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  1. nelly70

    nelly70 Membro Ordinario

    Buongiorno a tutti. Ho appena acquistato un appartamento che si trova al secondo piano di un condominio piuttosto grande costruito intorno agli anni 60.
    Dovendo ristrutturare tutto l'appartamento, abbiamo deciso di montare uno scaldabagno a gas per la produzione della sola acqua calda (il riscaldamento è condominiale) che andrà montato sul terrazzo. Il problema è che questo terrazzo, spazialmente si trova sul lato opposto rispetto a bagni e cucina. Quest'ultima tra l'altro è priva di balcone e al suo interno, sulla macchina del gas si trova il contatore, perchè, nel caso della colonna in cui si trova il mio appartamento, il tubo condominiale del gas è esterno alla cucina, sul lato del cortile interno privo di balconi
    L'appartamento non ha subito nessuna modifica nel corso degli anni , pertanto si rende necessario sostituire il contatore (ha ormai 50 anni) e dovendo demolire la casa per sistemarla e non dovendo utilizzare il gas in cucina (vorrei il piano cottura ad induzione), vorrei sapere se sia possibile chiedere ad Italgas (siamo a Roma) di spostare il contatore sotto la caldaia, sul terrazzo che affaccia su strada, facendoci allacciare eventualmente ad una tubatura del gas che sale verticalmente da terra verso l'ultimo piano del condominio ma che però attraversa il muro condominiale in corrispondenza dell'appartamento accanto al mio, a circa 10 mt. Naturalmente mi stò attivando per richiedere la perizia di un tecnico Italgas ma so anche che i contatori del gas nel caso di ristrutturazione di un immobile, devono essere collocati all'esterno a meno che non sia assolutamente impossibile e solo in questo caso, possono essere tenuti all'interno di casa ma protetti da un armadietto a tenuta anti fuga di gas.
    E' possibile chiedere ad Italgas di creare un'allacciatura nuova al tubo del gas condominiale sul lato esterno del palazzo? E in caso affermativo, quali sarebbero orientativamente i costi, considerando che il tubo è faclmente raggiungibile con il camioncino e con la scala e il cestello?
    Devo avere il pemesso del condominio o basta la relazione dell'Italgas?

    Ringrazio tutti coloro che potranno aiutarmi. vorrei evitare di tenermi il contatore del gas dentro casa e spero che sappiate consigliarmi sul modo più veloce per procedere con la massima sicurezza per noi e per il condominio
     
  2. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Scusa ma se in cucina metterai l'induzione elettrica per l'acqua calda metti uno scladabagno elettrico! Oppure metti una bombola solo per lo scaldabagno. Avere una utenza gas solo per l'acqua mi sembra una follia, oltre tutti i lavori di opere murarie.
     
  3. nelly70

    nelly70 Membro Ordinario

    Adriano può sembrare assurdo ma preferiamo lo scaldabagno a gas. E poi vorremmo comunque riportare i tubi del gas in cucina e lasciare un allaccio......non si sa mai. Ovviamente però la nostra preferenza è avere il contatore fuori, sul terrazzo.
     
  4. pippopeppe

    pippopeppe Membro Attivo

    Impresa
    le montanti o le opere di adduzione sono sempre a carico dell'utente, mentre il fornitore si limita alla connessione del solo contatore.
    quindi armati di un buon professionista che rediga un progetto (obbligatorio) e di un buon installatore per i lavori.
    per le spese porgiti la domanda classica, quanto ti conviene?
     
  5. nelly70

    nelly70 Membro Ordinario

    Potremmo vagliare l'ipotesi di montare uno scaldabagno a gas a camera stagna nel bagno di servizio che dista meno di 10 metri dalla cucina e lasciare il contatore in cucina dove si trova ora, al limite spostandolo in un punto di minore "impiccio". Forse portare tubi del gas dal contatore in cucina fino alla caldaia in bagno, mi costerebbe meno.....
     
  6. pippopeppe

    pippopeppe Membro Attivo

    Impresa
    per questo può risponderti meglio solo l'installatore in quanto non c'è bisogno di progetto ed altre amenità, ma è sufficiente la sola dichiarazione di conformità.
     
  7. chiacchia

    chiacchia Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ma dalle ns. parti la compagnia non ha fatto altro che far spostare il contatore fuori dalla finestra messo in moto che con la mano si potesse arrivare alla chiave di chiusura e poterlo anche leggere, ti conviene chiamare uno più pratico vedrai che non dovrai fare una nuova tubazione.
    Se mi permetti sulla induzione, l'hai mai usata? compra un fuoco portatile a induzione prova a cucinarci controlla i consumi e poi decidi, non siamo in America dove la corrente costa poco, ma anche se ti convenisse cucinaci e vedi cosa succede.
     
