    erwan Membro Attivo

    no, si tratta di due adempimenti del tutto distinti.

    quando c'è legalizzazione c'è necessariamente traduzione, ma non è vero il contrario:

    un atto che proviene dalla Moldavia ha bisogno di traduzione + legalizzazione;
    un atto che proviene dal Regno Unito ha bisogno di traduzione + apostille;
    un atto che proviene dalla Francia ha bisogno della sola traduzione;

    ma soprattutto: un atto formato dal console italiano in Moldavia , Regno Unito o Francia non ha bisogno di nulla, perché sarà stato sctitto in italiano.

    un altro errore:
    la legalizzazione (o l'apostille) sono di competenza dello stesso paese le cui autorità hanno emanato l'atto, e non del consolato italiano.
     
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  19. erwan

    erwan Membro Attivo

    le banche tendono sempre a mettere i bastoni tra le ruote, è vero, ma solo una procura garantisce che la firma sia la tua e che tu abbia quindi manifestato regolarmente la volontà di attribuire a qualcuno il potere di rappresentarti.
     
    A Nemesis piace questo elemento.
  20. chiacchia

    chiacchia Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ma, visto che le leggi vengono interpretate e non applicate non è più semplice ritirare i soldi in assegno circolare intestato solo a te? cosi non dovrai essere presente, lo possono spedire, poi avendo il conto cointestato tua madre può versarlo sul conto tranquillamente, ti dico questo perchè mi è capitata la stessa cosa anzi aggiungo che dovresti firmare anche per la chiusura del conto a quel punto lasciateci qualche spicciolo sopra e fatelo ( scusa il termine ) morire cosi però chiedi alla banca se è un conto corrente o un libretto o cosa a volte ci sono dei conti che continuano a chiedere le spese e alla fine ti potresti trovare un grosso debito.:fiore:
     

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