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  1. lilium

    lilium Nuovo Iscritto

    Salve, abito in una strada privata e ciò che accomuna i 15 condomini (sono case a schiera) è soltanto cancello e lampioni. Non abbiamo mai costituito un condominio per non appesantire costi di gestione. Ogni anno uno di noi si prende l'onere di tenere i conti e pagare l'enel e se serve far riparare il cancello.
    Non abbiamo ripartizioni millesimali. Possiamo continuare a gestire così le spese oppure dobbiamo necessariamente, con grave appesantimento da parte di tutti noi, mettere un amministratore? C'è un'alternativa? Grazie a tutti voi
     
  2. Alessia Buschi

    Alessia Buschi Membro dello Staff Membro dello Staff

    Professionista
    Ciao,

    immagino che ti riferisca alla nuova riforma del condominio, che entrerà in vigore dopo 6 mesi la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, quindi verso la metà del 2013.

    Nella nuova riforma, l'art. 1129 stabilisce che quando i condomini son più di 8, se l'assemblea non provvede, la nomina di un amministratore è fatta dall'autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condomini, o dell'amministratore dimissionario. Nella riforma attuale, i condomini devono essere più di 4.

    Sia nell'attuale che nella nuova, non è obbligatorio assumere un amministratore, se siete tutti d'accordo a continuare a gestire il vostro condominio da soli, siete liberi di poterlo fare.

    La regola dell'"obbligatorietà", vale quando non si riesce a trovare più l'accordo comune e si sceglie di nominare un amministratore per dissipare eventuali liti.

    Poi se deciderete di nominare un amministratore, quando la riforma sarà entrata in pieno vigore, allora questi dovrà essere una persona che rispecchia i requisiti dell'art. 71/bis.

    Art. 71-bis. – Presso ogni ufficio provinciale dell’Agenzia del territorio è istituito un registro degli amministratori di condominio.

    Possono essere iscritti al registro coloro:

    a) che hanno il godimento dei diritti civili;

    b) che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio e per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni;

    c) che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;

    d) che non sono interdetti o inabilitati ovvero dichiarati falliti;

    e) il cui nome non risulta annotato nell’elenco dei protesti cambiari;

    f) che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;

    g) che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono attività di formazione periodica, secondo i criteri definiti dall’Agenzia del territorio;

    h) che hanno sottoscritto un’assicurazione per responsabilità professionale, secondo i criteri definiti dall’Agenzia del territorio.

    Al registro possono essere iscritte anche società di cui al titolo V del libro V del codice. In tal caso, i requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili, dagli amministratori e dai dipendenti incaricati di svolgere le funzioni di amministrazione dei condomini a favore dei quali la società presta i servizi.

    La perdita dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del secondo comma comporta la cancellazione dal registro. L’iscrizione può essere sospesa per un periodo non superiore a due anni, in caso di grave negligenza professionale debitamente accertata, secondo procedure definite dall’Agenzia del territorio.

    Per quanti hanno svolto attività di amministrazione di condominio per almeno un anno nell’arco dei tre anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, l’iscrizione al registro è disposta anche in assenza dei requisiti di cui alle lettere f) e g) del secondo comma. Resta salvo l’obbligo di formazione periodica.

    Agli iscritti al registro è riconosciuta competenza specifica per l’esercizio dell’attività di amministratore di condominio. L’iscrizione al registro, tuttavia, non costituisce requisito per l’esercizio di tale attività.
     
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  3. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    per ora serve il regolamento di condominio, e la nomina di un responsabile da comunicare all'agenzia delle entrate e all'enel per intestare le bollette del condominio, fra 6 mesi si vedrà, per ora basta questo, ciao
     
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  4. gilbertoi

    gilbertoi Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Evitare un amministratore è sempre la scelta più saggia, specialmente nel vostro caso, sotto ogni punto di vista. Potrebbero complicare le cose, quando si renderanno necessarie, le spese di manutenzione della strada e giardinaggio (nella parte di accesso alla via pubblica ed all'interno), la rete delle fognature ed altri servizi, sempre che non siano tutti autonomi cad.na villetta fino al confine e sempre che dette spese non siano citate nel regolamento o negli atti d'acquisto.
     
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  5. lilium

    lilium Nuovo Iscritto

    Si certamente come dici è sicuramente più saggio evitare spese ulteriori. Le fognature e la strada è in comune vedremo se ci saranno complicazioni. Grazie
     
  6. lilium

    lilium Nuovo Iscritto

    Molto esauriente e precisa la risposta. Grazie
     
  7. lilium

    lilium Nuovo Iscritto

    Il regolamento l'abbiamo deciso all'unanimità e l'allaccio all'Enel fu fatta molti anni fa intestata a un proprietario. Per quanto riguarda l'agenzia delle entrate è soltanto per il C.F.??
     
