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  1. biae67

    biae67 Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    circa tre anni fa dopo aver acquistato un appartamento, in una fase successiva di accertamento catastale è emerso che ero anche proprietario di una piccolo parcheggio per una moto o piccola auto , al quale era stata messa una catena nuova di zecca per impedirmi il possesso e l'uso. Dopo una serie di lettere fra avvocati, dopo che è trascorso un anno dalla scoperta,il tizio ha rivendicato tramite il suo legale il possesso ventennale. il mio legale mi comunicava che dovevo fargli causa,,, Da circa un anno a seguito di lavori condominiali per ripristino del fondo di ghiaino ,per consentire le manovra dei mezzi, la catena è stata tolta e non è stata più rimessa, permettendo a chiunche libero accesso, con parcheggio libero.qualcuno del condominio ha trovato semplicemente un cartello di avvisso che non doveva parcheggiare LI' perche proprietario?! da premettere che sto tizio non lo utilizza personalmente, ma permette ad altri di utilizzarlo, naturalmente ho ripreso ad utilizzarlo anche io depositando attrezzi e quantaltro da circa un anno, comportandomi da propritario e possessore.
    Mi chiedevo se è normale che lui si spaccia per possessore e proprietario di cosa altrui, ed inoltre è regolare che permette ad altri l'uso di cosa sottratta ad altri, inoltre il possesso rivendicato, puo essere ceduto trasferito a terzi attraverso l'uso????
    vi rigrazio della vs attenzione ,,,,, e delle troppe domande!!

     
  2. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Sono trascorsi effettivamente 20 anni?
    C'è stata la sentenza del giudice?


    Dispositivo dell'art. 948 Codice Civile
    FontiCodice CivileLIBRO TERZO - DELLA PROPRIETÀTitolo II - Della proprietà (Artt. 832-951)Capo IV - Delle azioni a difesa della proprietà

    Il proprietario (1) può rivendicare la cosa da chiunque la possiede o detiene e può proseguire l'esercizio dell'azione anche se costui, dopo la domanda, ha cessato, per fatto proprio, di possedere o detenere la cosa (2). In tal caso il convenuto è obbligato a recuperarla per l'attore a proprie spese, o, in mancanza, a corrispondergliene il valore, oltre a risarcirgli il danno [2789]. Il proprietario, se consegue direttamente dal nuovo possessoreo detentore la restituzione della cosa, è tenuto a restituire al precedente possessore o detentore la somma ricevuta in luogo di essa. L'azione di rivendicazione non si prescrive, salvi gli effetti dell'acquisto della proprietà da parte di altri perusucapione.



    Note
    (1) Può agire con l'azione di rivendica solo ed esclusivamente il proprietario di un bene, e per ottenere il riconoscimento del diritto di proprietà questi non può limitarsi a contestare la posizione del convenuto, ma deve provare, con ogni mezzo, di essere proprietario. Poiché il legislatore guarda con sospetto ai modi di acquisto a titolo derivativo, in quanto questi possono anche provenire da chi non è proprietario (a non domino), è chiesto a chi agisce con l'azione prevista dall'art. 948 di provare di aver acquistato la proprietà del bene a titolo originario. Se costui ha acquistato il bene a titolo derivativo, dovrà provare la legittimità di tutti gli acquisti a titolo derivativo, fino a giungere ad un acquisto a titolo originario.
    La prova è, quindi, difficile (cd. probatio diabolica); la legge, però, agevola chi agisce con l'azione di rivendica permettendo il ricorso agli istituti del possesso [v. Libro III, Titolo VIII], dell'usucapione e dell'accessione [v. 934].
    In particolare, se il bene rivendicato è un bene immobile, chi agisce in rivendica può unire il suo possesso a quello del suo dante causa provando cioè che il bene è stato posseduto per il tempo necessario ad usucapirlo. Se il bene rivendicato è mobile, è sufficiente, invece, provare di aver acquistato il possesso in buona fede, in base ad un titolo astrattamente idoneo a trasferirlo (possesso vale titolo).

    (2) L'azione di rivendica è un'azione reale (actio in rem) in quanto esperibile contro chiunque. Il fondamento dell'azione di rivendica è nella caratteristica tipica dei diritti reali, del diritto di seguito, che permette al proprietario di inseguire il bene presso chiunque lo possiede. Quindi legittimato passivo dell'azione può essere solo chi ha la possibilità di restituire il bene (facultas restituendi), e quindi deve essere chi ne ha attualmente la materiale disponibilità, anche se non è colui che ha sottratto il bene al proprietario, ed anche se è un mero detentore del bene.L'azione di rivendicazione è imprescrittibile in quanto è imprescrittibile il diritto di proprietà che sta alla base.



