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  1. ronin68

    ronin68 Nuovo Iscritto

    Salve,qualsiasi consiglio e' gradito...spero di essere chiaro a descrivere la situazione...siamo una societa' di tre persone,genitore 34% e 2 figli al 33%,poi ci sono 3 immobili,uno intestato a uno dei figli,con mutuo a pagare,e gli altri 2 cointestati a tutti e tre. Un bel giorno si decide di ipotecare uno dei 2 immobili cointestati per ricevere un prestito dalla banca,poi l'attivita' va male,il mutuo non si puo' piu' pagare,ne rimane molto piu' della meta',e in piu' ci altri 4 micro prestiti,nominali, fatto con banche,poste e finanziarie varie...Ora vi chiedo...visto che non possiamo piu' pagare vorrei sapere che succede e la tempistica con cui succede...in un immobile ci abita il genitore e in un altro io,mi conviene vendere subito il mio per salvare la casa di mia madre o ne compro un altra e la intesto a mia moglie...o se aspettiamo gli eventi i creditori si rifaranno pure sulla mia casa? E' un bel casino...consigliatemi qualcosa per non perdere tutto...grazie.
     
  2. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Prima di tutto spiega che tipo di società avete formato:
    S.P.A.
    S.R.L.
    S.A.S.
    S.N.C.
     
  3. ronin68

    ronin68 Nuovo Iscritto

    ...scusa,l'ho dimenticato...e' un S.A.S.,grazie.
     
  4. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    La società in accomandita semplice s.a.s. è una Società Semplice pertanto quella tipologia di impresa per la quale due o più persone conferiscono beni e/o servizi per l’esercizio in comunione di un’attività economica con lo scopo di dividerne gli utili finali ai sensi dell' art. 2247 del codice civile.

    All'interno di una società di persone, i soci (ad eccezione di quelli accomandanti nella società in accomandita semplice) rispondono illimitatamente e in solido per qualsiasi debito contratto nell’esercizio dell’attività aziendale. Pertanto i soci rispondono con tutto il patrimonio personale e non soltanto nei limiti della propria quota di partecipazione, per tutti i debiti contratti dalla società costituita.
     
  5. ronin68

    ronin68 Nuovo Iscritto

    ..quindi in parole povere cosa mi consigliate se non posso pagare...tra l'altro ho pure chiuso l'attivita'...
     
  6. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    E' drammatica, sinceramente la situazione, in quanto oltre alla banca ci sono anche altri creditori che si faranno avanti per chiedere il pignoramento degli altri beni non oggetto di ipoteca.
    Ed è molto problematica la prospettiva di vendita o intestazione a terzi di qualche bene. In quanto possono essere considerate vendite fraudolente. Perdipiù se c'è stata bancarotta, ipotesi mia, data la chisura dell'attività.
     
  7. ronin68

    ronin68 Nuovo Iscritto

    ...anche se il momento non era splendido,non c'e' stata bancarotta...ma una grossa azienda nazionale non ci ha rinnovato il contratto di affitto dopo 40 anni...
     
  8. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    La responsabilità dei soci è illimitata, cioè i soci rischiano l'intero patrimonio personale.
    Trova piena applicazione il disposto dell'art. 2740 c.c. :
    Il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri.

    Articolo 2741 Concorso dei creditori e cause di prelazione. I creditori hanno eguale diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore, salve le cause legittime di prelazione.

    Sono cause legittime di prelazione i privilegi, il pegno ( art. 2784 e seguenti) e le ipoteche ( art. 2808 e seguenti).
     
  9. AlbertoF

    AlbertoF Ospite

    In merito alla responsabilità dei soci in una sas si devono distinguere i soci accomandatari e quelli accomandanti.
    Proprio per questa distinzione variano le responsabilità:
    pertanto non è corretto quanto affermato da Carloalberto perchè il socio accomadante risponde delle obbligazioni contratte dalla società nei limiti delle quote conferite. Quindi in caso di fallimento rischia solo il conferimento apportato. Sarebbe,al contrario, illimitatamente responsabile se nella ragione sociale risulta anche il suo nome o non avesse ottemperato a rispettare la sua figura di accomandante interessandosi anche alla amministrazione.
    I soci accomandatari rispondono invece solidalmente e illimitatamente delle obbligazioni sociali ed è assegnata a loro la amministrazione e la rappresentanza. In sostanza hanno gli stessi obblighi dei soci delle Snc.
    E' senz'altro una brutta situazione ma il caso andrebbe analizzato accuratamente con ulteriori approfondimenti e vedere se è socio accomandante,e se, proprio per responsabilizzarlo illimitatamente, qualche banca ha acquisito eventuali fidejussioni, estendendole anche alle mogli o familiari.
     
