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elisa696

Nuovo Iscritto
Conduttore
Mio padre è morto da poco, e ora siamo rimasti in due(mia madre, io). Mio padre conviveva con noi. Tutti e due abbiamo fatto entro tre mesi l'accettazione con beneficio di inventario in quanto avevamo solo debiti.( niente attivo). Lui ha un'altra figlia.
La scelta della accettazione con beneficio di inventario avendo solo debiti potrebbe sembrare stupida, visto avrebbe avuto senso fare la rinuncia, ma il motivo è proprio quello di averla fatta per impugnare una donazione di 200 mila euro che mio padre ha fatto prima di morire all'altra sua figlia.. ( somma fatta mettere in un conto cointestato suo e di sua figlia, e poi riversato su quello della figlia).
Infatti ci è stato consigliato di procedere all'accettazione di inventario sia per metterci al riparo dei debiti sia per poter provare a impugnare la donazione.
(donazione che comunque il notaio ha detto che non andava messa nell'inventario, ma poi nella successione)
La mia domanda è la seguente:
Intanto secondo lei è giusta la scelta dell'accettazione con beneficio ai fini di una causa per impugnare la donazione? o avremmo potuto ottenere lo stesso con la rinuncia?
L'altra domanda è, secondo lei, abbiamo possibilità di impugnare la donazione? e in che misura? quanto di quella somma donata spetterebbe a lei per legge? e quanto a noi? ( non ci sono testamenti). Vi ringrazio.


Cordiali saluti, elena
 

romettor

Membro Ordinario
Proprietario Casa
Se rinnuciate all'eredità rinunciate e basta per cui anche alla quota sulla domnazione. Per la quota spettante alla sorella ci si rifà all'art. 536 e segg. del cc tenendo conto che avendo fatto la donazione si presume che il de cuis abbia voluto conferire la sua quota disponibile alla donataria. Essendo questa del 25% alla fine della causa andrebbero 50000 a te e tua madre e 100000 a tua sorella, se alla fine della causa è rimasto qualcosa.....
Occorre poi vedere la forma con cui è stata fatta la donazione poichè se manca l'atto pubblico si può impugnare per cifre del genere. Situazione Complessa
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
Intanto secondo lei è giusta la scelta dell'accettazione con beneficio ai fini di una causa per impugnare la donazione?
Giusta... siete state ben consigliate.
Non avevate alternativa per poter tentare la collazione/riduzione e vi siete messe comunque al riparo da una "accettazione tacita".



L'altra domanda è, secondo lei, abbiamo possibilità di impugnare la donazione? e in che misura? quanto di quella somma donata spetterebbe a lei per legge? e quanto a noi? ( non ci sono testamenti).
La possibilità è concreta ma bisogna verificare se e come vi sia stata "donazione" e se non abbia usato qualche "trucco" per evitare i vostri tentativi.

Ammesso e non concesso riusciste a "recuperare" detta donazione è impossibile quantificare se vi rimanga qualcosa.
Si dovranno prima saldare tutti i creditori e solo qualora residui qualcosa andrà ripartito nelle "proporzioni" indicate.
Da queste ulteriore detrazione per le spese di procedimento che non fossero recuperabili da controparte (sorella).
 

moralista

Membro Senior
Professionista
Con la sorella avete rapporti? se così è potete chiedere chiarimenti e trovare delle soluzioni onde evitare spese inutili e il rischio di trovarvi solo rogne da dividere
 

elisa696

Nuovo Iscritto
Conduttore
Grazie per le risposte, purtroppo non abbiamo rapporti con la sorella. Lei ancora non è stata chiamata all'eredita', qualora lei rinunciasse(per i debiti), perderebbe anche la legittima? la disponibile? a lei cosa converrebbe fare durante la causa? potrebbe accettare anche lei con beneficio? So che anche se rinunciasse, perlegge puo trattenere la donazione in parte e non pagherebbe i debiti. Insomma quale sarebbe la sua strategia migliore per metterci in difficolta? considerando è una persona subdola. Grazie
ps: un accettazione con beneficio di inventario potrebbe essere impugnata e invalidata in qualche modo dai creditori? oppure siamo al sicuro dai debiti? ( intendo nel caso non vincessimo la causa)
 

Franci63

Membro Senior
Proprietario Casa
per impugnare una donazione di 200 mila euro che mio padre ha fatto prima di morire all'altra sua figlia.. ( somma fatta mettere in un conto cointestato suo e di sua figlia, e poi riversato su quello della figlia).
Non è nemmeno una donazione, che per essere valida necessita di atto pubblico con due testimoni.
E' stato "solo" un modo per "nascondere" i soldi a voi, immagino.
Hai prova di quanto affermi, ovvero che i soldi erano di tuo padre, o che non fossero il pagamento di un debito pregresso ?
 

