andfan

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Per un discorso di rivendibilità (e di mancata contestazione in eredità) dei genitori hanno deciso appunto di vendere, e non donare, un'abitazione ad un loro figlio minore a compensazione di quanto già dato agli altri due fratelli maggiori.
Alla stipula il figlio ha pagato la prima rata, come indicato sul contratto, ma non riuscirà sicuramente a pagare la seconda rata in scadenza a marzo 2018.

Per i genitori ed i fratelli non ci sarebbero problemi ma hanno paura che il fisco in qualche modo intervenga (non saprei come) e contesti la mancata ricezione del bonifico come una donazione.

Non sanno che fare.

Io gli ho consigliato di fare una scrittura privata non registrata ma con data certa nella quale i genitori acconsentono a dilazionare ulteriormente l'incasso per stare in regola col fisco ma credo che si siano cacciati in un bel pasticcio.

Avete consigli?
 

Nemesis

Membro Storico
Proprietario Casa
dei genitori hanno deciso appunto di vendere, e non donare, un'abitazione ad un loro figlio minore a compensazione di quanto già dato agli altri due fratelli maggiori.
Se hanno venduto, il figlio minore aveva capitali propri che gli consentivano di pagare il prezzo? E se hanno effettivamente venduto, perché sarebbe una compensazione per quanto dato ai fratelli?
Sarebbe interessante conoscere le motivazioni che erano state indicate nel ricorso al giudice tutelare, che ha poi autorizzato i genitori ad acquistare, in nome e per conto del figlio minore.
 

andfan

Membro Attivo
Proprietario Casa
Mi sono espresso male.
Sintetizzando negli anni i genitori hanno dato 100 al figlio 1 e 100 al figlio 2 in modo non rintracciabile e quindi fuori dall'asse ereditario.
Hanno pensato di compensare il figlio 3 con la vendita di un immobile del valore complessivo, anch'esso, di 100.
Avevano pensato, e così hanno fatto, a dare inizialmente soldi contanti che il minore ha versato sul suo conto e con questi effettuare l'anticipo al rogito.
I problemi nascono dal fatto che il giochino di dare soldi contanti per poi pagare le successive rate non può reggere ed il figlio non vuole pagare di tasca sua per un qualcosa che sarebbe una compensazione (cornuto e mazziato...).
Quindi che si fa?
Il figlio 3 debitore stacca un semplice assegno bancario, lo consegna ai genitori, rilasciano ampia quietanza e non lo versano?
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Certo che se l'assegno è robusto fa pensare, ma se ne rilascia diversi che portino alla somma dovuta sarebbe verosimile e potrebbero essere incassati poco per volta, risolvendo il problema.
 

andfan

Membro Attivo
Proprietario Casa
Gli restano da pagare altre 2 rate di 25000 euro l'una, quindi un totale di 50000 euro.
I soldi, nel suo conto corrente, ci sarebbero e non avrebbe problemi a firmare due assegni che sarebbero, quindi, del tutto coperti se fossero incassati.
Il fatto di non incassarli ma rilasciando la quietanza di pagamento che cosa comporta per il fisco?
Potrebbe in qualche modo intervenire?
Dal punto di vista ereditario degli altri due fratelli (A e B) non ci sarebbero contestazioni future per il mancato incasso da parte dei genitori di quanto indicato sul contratto.
 

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