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  1. angela angela

    angela angela Nuovo Iscritto

    buongiorno a tutti, ho bisogno di aiuto:
    nel 2007 abbiamo affittato ( per 4 anni) io e mio marito proprietari al 50% un appartamento, con scadenza contratto 1 ottobre 2011, nel 2010 ci siamo separati e l'appartamento è diventato mio al 100%.
    ora vorrei rifare il contratto all'inquilino, per inserire solo il mio nome e, dare disdetta se non accetta l'aumento, (perchè era stato stabilito un canone veramente basso).
    posso farlo?, è corretto? avreste uno stampato da offrirmi?
    scusate ma è il mio 1° annuncio, grazie!
    angela angela
     
  2. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Dalla L. 431/98 :
    Art. 3.
    (Disdetta del contratto da parte del locatore).

    1. Alla prima scadenza dei contratti stipulati ai sensi del comma 1 dell'articolo 2 e alla prima scadenza dei contratti stipulati ai sensi del comma 3 del medesimo articolo, il locatore può avvalersi della facoltà di diniego del rinnovo del contratto, dandone comunicazione al conduttore con preavviso di almeno sei mesi, per i seguenti motivi:
    a) quando il locatore intenda destinare l'immobile ad uso abitativo, commerciale, artigianale o professionale proprio, del coniuge, dei genitori, dei figli o dei parenti entro il secondo grado;
    b) quando il locatore, persona giuridica, società o ente pubblico o comunque con finalità pubbliche, sociali, mutualistiche, cooperative, assistenziali, culturali o di culto intenda destinare l'immobile all'esercizio delle attività dirette a perseguire le predette finalità ed offra al conduttore altro immobile idoneo e di cui il locatore abbia la piena disponibilità;
    c) quando il conduttore abbia la piena disponibilità di un alloggio libero ed idoneo nello stesso comune;
    d) quando l'immobile sia compreso in un edificio gravemente danneggiato che debba essere ricostruito o del quale debba essere assicurata la stabilità e la permanenza del conduttore sia di ostacolo al compimento di indispensabili lavori;
    e) quando l'immobile si trovi in uno stabile del quale è prevista l'integrale ristrutturazione, ovvero si intenda operare la demolizione o la radicale trasformazione per realizzare nuove costruzioni, ovvero, trattandosi di immobile sito all'ultimo piano, il proprietario intenda eseguire sopraelevazioni a norma di legge e per eseguirle sia indispensabile per ragioni tecniche lo sgombero dell'immobile stesso;
    f) quando, senza che si sia verificata alcuna legittima successione nel contratto, il conduttore non occupi continuativamente l'immobile senza giustificato motivo;
    g) quando il locatore intenda vendere l'immobile a terzi e non abbia la proprietà di altri immobili ad uso abitativo oltre a quello eventualmente adibito a propria abitazione. In tal caso al conduttore è riconosciuto il diritto di prelazione, da esercitare con le modalità di cui agli articoli 38 e 39 della legge 27 luglio 1978, n. 392.

    2. Nei casi di disdetta del contratto da parte del locatore per i motivi di cui al comma 1, lettere d) ed e), il possesso, per l'esecuzione dei lavori ivi indicati, della concessione o dell'autorizzazione edilizia è condizione di procedibilità dell'azione di rilascio. I termini di validità della concessione o dell'autorizzazione decorrono dall'effettiva disponibilità a seguito del rilascio dell'immobile. Il conduttore ha diritto di prelazione, da esercitare con le modalità di cui all'articolo 40 della legge 27 luglio 1978, n. 392, se il proprietario, terminati i lavori, concede nuovamente in locazione l'immobile. Nella comunicazione del locatore deve essere specificato, a pena di nullità, il motivo, fra quelli tassativamente indicati al comma 1, sul quale la disdetta è fondata.

    3. Qualora il locatore abbia riacquistato la disponibilità dell'alloggio a seguito di illegittimo esercizio della facoltà di disdetta ai sensi del presente articolo, il locatore stesso è tenuto a corrispondere un risarcimento al conduttore da determinare in misura non inferiore a trentasei mensilità dell'ultimo canone di locazione percepito.

    4. Per la procedura di diniego di rinnovo si applica l'articolo 30 della legge 27 luglio 1978, n. 392, e successive modificazioni.

    5. Nel caso in cui il locatore abbia riacquistato, anche con procedura giudiziaria, la disponibilità dell'alloggio e non lo adibisca, nel termine di dodici mesi dalla data in cui ha riacquistato la disponibilità, agli usi per i quali ha esercitato facoltà di disdetta ai sensi del presente articolo, il conduttore ha diritto al ripristino del rapporto di locazione alle medesime condizioni di cui al contratto disdettato o, in alternativa, al risarcimento di cui al comma 3.

    6. Il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, può recedere in qualsiasi momento dal contratto, dando comunicazione al locatore con preavviso di sei mesi.


    Non avendo comunicato con 6 mesi di preavviso la tua intenzione di non rinnovare il contratto, per le motivazioni di uno dei precedenti commi, ilcontratto è prorogato di altri 4 anni.
    E' opportuno comunicare al conduttore che dal.....sei l' unica proprietaria e che per questo motivo i canoni di affitto dovranno essere a te versati.
    Anche all' AdE è opportuno comunicare la variazione della parte locatrice, anche se i passaggi di proprietà vengono comunicati automaticamente dal notaio.
    :daccordo:
     
    A tamara piace questo elemento.
  3. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    sono d'accordo con maiidealista. puoi solo calcolare gli aumenti in relazione al tasso di inflazione.
     
  4. paolo ferraris

    paolo ferraris Nuovo Iscritto

    ...la vendita o la cessione del ocntratto 4 + 4 ada altro soggetto (che poi non è questo propriamente il caso) non dà la possibilità al nuovo locatore di disdettare il contratto alla prima scadenza per rifarlo (salvo anche il conduttore sia d'accordo ovviamente)...salvo per i casi previsti per legge...alla scadenza naturale degli 8 anni potrai rifarlo come vuoi...dando disdetta secondo i termini di legge...saluti!
     

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