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  1. mattescu

    mattescu Membro Attivo

    Buonasera a tutti,
    vivo in un condominio di 8 persone dove un condomino, proprietario dell'appartamento in cui vive, è da piu' di un anno che non paga le spese condominiali
    E' stata intrappresa un'azione legale di pignoramento dell'appartamento ma l'amministratore ci stà chiedendo un contributo spese per la morosità del condomino non pagante
    E' corretto il procedere dell'amministatore?
    Grazie
     
  2. Certificatore

    Certificatore Membro Attivo

    Professionista
    Voi siete (nell'insieme) proprietari della palazzina e se un solo condomino entra in morosità siete tenuti a chiederne la partecipazione ... nel caso in cui lo stesso sia recidivo, ovvero non assolva agli impegni, allora si passa alle vie legali (ciò che avete intrapreso), ma pur sempre rimanete i proprietari e tutti rispondete al mantenimento dell'immobile ...
    Se l'amministratore ha chiesto di anticipare le quote mancanti, non ha fatto agito in modo errato, perchè "le utenze" devono essere assolte e non credo che l'amministratore sia favorevole ad anticipare le quote del moroso ...
     
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  3. giraffa

    giraffa Nuovo Iscritto

    C'è una novità:
    Condomino MOROSO: cade l'obbligo della solidarietà passiva del condominio

    La sentenza: la n°9148/08, emessa dalla Corte di Cassazione, a sezione unite, ha introdotto un nuovo principio in caso di morosità di qualche condomino.

    In pratica, in caso di spese per lavori, cade l'obbligo della solidarietà passiva del condominio, ovvero quanto finora previsto dall'Art. 1294 del Codice Civile.

    Ciò significa che se nel palazzo, qualcuno non paga le rate a lui spettanti, gli altri condomini non devono rimediare rispondendo in solido per la parte morosa.

    La decisione della corte, ha introdotto quindi un'importante novità al diritto di applicare alle parti coinvolte, ovvero tra creditori e condomini.

    In caso di mancato pagamento, l'impresa od il fornitore di servizi, non potrà più rivalersi sull'intero condominio, ma solo sul singolo debitore.
    Lo stesso accade per l'amministratore, che non può più usare l'intero condominio come cuscinetto ammortizzatore
     
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  4. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    E' soltanto una sentenza. Altri giudici potrebbero decidere in altro modo. Ad ogni modo è una sentenza interessante.
     
  5. Antonio Azzaretto

    Antonio Azzaretto Membro dello Staff

    Questa affermazione, anche se ironica (...spero!), sottointende una serie di idee sbagliate che circolano riguardo le gestioni amministrative dei condomini.

    L' amministratore agisce in nome e per conto della comunità residenziale, ma l' attore economico (colui che assume la veste di cliente, debitore, creditore, sostituto di imposta, etc, ...etc...) è l' ente condominio; più precisamente in questo caso è l' insieme dei proprietari che hanno la proprietà comune del bene immobile.

    L' insieme dei proprietari significa che tutti rispondono per i debiti comuni, e ciascuno risponde per tutti i debiti comuni.

    Questa è sempre stata la teoria dominante; questa è la proposta scritta nel disegno di legge che è in discussione in parlamento, e questa è la situazione dal punto di vista dei creditori del condominio, i quali quando arrivano davanti ai citofoni vedono un insieme di debitori indistinti, e non sanno a chi chiedere il pagamento del loro credito.

    Per far evolvere l' ente condominio in modo che diventi un' organizzazione efficiente, efficace, ed economica, è necessario sviluppare il concetto di "comunità residenziale".

    Soltanto così si potrà ridefinire la figura e il ruolo dell' amministratore di condominio, che oggi assume una veste giuridica indefinita, e un insieme di ruoli indistinti che in certi casi (effettivamente da me riscontrati), si attribuiscono addirittura quello di finanziatore, con il collegato diritto di richiedere coattivamente le somme che si suppone abbia anticipato.

    Pertanto, è necessario approfondire e studiare il concetto di comunità residenziale, applicato al condominio.

    Per approfondimenti su questo argomento puoi leggere quì:
    La Community AziendaCondominio • Leggi argomento - Nozione di Comunità Residenziale
     
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  6. giraffa

    giraffa Nuovo Iscritto

    Infatti, sentenze su sentenze... ma allora qual è il riferimento vero?
    Una sentenza della Cassazione od il codice civile?
     
  7. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ossia occorre cambiare le capocce dei condòmini che dicono: "Io non pago, mi facci causa!"
     
  8. giraffa

    giraffa Nuovo Iscritto

    D'accordo. Ma quando bisogna decidere a quale normativa bisogna fare riferimento?
    Il codice civile può essere sorpassato da una sentenza?
    E' una domanda da condomino confuso...
     
  9. hanton21

    hanton21 Nuovo Iscritto

    una volta le LEGGI erano LEGGI e promulgavano il "...o così...o così..."
    adesso si fa sempre piu' strada la "cassazione"....che una volta manco si sapeva COSA era......e la legge e' diventata " mumble...mumble...rattle...rattle ..."
    tra poco ci diranno che il vecchio detto "fatta la legge...trovato l'inganno..." e' cio' che ognuno di noi dovra' applicare...insomma "oh tempora...oh mores..." (tradotto : "che' ce siamo gia' al tempo delle more ?...")
     
