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  1. happysmileone

    happysmileone Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Avete letto che :

    Bed and Breakfast vietati in condominio - PMI.it

    pensate possa avere effetto retroattivo ?
    Ho un affittacamere in condominio dissenziente aperto da quattro anni, all'inizio il condominio si era opposto e mi aveva fatto scrivere da un legale cui il mio legale aveva risposto che il regolamento contrattuale non vietava espressamente tale attivita' e quindi poteva essere aperta.
    Pensate possano tornare alla carica forti di queste nuove sentenze o visto il tempo trascorso l'attivita' ormai e' stata ratificata?
    In un rinnovo contrattuale il locatore puo' mettere una clausola che in tali casi nessuna responsabilita' si assume per una eventuale chiusura dell'esercizio ?
     
  2. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Da quanto le sentenze hanno "effetto retroattivo"???
    L'eventuale "retroattività" è peculiarità delle Leggi (e nemmeno tutte).

    Quella che citi è uno dei tanti apparenti "dietrofront" cui talvolta la Suprema Corte si diletta.

    Ma nello specifico non è nemmeno un dietrofront perchè ci basiamo solo sull'estrapolato di articolisti che potrebbero non aver considerato certe "variabili".

    Se si fosse trattato di RdC di tipo contrattuale ...non vi sarebbe nulla di "scandaloso/innovativo" in quello che invece si vuol far passare come nuovo orientamento.

    Infatti basti leggere Corte di Cassazione n°26087 del 23/10/2010.
     
    Ultima modifica: 4 Febbraio 2016
  3. happysmileone

    happysmileone Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Da quel che scrivi quindi posso stare tranquillo?
     
  4. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Tranquillo ?...
    Ovvio che si su queste premesse:
    1-che il tuo RdC non contenga tale clausola o con diversa dicitura che possa essere sinonimo/equiparabile (se hanno desistito ritengo assodato non vi sia)
    2-qualcuno decida comunque di citarti magari per altri aspetti
    3-mutino le Leggi.

    Ps
    Per l'eventuale clausola esimente da inserire in contratto di locazione occhio a forma e contenuto.
     
    A happysmileone piace questo elemento.
  5. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    "nonostante il regolamento condominiale prevedesse che i singoli appartamenti potessero essere adibiti esclusivamente ad uso di abitazione privata o come ufficio privato professionale"
    Interessante. Mi cerco la sentenza per esteso. Non sono mai stato un entusiasta sostenitore della precedente lettura giurisprudenziale
     
  6. happysmileone

    happysmileone Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    in effetti quasi tutti i regolamenti contrattuali vietano genericamente :

    "attivita' che ledano il decoro e la tranquillità dell’edificio "

    nel mio caso in risposta all'avvocato del condominio che faceva riferimento al suddetto divieto generico per impedire l'esercizio di affittacamere, il mio aveva risposto che essendo il divieto generico dovesse venire dimostrato che l'affittacamere ledesse il decoro e la tranquillita' dell'edificio durante l'esercizio dello stesso.
    Dopo di che nulla e' successo per quattro anni.
     
  7. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Buona risposta del tuo avvocato...che però poteva essere anche più incisivo visto la mancanza di specifico divieto:

    Cassazione civile, sezione seconda, sentenza n. 24707 del 20 Novembre 2014

    la Suprema Corte conferma la facoltà dei regolamenti condominiali contrattuali, di prevedere limitazioni alle destinazioni d'uso delle parti private; ma che tali limitazioni devono essere specificatamente ed analiticamente espresse, non potendo desumere in via interpretativa alcuna limitazione aggiuntiva.


    Non è possibile allegare file...ma il testo è reperibile integralmente e liberamente qui:

    http://www.italgiure.giustizia.it/x.../20141121/snciv@s20@a2014@n24707@tS.clean.pdf

    Il caso coincide con quanto affermi contenere il vostro RdC...una indicazione generica.

    Ps.
    Ecco un esempio di come alcuni autori "distorcono" gli enunciati di certe sentenze (quella riportata) traendone conclusioni fuorvianti.

    B&B in condominio: sentenza Cassazione - PMI.it

    Eventuali divieti o sanzioni previsti dal regolamento condominiale sono da considerarsi nulli, con un’unica eccezione: il caso in cui si possa dimostrare mediante prove concrete che le persone che sono ospiti del Bed and Breakfast arrechino danni materiali o immateriali al condominio e/o ai condomini. Solo in questo caso può essere richiesta la chiusura del B&B.