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    Dispositivo dell'art. 948 Codice Civile

    FontiCodice CivileLIBRO TERZO - DELLA PROPRIETÀTitolo II - Della proprietà (Artt. 832-951)Capo IV - Delle azioni a difesa della proprietà

    Il proprietario (1) può rivendicare la cosa da chiunque la possiede o detiene e può proseguire l'esercizio dell'azione anche se costui, dopo la domanda, ha cessato, per fatto proprio, di possedere o detenere la cosa (2). In tal caso il convenuto è obbligato a recuperarla per l'attore a proprie spese, o, in mancanza, a corrispondergliene il valore, oltre a risarcirgli il danno [2789]. Il proprietario, se consegue direttamente dal nuovo possessoreo detentore la restituzione della cosa, è tenuto a restituire al precedente possessore o detentore la somma ricevuta in luogo di essa. L'azione di rivendicazione non si prescrive, salvi gli effetti dell'acquisto della proprietà da parte di altri perusucapione.

    Note

    (1) Può agire con l'azione di rivendica solo ed esclusivamente il proprietario di un bene, e per ottenere il riconoscimento del diritto di proprietà questi non può limitarsi a contestare la posizione del convenuto, ma deve provare, con ogni mezzo, di essere proprietario. Poiché il legislatore guarda con sospetto ai modi di acquisto a titolo derivativo, in quanto questi possono anche provenire da chi non è proprietario (a non domino), è chiesto a chi agisce con l'azione prevista dall'art. 948 di provare di aver acquistato la proprietà del bene a titolo originario. Se costui ha acquistato il bene a titolo derivativo, dovrà provare la legittimità di tutti gli acquisti a titolo derivativo, fino a giungere ad un acquisto a titolo originario.
    La prova è, quindi, difficile (cd. probatio diabolica); la legge, però, agevola chi agisce con l'azione di rivendica permettendo il ricorso agli istituti del possesso [v. Libro III, Titolo VIII], dell'usucapione e dell'accessione [v. 934].
    In particolare, se il bene rivendicato è un bene immobile, chi agisce in rivendica può unire il suo possesso a quello del suo dante causa provando cioè che il bene è stato posseduto per il tempo necessario ad usucapirlo. Se il bene rivendicato è mobile, è sufficiente, invece, provare di aver acquistato il possesso in buona fede, in base ad un titolo astrattamente idoneo a trasferirlo (possesso vale titolo).

    (2) L'azione di rivendica è un'azione reale (actio in rem) in quanto esperibile contro chiunque. Il fondamento dell'azione di rivendica è nella caratteristica tipica dei diritti reali, del diritto di seguito, che permette al proprietario di inseguire il bene presso chiunque lo possiede. Quindi legittimato passivo dell'azione può essere solo chi ha la possibilità di restituire il bene (facultas restituendi), e quindi deve essere chi ne ha attualmente la materiale disponibilità, anche se non è colui che ha sottratto il bene al proprietario, ed anche se è un mero detentore del bene. L'azione di rivendicazione è imprescrittibile in quanto è imprescrittibile il diritto di proprietà che sta alla base.


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    Dispositivo dell'art. 948 Codice Civile

    FontiCodice CivileLIBRO TERZO - DELLA PROPRIETÀTitolo II - Della proprietà (Artt. 832-951)Capo IV - Delle azioni a difesa della proprietà

    Il proprietario (1) può rivendicare la cosa da chiunque la possiede o detiene e può proseguire l'esercizio dell'azione anche se costui, dopo la domanda, ha cessato, per fatto proprio, di possedere o detenere la cosa (2). In tal caso il convenuto è obbligato a recuperarla per l'attore a proprie spese, o, in mancanza, a corrispondergliene il valore, oltre a risarcirgli il danno [2789]. Il proprietario, se consegue direttamente dal nuovo possessoreo detentore la restituzione della cosa, è tenuto a restituire al precedente possessore o detentore la somma ricevuta in luogo di essa. L'azione di rivendicazione non si prescrive, salvi gli effetti dell'acquisto della proprietà da parte di altri perusucapione.

