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  1. andrea78

    andrea78 Nuovo Iscritto

    Buongiorno.

    Pongo alla Vs. attenzione il seguente quesito.
    "A"= soggetto residente.
    "B"= soggetto non residente.
    Val. bene immobile= 100.000 dollari
    Il soggetto "A" acquista un immobile di porprietà del soggetto "B" ubicato all'estero.
    Viene stipulato un contratto preliminare, in cui vengono individuate dalle parti delle scadenze (assimilabili a "rate") inerenti i pagamenti in valuta estera. E' anche previsto che successivamente a tali pagamenti, verrà stipulato l'atto di passaggio di proprietà del bene. Il soggetto "A" effettua dei bonifici al soggetto "B" tenendo conto della conversione della valuta. Ad es il giorno 20/08/2010 in cui effettua il bonifico 1 eu è = a 1,40 dollari.
    Quindi eseguirà un bonifico di euro 71.428 (ho fatto l'esempio di rata unica per semplificare). La data dell'atto di compravendita viene fissata per il 17/09/2010. In tale data il cambio è ipoteticamente 1 eu = 1,30 dollari. Ne deriva che se il giorno dell'atto fosse coinciso con quello del bonifico per l'acquisto avrebbe speso 76.923 euro.
    Quindi 76.923 - 71.428 = 5.495... si tratta di una c.d. plus valenza di cui ad art 67 Com I TUIR quindi soggetta a tassazione sul reddito? Se invece il tasso di cambio alla data dell'atto fosse stato 1 eu = 1, 50 dollari...si sarebbe potuto parlare di minus valenza? La minus valenza (perdita) deve essere indicata in dich dei redditi?
    Si può generare plus valenza (in questo caso da valuta) da un semplice contratto fra le parti?
    Grazie.
     
  2. andrea78

    andrea78 Nuovo Iscritto

    Aggiungo....
    Escluderei che si generi propriamente plusvalenza per due motivi:

    1) il caso non tratta di "cessione" come cita il TUIR;
    2) "A" assolve alla obbligazione nel momento in cui effettua i bonifici (ai tassi di cambio in tali date)...quindi rileva tale momento. "B" adempie alla prestazione al momento dell'atto, quando "A" ha già adempiuto;
    3)il negozio è finalizzato all'acquisto dell'immobile...pertanto l'atto stesso di compravendita assorbe il presunto reddito prodotto (i 5.495 euro) che eventualemente riemergerà come plusvalenza al momento dell'ipotetica cessione (vendita) dell'immobile. Se infatti il bene è stato acquistato a 71.428 euro è presumibile che i 5.495 in più dati dal cambio al momento dell'atto vengano inglobati nel valore del bene oggetto dell'obbligazione...quindi al momento di un'ipotetica vendita la plusvalenza riemergerà, proprio in forza al maggior prezzo di vendita richiesto (ad es anche mantenendo il valore dell'atto di acquisto...100.000 dollari al medesimo cambio...convertito in euro = 76.923...questo risulterà essere il valore di cessione convertito in euro (come d'obbligo) da inserire in dichiarazione, e la differenza rispetto alla movimentazione del prezzo di acquisto sarà la plusvalenza, anche essa da dichiarare ai fini impositivi).

    Siete d'accordo? Vorrei il parere di qualche esperto in materia...

    Grazie.
     

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