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  1. graziosi teresa

    graziosi teresa Nuovo Iscritto

    E' stato venduto un appartamento (cat. Catastale a/2) all'interno del mio condominio.
    Alla prima assemblea condominiale il nuovo proprietario chiede l'autorizzazione ad effettua-re il frazionamento in due unita' immobiliari. Inoltre chiede l'apertura di una nuova finestra che non rispetta i profili delle esistenti e l'apertura di un'altra porta sul pianerottolo modificando la struttura, dimensioni dello stesso. Non chiede o comunica il cambio di destinazione d'uso, ma nella discussione viene fuori che intende realizzare un ufficio e uno studio medico.
    Il nostro regolamento prevede il frazionamento purche' non si modifichi la superficie dello
    stesso.
    Sono lecite le richieste del nuovo proprietario?
    La procedura seguita e' giusta?
    Se sì, quale maggioranza è richiesta?
    Cambiando la destinazione d'uso, variano le tabelle millesimali?
     
  2. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    se il regolamento non lo prevede dite di no e amen. le finestre incidono sull'estetica il pianerottolo ridotto mi sembra chieda troppo.
     
  3. ergobbo

    ergobbo Membro Attivo

    Può farlo anche senza il permesso del condominio se il regolamento non lo vieta... ma per vietarlo deve trattarsi di una norma contrattuale e lo deve avere accettato espressamente. L'appartamento è una sua proprietà esclusiva.

    In teoria può fare anche questo, ma in questo caso subentra l'imponderabile elemento del decoro architettonico al quale potete appellarvi.

    Non ho capito bene. Apre un'altra porta sul muro del pianerottolo o modifica il perimetro del pianerottolo appropriandosi di una parte della superfice calpestabile?

    Nel primo caso può farlo senza neanche chiedere il permesso in base al principio dell'art. 1102 CC, nel secondo non solo gli serve il permesso, ma deve essere dato con i 1000/1000 dei condomini.

    Assolutamente si. Che poi debbano essere soddisfatte o meno è un altro paio di maniche...

    Sempre partendo dalla premessa che non ci siano impedimenti particolari (regolamento, permessi diversi, ecc. ecc.), chiedendo il permesso all'assemblea, il nuovo condomino si è comportato in maniera molto più corretta di quanto gli imponeva la legge. Avrebbe potuto dare semplice comunicazione all'amministratore delle sue intenzioni e della data di inizio lavori... e anche la comunicazione all'amministratore è una forma di cortesia e non un obbligo (a meno che non ci sia qualche norma o sentenza a me ignota che affermi il contrario).

    Come già detto, a parte l'ipotesi che voglia appropriarsi di un pezzo di pianerottolo (che richiederebbe i 1000/1000), se i lavori li paga di tasca sua non serve alcuna maggioranza, in quanto il codice prevede che possa farli senza chiedere il permesso. Un caso particolare è quello della finestra e della potenziale lesione del decoro architettonico, che può essere comunque motivo di ricorso al giudice anche da parte di uno solo dei condomini dissenzienti.

    No. Per la modifica "obbligatoria" delle tabelle servono variazioni più che significative. Nulla impedisce, comunque, che l'assemblea decida di rivederle a lavori eseguiti.
     

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