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  1. mimmi55

    mimmi55 Membro Junior

    Salve a tutti, mio padre ha lasciato come unico bene in successione la casa dove abitava, con quote così suddivise: 1/3 a me (figlio), 1/3 ai miei due nipoti (figli di mia sorella premorta), 1/3 a mia figlia.
    Nessuno degli altri 3 vuole "svendere" la casa, vista la crisi attuale, e tutti propendono per aspettare la "fine di questo periodo" e la risalita dei valori immobiliari. Posto che potremmo dover attendere un anno o anche 6 o 7 (con conseguente maggiore vetustà della casa, già ora in stato di abbandono...), io non intendo continuare a sostenere le spese, non indifferenti, della casa, e inoltre ho urgente necessità di denaro liquido. Posto che ogni tentativo di convincerli è naufragato, cosa posso fare?
    La mia idea era questa: in pratica, da quello che ho letto, e che vi prego di confermare o meno, ho tre possibilità, anzi quattro.
    1) tentare di farmi liquidare da uno o tutti loro (prelazione eccetera)
    2) chiedere al giudice la vendita coatta della casa all'asta, con tempi e costi biblici (mi pare di aver capito che la mediazione stragiudiziale non risolve nulla, nella totale mancanza di accordo)
    3) alle brutte... accendere un'ipoteca sulla mia quota per avere dei soldi subito (quindi chiedere un prestito in banca)
    4) (che però non intendo praticare, a meno di essere messo alle strette...) andare a vivere nella casa pagando un affitto per quote ai coeredi, e la mia parte di spese vive.
    Mi confermate che non posso fare altro?!?...
    Grazie fin da ora a chi avrà la pazienza e la cortesia di rispondere...
     
  2. StLegaleDeValeriRoma

    StLegaleDeValeriRoma Membro Assiduo

    Professionista
    La mediaconciliazione in questo caso è tuttavia obbligatoria per cui dovrete rivolgervi ad un organismo di mediazione qualora non riusciate a mettervi d'accordo sulla divisione del bene caduto in successione.
    L'assistenza alle parti dell'avvocato non è obbligatoria ma certamente consigliata vista la materia in questione, le spese potranno essere ripartite tra tutti i quattro comunisti.
    Solo qualora il tentativo di mediazione non abbia effetto potrete adire il giudice.;)
     
  3. Soluzionealdebito

    Soluzionealdebito Membro Junior

    Potresti vendere la tua quota ad un terzo estraneo. Sicuramente penserai che è impossibile ma non è detto. La casa è molto valorosa? Ha un suo mercato?
     
  4. mimmi55

    mimmi55 Membro Junior

    Grazie per le risposte.
    Sì, avevo pensato anche alla mediaconciliazione, ho trovato notizie in rete e mi pare ci si rivolga alla Camera di Commercio, cosa che farò.
    Ho pensato anche alla vendita della quota: potrei provare, la casa si trova in un quartiere di Roma periferico ma molto popoloso, commerciale e ben collegato, zona Tiburtina. Ovviamente proverò come prima cosa a vendere ai coeredi, anche se dubito.
    La domanda che mi sorge, un dubbio da sciogliere, a questo punto è: qualcuno potrebbe opporsi a una di queste azioni? Voglio dire, ho il DIRITTO vero e proprio a sciogliere la comunione, dato che non voglio nè mi interessa protrarre nel tempo gestione, manutenzione e relative spese (che nessuno ovviamente è disposto ad accollarsi se non per la sua quota, questo è stato già chiarito...)? e dato anche che a me interessa solo, per necessità, "monetizzare" questa eredità?
    Grazie mille, questo forum è prezioso!
     
  5. fatti neri

    fatti neri Nuovo Iscritto

    diritto vero e proprio a sciogliere la comunione

    mio figlio ha un problema simile con una comproprietà e sono andato da avvocato per chiarimenti:
    si, è un diritto chiedere lo scioglimento della comunione e, come dici per un tempo massimo di dieci anni da quando un giudice lo decide questo sarà venduto per intero all'asta per il prezzo stimato se gli altri non esercitano il diritto di prelazione.cordiali saluti
     
  6. StLegaleDeValeriRoma

    StLegaleDeValeriRoma Membro Assiduo

    Professionista
    Una precisazione è necessaria per la mediaconciliazione obbligatoria ci si rivolge ai vari organismi sul territorio accreditati dal Ministero della Giustizia, veda sul sito.
    Da preferire quelli costituiti da avvocati ovviamente per motivi di scelta del mediatore con le necessarie conoscenze giuridiche.
    Quindi non deve rivolgersi necessariamente alla camera di commercio come scrive.;)
     
  7. mimmi55

    mimmi55 Membro Junior

    Grazie mille per la precisazione: mi ha evitato di perdere una mattinata di lavoro per andare alla Camera di Commercio, cosa che avrei sicuramente fatto!!
    Ottimo anche il fatto di sapere con certezza che è un mio preciso diritto chiedere la divisione: so per certo che la prima telefonata che i coeredi faranno dopo la mia comunicazione sarà all'avvocato, come è giusto e logico che sia.
     
  8. fatti neri

    fatti neri Nuovo Iscritto

    mediaconciliazione obbligatoria ci si rivolge ai vari organismi sul territorio accreditati dal Ministero della Giustizia,

    vorrei cortesemente saper se la procedura può essere avviata da un legale con studio in viterbo se l'immobile è sito in fiumicino, dato che vivo nel viterbese e ormai odio tornare in un luogo ove mi ritrovo a discutere con un signore che quando "decide" e firma mandati all'agenzia lo fa a prezzo altissimo e ricattando mio figlio che è comproprietario come prima casa per 1/2 della casa e 1/2 di tre posti auto ubicati su unica area urbana ( firma solo se di tre posti auto previo frazionamento se ne prende uno esclusivo cioè fraziona l'area in due areee una da due posti ed altra da un posto, quindi lo estorce a mio figlio) e dividendo i costi di gestione in modo arbitrario dato che pur esistendo i millesimi non firma il regolamento di condominio e quindi non lo costituisce ( sono sei unità), insomma rischio litigo con questo soggetto ogni volta che lo incontro!
    nel contempo ho dato una mia seconda casa, sempre nel viterbese, a mio figlio che mantiene là la residenza e ha domicilio qui in quanto ha da un mese un contratto di lavoro, con comodato d'uso gratuito per un anno e ha potuto avere il medico temporaneo per un anno.
    In pratica questo soggetto pretende di frazionare l'immobile, fare lavori, poi con atto di divisione definire le parti, il tutto senza mai mettere per iscritto modi, tempi, costi ect ect.
    ma che devo fare?????????????? il bello è che lui paga IMU come seconda casa.
    pur affrontando le spese dubito che esista una vera convenienza, salvo che i lavori li si riduca a fare pochi interventi, ma parliamo di immobile del 1990 e che per lui diventerebbe ad uso speculativo affitto mentre per mio figlio equivale a spendere un mare di soldi per avere una casa vecchia.
    HELPPPPPP, grazie.
     
  9. StLegaleDeValeriRoma

    StLegaleDeValeriRoma Membro Assiduo

    Professionista
    Black facts ovvero Fatti neri.:shock:
    Può gestire la fattispecie di divisione anche nel viterbese come chiede.
    Se vuole può usare un messaggio privato dal profilo dello Studio o contattarci via mail per la gestione della sua situazione nella provincia di Viterbo con un collega avvocato di nostra fiducia.:daccordo:
    Visto quello che riferisce ne ha bisogno:shock:.
     

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