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  1. ELENA C

    ELENA C Membro Junior

    Proprietario di Casa
    salve a tutti!vorrei chiedere se uno ha un posto auto privato nel cortile,due in sottointerato(garage)ha diritto anche di avere anche uno solo per il suo familiare con disabilita non motori,nella areea comune destinata alel manovre(specificata nell reg.condominiale conttratuale),e dove i posti da fare non esistono.grazie a tutti
     
  2. ELENA C

    ELENA C Membro Junior

    Proprietario di Casa
    scuzate per come ho scritto,e solo la velocita...
     
  3. moralista

    moralista Membro Attivo

    Professionista
    Prova ha spiegarti meglio, potrai ricevere info migliori ciao
     
  4. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Anche tu hai il problema della velocità ?
    Buongiorno Moralista.:birra::fiore:
     
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  5. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Ad "occhio e croce" direi di no. Dipende dagli spazi disponibili: se la creazione dello stallo riservato al disabile crea problemi all' uso, e quindi al godimento, della parte comune anche ad un solo condomino non si può fare.
    - Cassazione civile Sentenza 13/06/2005, n. 12705: La menomazione nel godimento di una cosa materiale prevale sull'handicap fisico. Quindi figurati se l'handicap non è fisico.
    Inoltre la famiglia di cui fa parte il disabile ha già un suo posto auto nel cortile; sarebbe differente il discorso se chiedesse un posto su pubblica via.
    DOve abito io c'é un caso analogo: una famiglia con un adulto autistico non ha ottenuto di avere un posto riservato all'interno della viabilità privata che serve un insieme di condomìni. La famiglia ha ottenuto un posto per handicap sulla pubblica via, così quando c'é posto all'interno della viabilità privata loro parcheggiano all'interno (questo succede sovente perché muovono l'auto durante la giornata): il posto su strada rimane quasi sempre vuoto con grande rabbia di coloro che non trovano posto dentro la viabilità privata pur avendone diritto e vedono il posto su strada vuoto. A nulla sono valsi i cartelli lasciati sul parabrezza che invitano a parcheggiare nel posto a loro riservato: in pratica questo posto lo usano solo quando non trovano posto all'interno. E con la fame di posti per parcheggiare alla gente non va giù questo diritto.
     
    Ultima modifica: 13 Gennaio 2016
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  6. moralista

    moralista Membro Attivo

    Professionista
    se i condomini concedevano all'interno il posto per il disabile, rimaneva quello esterno libero, ma questo non è avvenuto per colpa degli intransigenti del no
     
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  7. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    se permetti sono due cose differenti: nella strada privata l'accesso e regolato da un cancello il cui uso è riservato ai condòmini dei condomìni frontisti la strada. Mentre il posto sulla pubblica via, come dice la parola, è a disposizione di tutti coloro che transitano.
    La famiglia in questione ha un posto riservato su pubblica via che usa al 10/15%, tanto è vero che dopo le 10 di sera qualche abitante della zona, che nuove la macchina prima delle 8 della mattina, vi parcheggia (rischiando una bella multa e la decurtazione di punti dalla patente), ma si sa che i VV.UU. prima di quell'orario non vanno in giro a dare multe, neanche a coloro che hanno parcheggiato ostruendo i passi carrai (almeno così è a Roma).
     
  8. ELENA C

    ELENA C Membro Junior

    Proprietario di Casa
    grazie a tutti voi!veramente non avvevo neanche dormito,a leggere tutti info sul Google.ma site stati veloci nel tranquillizarmi.che poi ho capito che servono anche certe misure(3.2 per 5m)noi abbiamo 3,6 per 2,5m.ma non mi aspetavo che qualcuno mi rispondessi.buona giornata a tutti!alla prossima!
     
  9. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Non penserai di cavartela così a buon mercato..... mi devi una pasta (rigorosamente mischiata) con i fagioli (mi raccomando del tipo spollechini).
    Ciao
     
  10. moralista

    moralista Membro Attivo

    Professionista
    Luigi, che siano due cose diverse lo hanno capito tutti, ma che sia solo un posto auto no, se il disabile aveva ottenuto come richiesto dai condomini, un posto auto all'interno non avrebbe chiesto quello esterno, che sarebbe rimasto a disposizione di tutti, ex claro
     
    Ultima modifica di un moderatore: 13 Gennaio 2016
  11. ELENA C

    ELENA C Membro Junior

    Proprietario di Casa
    buongiorno cari miei amici!a sg.Luigi,per la pasta a fagioli,e un onore offrirla!per sg.moralista,ma messo in confusione,dicevo che la signora chiede per lei ma lo spazio di 6 o 5 m nn c'e,lei dover prendere 2,5 m dal vialleto di tranzito in entrata uscita delle villeta che segue dopo di lei,e quelli di prima nn posso più fare manovre in quel posto,visto che quel posto e 3,6 per 2,5,area cortilizia carrabile e pedonale,nel reg. condom. conttratuale.
     