  10. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Concordo pienamente, AlbertoF, non ho preso in considerazione questa prospettiva in quanto non evidenziata dall'OT.
    Per i soci accomandanti ci si riferisce all'ex art. 2313 c.c.
    Per i soci accomandatari, appunto considerati come quelli di una S.n.c.,
    l'art. 2318.
     
  11. ronin68

    ronin68 Nuovo Iscritto

    ...in altri post parlano di fondi patrimoniali o trust...mi sapete dire se fanno al caso mio...grazie...
     
  12. AlbertoF

    AlbertoF Ospite

    Ora non sono il tuo caso perchè il fondo patrimoniale o altro atto analogo andavano costituiti in tempi normali, vale a dire prima di arrivare alla attuale "situazione disperata".
    Ciao
     
  13. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    La costituzione del Fondo patrimoniale deve essere fatta tramite atto pubblico e così anche l’accettazione.
    Non è sufficiente che la costituzione del Fondo patrimoniale sia trascritta nei Registri Immobiliari a norma dell’art.2647 per essere opponibile ai terzi, ma, rappresentando una convenzione matrimoniale, a norma dell’art.l62 Codice civile, deve essere anche annotata a cura del notaio rogante a margine dell’atto di matrimonio dei coniugi in favore dei quali il fondo è costituito (Trib. Bergamo 16.11.81).
    Spesso, i debitori che vogliono sottrarre i propri beni ai creditori, sono soliti fare atti di disposizione del loro patrimonio immobiliare quali vendite, costituzione di fondi patrimoniali, donazioni, cessioni in leasing, trust, ecc.
    Non sempre però questi atti conseguono lo scopo di tutelare il patrimonio del debitore dalle azioni esecutive dei creditori.
    Affrontiamo per esempio il problema del fondo patrimoniale, della donazione e della vendita.
    IL FONDO PATRIMONIALE
    Il fondo patrimoniale è attaccabile solo in due casi:
    A. Entro i primi cinque anni dalla sua costituzione, con l’esercizio di una causa chiamata “azione revocatoria ordinaria”.
    Il creditore che agisce per ottenere la revocatoria del fondo patrimoniale deve però dimostrare:
    1) di avere un credito verso il debitore;
    2) di aver subito un pregiudizio dalla costituzione del fondo patrimoniale, pregiudizio che deve consistere nella impossibilità, per lui, di soddisfarsi su altri beni del debitore. Per es.: mancherebbe tale elemento nell’ipotesi di una persona che sia proprietaria anche di altri immobili, dei quali uno solo di essi è stato inserito nel fondo patrimoniale;
    3) che il debitore abbia agito con la consapevolezza di sottrarre l’immobile, immesso nel fondo, all’aggressione del creditore (ossia, al fine di pregiudicare le ragioni del suo futuro creditore).
    B. Superati i cinque anni, il fondo patrimoniale resta comunque aggredibile, ma solo dai creditori il cui credito sia sorto per acquisti, fatti dal debitore, necessari al sostentamento della famiglia (oppure per debiti estranei ai bisogni familiari quando, però, il creditore ignori tale estraneità).
    Solo tali creditori, dunque, potranno aggredire i beni inseriti nel fondo patrimoniale. Gli altri creditori – quelli cioè per debiti non contratti per il soddisfacimento di esigenze familiari – dovranno soddisfarsi sugli altri beni (se ve ne sono) della famiglia.
    2. VENDITA
    Qualora il debitore abbia deciso, per tutelare il proprio patrimonio, di vendere il bene a un terzo soggetto (ovviamente accondiscendente), i problemi sono di due tipi.
    A. Innanzitutto, cedendosi un bene (spesso di valore rilevante) a una persona che, pur se amica o parente, non può mai offrire una totale garanzia di restituzione del bene medesimo, c’è un certo margine di incertezza per il debitore.
    B. anche in questo caso l’atto è revocabile.
    Il creditore che agisce per ottenere la revocatoria dell’atto di vendita del bene deve però provare qualcosa in più rispetto al caso del fondo patrimoniale. Deve cioè dimostrare:
    1) di avere un credito verso il debitore;
    2) di aver subito un pregiudizio dall’atto di disposizione alla garanzia patrimoniale di tale credito;
    3) che il debitore abbia agito al fine di sottrarre i beni del proprio patrimonio (appunto l’immobile immesso nel fondo) all’aggressione del creditore;
    4) che il terzo acquirente fosse al corrente di tale intento fraudolento del debitore di sottrarre il bene al creditore. Tale requisito è previsto, nel caso di vendita, proprio a tutela dell’acquirente che, in buona fede, abbia sborsato il prezzo della vendita.
    Dunque, rispetto al caso del fondo patrimoniale, in caso di vendita dell’immobile, al vantaggio per il debitore della maggiore facilità di vincere l’azione revocatoria, corrisponde però lo svantaggio di aver venduto l’immobile a un terzo estraneo.
    Superati i cinque anni in cui è esperibile l’azione revocatoria, l’atto, in questo caso, non è più impugnabile e l’immobile è ormai inattaccabile.
    3. DONAZIONE
    Tra tutte le tre ipotesi è forse quella meno conveniente. Qui infatti si ha che:
    A. Anche in questo caso il bene viene ceduto a un terzo soggetto e, pertanto, esce dalla sfera di disponibilità giuridica del debitore.
    B. Anche in questo caso l’atto è revocabile, ma con il regime di prove (più agevole da superare per il creditore) previsto per il fondo patrimoniale.
    Il creditore, cioè, deve dimostrare:
    1) di avere un credito verso il debitore;
    2) di aver subito un pregiudizio dalla costituzione del fondo patrimoniale effettuata dal debitore, pregiudizio che deve consistere nella impossibilità, per lui, di soddisfarsi su altri beni del debitore.
    3) che il debitore abbia agito al fine di sottrarre l’immobile immesso nel fondo all’aggressione del creditore.
    In caso di donazione posteriore al credito dell’attore in revocatoria, è necessario dimostrare che il debitore fosse consapevole del pregiudizio che l’atto dispositivo recava alle ragioni del suo creditore.
    Come nel caso della vendita, anche nel caso della donazione, superati i cinque anni in cui è esperibile l’azione revocatoria, l’atto non è più impugnabile e l’immobile è ormai inattaccabile.
    "La Legge per Tutti” è un portale che spiega e traduce, in gergo non tecnico, la legge e le ultime sentenze, affinché ogni cittadino possa comprenderle. Tutti i diritti riservati.