    Note

    (1) Può agire con l'azione di rivendica solo ed esclusivamente il proprietario di un bene, e per ottenere il riconoscimento del diritto di proprietà questi non può limitarsi a contestare la posizione del convenuto, ma deve provare, con ogni mezzo, di essere proprietario. Poiché il legislatore guarda con sospetto ai modi di acquisto a titolo derivativo, in quanto questi possono anche provenire da chi non è proprietario (a non domino), è chiesto a chi agisce con l'azione prevista dall'art. 948 di provare di aver acquistato la proprietà del bene a titolo originario. Se costui ha acquistato il bene a titolo derivativo, dovrà provare la legittimità di tutti gli acquisti a titolo derivativo, fino a giungere ad un acquisto a titolo originario.
    La prova è, quindi, difficile (cd. probatio diabolica); la legge, però, agevola chi agisce con l'azione di rivendica permettendo il ricorso agli istituti del possesso [v. Libro III, Titolo VIII], dell'usucapione e dell'accessione [v. 934].
    In particolare, se il bene rivendicato è un bene immobile, chi agisce in rivendica può unire il suo possesso a quello del suo dante causa provando cioè che il bene è stato posseduto per il tempo necessario ad usucapirlo. Se il bene rivendicato è mobile, è sufficiente, invece, provare di aver acquistato il possesso in buona fede, in base ad un titolo astrattamente idoneo a trasferirlo (possesso vale titolo).

    (2) L'azione di rivendica è un'azione reale (actio in rem) in quanto esperibile contro chiunque. Il fondamento dell'azione di rivendica è nella caratteristica tipica dei diritti reali, del diritto di seguito, che permette al proprietario di inseguire il bene presso chiunque lo possiede. Quindi legittimato passivo dell'azione può essere solo chi ha la possibilità di restituire il bene (facultas restituendi), e quindi deve essere chi ne ha attualmente la materiale disponibilità, anche se non è colui che ha sottratto il bene al proprietario, ed anche se è un mero detentore del bene. L'azione di rivendicazione è imprescrittibile in quanto è imprescrittibile il diritto di proprietà che sta alla base.
     
  3. biae67

    biae67 Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    non sono trascorsi ventanni, se le inventati perchè la catena la messa una 15 prima del mio acquisto,(tre anni fa) cioè quando il mio venditore ha effettuato il trasloco!. e non c'è nessuna senteza di un giudice perchè non c'è stata ancora nessuna causa!
    come devo comportarmi?
    devo far passare un anno da quando la catena è stata tolta e quindi è stata data la possibilita a tutti di utilizzarlo, prima di rivendicare nuovamente la totale proprieta, o devo da subito riprendere il possesso e rivendicare la mi proprietà., Devo informa il mio avvocata della situazione,,,, naturalmente ho gia fatto un bel servizio fotografico a testimonianza di quanto sta accadendo..
     
  4. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    L'interruzione dell'usucapione non può avvenire se non a causa della perdita di possesso protratta per un anno (art. 1167 c.c.).

    Non costituisce, invece, atto interruttivo dell'usucapione un atto stragiudiziale di messa in mora o una diffida in quanto l'usucapione si perfeziona anche contro la volontà del titolare del diritto e per effetto del mero esercizio del potere di fatto sulla cosa.

    L'interruzione dell'usucapione, invece, si realizza in caso di riconoscimento dell'altrui diritto ex art. 2944 c.c. Al riguardo, però, l'atto di riconoscimento deve essere non equivoco e non manifestato in termini dubitativi.

    Pertanto, continua pure a comportarti da proprietario e possessore.
     
  5. biae67

    biae67 Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    tutto chiaro.... passato un anno recinto tutto!!
    un'altra dubbio sulla parola possesso del bene..
    il possesso deve essere esercitato solo da colui che ha dichiarato di essere possessore, o il possesso del bene puo essere trasferito a terzi,, lasciando parcheggiare chiunque?[DOUBLEPOST=1384205355,1384205238][/DOUBLEPOST]di cio che sta accadendo devo consultarmi con un avvocao?
     
  6. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    No, per interrompere l'usucapione tu devi avere di nuovo il possesso almeno per un anno.


    Da te che sei il proprietario.



    No.



    Se lo ritieni opportuno, per sicurezza e tranquillità tua, sì.





     
  7. biae67

    biae67 Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    ma.... per dimostare il mio possesso e sufficente quanto sto facendo, ossia depositare materiale che mi appartiene, meterci la bici, auto ripulire l'erbacce,,,, ecc o è necessario mettere dei paletti e catene e interdire a chiunque l'accesso!!
     
  8. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Ma se biae67 ha acquistato l'abitazione e dopo tre anni si è accorto che nel rogito era compreso un piccolo parcheggio, presumibilmente non è stato oggetto di accordi fra contraenti. Le ipotesi sono due: se l'area interessata è ricompresa nel tratto di cortile di sua pertinenza, poteva sfuggire nell'atto, ma se il posto auto risulta accatastato doveva necessariamente apparire con un suo subalterno ed il notaio lo avrebbe dovuto evidenziare nell'atto. Conseguentemente se il possessore, che lo ha detenuto per più di vent'anni continuativamente, pubblicamente ed incontestatamente, lo ha acquisito per usucapione, per perdere il suo diritto, occorre che altri lo possiedano per vent'anni alla stessa stregua del precedente per vantare lo stesso diritto.
     
