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  1. tuonoblu

    tuonoblu Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Salve
    In fase di liquidazione del compenso della parcella per un avvocato,
    chi stabilisce nel valore della controversia "indeterminato" la forbice di aumento del valore medio da - 50% a + 150%?
    Il giudice in sede di liquidazione della parcelle o l'avvocato direttamente chiedendolo al clienete?
    Soprattutto quando vi è caso di revoca del mandato?
    Grazie
     
  2. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    L'articolo 13, comma 9, della nuova legge professionale in tema di compensi prevede che:

    In mancanza di accordo tra avvocato e cliente, ciascuno di essi può rivolgersi al consiglio dell'ordine affinché esperisca un tentativo di conciliazione. In mancanza di accordo il consiglio, su richiesta dell'iscritto, può rilasciare un parere sulla congruità della pretesa dell'avvocato in relazione all'opera prestata.

    La questione potrà proseguire anche in sede giudiziale.
     
  3. tuonoblu

    tuonoblu Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    ok
    nel mio caso, essendo un valore della controversia "indeterminato" e quindi riconducibile allo scaglione 25.000-50.000 con una forbice da -50% a + 150%. L' avvocato può applicare il 150%? In base a quale criterio? Non è facoltà del giudice in sede di giudizio stabilire se aumentare o diminuire oppure confermare la parcella dell'avvocato?
    Chiedere il 150% è un furto autorizzato!
     
  4. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    E' nel tuo diritto contestare una richiesta così esosa e spropositata (se a tuo parere è così). Se la conciliazione del consiglio dell'ordine degli avvocati non dovesse derivare un giusto equilibrio, sarà appunto il giudice a dirimere la questione.
     
  5. tuonoblu

    tuonoblu Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Ok, chiaro.
    Vorrei chiederti, per dirimere la questione qualora non si addivenisse ad una soluzione transattiva, poichè trattasi di revoca del mandato, a quale giudice ti riferisci?
    Quello che attualmente, dovrà esprimersi per la causa in corso, Visto che al termine del procedimento gli avvocati presentano al giudice le parcelle per la verifica della congruità, il quale può decidere se aumentare o diminuire il relativo compenso.
    Grazie
     
  6. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Il giudice della causa in corso si pronuncerà alla fine e con il secondo avvocato che ti assisterà.
     
  7. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Come per ogni ordine professionale, esiste un tariffario che a seconda delle prestazioni interviene in percentuale in funzione del valore dell'immobile per noi geometri e della causa per gli avvocati. Il valore è indicativo e nel caso delle cause legali è riferito al valore del contendere. Ma la parcella è composta da una serie di voci che oltre alla percentuale sul valore appena indicato, tempo impiegato per operazioni particolari tipo, colloqui, ricerche, esame di documenti, pratiche svolte in ausilio allo svolgimento della pratica e rimborsi spese, raggiunge valori che in qualche modo sono a discrezione di chi compila la parcella. In definitiva la parcella può essere stilata con una certa elasticità e se dovesse passare all'esame della commissione revisione specifiche, se non contrasta con le percentuali e le tabelle, difficilmente viene rettificata. Evidentemente alla richiesta di revisione della specifica, l'iscritto deve fornire tutta la documentazione che comprovi l'esecuzione particolareggiata di quella prestazione. Se la parcella viene revisionata dall'ordine diventa esecutiva. L'unica possibilità che si ha di contestarla e quella di dimostrare che certe prestazioni non sono state fornite.
     
