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  1. CristinaP

    CristinaP Nuovo Iscritto

    Nel mio condominio è stato proposto di fare il percorso inverso a quello che normalmente viene fatto ovunque: il passaggio dal riscaldamento autonomo a quello centralizzato con contabilizzazione dei consumi!!! Il motivo è che le canne fumarie non sono a norma quindi gli interventi possibili sarebbero la ritubazione delle canne e la loro incamiciatura, oppure - appunto - il passaggio al riscaldamento centralizzato. Noi siamo contrari per diversi e ovvi motivi. I vantaggi degli impianti autonomi sono noti e non li sto a ripetere. Gli svantaggi del centralizzato con contabilizzazione mi sono stati riferiti da amici che ultimamente sono tornati frettolosamente al centralizzato con calcolo millesimale dei consumi perchè si creavano delle notevoli e evidenti distorsioni nel rilevamento dei consumi con contabilizzazione. Oltre a tutto ciò, noi abbiamo appena unito due appartamenti e rifatto totalmente l'impianto, perchè essendo appunto autonomo abbiamo dovuto collegare tutti i locali a una sola caldaietta, con un notevole esborso.
    Ora arrivo alla domanda: Quanti millesimi sono necessari in assemblea perchè venga approvata una simile delibera? Dato che sarebbe un passo indietro, anche in riferimento al danno ambientale da smog, non ci sono leggi in merito a cui si possa far riferimento?
    Grazie. Ciao
    Cristina
     
  2. sterasm

    sterasm Nuovo Iscritto

    ciao cristina, purtroppo devo dirti che la situazione è proprio contraria a quella che pensi tu. Infatti un impianto centralizzato di "nuova generazione" consuma molto di meno rispetto ad un numero x di caldaiette murali che sommate raggiungono potenze di impianto assurde. E' mio dovere dirti che purtroppo il primo interlocutore che prende contatto con i condomini sono spesso e volentieri gli installatori o peggio ancora le società di gestione calore. Il primo non ha la competenza di valutare il miglior intervento e i secondi sono peggio dei venditori di enciclopedie negli anni 80, ovvero appena li vedi scappa, altrimenti ti portano via la casa pian piano. Il mio consiglio è quello di fare preventivi da più progettisti che valutino il milgior intervento tecnico-economico tramite una diagnosi energetica e da lì far eseguire un progetto che sarai poi appaltato al miglior offerente su computo stilato dallo stesso progettista.
     
  3. CristinaP

    CristinaP Nuovo Iscritto

    Ti ringrazio molto. Anche se la tua risposta è poco rassicurante. Dopo averla letta ho cercato altre informazioni in internet e ho visto che purtroppo è come dici tu. Ti ringrazio per il tuo utile consiglio.
     
  4. ergobbo

    ergobbo Membro Attivo

    Trattandosi di innovazione (poco importa se è un "ritorno") serve la maggioranza dei partecipanti al condominio che rappresenti almeno i 2/3 dei millesimi dell'edificio.
    Lasciando da parte ogni possibile considerazione tecnica ed etica, mi pare di capire che non sei affatto d'accordo con gli altri condomini.
    Considera che, oltre a opporti in assemblea, puoi anche:

    - dato che si tratta sicuramente di una innovazione gravosa, suscettibile di utilizzazione separata e (visto che non è necessaria) probabilmente voluttuaria, in base all'art. 1121 CC puoi rifiutarti di partecipare alla spesa.

    - scoprire dove hanno intenzione di mettere la caldaia. Se infatti sarà piazzata in un locale comune attualmente utilizzato per altro scopo (deposito, sala riunioni, cantina, ecc.), credo ci siano gli estremi per vietare l'innovazione in base all'ultimo comma dell'art. 1120 CC, in quanto quella parte comune non sarà più utilizzabile nella sua attuale funzione e tu non ne potrai più godere.

    In ogni caso, preparati alla battaglia...
     
  5. Nicol Pagliai

    Nicol Pagliai Nuovo Iscritto

    Ma secondo me vedi la cosa peggio di quello che sembra.
    Questo tipo di impianto non è come il "vecchio centralizzato", dove si tengono i riscaldamenti accesi anche quando uno non c'è. Potrai decidere quando riscaldare il tuo appartamento, e pagherai solo per il calore ottenuto, così come paghi ora per il gas utilizzato sulla caldaia dell'autonomo.

    In realtà il problema è proprio per chi passa dal centralizzato tradizionale a questo tipo di impianto. Con il tradizionale, il pensionato che sta molto tempo in casa paga esattamente come il lavoratore che sta tutto il giorno al lavoro (e che non usufruisce del calore che arriva al suo appartamento).
    Con un impianto centralizzato con contabilizzazione del calore consumato, chi decide di riscaldare casa solo dalle 20.00 alle 22.00 (ad es.) paga solo per quello.
    So di molti che lo hanno fatto, e che poi hanno avuto un notevole risparmio, anche grazie a progetti fatti da tecnici specializzati (di solito ingegneri) che ti fanno anche la stima della riduzione dei consumi. Infatti pare che una caldaia grande consumi meno di tante caldaie piccole.
    Dicono anche che forse qualche coinquilino paga di più di prima (e si lamenta) ma forse perché prima scroccava un po' in quanto usufruiva di più riscaldamento di quello che in realtà pagava in base alle tabelle millesimali...
    Invece, se prima avevi l'autonomo tradizionale, è difficile che dopo pagherai di più.



     
  6. CristinaP

    CristinaP Nuovo Iscritto

    Grazie a tutti. Vedremo come si evolverà la situazione.
     

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