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  1. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    vorrei chiedere ai forumisti se effettivamente le dichiarazioni di Barilla sulla famiglia tradizionale eterosessuale sono state lesive nei confronti dei sostenitori delle famiglie "affettive" omosessuali e nel caso affermativo dove sta l'offesa nei confronti della omosessualità. grazie

    Questo è quello che ha detto Barilla:
    "Coinvolto in un discorso di genere sugli spot, in cui è sempre la donna a servire, il 55enne Barilla, pronipote del fondatore Pietro, si trova a parlare anche di coppie omosessuali: «Noi abbiamo una cultura vagamente differente. Per noi il concetto di famiglia è sacrale, rimane uno dei valori fondamentali dell'azienda. La salute, il concetto di famiglia. Non faremo uno spot gay perché la nostra è una famiglia tradizionale»."

    qui c'é la registrazione originale:
    http://video.corriere.it/guido-barilla-la-zanzara-mai-spot-gay/6413f6a8-2692-11e3-a1ee-487182bf93b6
     
    Ultima modifica: 29 Settembre 2013
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  2. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    «GIORNI DRAMMATICI IN BARILLA» - Ora parla anche Luca, vicepresidente. E racconta che «per noi della Barilla i giorni successivi alle dichiarazioni che mio fratello ha rilasciato al programma di Radio 24 sono stati drammatici». Poi spiega: «Le dichiarazioni di mio fratello sono state in poche ore riportate da tutti gli organi di informazione del mondo. I giornali hanno cercato di focalizzare l'attenzione su quei piccoli elementi che avrebbero potuto scatenare la polemica. Così si è creata una situazione drammatica che ha portato decine di nostri clienti in tutto il mondo a chiedere immediatamente quale fosse il pensiero aziendale sulla questione sollevata da mio fratello e quali atteggiamenti avremmo tenuto con i consumatori appartenenti ad altri mondi. Il rischio per noi è stato quello di essere buttati fuori dai loro negozi. Per noi questa situazione avrebbe potuto rappresentare un danno molto grave all'azienda e alle migliaia di suoi dipendenti». Luca Barilla ha successivamente spiegato che l'azienda non è colpevole di alcunché ma che, al contrario, le responsabilità di ciò che è accaduto sono individuali, cioè del fratello che senza ponderare bene le parole ha espresso il suo pensiero su un argomento delicato.
     
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  3. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    In Italia e in questo clima è molto delicato ogni argomento che tocca diversità, minoranze, immigrazione. Dichiarazioni di ogni tipo e ammantate di buon senso finiscono per essere strumentalizzate e ravvisate come violenze verbali, e al contrario ogni lassismo e comportamento violento viene accettato se compiuto dai soggetti "deboli diversi" ecc....
    Per cui suggerisco, Berlusconi, di professarsi gay ed immigrato!
     
    A marinoernesto, Daniele 78, Camillo49 e 1 altro utente piace questo messaggio.
  4. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    I giornali in Italia, a seconda dell'indirizzo politico, tendono ad enfatizzare determinate dichiarazioni e o comportamenti, se ci si trova individui che appartengono alla propria parte politica che dovessero mai commettere una gaffe ci passano sopra; se invece la gaffe viene commessa da qualcun altro si scatena il finimondo. Ben inteso non credo che definire uno spot aziendale 'legato alla famiglia tradizionale e che non potrebbe contenere gay' lesivo di diritti di alcunché. Nessuno dice 'a fuoco i gay' qui qualcuno ha impostato le cose in modo diverso; ma trovandoci in una società ipocrita perbenista e amante della non violenza (dicono loro) ma montano un caso inesistente. Io al posto loro sarei preoccupato di trovarmi in piazza qualche fenomeno omosessuale o meno che fa manifestazione contro la Barilla creandone un bel danno all'immagine. Ormai siamo questo
     
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  5. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Ma la violenza c'è già stata, alle dichiarazioni di Barilla, non si è aperto un confronto rispettoso delle posizioni... (alla fine si parlava di strategia marketing) ma si è invocato il boicottaggio commerciale di un "brand".
    Quindi chi è stato violento, Barilla con una opinione/scelta imprenditoriale o la parte avversa con un boicottaggio e una campagna denigratoria mediatica????
    Meditate gente!
    La Democrazia è l'ascolto di tutte le parti ma poi decide la maggioranza, non impone il suo volere la minoranza, diversamente è dittatura della minoranza.
     
