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Minguccio

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Proprietario Casa
Buongiorno, siamo 20 eredi di una proprietà immobiliare del valore di circa 150 mila euro.
Eravamo in attesa per la vendita dell'immobile, purtroppo uno degli eredi ( mio cugino), è venuto a mancare, lasciando un debito con l'erario di un milione seicento milà euro.
Lui era coniugato con tre figli ed i suoi figli hanno un figlio ognuno di loro (minori).
Secondo voi ,veniamo intaccati anche noi dal debito del de chiusa nei confronti dell'erario.
Ringrazio chi mi darà delle risposte in merito
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
Lui era coniugato con tre figli ed i suoi figli hanno un figlio ognuno di loro (minori).
a costoro consiglio di rinunciare all'eredità.
Secondo voi ,veniamo intaccati anche noi dal debito del de chiusa nei confronti dell'erario.
No, l'erario si prenderà la parte che spettava al debitore. Certo cercherà di mettere in atto delle strategie per impedire la vendita e convincere gli altri coeredi a mollare qualcosa. Ma anche se tutti gli altri coeredi rinunciassero al bene lo stato incasserebbe 150.000 € a fronte di un credito di 1.600.000 € . ma il "de cuius" non aveva altre proprietà?
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
L'erario potrà solo chiedere la divisione giudiziale che porterà inequivocabilmente alla vendita all'asta, salvo che l'erario stesso non si accontenti che in fase di transazione uno o più coeredi si offrano di pagare il valore della quota stimata del debitore.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
@Gianco, @Luigi Criscuolo :

vi segnalo la seguente discussione. Mi sembra che qui le conclusioni di Gianco portino ad esito diverso da quello ipotizzato nelle discussione seguente

Quando il debitore è titolare di una sola quota, la vendita all'asta riguarderà solo la quota o coinvolge tutti?
Se l'erario può intraprendere la divisione giudiziaria, e questa si dimostra infattibile nella pratica, l'esito sarebbe diverso rispetto a ciò che hanno affermato nella discussione citata.
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
Quando il debitore è titolare di una sola quota, la vendita all'asta riguarderà solo la quota o coinvolge tutti?
in quella discussione lo @studiogiardina, che è un esperto nel settore della vendita degli immobili pignorati, aveva sostenuto che in caso di debiti verso lo Stato, la Agenzia delle Entrate, subentrata ad Equitalia, mette all'asta solo la parte di proprietà del debitore verso lo stato e non tutto l'immobile, cosa che invece succede tra privati.
Di quella discussione si sapeva che l'oggetto del pignoramento era un appartamento acquisito da due coniugi in separazione dei beni sui quali già gravava ipoteca di primo grado per il mutuo ancora in atto: ma l'appartamento era di proprietà per il 95% della moglie mentre il debitore era proprietario del solo 5%. Secondo il postante il suo 5% sarebbe valso al massimo 10.000 € mentre il debito verso lo Stato era più elevato ma non è stato specificato. L' Agenzia delle Entrate aveva messo ipoteca di secondo grado sulla casa ma solo sul 5% di proprietà del debitore.
In questo caso, invece, è uno dei venti eredi che è morto lasciando un debito con lo Stato di 1.600.000 € . Se questo tizio non ha beni superiori a questo debito agli eredi legittimi o legittimari, moglie, figli e figli dei figli, conviene la rinuncia all'eredità. Nessuno degli altri parenti entro il 6° grado deve fare alcuna richiesta di accettazione dell'eredità: L'agenzia delle Entrate subentrerà in tutte le proprietà del de cuius, quindi anche nella parte di eredità dell'appartamento, e per quello che è emerso nella discussione precedente metterà in vendita la sua parte di proprietà sulla casa; ma se i coeredi hanno già trovato un compratore, al funzionario di Agenzia delle Entrate, incaricato di gestire questo caso, se il prezzo di vendita dell'immobile è congruo, conviene non ostacolare la vendita e prendere la parte spettante al de cuius.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
In questo caso, invece,
Intanto grazie per la risposta.

Si, è chiarissimo che in questa discussione i legittimari devono rinunciare, ed i parenti devono tenersi alla larga.

La mia era solo una curiosità di carattere generale.
Qui Gianco riafferma che con debiti verso lo stato, anche se in gioco è solo una quota, va a finire che la Agenzia delle Entrate chiede la divisione, giudiziaria, ne consegue un'asta (sul tutto) ed anche i comproprietari finiscono per subirne le conseguenze.

nell'altra discussione invece si affermava che viene messa all'asta solo la parte del debitore.

