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  1. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Quando non si riesce più a far fronte alle uscite a causa della crisi, tra le prime spese tagliate dalle famiglie ci sono le rate condominiali. Cosa che in effetti comporta rischi meno gravi che smettere di pagare l'affitto (pericolo sfratto) o il mutuo (pignoramento dell'immobile da parte della banca). Il condominio infatti non è un creditore privilegiato e spesso è costretto a mettersi in fila dopo gli altri.

    A farne le spese sono i condomini che pagano regolarmente le rate. E anche se con l'entrata in vigore della riforma del condominio (il 18 giugno 2013) l'amministratore è obbligato a tentare di rientrare dei mancati incassi emettendo un decreto ingiuntivo nei confronti dei morosi - ma probabilmente è ancora presto per misurare gli effetti di questa misura - il fenomeno è in costante crescita.

    A confermarlo sono gli allarmanti dati forniti da Confrontabile (associazione di proprietari immobiliari): nel corso del 2013 in testa alla "classifica" troviamo Bologna con un +33,8% di casi di ritardo nei pagamenti condominiali, poi troviamo Roma con +33%, Napoli +32,7%, Torino +31,8%, Milano +30% , Catania +29,6%, Firenze +28%, Genova +26,5%, Cagliari +24,8%; Palermo e Bari registrano rispettivamente +23,7 % e +22,6%, mentre Padova +21,3%; in fondo alla graduatoria c'è Venezia con comunque un +19 per cento.

    «Questi numeri - commentano da Confabitare - dimostrano purtroppo l'ampio diffondersi di questo fenomeno, anche se va detto, che sempre più spesso, alcuni condomini approfittavano della situazione critica, per fare i furbetti e non pagare le rate, in quanto sapevano che difficilmente potevano essere presi provvedimenti nei loro confronti. Ma dopo il 18 giugno le cose sono cambiate».
    il sole 24 ore 20 gen.14

    La notizia è allarmante perchè porterà ad un incremento esasperante della conflittualità laddove i condomini in regola alla fin fine della procedura si troveranno a pagare per gli insolventi che proprio non potessero versare i contributi condominiali ( fallimento , perdita del posto del lavoro del soggetto con mutuo etc. )
    Infatti se dopo l'azione esecutiva , prima dell'amministratore e poi del creditore parziario, non si riuscisse materialmente a riscuotere, al fine di evitare l'interruzione di alcuni servizi essenziali ( acqua e riscaldamento non si possono comunque tagliare) dovranno pagare gli altri .
    Facile prevedere obiezioni del tipo: ma io il mio debito l' ho pagato , perchè mai devo pagare anche quello di altri ? Obiezione comprensibile, ma il condominio non funziona cosi'
     

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