  8. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    che dovrete comunicarlo al fornitore dell'energia, che dovrà intestare le fatture dei consumi al condominio e non a un condomino
     
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  9. gilbertoi

    gilbertoi Membro Junior

    Proprietario di Casa
    D'accordo con adimencasa: l'intestazione del contratto di fornitura sia per l'energia elettrica che per altri servizi condominiali, va assolutamente corretto, poichè potrebbe ingenare responsabilità personali non trascurabili, oltre che assere vietato. Sen siste un regolamento approvato da tutti i proprietari, vale quanto un condominio, che però richiederebbe per sua natura un atto costutivo. Non conosco la materia.
     
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  10. lilium

    lilium Nuovo Iscritto

    Quali responsabilità possono esserci???:domanda:
     
  11. gilbertoi

    gilbertoi Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Non si può fare un contratto con la società erogatrice di energia a nome personale, per uso di tutti i proprietari, se non esiste un atto pubblico da cui risultino l'autorizzazione ed i limiti. L'erogazione avviene a mezzo di cavi elettrici ed il cancello si muove a mezzo di telecomandi consegnati ad ogni proprietario: l'impianto elettrico, a monte ed a valle del contatore è a Norma (avete una certificazione dell'impresa e o della dittra costruttrice)? Se succede un qualsiasi incidente chi risponde se non esiste nulla di ufficiale (Verba volant, scripta manent)? Siete assicureati? Occhio!!!
     
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  12. lilium

    lilium Nuovo Iscritto

    Se creo il C.F. e facciamo un'assicurazione è necessario anche nominare un amministratore? Aprire un c/c e avere l'amministratore ci alza troppo la quota.... c'è già l'IMU da pagare........... :triste:
     
  13. gilbertoi

    gilbertoi Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Non sono perfettamente aggiornato sulla legge. Con il nuovo regolamento dal 2013 dovrebbe essere indispensabile l'amministratore sopra gli otto condomini, sempre che ci sia almeno uno di loro che lo richieda. Se la strada è condominiale, si dovrebbe pagare l'IMU e quindi necessita un C.F. , a meno che le singole particelle catastali comprendano anche la parte interessata della strada. Se ognuno è autonomo su tutto (giardino, strada, servizi etc), possono esserci benissimo sette proprietari che si accordano solo per il cancello elettrico, con una assemblea controfirmata da tutti per l'accordo sul proprietario più vicino al cancello e la ripartizione dei costi. Anche l'assicurazione per la RC ed infortuni può essere intestata ad ognuno per la sua parte di strada (cosa che già dovrebbe esistere con la Globale Abitazione), o con polizza unica per tutti. Se qualche amico del forum potesse darci lumi giuridici, saresti più tranquillo. E' un argomento interessante.
     
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  14. lilium

    lilium Nuovo Iscritto

  15. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    forse vi siete dimenticati anche la probabile tassa sul passo carraio che da accesso al condominio anche per quello ci vuole il C.F./PIVA del condominio.
     
  16. lilium

    lilium Nuovo Iscritto

    Noi facemmo domanda per il passo carraio, (non mi ricordo a che titolo) ma si riferisce a 20 anni fa e non ci fu richiestO nessun C.F.
     
  17. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Mi sembra che la tassa sul passo carraio si paga ogni anno al comune. il passo carraio è identificato con un numero di licenza, che va riportata sul cartello da esporre a fianco del passo medesimo. In genere la domanda si fa perché il passo carraio consente alle automobili l'accesso all'interno di un edificio. Il soggetto che lo richiede è il condominio, chi paga è il condominio. Il condominio si identifica con un C.F./PIVA.
    Mi sembra che volete risparmiare sul costo di un amministratore ma non avete le capacità di gestire il condominio forse è meglio che vi convinciate che la nomina di un professionista che fa questo per mestiere è la soluzione migliore.
     
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  18. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    La tassa sul passo carrale è stata abolita:daccordo::idea:
     
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  19. lilium

    lilium Nuovo Iscritto

    Mi ricordo che facemmo la domanda per chiedere l'autorizzazione del passo carrabile ma non chiedemmo il cartello per la rimozione in caso di sosta di autovetture davanti al cancello. C'è però qualcosa di simile....:domanda:
     
  20. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    Il cartello di divieto di passa carraio lo distribuisce il Comune con un esborso di 15,00 €.
     

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