  12. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Vorrei aggiungere una considerazione: se il disabile ha diritto ad avere un posto auto nell'area comune all'interno del condominio può giustamente usufruirne. Mentre il posto riservato esterno gli garantisce il parcheggio anche nel caso che gli stalli interni sono occupati. Certamente se la notte trova riparo all'interno è certamente più protetto del parcheggio esterno dove l'auto potrebbe essere danneggiata o rubata.
     
  13. ELENA C

    ELENA C Membro Junior

    Proprietario di Casa
    io non contesto il suo diritto di un posto auto,anche io ho il padre cardiaco,diabetico e cieco,la deambulazione c'e nel mio caso,pero non ci sono i metri addatti per fare il parcheggio,percio io non l'ho fatto.dovvrei invadere la corsia di pasaggio ,entrata,uscita e rendere difficoltosa le loro manovre delle villete che ne segue.percio vorrei sapere quali requsiti e dove nn ci sono i spazi posso chiedere tale diritti menommare i diritti dei altri?
     
  14. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Le aree di sosta sono sempre previste, studiate, indicate nei progetti o dichiarate in catasto, fatto salvi gli spazi di manovra. Altrimenti, ognuno fa i suoi comodi con prepotenza invadendo i diritti altrui. Probabilmente, la tua situazione prevede la presenza di un numero di posti auto nel cortile, forse neanche tracciati, in numero insufficiente alle necessità e comunque al diritti dei condomini. Perché se il progetto prevedesse un posto auto per unità immobiliare è evidente che chi ne ha in numero superiore non può pretendere di trovare ospitalità a discapito degli spazi di manovra.
     
  15. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Con la premessa che non so se, nel caso specifico del diritto ad avere un posto di parcheggio per un disabile ( qui non c'entra il fatto che sia deambulante o meno) in una proprietà privata condominiale, ci siano delle leggi ad hoc.
    Posto la sentenza n. 8957/2014 del Tribunale di Milano che riguarda l'abbattimento delle barriere architettoniche, ma che si basa su principi che, secondo me, possono essere applicati anche per quanto concerne la creazione di un posto auto in uno spazio condominiale.

    I condomini interessati a eliminare le barriere architettoniche presenti nelle
    parti comuni dell’edificio (costituite dalle scale che collegano l’atrio di
    ingresso con l’accesso alle singole abitazioni) proponevano pertanto all’ assemblea condominiale di installare due ascensori nel cortile, presentando un progetto e illustrando gli interventi necessari per poterli realizzare.
    Dopo un paio di assemblee riservate alla discussione e al confronto sull’ intervento proposto, preso atto della presenza di alcuni condomini contrari, decidevano di “mettere ai voti” tale innovazione.
    Il risultato del voto sembrava non porre alcun ostacolo a questa proposta,
    visto che la maggioranza dei condomini votavano a favore dell’installazione
    dell’ascensore.
    Tutto sembrava pertanto “filare liscio”, sennonché un paio di condomini (che
    già durante la discussione e nella votazione finale avevano espresso il
    proprio dissenso) decidevano di impugnare la delibera davanti al Tribunale
    sostenendo che tale intervento avrebbe leso non solo i loro diritti sulle parti
    comuni, rendendo più difficoltoso l’utilizzo del cortile condominiale, ma
    soprattutto avrebbe pregiudicato i diritti sulla loro proprietà esclusiva.

    Di cosa si lamentavano nello specifico i condomini dissenzienti?
    In primo luogo dell’eccessivo e intollerante ingombro dell’ascensore in relazione
    all’esiguo spazio disponibile del cortile condominiale
    . La base dell’ascensore
    infatti avrebbe ridotto eccessivamente lo spazio residuo alterandone la sua
    naturale funzione, ma soprattutto, essendo collocato in prossimità della porta di ingresso delle scale comuni ne avrebbe pregiudicatoeccessivamente il passaggio. In secondo luogo veniva contestata la lesione del complessivo decoro architettonico dello stabile.
    Ma è soprattutto sul presunto pregiudizio arrecato alle singole abitazioni che i ricorrenti avevano concentrato la loro contestazione, in quanto l’ascensore sarebbe stato realizzato troppo vicino alle finestre di alcuni appartamenti,
    pregiudicandone sia la vista che lo spazio d’aria.
    Ed è proprio questo l’aspetto principale e più delicato sul quale il giudice milanese è stato chiamato a pronunciarsi.
    Aspetto che si può riassumere nel seguente quesito: è legittimo sacrificare il diritto di proprietà anche di un solo condomino per soddisfare le esigenze di accessibilità anche di diversi altri condomini con problemi motori?
    Il condominio chiamato in causa si era infatti difeso evidenziando come tale
    intervento sarebbe stato assolutamente indispensabile per l’abbattimento
    delle barriere architettoniche, esigenza peraltro tutelata dalla Legge 13 del
    1989 che prevede infatti maggioranze agevolate per installare gli ascensori.
    Era poi stata anche richiamata la rilevanza costituzionale del diritto a installare un ascensore anche in un’ottica di solidarietà sociale.
    Si sosteneva in altre parole che il diritto dei condomini con disabilità o degli
    anziani avrebbe dovuto prevalere in quanto finalizzato ad assicurare un adeguato svolgimento della loro personalità e della loro vita sociale.
    Il condominio aveva infine rilevato come l’installazione dell’ascensore avrebbe in ogni caso valorizzato l’intero edificio.
    Le argomentazioni sostenute dal condominio nella sua difesa insomma sono quelle che quasi sempre vengono utilizzate per sostenere il diritto ad effettuare degli interventi nonostante l’imposizione di sacrifici al resto dei condomini.
    Esistono infatti molte sentenze dei giudici di merito che hanno spesso dato
    prevalenza a tali ragioni ritenendo legittimo e doveroso il sacrificio subìto da chi è più fortunato e può camminare.