  8. nelly70

    nelly70 Membro Ordinario

    @chiacchia, io sinceramente non so se il contatore potrebbe stare fuori la finetra, sulla parete esterna. La cucina ha solo la finestra, così come pure i bagni. La piastra ad induzione la stiamo prendendo seriamente in considerazione ma resta il problema della produzione di acqua calda per bagno e cucina. Non voglio lo scaldabagno elettrico e dovendo comunque ristrutturare tutto l'appartamento (e intendo tutto, dall'impiantistica completa alla pavimentazione) stiamo cercando la soluzione migliore e magari anche la meno dispendiosa, alla lunga per avere l'acqua calda con il minor rischio possibile. E mi pare di capire che o mettiamo lo scaldacqua a camera stagna in bagno o in cucina e ci teniamo il contatore in cucina oppure spostiamo tutto fuori il terrazzo dal lato opposto della casa ma poi dobbiamo attraversare tutta casa con i tubi del gas per riportarlo in cucina.
     
  9. pippopeppe

    pippopeppe Membro Attivo

    Impresa
    preso in considerazione i pannelli solari attivi?
    sono pannelli solari abbinati ad una pompa di calore e che possono produrre acqua calda sanitaria anche a - 10° C con consumi elettrici bassissimi.
    ciò che non spenderai per il gas lo investirai in questa tipologia di impianto.
    per il riscaldamento provate ad interessarvi per quello elettrico a pavimento. ad Arezzo c'è un'azienda specializzata.
     
  10. chiacchia

    chiacchia Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Hai considerati il pellet?
     
  11. nelly70

    nelly70 Membro Ordinario

    E' un appartamento al secondo piano di un condominio di 60 famiglie in centro, a Roma. I riscaldamenti sono centralizzati e tali devono restare; non è contemplato (nè possibile) il distacco dall'impianto centrale e francamente, confrontando i costi che si affrontano con il riscaldamento centralizzato rispetto a quello autonomo, non conviene proprio staccarsi. Quindi la caldaia ci serve per la produzione di sola acqua calda sanitaria.
     
  12. nelly70

    nelly70 Membro Ordinario

    Non possiamo impiantare pannelli solari nè stufe a pellet.

    L'alternativa è tra il classico scaldabagno elettrico ( che però dalla mia esperienza passata, determina costi più alti per l'energia elettrica rispetto a quelli del gas) e lo scaldacqua a gas
     
  13. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Perché il distacco non sarebbe possibile?
     
  14. pippopeppe

    pippopeppe Membro Attivo

    Impresa
    il distacco è possibile, ma la normativa prevede comunque un partecipazione ai costi dell'impianto centralizzato e questo inibisce tutta l'operazione.
    ovviamente nessuno non ha interesse al distacco da singoli.
     
  15. nelly70

    nelly70 Membro Ordinario

    @Pippoepeppe infatti teoricamente sarebbe possibile (occorre però presentare opportuna relazione tecnica, forse, e dico forse, occorre il permesso dei condomini) ma in pratica, il guadagno in termini economici non c'è. Con i riscaldamenti condominiali la casa è calda sempre (soprattutto in appartamenti che insistono nei piani più bassi del palazzo) e la spesa, comparata con quella che si affronterebbe a parità di calore sviluppato con gli autonomi, è davvero irrisoria. E poi come tu dice, si deve sostenere comunque una spesa fissa mensile, più il distacco. Tutto questo ti fa passare la voglia e poi ribadisco che in termini di soldoni, non ho mai sentito nessuno che ci abbia trovato tutta questa convenienza passando dal centralizzato all'autonomo, almeno a Roma. Oltretutto ora con i contabilizzatori, ognuno regola il calore come vuole, anche nel centralizzato, per cui....vantaggi nell'autonomo francamente non ne vedo
     
  16. pippopeppe

    pippopeppe Membro Attivo

    Impresa
    sempre per produzione di acquacalda sanitaria, ci sono delle ottime macchine a pompa di calore che garantiscono bassi consumi energetici e una buona resa termica ovviamente no riscaldamento.
    generalmente per uso casalingo si parla di circa 400/500 Watth a differenza dei 1500Wh di uno scaldacqua elettrico tradizionale.
     
  17. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    La potenza si misura in watt (W). L'energia si misura in wattora (Wh).
     
  18. pippopeppe

    pippopeppe Membro Attivo

    Impresa
    infatti non ho espressamente parlato di potenza volendo indicare il consumo energetico.
     
  19. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Indicare il consumo energetico ha poco senso, essendo dipendente dal tempo.
    I dati di targa di un'apparecchiatura elettrica indicano la potenza.
     
  20. pippopeppe

    pippopeppe Membro Attivo

    Impresa
    si ma tu paghi l'energia consumata non la potenza.
    non solo l'acqua nel bollitore si riscalda perchè applichi la potenza nel tempo, quindi energia.
     

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