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  1. aurosat

    aurosat Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Il condominio vorrebbe modificare la destinazione d'uso della "ex casa del portiere" di proprietà del condominio stesso: oggi è A4 (civile abitazione) ed è stata affittata come civile abitazione fino allo scorso 30 giugno. Uscito il vecchio affittuario, poiché l'immobile si trova in un palazzo sito in posizione centrale della città di Roma (con adiacenti ben 15 linee di servizi pubblici) e poiché ha una posizione privilegiata all'interno del caseggiato, si è pensato che affittarlo come ufficio diventa davvero remunerativo, stante gli attuali prezzi di mercato. Ci siamo informati presso l'Ufficio Tecnico circoscrizionale, non c'è difficoltà di carattere giuridico-amministrativo per tale trasformazione. La decisione ora spetta all'Assemblea dei condomini: è necessaria una deliberazione adottata all'unanimità dei condomini (1000 millesimi), oppure è sufficiente la maggioranza di 501 millesimi? Mi sembra che il cambiamento vada a totale vantaggio del condominio, e nessuno, nel caso di passaggio ad A10 ne trovi nocumento. Potete rispondere al mio quesito?
    Vi ringrazio,
    Augusto
     
  2. felixgiovanni

    felixgiovanni Nuovo Iscritto

    Se viene modificata la destinazione d'uso possono cambiare anche talune incidenze millesimali.... Bisognerebbe controllare se il regolamento di condominio, in uno alle tabelle millesimali, venne redatto prima della vendita delle varie unità, insomma se ha conservato nel tempo carattere contrattuale per chiunque...In ogni caso occhio alla sentenza della Suprema Corte Costituzionale dell'agosto 2010 secondo cui, nella fattispecie, non è più necessaria l'unanimità dei condomini...
     
  3. Marco Costa

    Marco Costa Membro dello Staff

    la sentenza della Cassazione ha sicuraente cambiato la facilita' di approvazione di una tale variazione....
    ma vorrei ricordare che:
    Se si vuole destinare i locali del portinaio a un uso diverso da quello abitativo (per esempio un ufficio con sportello aperto al pubblico), il cambio di destinazione urbanistico-edilizio deve essere accompagnato da un mutamento di classificazione catastale. (costi di un professionista)
    Questo implica un aumento della rendita catastale, con conseguente innalzamento di ICI e IRPEF.
    Inoltre, la durata minima di questi contratti è di sei anni

    Valutate ene i costi e i rispettivi vantaggi ...... saluti Marco :disappunto:
     
  4. aurosat

    aurosat Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Sì, quegli aspetti da Te segnalati sono stati valutati e non sono un freno. Grazie comunque del Tuo intervento.
    Augusto

    Aggiunto dopo 5 minuti :

    Quei locali non rientrano nella classificazione millesimale dell'edificio. Solo gli introiti vengono poi suddivisi in millesimi in favore dei vari proprietari. L'ipotesi per la variazione destinazione d'uso, lo sottolineo, è per venire incontro a due specifiche esigenze: la ristrutturazione per una "civile abitazione" è molto più onerosa rispetto alla destinazione "uso ufficio". Gli introiti d''affitto per una "civile abitazione" sono molto inferiori rispetto all' "uso ufficio".
    Grazie comunque per il Tuo intervento.
    Augusto
     

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