    La Corte aveva affermato cosa ben diversa.
     
  8. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    Le sentenze della cassazione non fanno giurisprudenza, sono sempre riferite a casi precisi, però che possono dare orientamenti interpretativi
    La Cassazione ci ha ormai abituati a interpretazioni diverse sugli stessi argomenti
     
  9. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Fano proprio Giurisprudenza invece e di rilievo; al contrario, tal termine qual significato avrebbe?
    Forse lei intendeva riferirsi ad altro principio, quello dello stare decisis proprio dei sistemi anglosassoni, che è altra cosa...
     
  10. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Come espresso da Ollj tale affermazione è "sballata" nei fondamenti.

    Forse intendevi dire che non possono valere (fanno) come "legge" ...e questo è vero nel nostro "civil law" che è diverso dal "common law" (americano).

    Ma esse danno certamente indirizzo e diventano "imperative" quando ad esprimersi e la Corte Suprema a Sezioni Unite (nomofilachia)
     
  11. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Letta Cassazione 109/2016, ma non trovato quanto indicata nell'articolo citato da @happysmileone (e convengo con la censura svolta da Dimaraz su certa stampa..)
    La Massima 109/2016 non afferma che affittacamete e B&B possano essere vietati da un semplice Regolamento di Condomnio, bensì si limita a non cassare la sentenza del Tribunale limitatamente alle censure sollevate: come il Tribunale abbia correttamente interpretato il Regolamento Condominiale ex art.1362 Cc = il Tribunale ha ben compreso il senso letterale del Regolamento di Condominio che vieta per l'appunto l'attività in discussione.

    Alla Suprema Corte non è stata sollevata alcuna censura quanto alla sussistenza o meno di una disposizione contrattuale e quindi sulla legittimità o meno del Regolamento di Condominio; fosse stato fatto la Corte si sarebbe pronunciata (ma non le fu chiesto ed anche la Suprema Corte non si esprime mai ultra petitum) e, come rammentato correttamente da Dimaraz, probabilmente lo avrebbe fatto riaffermando la posizione più volte adottata a tal riguardo:
    facoltà dei regolamenti condominiali contrattuali, di prevedere limitazioni alle destinazioni d'uso delle parti private; ma che tali limitazioni devono essere specificatamente ed analiticamente espresse, non potendo desumere in via interpretativa alcuna limitazione aggiuntiva.

    Come mai ciò non è avvenuto? Si possono fare solo delle ipotesi:
    1) hanno sbagliato gli avvocati di parte: inutilmente percorsa la strada interpretativa del Regolamento di Condominio, hanno tralasciata l'unica opportunità a disposizione: evidenziare come la disposizione del Regolamento di Condominio non fosse contrattuale.
    2) non hanno errato i legali di parte, perchè ben a conoscenza del carattere contrattuale della disposizione del Regolamento di Condominio, già erano certi della legittimità di tal divieto; ergo, come ultimo tentativo, hanno esperito quello interpretativo = dimostrare che il Regolamento andava interpretato in modo diverso da come apparisse ad una prima ed immediata lettura e che nello stesso non si vietasse in alcun modo l'attività in oggetto, ma tutt' altro
    Propendo per la 2) ipotesi: ci hanno provato, non si sà mai che un Giudice ci caschi....
    Ed abbiamo così ripristinato, dando a Cesare quello che è di Cesare, anche la logicità delle scelte operate dalla Cassazione (che questa volta non si è contraddetta)
    Saluti
     
  12. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    infatti, sbagliato i termini, rimane il fatto che sia un'interpretazione relativa ad una situazione precisa ed interpretarla come un aggiornamento della regola non sia corretto
     
  13. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Verissimo. Tuttavia, nonostante non vi sia l'obbligo dello stare decisis, anche nel nostro ordinamento le sentenze concordi di una Suprema Corte hanno peso determinante nei casi simili ed analoghi; certo, il giudice inferiore potrà disattenderli, salvo il rischio di farsi cassare il tutto ed allora sî esser obbligato ad adeguarsi all'indirizzo che gli verrà indicato....
     

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