Mi sembrano due risposte contrastanti, e mi incuriosiva conoscere qual è l'esito finale pratico di queste situazioni.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
In una comproprietà si deve chiedere la divisione giudiziale. Pertanto non si mette all'asta la sola quota che non sarebbe appetibile da un acquirente, ma l'intera proprietà per permettere al comproprietario di recuperare il valore della sua quota.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Pensavo che la divisione giudiziale potesse essere chiesta solo dai comproprietari, non dal terzo pignorante. Nelle due discussioni mi sembra siano sostenute due regole diverse.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Pensavo che la divisione giudiziale potesse essere chiesta solo dai comproprietari, non dal terzo pignorante. Nelle due discussioni mi sembra siano sostenute due regole diverse.
Il terzo pignorante, nel momento in cui ottiene la proprietà della quota del pignorato, subentra allo stesso e quindi può chiedere la divisione per ottenere o la porzione dell'immobile che gli compete e poi ne farà ciò che riterrà opportuno o lo vende per convertirlo in pecunia (moneta).
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
Mah..... lo @studiogiardina ha sostenuto, e c'è da credergli perchè ciò fa parte del suo lavoro (date uno sguardo al suo profilo in linkedin), che quando il creditore è l'Agenzia delle Entrate e non un privato, la prima mette all'asta solo la quota parte di proprietà del debitore non chiede lo scioglimento della comproprietà e di conseguenza la vendita all'asta dell'intero appartamento.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Il terzo pignorante, nel momento in cui ottiene la proprietà della quota del pignorato, subentra allo stesso e quindi può chiedere la divisione per ottenere o la porzione dell'immobile che gli compete e poi ne farà ciò che riterrà opportuno o lo vende per convertirlo in pecunia (moneta).
Non avevo pensato che bastava invertire la sequenza: per cui o prima o dopo anche nell'altra discussione rischiano che vada tutto all'asta.
la prima mette all'asta solo la quota parte di proprietà del debitore non chiede lo scioglimento della comproprietà e di conseguenza la vendita all'asta dell'intero appartamento.
Anch'io avevo inteso quello: ed è forse anche corretto, ma effettivamente è solo una questione di tempo: chi acquista la quota parziale, se non è un congiunto complice, chiederà a sua volta la divisione giudiziale: e poi si passerà ad una nuova asta.....
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Non avevo pensato che bastava invertire la sequenza: per cui o prima o dopo anche nell'altra discussione rischiano che vada tutto all'asta.
Certamente, se l'immobile non è divisibile per soddisfare almeno la quota di chi si vuole dissociare, non c'è alternativa alla vendita all'incanto. Evidentemente anche l'erario, subentrando al comproprietario, pignorato, potrà rivolgersi all'autorità giudiziaria per ottenere la sua quota dell'immobile o della quota spettantegli dalla vendita all'asta.
 

studiogiardina

Membro Attivo
Professionista
Confermo che se il creditore è l'Erario viene posta in asta la sola quota gravata, cosa che peraltro rende poco appetibile l'acquisto della stessa a gran parte del pubblico; proporre una divisione giudiziale maturerebbe elevati costi che non può sostenere.

Le aste dei riscossori, infatti, non vengono promosse dai tribunali ma dal riscossore stesso.
Tali aste ad esempio propongono valori di base d'asta determinati, anzichè dal valore certificato da un perito C.T.U., esclusivamente dalla moltiplicazione di un coefficiente con l'unico valore determinato e pubblico: la rendita catastale.
Nelle procedure esecutive pendenti in Tribunale, invece, il Giudice dell'Esecuzione nomina diversi professionisti (Notaio per produzione documentazione ipo/cataastale, C.T.U., Delegato alla vendita, Custode Giudiziario, pubblicità, etc.), con costi a carico del creditore procedente.

Il G.E. può anche ordinare, dove il bene sia cointestato, l'avvio di una procedura Divisione Giudiziale dello stesso, anche in questo caso caricandone i costi al creditore.
Questo, però, ritengo non sia il caso dei post in questione.

P.s. il Riscossore "subentra" nella proprietà con l'assegnazione del bene (o della quota) dopo la terza PROPRIA asta andata deserta.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Ipotizziamo quindi che a questa asta promossa dal riscossore stesso, partecipi un immobiliarista, meglio, un detentore di grossi capitali, non importa di che colore: venire in possesso di un 5% di un immobile è poca cosa, con diritti di minoranza, ecc; ma con un potere: chiedere a sua volta la divisione giudiziale.

Aspetterà anni, ma come si concluderà questa volta la storia?
 

studiogiardina

Membro Attivo
Professionista
Ipotizziamo quindi che a questa asta promossa dal riscossore stesso, partecipi un immobiliarista, meglio, un detentore di grossi capitali, non importa di che colore: venire in possesso di un 5% di un immobile è poca cosa, con diritti di minoranza, ecc; ma con un potere: chiedere a sua volta la divisione giudiziale.

Aspetterà anni, ma come si concluderà questa volta la storia?
Se i comproprietari si aggiornano sull'andamento delle aste sono senz'altro i soggetti più interessati ad acquistare la quota, anche ad un valore leggermente superiore a quello di mercato, pur di non compromettere la commercialità dell'intero e pertanto delle proprie quote libere.
Tendenzialmente un immobiliarista non dovrebbe arrivare alle stesse somme, verrebbe meno l'intento speculativo motore dell'operazione stessa.

Per infilarsi in un ginepraio del genere, scalare l'intero partendo dal 5%, deve valere davvero la pena lo scopo ultimo. Magari un piccolo lotto di poco valore, ma che che per collocazione o confine ostacola un progetto di portata senz'altro ben superiore.
 

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sono proprietaria al 50% di un appartamento di una casa bifamiliare. L'altro 50% e di proprietà del mio ex marito,L'altro appartamento che si trova al piano di sotto e' di proprieta' al 50% sempre del mio ex marito e 50% di mia figlia. Ora ci sono delle spese da sostenere per il tetto della casa. Per quanto io devo partecipare ? grazie
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