  9. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Prima di tutto cosa c'é scritto sull'atto di compravendita? Ci sono gli estremi catastali oppure è indicato chiaramente che si tratta di una pertinenza dell'appartamento che hai comprato? Il catastale non ha valore ai fini della prova provata di proprietà. Il fatto che te ne sia accorto solo dopo tre anni dall'acquisto fa supporre che il venditore non ti abbia parlato anche di questo posto di parcheggio e che quindi non sia incluso nel pacchetto di vendita.
     
  10. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    3 meno meno in italiano
    ......, se li é (l'é) inventati perché la catena la ha (l'ha)messa una 15.....
     
  11. raffaelemaria

    raffaelemaria Membro Assiduo

    Professionista
    In base a quale "supposizione" o certezza biae67 dice che il posto auto è di sua proprietà? da dove lo deduce se nel rogito non se ne parla? Ha errato il notaio?
     
  12. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Dall'accertamento catastale.
     
  13. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    E tu come ti sei accorto di essere proprietario? da quali documenti desumi di essere proprietario
    Raffaelemaria mi ha anticipato la risposta
     
  14. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Cosa vuol dire accertamento catastale? O è saltato fuori da una ricerca svolta in catasto e allora doveva apparire anche nel rogito, o è stato fatto un accertamento da parte del catasto, il che è illogico. A che titolo potava fare un accertamento se lo spazio in discussione, altro non è che un tratto del cortile con della ghiaia, adibito a posto auto, probabilmente dai confini incerti. Perlomeno, questa è l'idea che mi sono fatto leggendo gli interventi di biae67. Che l'interessato sia più chiaro.
     
  15. biae67

    biae67 Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    salve a tutti. scusate se il liguaggio non è corretto! cerchero di fare attenzione!!!..
    tornando all'argomento... è una storia un pò lunga e complessa.. con una serie di errori commessi anche dal notaio,geometra e catasto...
    comunque il' documento che dice che sono il proprietario l'ho ritovato presso la conservatoria del registro,ossia il primo atto di acquisto dall'impresa di costruzione al venditore, dove purtroppo il documento ritrovato ha gli stessi numeri di mappa e subalterni, ma la planimetria non corrisponde..... l'errore delle planimetria non corrispondenti è dovuto al fatto che circae 45 anni fa in sede di registrazione al catasto il mappale è stato translato,,, invertendo le proprieta rispettive,,,, attribuendomi uno spazio condominiale anziche lo spazio di pertinenza......
    dell'errore è stato informato il catasto,, in quanto le planimetrie del mio atto non corrispondevano con il primo atto di compravendita ,,, e dopo qualche ora di ricerca si sono accorti di aver commesso l'errore di translazione delle planimetrie,,,,
    suggerendomi che con una semplice richiesta di correzione avrei potuto sistemare l'errore commesso dal catasto e sistemare quindi solo la parte catastale in conformita all'atto di acquisto...
    a complicare le cose ci ha pensato il vicino ..... con la storia che vi ho gia raccontato!!! tutta la documentazione è in mano ad avvocato,, che al momento mi ha indicato la strada della causa,, ma visto l'ampiezza di questo piccolo posto auto cira 10 mq non sò se è il caso intraprendere una causa con i tempi e costi,,, indefiniti.. oppure riprendere il possesso di quanto mi è stato sottratto,,, in maniera lecita e alternativa ..... senza ritrovarni dalla parte del torto.... la vicenda ora è completa....
     
  16. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Dopo aver letto il tuo intervento, sono ancora più confuso di prima. Un consiglio, prima di intraprendere una causa dall'esito incerto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista, "topo di catasto", generalmente i più indicati sono i geometri con tanta esperienza. Le sue ricerche ti chiariranno ogni dubbio.
     
  17. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Il registro della conservatoria è lo strumento che avvalora la tua proprietà quindi prima di tutto devi sistemare questo: cioé deve esserci la corrispondenza tra quanto c'é sulla carta e quanto è stato venduto.

    Questa è anche una cosa da fare ma solo per una regolarità burocratica.

    Se fai una causa tu puoi arrogarti il diritto di proprietà solo se è comprovato dalla conservatoria dei registri immobiliari altrimenti.... ciccia
     
  18. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Evidentemente l'indagine storica va svolta contemporaneamente, sia in catasto, che in conservatoria. Come dice giustamente Luigi Criscuolo il risultato di quest'ultima è determinante.
     

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