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  1. renzom

    renzom Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Per la perizia grafologica di un testamento olografo, scritto in parte in corsivo, in parte in stampatello e contenente numeri, per la comparazione sono sufficienti documenti contenenti solo la firma, posta davanti a pubblici ufficiali? La sola firma ha elementi sufficienti per un bravo perito?
     
  2. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    la perizia calligrafica su un testo scritto da una persona che non c'é più è quanto di più difficile da eseguire.
    Direi che affermare l'appartenenza di uno scritto ad una persona solo comparando la sua firma su di un atto pubblico è alquanto azzardaro.
    Non so cosa intendi tu per un buon perito ma un perito che svolge il suo lavoro con professionalità cerca di evitare gli azzardi.
     
  3. renzom

    renzom Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Si ma la firma potrebbe avere degli elementi corrispondenti a quelli nel testo.
     
  4. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    La sola firma a mio parere non è sufficiente.
    Per fare ciò il consulente grafotecnico, ha bisogno di scritture comparative, che dovranno essere in misura sufficiente a consentirgli di raccogliere un campione quantitativamente e qualitativamente adeguato dell’abituale modo di scrivere o firmare del soggetto. Le scritture comparative dovranno essere omogenee, ossia scritte in periodi possibilmente contemporanei ed in condizioni fisiche il più possibile simili alla scrittura in verifica.
    Anche quella imitata dal più abile falsario o dissimulata con maggiore perizia, non deve sfuggire all’occhio attento di un consulente grafotecnico competente. Non trascuriamo poi lo strumento ultimo, molto utile che ci può fornire l'uso del computer per fare l'identificazione grafica.
     
    A bolognaprogramme piace questo elemento.
  5. renzom

    renzom Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    ok. tutti noi abbiamo mille nostri scritti, in casa o in ufficio: rubriche, lettere, appunti ecc. questi documenti non sono mai sottoscritti, ma abbiamo molti atti pubblici "SOLO" sottoscritti davanti a pubblici ufficiali MENTRE IL TESTO è precompilato o compilato da funzionario :Atti notarili, anagrafe, concessioni edilizie, richieste di prestazioni assistenziali, deleghe bancarie ecc. Allora le cause le vincono sempre quelli che disconoscono, in quanto le firme non servono a niente? Come è possibile fare le perizie?
    La lettera al mio amico devo firmarla davanti ad un pubblico ufficiale per poterla usare per la comparazione?
     
  6. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Per fare una perizia calligrafica (magari nel caso di una sucessione) bisogna prendere le firme dello scomparso sugli atti notarili, sui preliminari di vendita (se registrati) e quant'altro su pubblici registri, utili per permettere al perito calligrafico di risalire alla verità. In caso di disconoscimento di persona ancora vivente, oltre agli atti notarili ed altre scritture sempre in pubblici registri, l'altro ricorrente può richiedere a chi disconosce di fare un test in presenza del perito calligrafico (di solito è il legale a richiederlo) e chi disconosce in presenza del perito dovrà scrivere sotto dettatura...voglio vedere come può simulare.
     