elisa696

Nuovo Iscritto
Conduttore
si ovviamente ho la prova. Cmq ho trovato un testamento di mio padre nel quale lascia eredità a tutti i suoi figli, ma lascia la disponibile solo a me. Il problema è che nel testamento non so perchè, non ha inserito mia mamma. Se nella causa esce questo testamento mia madre dovrebbe poi impugnarlo per la sua quota? questo testamento priva l'altra figlia della quota disponibile che eventualmente si terrebbe per se in quanto diventa mia? Insomma al livello economico quale è la strategia migliore? farlo valere il testamento o meno?
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Il testamento sarebbe ridotto a tutela delle quote di legittima ed i creditori intaccherebbero solo la quota spettante al debitore anche se lo stesso rinunciasse.
 

elisa696

Nuovo Iscritto
Conduttore
Il testamento sarebbe ridotto a tutela delle quote di legittima ed i creditori intaccherebbero solo la quota spettante al debitore anche se lo stesso rinunciasse.

Mi scusi potrebbe spiegarmi meglio quello che vuole dire in termini piu semplici? magari con un esempio pratico? grazie
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Chi impugna il testamento può pretendere che venga rivisto nel rispetto delle quote spettanti ai legittimari. Ed in presenza di creditori, questi possono pretendere il ristoro dei loro crediti soltanto intaccando la quota spettante al debitore. In sostanza se l'asse ereditario vale 300.000 € ed all'erede in difficoltà economica spetta 1/3 i suoi creditori possono richiedere quella quota pari a 100.000 € o la stessa quota se tutta l'eredità venisse venduta all'asta anche se il loro credito fosse maggiore.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Rivolgersi ad un legale e/o ad un tecnico competenti. I documenti andrebbero esaminati anche nella loro cronologia per conoscere la storia e dare dei consigli fondati.
 

Franci63

Membro Senior
Proprietario Casa
Cmq ho trovato un testamento di mio padre nel quale lascia eredità a tutti i suoi figli, ma lascia la disponibile solo a me.
Il testamento andrebbe immediatamente consegnato ad un notaio per la pubblicazione.
chi consapevolmente tenga nascosto un testamento è responsabile del reato di soppressione, distruzione e occultamento di atti.
Parlane con il tuo avvocato; non puoi avere su un forum risposte certe per una situazione gestita male da tutti dall'inizio, e così conflittuale e complessa.
 
Ultima modifica:

elisa696

Nuovo Iscritto
Conduttore
Ah non conoscevo questa legge, beh allora il problema non si pone, avendo trovato il testamento devo necessariamente farlo pubblicare. Meglio cosi'. Conoscete per caso qualche bravo avvocato di roma che si occupi di una situazione come la mia? ( ovviamente senza che mi spenni). Secondo voi una causa del genere indicativamente quanto potrebbe costare? e quanti anni puo' durare? grazie
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Tanto per cominciare, magari prima di consegnare il testamento al notaio, ti consiglierei di contattare un avvocato al quale porterai soltanto una copia fotostatica del testamento: l'originale tienilo nascosto. Lui potrà esaminare il problema e consigliarti per il meglio. E' difficile per noi che viviamo in altri ambiti darti consigli su quale professionista interpellare e quanto costui possa farsi pagare non conoscendo la sua professionalità. Quando gli proporrai il tuo problema, chiedigli un preventivo con tutte le variabili.
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
Ed in presenza di creditori, questi possono pretendere il ristoro dei loro crediti soltanto intaccando la quota spettante al debitore
Qualcosa non mi torna.

Se uno scrive:


abbiamo fatto entro tre mesi l'accettazione con beneficio di inventario in quanto avevamo solo debiti.( niente attivo)
io interpreto che i debiti facevano capo al de cujus (padre).
Ne consegue che i creditori agiranno verso tutta l'eredità e non solo verso la quota di un singolo.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
io interpreto che i debiti facevano capo al de cujus (padre).
Ne consegue che i creditori agiranno verso tutta l'eredità e non solo verso la quota di un singolo.
Certamente, ma c'è quella donazione che potrebbe essere soggetta a collazione e/o intaccata, se del caso, dai creditori.
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
Certamente, ma c'è quella donazione che potrebbe essere soggetta a collazione e/o intaccata, se del caso, dai creditori.
SE fanno collazione/riduzione il bene (o il suo controvalore) rientra nel totale eredità... ma ciò nulla altera circa la situazione descritta in esordio: i debiti sono del de cujus e non di un singolo erede.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Mio padre è morto da poco, e ora siamo rimasti in due(mia madre, io). Mio padre conviveva con noi. Tutti e due abbiamo fatto entro tre mesi l'accettazione con beneficio di inventario in quanto avevamo solo debiti.( niente attivo). Lui ha un'altra figlia.
E poi non si sa cosa si recupererà della donazione all'altra figlia.
 

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