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  1. carbone ezio

    carbone ezio Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Ciao a tutti.
    Sto affrontando un problema di questo tipo. Maria e Giuseppe sono conviventi e detentori di un C.C.
    È di un Conto Deposito cointestata con firma disgiunta. In data 15/2/13 muore Giuseppe e quindi Maria dopo
    Un mese circa si reca in banca x denunciare la morte del compagno. Scopre che la banca ha già attivato la
    Pratica di divisione ma cosa ancora più grave che Giuseppe un mese prima di morire ha spostato titoli x
    Un valore di 50.000,00 euro su un altro C. Deposito. Chiedo un aiuto su cosa conviene fare x tutelare Maria.
    Tipo chiedere un blocco della liquidazione da parte della Banca in base al saldo attuale? Rivolgendosi a chi?
    Avviare una azione legale x il ricongiungimento dei beni patrimoniali dei due conviventi al 31/12/12? Si può
    Fare con quali modalità. Perseguire la strada tramite Conciliazione? Un grazie a tutti.
    Complimenti x i contenuti del blog!
    Ezio Carbone
     
  2. Avvocato Luigi Polidoro

    Avvocato Luigi Polidoro Membro Attivo

    Professionista
    Ciao,
    secondo la giurisprudenza le somme presenti su un conto corrente cointestato si considerano appartenenti ai titolari del rapporto bancario, in proporzione alla intestazione (due titolari, 50% ognuno).
    Ciò in applicazione della disciplina sulla comunione e fatta salva, comunque, la prova contraria (che può essere fornita dimostrando la differente condizione economica dei due intestatari, ad esempio qualora uno di essi sia privo di occupazione o nell'ipotesi in cui i redditi degli intestatari siano fortemente differenti).
    Giuseppe avrebbe avuto tutto il diritto a disporre liberamente delle somme depositate sul conto corrente, entro la quota del 50% delle medesime.
    Non so se lo spostamento di cui parli (euro 50.000,00) superi, o no, la quota di Giuseppe.
    Qualora Giuseppe avesse compiuto atti di disposizione per somme superiori a quella a lui appartenenti, Maria avrebbe diritto a richiedere la restituzione degli importi ingiustamente prelevati (quindi fino ad ottenere la reintegra della quota di propria appartenenza)
    La questione si complica, però, a causa della intervenuta morte di Giuseppe.
    Le somme confluite sull'altro conto corrente, che immagino fosse intestato soltanto a Giuseppe, per la regola della titolarietà del rapporto bancario si presumeranno cadute in successione e verranno quindi reclamate dagli eredi di Giuseppe.
    Non so se Giuseppe abbia disposto per testamento delle proprie sostanze, fatto sta che per capire come muoversi, dovresti indicarmi quali sono gli eredi di Giuseppe. Era divorziato? separato? aveva figli? aveva fratelli / sorelle (anche se morti prima di lui)? i genitori di giuseppe sono ancora vivi?
    Tu scrivi che "la banca ha già attivato la causa di divisione", quindi ne evinco che vi siano eredi e che essi si siano già attivati.
     
  3. carbone ezio

    carbone ezio Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Grazie Avvocato Luigi Polidoro!
    x capire meglio la situazione ti dò gli elementi che non ho segnalato nel 1° post.
    Sul C. Deposito cointestato vi erano circa 110.000,00 euro, di questi Giuseppe ne ha trasferiti 50.000,00 su un suo C. Deposito cointestato con una sua nipote. Giuseppe ha come soli eredi 2 nipoti. Ora la Banca opportunamente sollecitata dalla nipote beneficiaria del trasferimento dovrebbe procedere con la divisione della cifra rimanente sul C. Deposito cointestato a Maria e Giuseppe, riconoscendo alle nipoti di G. il 50% dei 60.000,00 giacenti sullo stesso. Faccio presente che lo stesso "giochino" è stato fatto anche sul C.C. cointestato in questo caso x una cifra più contenuta, 2.000,00 euro su 5.000,00!!!
    Che si può fare x salvaguardare gli interessi di Maria? Attendo tue news. Grazie
     
  4. Avvocato Luigi Polidoro

    Avvocato Luigi Polidoro Membro Attivo

    Professionista
    Sul conto c'erano 110.000,00 euro, quindi 55.000 di Giuseppe e 55.000,00 di Maria.
    Se non ci fosse stato il trasferimento di denaro sul conto cointestato con la nipote, gli eredi di Giuseppe si sarebbero divisi i 55.000,00 euro.
    Adesso invece la nipote gli eredi di Giuseppe andranno a dividersi i 50.000,00 euro già trasferiti più i 30.000,00 euro rimasti sul conto cointestato con Maria, alla quale rimarranno invece soltanto i residui 30.000,00.
    Maria potrebbe agire contro le due eredi per vedere accertata in proprio favore la titolarietà dei 55.000 euro ancora presenti sul conto corrente.
    Ritengo che la Banca interromperà la liquidazione delle somme non appena il legale di Maria darà conoscenza della pendenza della lite.
    Qualora così non fosse (basta andare prima a parlare con il direttore della filiale per capire come intende procedere) l'avvocato di Maria, nell'ambito dello stesso procedimento civile, potrebbe valutare se richiedere al Giudice provvedimenti cautelari aventi finalità conservativa.
     
  5. uva

    uva Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Esprimo un dubbio.
    Quanto esposto dall'Avv. Polidoro è sicuramente giusto se il conto cointestato a Giuseppe e Maria fosse stato a firme congiunte.
    Invece si tratta di un conto cointestato A FIRMA DISGIUNTA quindi ogni cointestatario poteva disporne indipendentemente dall'altro. Giuseppe avrebbe potuto svuotare il conto, trasferendo i 110.000 euro altrove, e chiuderlo.
    Quindi la presunzione di appartenenza delle somme depositate al 50% fra Giuseppe e Maria opera solo per il saldo esistente all'apertura della successione, che è di 60.000 euro.
    Ne deduco che ora Maria ha diritto solamente a 30.000 euro, mentre i rimanenti 30.000 verranno attribuiti agli eredi di Giuseppe.
    Non penso abbia alcun titolo per agire contro questi eredi per recuperare i 55.000 euro in quanto sia Giuseppe che lei stessa potevano legittimamente disporre disgiuntamente dell'intera somma esistente sul conto cointestato.
     
  6. Avvocato Luigi Polidoro

    Avvocato Luigi Polidoro Membro Attivo

    Professionista
    La comproprietà della somma deriva dalla contitolarità del conto.
    Il fatto che esso sia a firma congiunta o disgiunta, invece, è irrilevante, non incide sull'estensione del diritto.
    La comproprietà deriva da una presunzione, fondata sulla contitolarietà del conto.
    Se così non fosse, si giungerebbe a risultati aberranti: poiché si trattava di un conto a firma disgiunta, Giuseppe avrebbe potuto disporre persino di tutta la somma lasciando un saldo pari a 0 .... in questo caso Maria non avrebbe potuto eccepire alcunché?
    Certamente no!
     

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