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  1. pattypatty

    pattypatty Membro Junior

    Salve a tutti,
    qualcuno sa dirmi se esiste una norma di legge (e qual è, perchè io non la trovo da nessuna parte) che vieti all'inquilino di portare la residenza in un'abitazione locata con contratto di natura transitoria?
    A meno che sia espressamente previsto da una clausola del contratto stesso, chi può impedire al locatario di portare la residenza nel luogo dove dimora, anche se per un tempo limitato? e al locatore ne consegue qualcosa?
    Oltretutto, nel caso specifico, il motivo della transitorietà del contratto deriverebbe da un'esigenza da parte del locatore, non dell'inquilino...
    Qualcuno è pratico dell'argomento?
    Grazie a tutti
     
  2. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Prova a formulare meglio la tua domanda.
    Io non l'ho capita bene:occhi_al_cielo:
     
  3. pattypatty

    pattypatty Membro Junior

    scusate... lo sapevo che mi ingarbugliavo...:confuso:
    praticamente: un inquilino può trasferire la sua residenza in un appartamento che ha locato con un contratto di natura transitoria della durata di un anno o c'è qualche norma di legge che lo impedisce?
    spero di essere stata meno contorta...:risata:
     
  4. JERRY48

    JERRY48 Ospite

  5. pattypatty

    pattypatty Membro Junior

    ok... grazie!:)
     
  6. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    La residenza è il luogo di dimora abituale, ex art. 43, secondo comma c.c. Si tratta di una situazione di fatto e a questa situazione – di fatto – devono sempre corrispondere le registrazioni anagrafiche, le cui dichiarazioni vanno rese all’Ufficiale di anagrafe del comune in cui si è andati ad abitare (o in cui sia avvenuto un cambiamento di abitazione) entro 20 giorni da ogni mutazione. Le dichiarazioni prescritte dalla legge e dal regolamento anagrafici hanno carattere d’obbligo (che sorge in relazione al solo fatto di avere la dimora abituale in un dato comune e indirizzo).
    Quindi il consenso di terzi non è previsto. L'eventuale clausola contrattuale che preveda di non ottenere l'iscrizione anagrafica corrispondente alla propria residenza sarebbe illegittima.
     
    A maidealista e pattypatty piace questo messaggio.
  7. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Gli art, 1341 e 1342 chiariscono che un contratto può essere stipulato se le parti siano consenzienti nello stipularlo e quindi ha effetto con la firma delle parti contraenti.

    l'art. 43 chiarisce "che la residenza" è "il luogo" in cui la persona ha la dimora abituale", in altre parole il luogo in cui la persona risiede abitualmente, ipotesi non riscontrabile con il contratto transitorio.
    per cui a mio parere, deve avere il consenso del locatore.
    potrebbe risultare anche, che con questa richiesta abbia l'intenzione di non andarsene scaduto il contratto con qualsiasi sotterfugio o cavillo, per cui ritengo che il locatore abbia il diritto di dare il proprio consenso alla richiesta del locatario.
    Questo è il mio parere
    saluti JERRY48
     
  8. pattypatty

    pattypatty Membro Junior

    quindi se un inquilino che ha un contratto ad uso temporaneo dimora abitualmente nell'appartamento, anche se solo per un anno ad esempio, può chiedere il cambio di residenza... salvo poi doverla trasferire di nuovo quando se ne andrà... giusto?
     
  9. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    a mio parere penso che sia giusto così
    saluti JERRY48
     
  10. pattypatty

    pattypatty Membro Junior

    grazie mille! ciao
     
  11. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Il consenso del locatore è totalmente ininfluente. L'Ufficiale di anagrafe accerta la situazione di fatto e la registra in anagrafe. Consenso o no.
     
  12. pattypatty

    pattypatty Membro Junior

    quindi indipendentemente dal tipo di contratto in essere...
    mi sembra di capire che se anche fosse un contratto per solo sei mesi, ad esempio, nessuno può impedire all'inquilino di spostarci la residenza... salvo poi il suo obbligo di spostarla un'altra volta quando se ne andrà da un'altra parte... dico bene?
     
  13. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Ripeto quello che avevo scritto. Se l'inquilino ha nell'appartamento locato la sua dimora abituale, vi ha già la sua residenza. A cui, necessariamente, consegue l'obbligo giuridico di ottenere l'iscrizione anagrafica corrispondente. E l'iscrizione anagrafica corrispondente al luogo di effettiva dimora abituale, oltre a un obbligo giuridico, è anche un diritto soggettivo. Va da sé che in caso di successivo mutamento della residenza, al soggetto interessato è fatto obbligo di richiedere una nuova iscrizione anagrafica, nel luogo di nuova residenza.
     
    A pattypatty piace questo elemento.
  14. pattypatty

    pattypatty Membro Junior

    ok, grazie mille :ok:
     

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