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  1. Giuliano V.

    Giuliano V. Nuovo Iscritto

    Inquilino/Conduttore
    Buonasera vorrei per cortesia sapere dove posso trovare riferimenti di legge riguardo a questo tema e a questa domanda? " Sono un inquilino di un condominio di 8 unità abitative e di 4 negozi . In questo condominio prima del mio arrivo esistevano due impianti di riscaldamento separati : uno per i negozi e uno per gli appartamenti . 5 proprietari su 8 hanno deciso di mettersi il riscaldamento autonomo e adesso lo stanno facendo anche gli altri tre e quindi la caldaia verrà eliminata . Ma nel frattempo io pago per i millesimi un servizio che non uso . Cosa spetta pagare al proprietario e cosa all' inquilino? Cosa spetta a pagare al proprietario nei confronti della ripartizione con gli altri inquilini? Perchè mi pare che i tre inquilini ritardari ne beneficino con il placet dell'amministratore che ritarda a dare l'ultimatum
     
  2. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Se lei è inqulino deve versare solo gli oneri accessori previsti dal contratto di locazione ed il suo rapporto è esclusivamente con il locatore.
    Se il Condominio decide di passare all'autonomo... il suo locatore deve garantirle il servizio di riscaldamento cui si è contrattualmente obbligato; se il servizio fosse ora sospeso,
    il locatore deve garantirle un sistema alternativo, salvo suo diritto a vedersi diminuire le spese e risarcimento del danno da lei subito.
    Ergo: ci si siede attorno ad un tavolo e si pianifica per bene il tutto, disagi suoi compresi.
    Nulla per il passaggio al nuovo sistema. Solo le spese per il riscaldamento. Se eccessive rispetto alle presistenti, da valutarsi come e cosa intraprendere (sulla base di quanto pattuito nel contratto di locazione)
     
  3. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista

    P.s. non oso entrare nel merito di come il Condominio abbia deliberato di passare all'autonomo e se ciò sia legittimo alla stregua della normativa vigente
     
  4. Giuliano V.

    Giuliano V. Nuovo Iscritto

    Inquilino/Conduttore
    grazie mille
     
  5. Giuliano V.

    Giuliano V. Nuovo Iscritto

    Inquilino/Conduttore
    grazie
     
  6. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Il distacco del condomino dall’impianto di riscaldamento centralizzato è possibile, dal 18 giugno 2013, senza attendere l’autorizzazione dell’assemblea condominiale.
    A prevederlo è l’articolo 1118 del codice civile, come riformato dalla legge numero 220/2012 di modifica alla disciplina del condominio negli edifici.

    Il distacco dei 5 condomini è avvenuto prima o dopo l'entrata in vigore della nuova normativa?
    Il condòmino distaccante, tuttavia, resta comunque tenuto a partecipare alle spese per la conservazione, la manutenzione straordinaria e la messa a norma della caldaia comune, della quale rimane comproprietario, ben potendo in ogni momento tornare a utilizzarla.
    La rinuncia da parte del condomino all’utilizzo dell’impianto centralizzato, tuttavia, non è incondizionata ma è ammissibile solo se dal distacco non derivino agli altri condomini squilibri notevoli di funzionamento o aggravi di spese.
    Si tratta, in realtà, del semplice recepimento delle regole già dettate in via interpretativa dalla giurisprudenza, che lascia inalterati i dubbi interpretativi sulla concreta operatività delle predette limitazioni.

    Si pensi, ad esempio, ai notevoli squilibri di funzionamento che, pur non causati dal distacco di un primo condomino, potrebbero essere generati dal sovrapporsi di distacchi effettuati allo stesso modo, ponendo i condomini in condizione di disparità.
    Concretamente, il condòmino che voglia rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato, deve preliminarmente accertare che tale operazione non provochi le conseguenze che ne limitano la realizzazione e tale onere probatorio può essere assolto rivolgendosi a un tecnico abilitato e specializzato che rediga un’apposita perizia in cui siano indicati i consumi effettivi dell’impianto e quelli ipotizzati dopo il distacco e l’assenza di potenziali alterazioni negative.
    Prodotta dal condòmino una perizia che accerti la legittimità del distacco, l’assemblea non potrà impedirlo
    .
    È opportuno sottolineare, tuttavia, che il diritto al distacco deve fare i conti con le previsioni della normativa in materia di risparmio energetico di cui al d.p.r. numero 59 del 2009, in base alla quale negli edifici con più di quattro unità abitative e per potenze nominali del generatore di calore dell’impianto centralizzato maggiori o uguale a 100 kw è preferibile mantenere impianti centralizzati, laddove essi siano già esistenti.
    Il distaccante, inoltre, deve tenere conto dell’obbligo di adozione di sistemi di contabilizzazione calore di cui al decreto legislativo numero 102 del 2014 e di quello, per i nuovi impianti, di essere dotati di canna fumaria che arrivi fin sopra il colmo del tetto dell’edificio previsto dalla legge n. 90/2013 di conversione del decreto legge n. 63/2013.


    Fonte: Il distacco del condomino dal riscaldamento centralizzato
    (Studio Cataldi - il Diritto Quotidiano. Notizie giuridiche, guide legali, sentenze
     
  7. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Giuliano V. è inquilino, che voglia informarsi ci può stare, ma non è un suo problema (lo è solo il pretendere il servizio dovutogli)
     
  8. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    lo so ma lui ha chiesto
    ed io gli ho dato i riferimenti aggiornati. Dopo tutto è lui che subisce le conseguenze (disagio e danno economico) di questa situazione caotica e secondo me, fuori legge.
    Se il riscaldamento centralizzato era previsto dal Regolamento di Condominio contrattuale (quello redatto dal costruttore e giacente presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari) alla luce della legge vigente prima della riforma del condominio per eliminare il servizio di riscaldamento centralizzato occorreva l'unanimità dei condomini (1000/1000).
     
  9. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Salvo deroga ex legge 10/91
     
  10. Giuliano V.

    Giuliano V. Nuovo Iscritto

    Inquilino/Conduttore
    Io devo pagare a chi ? All'amministratore di condominio o al locatore . E solo le spese di funzionamento suddivise secondo i millesimi ... Non il gasolio
     
  11. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Questo dipende dagli accordi intercorsi tra te ed il proprietario dell'appartamento.
    Siccome le spese del riscaldamento, come le spese della gestione ordinaria del condominio, sono un onere a carico del condòmino, a mio avviso, anche per avere il controllo che queste due spese siano pagate, è meglio che il conduttore paghi queste somme al proprietario di casa e che questo paghi l'amministratore.
    Purtroppo vuoi per pigrizia e per evitare questo giro di denaro, o meglio ancora, in caso di registrazione del contratto, per l'errato convincimento di denunciare un affitto più elevato di quello effettivo, il proprietario lascia questa incombenza al conduttore, con il risultato di scoprire che spesso quest'ultimo non paga le spese condominiali.
    Francamente questo non l' ho capito: nel funzionamento non è compreso il consumo del carburante (metano o gasolio)?
     

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