  6. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    PER BARILLA L'IMPORTANZA CHE LA GENTE NE PARLI, così ha ottenuto il suo scopo, di farsi pubbblicità
     
  7. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Secondo me Barilla ha fatto un solo errore: tornare sui suoi passi. Aveva detto una cosa di una banalità allucinante e cioè che lui preferisce le famiglie uomo-donna. Non mi sembrava neppure il caso di discutere sull'argomento. Sarebbe come discutere del fatto ch epreferisce i fusilli ai tubetti, il blu al grigio etc etc.
     
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  8. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Oddio non saprei non credo che sia così per un azienda, ossia che l'importante se ne parli, perché se si diffonde un messaggio negativo non ne va a favore anzi. Per inciso la Barilla non ne ha bisogno di pubblicità, è noto da decenni come marchio e quando pensi alla pasta la prima che ti viene in mente( con tutto il marketing che hanno fatto nel corso degli anni) è proprio la Barilla. Poi con la frase ad effetto " dove c'è Barilla c'è casa" hanno creato un associzione intelligente tra il gusto della loro pasta con i gusti tipici di noi italiani....ed hanno avuto successo.
     
  9. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    tanto alimentare la discussione leggete qui di seguito:

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    Dario Fo chiede a Guido Barilla di mettere in pratica le scuse fatte rispetto alle sue controverse dichiarazioni, rappresentando la famiglia nelle sue diverse forme di questi nostri tempi, in occasione delle prossime campagne pubblicitarie.
    [​IMG]

    Firma la petizione

    "Caro Guido Barilla,

    Ricordo i primi spot televisivi di Barilla, a cui ho partecipato non solo come attore ma anche come autore dei testi e della sceneggiatura nonché del montaggio. Ebbero un enorme successo e, in quel tempo, ho avuto anche l'occasione di conoscere Pietro, vostro padre.

    Una persona piena di creatività ed intelligenza, appassionato d'arte e di cultura.

    In quegli spot abbiamo raccontato di prodotti che sono diventati simbolo dell'Italia e degli italiani tutti, nelle nostre case e nel mondo. La pasta soprattutto è sinonimo d'Italia, di casa e di famiglia. Per tutti.

    Ecco: oggi il nostro Paese è fatto di tante famiglie unite solo dall'amore delle persone che ne fanno parte. Amore che non è in grado di discriminare, che non ha confini: e l'amore, in tutto il mondo, può nascere tra un uomo e una donna, due donne, due uomini.

    Sull'amore si fonda una famiglia, quella che la vostra azienda racconta nella sua comunicazione. Sull'amore si fonda una casa.

    Alla domanda sul perché la sua azienda non faccia spot pubblicitari con famiglie gay, lei ha risposto: "Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale. Noi abbiamo un concetto differente rispetto alla famiglia gay. Per noi il concetto di famiglia sacrale rimane un valore fondamentale dell'azienda". Poi, in seguito alle polemiche che si sono scatenate, ha specificato: “Volevo semplicemente sottolineare la centralità del ruolo della donna all'interno della famiglia”. E ancora: “Ho il massimo rispetto per qualunque persona, senza distinzione alcuna. Ho il massimo rispetto per i gay e per la libertà di espressione di chiunque. Ho anche detto e ribadisco che rispetto i matrimoni tra gay. Barilla nelle sue pubblicità rappresenta la famiglia perché questa accoglie chiunque e da sempre si identifica con la nostra marca”

    Ecco, Guido. La sua azienda rappresenta l'Italia: nel nostro Paese e in tutto il mondo. Un'Italia che è fatta anche di coppie di fatto, di famiglie allargate, di famiglie con genitori omosessuali e transgender.