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  10. giraffa

    giraffa Nuovo Iscritto

    :risata:

    Vedo che sei messo come me... confusione totale.
    La LEGGE dov'è?
     
  11. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Certo è che una sentenza non può andare contro il codice civile, può invece introdurre regole laddove il codice non si esprime non potendo entrare nello specifico di tutti i casi.
     
  12. giraffa

    giraffa Nuovo Iscritto

    Si, ma è un fiorire di sentenze... alcune addirittura annullano le prime.
    Mi pare una situazione un po' schizofrenica. :triste:
     
  13. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    come molte, moltissime cose in Italia.
     
  14. StLegaleDeValeriRoma

    StLegaleDeValeriRoma Membro Assiduo

    Professionista
    Assisto interessato al dibattito in corso su temi di mia pratica abituale .... non si finisce mai di imparare.
    A questo punto mi sento autorizzato a intervenire nelle prossime discussioni in materia di ingegneria molecolare.
    Luigi De Valeri :daccordo:
     
    A Agatone e Luigi Barbero piace questo messaggio.
  15. giraffa

    giraffa Nuovo Iscritto

    :D

    Sarebbe interessante anche un intervento sul tema dibattuto, visto che è sua pratica abituale. :D
    La schizofrenia del sistema prima citata a suo avviso c'è o no?
    Saremo ben contenti di leggere disquisizioni di ingegneria molecolare.
     
    A maidealista piace questo elemento.
  16. ccc1956

    ccc1956 Nuovo Iscritto

    e' una sentenza rivoluzionaria..................era ora.
    Con la sentenza delle Sezioni Unite n. 9148/08 dep 8.4.2008, la situazione cambia radicalmente: ogni partecipante al condominio risponde esclusivamente per la propria quota di debito nella misura individuata dall’art. 1123, primo comma, c.c. In sostanza la Cassazione afferma che le obbligazioni condominiali sono rette dal principio di parziarietà.
     
  17. giraffa

    giraffa Nuovo Iscritto

    Sicuramente era ora, ma non è LEGGE.
    Pertanto una succesiva diversa interpretazione può cambiare... tutto.
     
  18. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    io invece sono del parere che come avete intrapreso l'azione legale contro il proprietario moroso, voi tutti condomini uniti rifiutatevi di pagare anche per l'altro, così l'amministratore citerà voi e sarà il giudice a dipanare la matassa girovagando fra leggi, leggine, sentenze della Cassazione e quant'altro:disappunto:
    auguri
     
  19. giraffa

    giraffa Nuovo Iscritto

    Infatti è assurdo che la vita di condominio sia così soggetta alle sentenze dell'ultima ora.
    Pare di stare sulle montagne russe.
    La verità è che i parrucconi legiferano leggendo e non vivendo.
     
  20. mapeit

    mapeit Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Da StudioDiRuggero.it

    "Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sent. n.9148/08) fissano un nuovo orientamento riguardante il cd. profilo esterno delle obbligazioni pecuniarie del condominio. Il quesito di fondo è sempre lo stesso: può il creditore agire esecutivamente per l’intero nei confronti del singolo condomino (salvo per questi il diritto di regresso, o deve agire nei confronti di tutti pro quota?
    La Suprema Corte fa propria questa seconda soluzione negando legittimità ai contrari orientamenti.
    Il Collegio ha preliminarmente ritenuto che la solidarietà passiva presuppone non solo la pluralità dei debitori e l’eadem causa obligandi ma anche l’indivisibilità della prestazione. Invero, allorché la prestazione sia divisibile (salvo che la legge non la consideri espressamente solidale), il principio della solidarietà passiva va contemperato con quello della divisibilità stabilito dall’art. 1314 c.c., secondo cui se più sono i debitori e vi è un’unica causa dell’obbligazione, ciascuno dei debitori non è tenuto a pagare il debito che per la sua parte.
    Sicché nel caso dell’obbligazione pecuniaria riguardante il condominio si ravvisa la pluralità dei condebitori, può ravvisarsi l’eadem causa obligandi, ma non la indivisibilità della prestazione sicché non sussisterebbero i presupposti per l’applicazione delle regole in materia di solidarietà passiva.
    La Corte sottolinea, ancora, che l’art.1123 c.c. non distingue tra cd. profilo interno ed esterno dell’obbligazione e che il Condominio, per orientamento consolidato, difetta di una struttura unitaria (essendo un mero ente di gestione) e la sua organizzazione non può incidere sui diritti, obblighi e responsabilità dei condomini che resta contenuta nei limiti delle rispettive quote. "

    Interessante la sentenza, ma l'orientamento prevalente della giurisprudenza è sempre stato quello della solidarietà passiva nell'obbligazione condominiale.
    Staremo a vedere se questa sentenza farà testo oppure no, in Italia l'incertezza della legge è la regola. :shock:
     

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