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  1. Fausto1940

    Fausto1940 Membro Attivo

    In seguito al rifacimento del tetto, ho fatto installare nella mia casa di Como -come d'obbligo in Lombardia (e ritengo in altre Regioni)- da un'impresa specializzata la prescritta "linea vita". Immediatamente dopo l'installazione, l'impresa mi ha consegnato la seguente documentazione contenuta nel fascicolo tecnico: Dichiarazione di corretta posa; Manuale d'uso e manutenzione; Registro controlli e manutenzione; Relazione di calcolo inerente i disposititivi anticaduta linea vita; Rapporto di collaudo; Elaborato di proggetto e specifica dei componenti; Dichiarazione di conformità dei componenti. Di tanto e anche in conseguenza dell'avere pagato un prezzo equo e onesto, sono soddisfattissimo.
    Non identica sorte ha seguito l'impianto installato da altra azienda sul tetto condominiale dell'appartamento di cui sono proprietario a Firenze (forse nel Granducato di Toscana vigono altre regole). Più precisamente, nessuno dei documenti summenzionati è stato consegnato all'Amministratore che peraltro ha pagato una pingue somma (comunque approvata dall'assemblea in sede di delibera sul preventivo). Manca soprattutto il rapporto di collaudo anche in riferimento all'adeguatezza delle opere murarie che sostengono l'installazione.
    L'amministratore che è stretto parente dell'installatore, opportunamente sollecitatato, assicura che è sufficiente la dichiarazione di conformità dei dispositivi di ancoraggio (cioè delle componenti fissate chissà come alle opere in muratura) e che tanto è sufficiente a evitare il collaudo dell'opera. Sono perplesso e domando: in caso d'uso dell'impianto e di malaugurato incidente su chi ricade la responsabilità in assenza del collaudo? Se unico responsabile fosse l'Amministratore, peggio per lui. Se anche i proprietari dovessero essere chiamati patrimonialmete o -peggio- penalmente, la cosa mi darebbe un certo fastidio.
    Ringrazio gli amici che vorranno confortarmi.
    Nonno Fausto:occhi_al_cielo::daccordo:
     
  2. Siderlavori Livorno

    Siderlavori Livorno Nuovo Iscritto

    Gentile sig, Fausto, sono davvero rammaricato che ad oggi nel 2011 ancora vi sia una tale ignoranza (parlo per quanto dichiarato dal suo Amministratore) proprio in Toscana dove il DPGR 62/R è uno dei regolamenti più dettagliato possibile in materia di "linee vita".
    Quanto dichiarato dal suo Amministratore è facile da smentire cercando in rete detto regolamento di facile lettura. Lombardia, Toscana, Veneto, Liguria...richiedono ciò che nella sua abitazione di Como è stato fornito senza deroghe di alcun tipo.
    Mi chiedo come in fase di chiusura dei lavori l'ufficio Tecnico del Comune non abbia segnalato tali deficienze.
    In merito alla responsabilità sull'uso di un impinato privo certificazioni di collaudo/verifica strutturale, ne risponde sicuramente l'installatore in quanto (salvo cialtroni dell'ultima ora) sulla dichiarazione di corretta posa viene sempre riportatta la conformità della posa sulla abse del sistema di fissaggio infdicato dal progettista strutturale, ne risponde il cooridnatore della sicurezza o il Direttore Lavori a seconda della tipologia del lavoro, oppure l'amministratore se l'impianto è stato commissionato direttamente dal condominio in assenza di altri lavori sul tetto. In caso di danni temo che i proprietari possano essere chiamati in causa come responsabili in solido. Eventuali provvedimenti di carattere penale dovrebbero escludere i proprietari.
    A disposizione per ogni supporto in questa antipatica situazione, porgo cordiali saluti.
     
    A Fausto1940 piace questo elemento.
  3. Fausto1940

    Fausto1940 Membro Attivo

    Vi ringrazio per la cortese e precisa risposta; manu militari, siamo riusciti ad ottenere il collaudo. L'installatore era....il fratello dell'amministratore (!). Sono d'accordo con Voi relativamente alla responsabilità oggettiva che è esclusa nel penale ma viene riconosciuta regolarmente in sede di causa civile.
    Grazie ancora e buon lavoro alle aziende serie!!!:)
    Fausto Pennestrì
     

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