    Ecco perché le chiedo di cogliere questa occasione e di ritornare allo spirito di quegli spot degli anni '50 dove io stesso interpretavo uno spaccato della società in profondo mutamento. Ecco perché le chiedo di uscire dalla dimensione delle polemiche e farsi ambasciatore della libertà di espressione di tutti.

    Mi appello a lei, caro Guido, perchè ha modo di ridare all'Italia di oggi la possibilità di rispecchiarsi nuovamente in uno dei suoi simboli e alla sua azienda di diventare ambasciatore di integrazione e voce del presente. E chiedo quindi che lo faccia con le prossime campagne pubblicitarie del gruppo Barilla, dove la famiglia potrà finalmente essere rappresentata nelle sue infinite e meravigliose forme di questi nostri tempi.

    Come ho già scritto: "Buttiamoci con la testa sotto il getto del lavandino e facciamo capire ai briganti che qui siamo ancora in molti in grado di dimostrare di far parte di un contesto di uomini e donne libere e pensanti".

    DARIO FO

    Ecco la lettera aperta di Dario Fo a Guido Barilla che puoi sottoscrivere anche tu firmando questa petizione.

    io ho cestinato l'invito.

    [​IMG]
    [​IMG]
     
  10. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Leggo la petizione di FO e la trovo corretta, lui espone una posizione, condivisibile, chiede educatamente di allargare il messaggio pubblicitario. D'ora in avanti diventa una decisione aziendale fare o trasmettere un messaggio che dovrà, non ultimo tenere conto del target prodotto.
    Il problema non è la cortese lettera di Fo che nemmeno io sottoscriverò, sono le capziose speculazioni mediatiche che per amore della Polemica e dell'audience, estremizzano interpretazioni che poi a loro volta sfociano nella vergognosa reazione di vendetta, boicottaggio, rappresaglia commerciale!
    Noi persone normali non dovremmo sentirci scandalizzati dalle reazioni scomposte di un mondo che non accetta un banale punto di vista di una famiglia che se non volete chiamare normale, è la maggioranza delle famiglie?
     
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  11. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Vero Adriano e anche una lettera un po' paraculistica, passami il termine, come quella di Dario Fo nasconde a mio avviso un chiaro monito di rivedere le sue posizioni. Ma perché uno dovrebbe rivedere le sue posizioni solo perché non metterebbe un gay in pubblicità (d'altra parte nessuno lo fa) e non capisco proprio perché il non far fare ad un gay la pubblicità significhi odiarli o peggio dar loro a fuoco. Si possono rispettare benissimo delle persone diverse da noi ma intraprendere scelte diverse. Immaginatevi quelli che fuori da ristoranti o dai negozi mettono il cartello con gli animali e "io non posso entrare" non vuol dire che odiano gli animali; semplicemente sono scelte volte a tutelare la propria immagine e sopratutto l'igiene nei locali anche a favore di altre persone, a torto o a ragione non lo sapremo mai.
     
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  12. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Hai centrato il punto, dovrebbe essere lecito spiegare o meno certe scelte personali e ancor di più de sono aziendali, ma a quanto pare un parere di buon senso, ma soprattutto lecito, ha scaturito rappresaglie commerciali! E quello che è bello è che nessun giornale abbia detto, ok parlare se è una "discriminazione" o meno ma nessun giornale ha detto che una minaccia di rappresaglia commerciale è vergognosa, è l'affermarsi di metodi vendicativi e punitivi, per .......un orientamento di politica marketing???
    Cari giornalisti di note testate, smettiamo di fare polemica a senso unico????
     
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  13. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
  14. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    ECCO, CRISCUOLO ci ha fornito il Link con tutta la diffamazione divampata.
    Grazie ottimo servizio.
    Mi ha colpito un post di un utente, attenti, boicottando, non colpite Barilla, ma tutta la gente che lavora in quella azienda!!!!!
    Averceli i Barilla in Italia che hanno aziende modello, che esportano, che occupano e che si sono impegnati a ricomprarsi l'azienda per fare alto un marchio vanto dell'Italia!
     
