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  1. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Ma non "autoredarlo".
     
  2. tyubaz

    tyubaz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    grazie avvokà!!!![DOUBLEPOST=1382703529,1382703301][/DOUBLEPOST]
    ....asana non dire corbellerie....passato prossimo dell'infinito...ok....passato presente...redarre...o anche redigere....
     
  3. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Il passato prossimo è un tempo verbale. L'infinito è un altro tempo verbale. Non esiste il passato prossimo dell'infinito.
    Redigere è l'infinito. Redarre e il passato presente non esistono.
    N.B.: i puntini di reticenza, quando servono, sono tre e solo tre. Non uno di più, non uno di meno.
     
  4. tyubaz

    tyubaz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    ..ma che sti a dì???...il passato presente dell'infinito...esiste...a somaroni!!!!
     
  5. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    La lingua italiana non è il tuo forte. Sopravviveremo.
     
  6. essezeta67

    essezeta67 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Giusto: infinito presente è redigere, infinito passato (non presente) è avere redatto..... come mangiare e avere mangiato..........dormire avere dormito.....
     
  7. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    È il passato presente dell' infinito che ci da molto da pensare. Orsù! Un siparietto divertente ogni tanto ci sta bene! Ma come sarà, immaginiamolo, il passato presente infinito?
     
  8. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Ragazzi? A scuola e che nessuno fiati:rabbia:
    I verbi italiani si classificano in tre classi in base alle desinenze infinitive: -are, -ere e -ire. Nel parlato è possibile operare una ulteriore distinzione, vale a dire quella tra due tipi di infiniti in -ere: quelli che hanno l’accento sulla desinenza (temére) e quelli in cui l’accento cade sulla sillaba precedente (crédere). Si aggiunge poi il tipo in -rre (porre, dal lat. ponĕre; dedurre dal lat. deducĕre) che deriva dall’infinito latino in -ĕre per via della caduta, in epoca postclassica, della sillaba non accentata.

    L’infinito italiano conserva solo in parte la morfologia e la distribuzione dell’infinito latino. Tra le forme infinitive latine, l’infinito presente attivo (per es., amare) ha una continuazione diretta nell’italiano moderno. L’infinito passato passivo subisce un cambiamento del riferimento temporale (amatum esse «essere stato amato»), mentre l’infinito perfettivo (amavisse) scompare e l’infinito presente passivo (amari) è sostituito, in italiano, dalla forma perifrastica (essere amato) oppure, a seconda dei contesti, da quella pronominale (amarsi). L’infinito futuro latino, formato dal verbo esse e il participio futuro, sopravvive solo in poche forme lessicalizzate: si tratta di neologismi entrati nella lingua scritta italiana già dal I secolo (duraturo, perituro, venturo). Le prime attestazioni provengono da volgarizzamenti, vale a dire il genere più tendente all’uso latineggiante.
     
    A arianna26 piace questo elemento.
  9. Infradito

    Infradito Membro Ordinario

    appartamento autoredatto affittasi
    ...un appartamento che si è redatto da se
     
  10. ncolitti

    ncolitti Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Visto che stiamo cercando di migliorarci in italiano, noto che sta cadendo in disuso mettere gli accenti su dà, terza persona singolare del presente di dare, e sè, pronome:occhi_al_cielo: :)
     
    A JERRY48 piace questo elemento.
  11. Infradito

    Infradito Membro Ordinario

    nessuno è nato imparato!...:risata:
     
    A JERRY48 e ncolitti piace questo messaggio.
  12. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Appreso dai libri...!:innocente:
    ("spiffera" meglio)
     
  13. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    io rimetterei gli accenti come una volta. ai miei tempi si accentava tutto l'accentuabile. Da quando le mie nipotine mi riprendono sugli accenti, li ho tolti tutti, ogni volta mi dicono che non ce ne è bisogno. che sono caduti, appunto, in disuso. Quali sì e quali no? devo ritornare a scuola? magari serale? esistono ancora?
     
  14. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Nello scritto, l'accento va segnato:
    • nelle parole tronche (cioè accentate alla fine) con più di una sillaba: La servitù emigrò in Perù;
    • nelle seguenti parole formate da una sola sillaba: dà, dì, è, là, lì, né, sé, sì, tè, ciò, già, giù, più, può, scià. Ma attenzione: le prime nove parole di questa lista hanno dei corrispettivi che vanno scritti senza accento. In particolare,
    l'accento va messo su...l'accento non va messo su...
    (verbo dare): Mi fastidio da (preposizione): Vengo da Bari
    (il giorno): La sera del di festa di (preposizione): È amico di Marco
    è (verbo essere): È stanca e (congiunzione): coltelli e forchette
    (avverbio di luogo): vai la (articolo o pronome): La pizza, lamangi?
    (avverbio di luogo): Rimani li (pronome): Non li vedo
    (congiunzione negativa): carne pesce ne (avverbio o pronome): Me ne vado; te ne importa?
    (pronome): Chi fa da fa per tre se (congiunzione): Se torni, avvisami
    (affermazione): , mi piace si (pronome): Marzia non si sopporta
    (la bevanda): Una tazza di te (pronome): Dico a te!
    In tutte le altre parole di una sillaba l'accento non va segnato.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 28 Ottobre 2013
  15. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Che bello! E' tornato l'italiano e stanno scappando i barbari! Facciamo chiarezza e restauriamo anche le unità di misura, a partire da kW e kWh?
    Va di moda la crusca, entriamo nella sua accademia.
     
  16. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Un bel forum chiamato l'accademia della crusca e del cruscotto. Che fa pure venire fame! (Un biscotto? che è prima mattina). Insisto a dire che è vero. A me sembra che molti accenti sono caduti in disuso. O sono le mie nipotine che mi prendono in giro?
     
  17. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Andavo accento all'ora per veder la bimba mia...
     
  18. JERRY48

    JERRY48 Ospite

  19. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    I sixties! Un altra vita fa. Li' si' che si era accentuati!
     
  20. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Un cavallo equivale alla potenza 735,49875 Watt e corrisponde alla potenza necessaria al sollevamento di un peso di 75Kg alla velocità di 1 metro al secondo.
    Per ottenere i KW dai cavalli basta moltiplicare i cavalli per 0.74, al contrario per ottenere i cavalli a partire dai KW basta moltiplicare i KW per 1.36 .
    La tabella relaziona la potenza espressa in cavalli a quella espressa in kilowatt.

    Per il bue cambia la potenza:
    Un bue è in grado di sprigionare una potenza pari a circa quella di dieci uomini e dal momento che un uomo, nel caso di sforzo prolungato (la stessa tipologia di sforzo richiesta al bue), è in grado di produrre 500W possiamo quindi ricavare la potenza di un singolo bue ( Pb ) come:

    Pb = 500W*10 = 5000W = 5kW

    Considerando un carro come composto da due buoi (quindi #buoi = 2), possiamo ricavare la potenza generata dal carro (Pc) come:

    Pc = #buoi*Pb = 2*5kW = 10kW


    Tutte cose che ho impresse nella memoria!!!:risata::risata:
     

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