  7. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    di solito è il CTU che chiede test se la persona è ancora vicente; e questo non consiste solo nella firma ma nello scrivere una serie di parole, o diverse frasi, per vedere se le lettere che compongono la firma sono scritte allo stesso modo con il quale sono scritte le parole.
    Se poi la perizia riguarda un testo appare ancora più l' importanza il sottoporre il soggetto vivente a comparazione.
    A margine di questa discussione vorrei raccontare un fatto di cui sono venuto a conoscenza.
    Due fratelli conviventi, un maschio ed una femmina. Il maschio, dottore commercialista, sull'orlo del crack finanziario, chiede un prestito ad una banca mettendo l'ipoteca sulla casa che però era al 50% di proprietà con la sorella. Gli occorreva il benestare della sorella, la quale, sebbene etilista, non voleva concedere. In questa storia emerge anche la poca professionalità del notaio che si è fatto convincere con la scusa dell' impossibilità a muoversi della sorella ed ha consegnato l' atto al dottore commercialista per farlo firmare alla comproprietaria (notare che sull'atto c' era scritto: Qui davanti a me ecc... ecc... della cui identità io sono certo......). Con uno stratagemma il dottore commercialista convince un amico di famiglia, in transito per la città dove si è verificato il fatto, a fare la firma della sorella che gli mancava.
    Il prestito arriva. Siccome il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, il commercialista muore improvvisamente per infarto: con la successione emerge l'ipoteca. La sorella nega di aver mai firmato l'atto e di mai essere stata dal quel notaio. Ma si sa che gli etilisti hanno poca memoria. Comunque assistita da un avvocato fa opposizione: si fa la perizia calligrafica con un CTU ed un solo CTP, quello della banca, la signora non aveva soldi per farsi assistere da un proprio CTP.
    IL CTU davanti alla difformità delle firme, gli etilisti hanno anche il tremore delle mani, e comparando la firma fatta sulla carta di identità sei/sette anni prima, argomenta che il soggetto fa apposta a scrivere in maniera tremolante e che la firma sulla carta di identità è compatibile con quella apposta sull'atto nel quale lei acconsentiva ad istituire l'ipoteca sulla casa (notare grafia di un maschio contro una grafia di una femmina).
    Ovviamente il ricorso della sorella viene rigettato, non viene presentato appello, ma stranamente la banca si accontenta di rientrare di poco più della metà dell'esposizione lasciando qualche soldo alla tapina (che però una gran parte si mangerà l'avvocato).
    Dopo circa 3 anni da questo fatto, muore anche l'amico di famiglia; la sorella, ormai ridotta in miseria, riceve una lettera dai parte dei parenti dell'amico di famiglia: dentro c'é un'altra lettera chiusa, nella quale il tizio chiede perdono alla sorella del commercialista per non aver avuto il coraggio a suo tempo di dire che era stato lui a fare la sua firma. Inoltre spiegava come il fratello commercialista lo avesse ingannato: lui, non aveva letto i documenti, ed aveva creduto a quello che gli aveva riferito il fratello commercialista: che i documenti servissero per far avere un finanziamento alla sorella.
    Hai capito mio caro @renzom chi sono i buoni periti calligrafi?
     
    A rita dedè piace questo elemento.
  8. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    @Luigi Criscuolo io in seguito all'impugnazione del decreto ingiuntivo di un mio ormai ex cliente che dopo ben 7 anni che mi doveva ancora pagare e dopo che cstui ha ben pensato di disconoscere le scritture private tra di noi, ho ricorso contro la sua impugnazione con atto notarile di compravendita, preliminare e egli dovrà anche presentarsi di fronte al CTU per comparare la propria scrittura con quella degli atti.
    Sai com'è quando "ci provano" a fregarti devi essere estremamente determinato in quello che fai, più ancora se sai che hai dei documenti che supportano la tua tesi.
    Vedremo come andrà a finire.
     
  9. renzom

    renzom Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Il caso più simile al mio è nel primo capoverso della risposta di Daniele 78. Cosa vuol dire in pratica trovare altri scritti in contraddittorio tra le parti?
     
  10. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    A quale post ti riferisci??
     
  11. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    non chi l'ha scritto ma così come è riportato vuol dire, nel caso specifico, che le parti, cioè i litiganti, attraverso i loro consulenti, producono a suffragio delle loro tesi degli scritti redatti dalla persona delle quale si vuole la perizia calligrafica della firma.
     
  12. renzom

    renzom Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Quello che inizia dicendo: Per fare una perizia calligrafica (magari nel caso di successione)............. In risposta al mio che inizia per "OK".
    Scusa se ho fatto un pò di caos, ma non sono molto esperto del forum.
     
  13. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    @renzom io avevo scritto questo:

    Intendevo qualunque scritto su qualunque pubblico registro dove c'è la firma di chi contesta, quando dalla tua hai delle scritture private autenticate, delle firme su atti pubblici e delle comparazioni con esito positivo fatte da un grafologo, voglio proprio vedere quali argomenti può apporre chi sta contestando quello che tu affermi, quando documenti alla mano viene smentito in pieno su quello che fa. A questo punto se i documenti scritti dicono una cosa e l'altro sta dicendo l'opposto, a mio parere c'è dichiarazione mendace (penale) a suo carico.
     
  14. renzom

    renzom Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Vorrei chiarire: io ho un testamento olografo ed ho diversi documenti solo FIRMATI dal de cuius davanti ad un pubblico ufficiale. Sono sufficienti?
     
  15. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    I diversi documenti firmati davanti al notaio, sono a mio parere sufficienti per essere sottoposti a perizia grafologica e confrontati con la firma del testamento olografico.
    I documenti firmati dal notaio sono datati, come pure il testamento. Pertanto sono confrontabili e valutabili, stimabili ampiamente.
    Se le date non sono molto lontane le une dall'altra, (logicamente) e se il testante era nelle medesime condizioni di salute.
     
  16. renzom

    renzom Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Scusate se torno sull' argomento, ma una firma su atto pubblico, può essere sufficiente per la comparazione di un testamento olografo? Può contenere elementi sufficienti anche per la verifica del testo?
     

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