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  15. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Già un articolo dove dice che tutto il web boicotta Barilla per le due dichiarazioni significa che la giornalista che scrive o non sa che è impossibile avere il parere via web di tutti o è in malafede e cerca di "condizionare" con il suo pensiero anche quello di altri mi sembra spaventoso.... uno non è libero di pensarla in un certo modo (pur con rispetto per determinate categorie) che viene additato di sessista, illiberale o fascista, ma perché poi??? Perché dice quel che pensa??? La nostra società impone una massiccia dose d'ipocrisia per andar bene a tutti e per lavorare, ma vi sembra tanto normale??
     
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  16. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Ti faccio un esempio, io ho una figlia che finisce gli esami in Australia, in scambio e una a Boston in scambio universitario. Stanno oltre 90 gg per cui abbiamo dovuto conseguire dei permessi speciali di soggiorno costati sia per Australia che per gli USA circa 400/550€ e una infinità di documentazione e di colloqui in ambasciate.
    Ora dico la mia frase che verrà stravolta, ma possibile che per entrare in Italia basta un gommone e circoli, seppur da clandestino, impunito?
    Un paese come il nostro, non dovrebbe rispedirti al tuo paese, entro 24 ore ogni qualvolta tenti l'approdo?
    Ben vengano i volenterosi ma regolarizziamo i flussi, organizziamo il loro inserimento!
    Vediamo cosa trovano di immorale nelle mie frasi!
     
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  17. bolognaprogramme

    bolognaprogramme Membro Assiduo

    Professionista
    Alfonso Signorini a Radio Montecarlo ha affermato che il boicottaggio della Barilla è un'operazione ignobile, perchè, proprio in quanto gay, non ritiene che con azioni di questo genere (che vanno a colpire proprio chi lavora in una delle poche aziende che funzionano...) i diritti dei gay ne traggano beneficio, anzi...
    Ha anche detto che il razzismo al contrario è un pericolo per la democrazia.

    Io personalmente penso che Barilla - in quanto rappresentante di un'azienda e non di se stesso - avrebbe dovuto glissare sull'argomento e dare una risposta generica tipo "le porte della Barilla sono aperte a tutti" e via...

    La sua affermazione, pur pacata, comprensibile e da molti condivisa, in questo clima è stata improvvida.
     
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  18. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    La risposta è che sia l'Australia che gli Stati Uniti hanno delle norme più serie perché i cittadini in primis poi chi li governa sono meno ipocriti di noi in tutto e per tutto. Con la scusa dell'integrazione abbiamo accettato di tutto sia buoni che cattivi senza distinzione, perché siamo un paese di larghe vedute salvo poi una volta accorti che, trovati i delinquenti, dobbiamo riempire le carceri sovraffolandone, causando così le prime amnistie (perché in uno stato in mancanza di fondi fare nuove carceri e gestirle risulta costoso) alla fine tutti sono scontenti, questi sono stipati come bestie, e noi che si deve prima mantenerli e poi venderli amnistiati perché non si sa più che farne. Poi vogliamo pure essere credibili a livello internazionale,come è possibile???
     
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  19. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Bene ! Alla prossima campagna pubblicitaria vedremo Dolce e Gabbana, Tiziano Ferro
    e Ricky Martin seduti a tavola a mangiare un bel piatto di rigatoni Barilla.
    E vissero tutti felici e contenti...........
     
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  20. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Da quando esiste la pubblicità rappresenta la normalità, propone situazioni piacevoli, che assecondino il gusto della maggioranza delle persone alle quali si rivolga. Deve incontrare ed interagire con i gusti ed il modo di vedere e ragionare della maggioranza che rappresenta la normalità. Le minoranza, che hanno il diritto di esistere, non devono imporre i loro gusti agli altri: verrebbe meno la democrazia. Infine, una considerazione: in qualsiasi rappresentazione è preferibile vedere il bello, anziché il brutto. Evidentemente, dipende dai gusti, che restano personali. Ma è mai possibile che non si possano esprimere dei pensieri sulle minoranze, senza mancarle di rispetto, che devono sempre provocare una reazione, talvolta verbalmente violenta?
     
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