  8. tuonoblu

    tuonoblu Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Caro professionista
    in merito a quanto sostieni corre l'obbligo di rimarcare quanto segue:
    il tariffario a cui fai riferimento, disciplinato dal DM del 2004, è stato abrogato e sostituito dal DM 20 luglio 2012 n. 140 che disciplina i compensi dei professionisti, quest ultimo regolato non più da tariffe ma da parametri.
    La differenza sostanziale tra i due si evidenzia rispetto alle vecchie tariffe propria nell'univocità dei costi e non da una serie di voci quali onorari, udienze, consulenze, spese telefoniche, sopralluoghi eccetera come tu sostieni, ma il tutto a corpo, incluso in unica sola voce o parametro di riferimento.
    Ad esempio:
    se nella fase istruttoria sono state svolte 5 udienze e 10 consulenze è irrilevante!
    I parametri di riferimento per quella fase rimangono tali!
    Naturalmente esiste una forbice da -50 a + 60 rispetto al valore medio di riferimento .
    Troppo facile se questo fosse a discrezione dell'avvocato, e cioè decidere di autoattribuirsi il 60% di aumento per le normali fasi (studio, introduttiva, istruttoria, decisoria ed esecutiva).
    Nel mio caso, trattandosi di valore della controversia "indeterminato" esiste un ampia forbice da - 50% a +150%.
    E' proprio questo il mio problema! L'avvocato, indispettito dalla revoca, avendo sostenuto solo la prima fase (studio) e la seconda fase (introduttiva) ha deciso di autoattribuirsi un aumento del 150% rispetto al valore medio di riferimento!
    Ripeto il 150% ossia Un FURTO legalizzato!
    So per certo che in questi casi, deve essere avvallato dal giudice il quale può anche decidere di ridurre a -50% o confermare la parcella chiesta.
    Sto valutando di sottoporre la parcella al consiglio dell'Ordine, il quale dovrà esprimere il suo parere di "congruità".
     
  9. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    La parcella la propone il professionista ed a seconda di come la imposta e la redige riesce a pilotarla come vuole. la discrezionalità è elevata. Il tempo che uno impiega ad effettuare una certa operazione dipende da tante variabili. Ti parlo del mio campo, sono geometra, non conosco il tariffario degli avvocati. Molte operazioni che noi facciamo possiamo integrarle con vacazioni (ore di impegno), difficilmente contestabili. Per esempio una ricerca catastale la puoi svolgere in 5 minuti se sei fortunato, ma se la ricerca è più laboriosa devi destinare decine di ore e diversi giorni da dedicare a ricerche negli archi polverosi. Evidentemente gli onorari a percentuale, parliamo di progettazione sono grossomodo definibili. Ma quelli a misura, a discrezione o a vacazione, sono in qualche modo suscettibili alla simpatia o antipatia del cliente. Infine il rimborso spese è a discrezione sugli onorari a percentuale. Ho avuto modo di usare la mano pesante per una cliente che al momento di corrispondere gli onorari si è defilata. Ho proposto la mia parcella alla commissione revisione specifiche, dimostrando l'impegno in termini di ore di impegno, sebbene fossero superiori a quelle reali. Ma a questo punto interviene la professionalità acquisita con l'esperienza: il lavoro che generalmente viene svolto in 10 ore, sono in grado, anche per via della strumentazione in mio possesso, di destinargli 2, 3 ore.
     
  10. tuonoblu

    tuonoblu Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    concordo
    ma il parametro (minimo-medio-massimo) sta ad indicare appunto il lavoro sostenuto, ma non può andare oltre questi valori anche se si può dimostrare che è stato dedicato molto tempo per ricerche, consultazioni, aggiornamenti eccetera.
    Comunque gli onorari e i diritti sono stati abrogati dalla recente normativa, adesso si parla di parametri riferiti al valore della controversia ossia : Tab "A" avvocati allegata al DM 12 luglio 2014 n. 140 e cioè "il vangelo secondo FORENSE".
     
  11. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    DM 12.07.2012 n. 140; G.U. 22.08.2012 (piccolo refuso)
     
  12. tuonoblu

    tuonoblu Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    ok
     
  13. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Le tariffe sono valide se la prestazione è a misura o a percentuale. Se invece è a vacazione (ora) o a discrezione ha una certa discrezionalità. Dipende dal rapporto fra il professionista ed il cliente.
     

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