    A ben vedere però queste decisioni riguardano casi in cui tale sacrificio era ragionevolmente tollerabile e non eccessivo.
    Evidentemente nel caso di specie il progetto presentato in assemblea
    poneva dei sacrifici eccessivi ad alcuni singoli condomini che il giudice ha ritenuto non potessero essere legittimamente imposti.

    Nella sentenza viene infatti richiamata una recente sentenza della Cassazione (24760/2013) che evidenzia come sia la stessa normativa antibarriere
    (Legge 13/1989) a prevedere che siano vietate in ogni caso le innovazioni che rendono talune parti comuni inservibili all’uso e al godimento di un singolo condomino.
    I giudici della Cassazione hanno più volte rilevato come inoltre siano a maggior ragione nulle anche le delibere che ancorché adottate con la maggioranza prevista dalla Legge 13, pur non pregiudicando eccessivamente le parti comuni siano comunque lesive dei diritti di un altro condomino sulla sua proprietà esclusiva, indipendentemente da qualsiasi considerazione di eventuali utilità
    compensative.
    In questi casi diventa quindi centrale la valutazione del sacrificio subito dagli altri. Solo se tale sacrificio viene valutato superiore alla normale tollerabilità allora si può affermare che gli interventi siano illegittimi.
    Nel caso di specie i giudici milanesi hanno ritenuto che l’eccessivo ingombro
    dell’ascensore nel cortile e la vicinanza ad alcune finestre avrebbe richiesto
    ai singoli condomini un sacrificio (sia dal punto di vista del pregiudizio
    estetico sia dal punto di vista del pregiudizio economico) superiore alla
    normale tollerabilità.
    Ecco quindi la ragione per la quale il Tribunale di Milano ha ritenuto invalida la decisione del Condominio inibendo di fatto l’installazione dell’ascensore.
    Questa decisione dimostra come l’installazione di un ascensore così come la realizzazione di qualsiasi altro intervento finalizzato al superamento delle barriere architettoniche non possa essere affrontata solo in un’ottica di solidarietà sociale ma debba tenere conto di molti altri aspetti.
    Del resto anche il possibile utilizzo del nuovo approccio antidiscriminatorio, pur se potrebbe consentire di superare alcuni limiti della tradizionale normativa anti-barriere, presuppone in ogni caso una valutazione sulla ragionevolezza del sacrificio imposto al resto dei condomini e quindi non consente di garantire una prevalenza assoluta e certa delle ragioni di chi chiede di intervenire sulle parti comuni in un condominio.
    Estratto di un articolo pubblicato 8 settembre 2014 | Da Gaetano De Luca
    in http://www.muoversinsieme.it/magazine/diritti-doveri/casacondominio/
    ascensore-installazione-illegittima/
     
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  16. ELENA C

    ELENA C Membro Junior

    Proprietario di Casa
    credo che il progetto e fatto bene,noi siamo 5 villete e 11 posti machina ,8 garage semiinterrato,e 3 piantereno(cortile).la sig.a 3 posti auto.adesso pretende un altro privato (disabili),ma io non riesco a capire come fa a chiedere senza esporre un progetto,con le misure adeguate,perche se i metri ci fossero io non avrei niente in contrario.scusatemi,per favore solo che la mia paura io non potro più entrare a parchegiare la mia machina nel mio posto(a parte che sono tutti individuati)e c'e anche un reg. conttratuale che lo regola.io in quel spazio come altri condomini ,anche lei,facevamo la manovra.e li dico sono 3,6 per 2,5.oltre la richiesta la reunione deve presentare un progetto?
     
  17. ELENA C

    ELENA C Membro Junior

    Proprietario di Casa
    e sotto il mio balcone vicino alla porta d'entrata....
     
  18. ELENA C

    ELENA C Membro Junior

    Proprietario di Casa
     
  19. ELENA C

    ELENA C Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Per Lei non ho parole per ringraziarla,che dire,la mia diffesa.questo mi lo stampo.non sapevo che esiste sentenza antibariere.vediamo che succedera anche da noi!!!!
     
  20. ELENA C

    ELENA C Membro Junior

    Proprietario di Casa
    salve a tutti!sono ritornata,spero non disturbo nessuno con le mie problematiche.per quanto riguarda il posto auto per disabile si va in mediazione.ma in assemblea non e stato presentato nessun proggeto con il rispetivo luogo,nessuna documentazione al di fuori del handicap 104,e se come il posto e sotto il mio balcone ad 0,5 m dalla porta di ingresso mia,cuoce solo a me di difendere un diritto che ho.speriamo bene
     

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