    Sito amministrato dallo Studio Legale Avv. Angelo Greco (Studio Legale avv. Angelo Greco).
     
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  14. ronin68

    ronin68 Nuovo Iscritto

    ...oggi siamo stati in uno studio legale e ci ha detto cheprima che la banca e alti creditori riescano a mettere all'asta l'immobile ipotecato tempo ne passera'...molto,dice anche 10 anni,anche perche' il debito risultera' inferiore al valore dell'immobile...poi per la mia casa,dice che con un semplice atto di donazione,fatto ora,prima che ci sia il primo insoluto,risolverebbe il problema...certo risposte date così,dovra' riguardare tutto e ci fara' sapere meglio...ma io mi chiedevo,se io padrone di un immobile ricevuto in donazione,decido di venderlo o magari chiedere un mutuo,posso farlo??
     
  15. AlbertoF

    AlbertoF Ospite

    Caro ronin68 tutte quelle belle cose che ti ha detto codesto avvocato
    fattele mettere per scritto e farle firmare.
    Donazione e mutuo : NO
    Ciao
     
  16. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    è difficilissimo vendere un immobile ricevuto in donazione, poichè possono sorgere problematiche ereditarie,
    per il mutuo, neanche ad accennarlo.
     
  17. ronin68

    ronin68 Nuovo Iscritto

    ...la verita' e' una sola...siamo in un bel casino...
     

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