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  1. feder71

    feder71 Membro Attivo

    Salve a tutti.
    Un anno fa io e i miei due fratelli abbiamo ereditato da mio padre un appartamento.
    Ora ho intenzione di acquistare le quote dei miei due fratelli per avere l'intera proprietà dell' immobile.
    Nell'ipotesi che tra un anno o due anni volessi rivenderlo, per non avere una plusvalenza esagerata vi chiedo:
    mi conviene nell' atto di acquisto mettere la cifra realmente pagata invece del valore catastale?
    in quest' ultimo caso, essendo per me seconda casa, l' imposta di registro sull' acquisto delle quote dei miei fratelli si calcola moltiplicando 126 per la cifra che verso a loro?
    Grazie.
     
  2. In ogni caso il notaio indicherà sull'atto di acquisto sia il prezzo effettivo che il valore catastale, calcolato come hai indicato tu (moltiplicatore 126). Infatti il notaio dovrà anche indicare gli estremi degli assegni e/o bonifici da te utilizzati per il pagamento della somma concordata. Ciao, buona giornata
     
  3. nuoviorizzonti

    nuoviorizzonti Membro Attivo

    Professionista
    alcune precisazioni:
    il decreto bersani ha introdotto il criterio prezzo/valore ossia:
    - il prezzo vendita pagato e dichiarato all'atto;
    - il valore (rendita catastale moltiplicata x 126) sul quale si pagano le imposto di registro, ipotecaria e catastale, nel tuo caso non essendo la prima casa devi considerare un 11% circa (es. rendita catastale 800 x 126 x 11% = circa 11000 euro di imposte da moltiplicare per 2/3 = circa 7300 euro ).

    nel tuo caso va approfondito un aspetto ovvero la differenza di valore dell'immobile indicato nella dichiarazione di successione e il valore che si andrà ad indicare nell'atto...
    es. se in successione il valore dell'immobile è dichiarato 120 agli eredi si attribuisce una quota di 40 + 40 + 40 e se acquisti 2 parti dovrai dichiarare 80
    se invece dichiari che le due parti (indipendentemente dal valore catastale) le paghi 100 i tuoi fratelli potrebbero (la certezza può dartela il notaio) dover dichiarare la differenza tra l'ereditato ed il rivenduto con applicazione della plusvalenza;
    il consiglio è dare un colpo di telefono allo studio notarile che pensi di incaricare per l'atto e tutto sarà chiaro.

    è convenienza dell'acquirente (per questo motivo è stato fatto il decreto bersani) indicare SEMPRE il prezzo effettivamente pagato... oggi conviene a te, domani (in caso di vendita) al nuovo proprietario
     
  4. I tuoi fratelli, vendendo quote di un bene ereditato, non sono soggetti a plusvalenza.
     

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