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  1. cicci48

    cicci48 Membro Ordinario

    Benvenuti a tutti
    intanto posso approfittare di te Medico della casa?
    Ho un grosso problema a casa mia: nuova (7 anni) su più piani, molto ventilata, esposta nord-est ho la muffa
    nella parete esterna sopratutto le pareti coperte da mobili e sopratutto nel piano mansarda (abitata) può essere dovuto al fatto che accendiamo pochissimo il riscaldamento (il gas costa tantissimo) o la causa può essere strutturale? Quali gli accorgimenti?
    Forse assillarti così appena arrivato e non è bello, ma così cominci ad abituarti.......:fiore::fiore::fiore::fiore:

    Aggiunto dopo 1...

    Buon compleanno Sissyby74:fiore:
     
  2. Certificatore

    Certificatore Membro Attivo

    Professionista
    Il fatto che l'esposizione sia a N-E indica che è soggetta a venti freddi, poi se ci metti che gli isolamenti sono scarsi e magari la ventilazione interna degli ambienti non è soddisfacente, allora tutto questo è normale... le problematiche sono tra le più svariate, bisognerebbe guardare di cosa stai parlando ed accertare dove e come si presenta questa umidità... sicuramente nel tuo caso (come normalità) si tratta di Ponte termico... ovvero una carenza di isolamento tra esterno ed interno...
    In altro luogo, non puoi mantenere sempre un'abitazione senza riscaldamento, in particolare se esposta a Nord...cerca di far circolare l'aria negli ambienti e tieni gli arredi staccati dalle pareti...
    Questi danni portano ad una malattia degli ambienti che prende il nome di Sick building syndrome o Sindrome dell'edifico malato...
    Ti consiglio di farti aiutare da un professionista di tua fiducia perchè possa indicarti le soluzioni al tuo problema...inoltre, puoi avvalerti di un legale per far valere i tuoi diritti sul costruttore attraverso la Polizza Postuma che garantisce il tuo immobile per 10 anni dalla costruzione per tutti i difetti e vizi di realizzo...
     
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  3. tumultuoso

    tumultuoso Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Molto probabilmente i muri perimetrali non hanno alcun tipo di isolamento. Le pareti esterne si raffreddano a tal punto da raggiungere, sulla superficie interna, la temperatura di rugiada e a far condensare l'umidità dell'ambiente casalingo che si produce con le normali attività umane.
    Il fatto che in prossimità delle pareti coperte da mobili il fenomeno si accentua è perché queste parti non ricevono calore per irraggiamento (sono in "ombra"), dalle fonti che lo producono.
    La soluzione più semplice è aumentare la temperatura interna che agisce in due modi: abbassa l'umidità relativa dell'aria e, cosa più importante, fa aumentare la temperatura superficiale interna delle pareti perimetrali, che in questo modo hanno una temperatura maggiore di quella di rugiada e quindi l'umidità non condenserà.
    Altra soluzione banale è ventilare maggiormente il locale, ma in questo modo se non hai un sistema di recupero del calore, raffredderai ulteriormente il locale.
    Infine, soluzione impegnativa, fai un cappotto esterno (consigliato rispetto a quello interno che causa condensa interstiziale negli strati interni della parete isolata) che ti permette di evitare il raffreddamento dei muri perimetrali e quindi alzarne la loro temperatura senza agire sul riscaldamento interno.
    Saluti.
    Walter.
     
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  4. 1961paola

    1961paola Nuovo Iscritto

    Mi permetto di sottolineare che si dovrebbe verificare se il problema sussiste anche negli altri appartamenti
    molte volte si stende in casa, si fa' la doccia in 27 , si cuoce il minestrone ma le finestre si aprono solo per 30 secondi esatti , quindi ................. Ok ponte termico , ok poco isolamento ma ................ Non solo i locali vanno ereati tutti i giorni
     
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  5. antisale

    antisale Membro Attivo

    Brava 1961paola! chi abita la casa pensi prima ad eliminare l'umidità che produce, anche quando dorme o respira, oltre che stirare, lavarsi, cucinare ecc.
    Io scommetto che in quella casa hanno la cappa chimica con ricircolo interno per cui i filtri potranno fermare quei pò di grassi ma poi se non vengono cambiati e lavati mensilmente ridistribuiscono lo sporco ed i vapori in circolo chiuso nell'ambiente!
    Bisognerebbe smetterla di dare la colpa ai costruttori per la muffa e condensa, e bisognerebbe che gli utenti delle case imparassero ad usarla con le più elementari norme igieniche di ventilazione, temperatura, ecc.(E sempre valido il discorso della garanzia per vizi e difetti!!!)
    Inoltre, se hanno la cappa chimica, sappiano poi che senza un sufficiente ricambio d'aria, durante la cottura dei cibi sui fornelli a gas si formano dei COMPOSTI AROMATICI POLICILICI INSATURI, che quando raggiungono una certa concentrazione per mancanza di ventilazione, vengono inspirati, si mescolano con le cellule dei polmoni ecc, e poi si sviluppano i cancri, ecc!
    buona giornata
     
  6. Il medico della casa

    Il medico della casa Membro Attivo

    Buongiorno Cicci48, intanto Selargius mi suona piuttosto familiare in quanto ci ho vissuto per 7 anni. Sono nato a Monserrato, (per chi non lo sapesse è confinante). Molto volentieri ti darò una mano per risolvere il problema sofferto. Il fenomeno della condensa è piuttosto complesso, ed è di difficile interpretazione anche per i Tecnici. I fattori che determinano il disturbo sono: l'eccesso di umidità presente nell'aria interna, verosimilmente generata in conseguenza di attività abitative, e la bassa temperatura superficiale delle pareti comunicanti con l'esterno. La forte ventilazione che caratterizza il clima costiero, e nella fattispecie quello cagliaritano, agisce negativamente incrementando il valore del "coefficiente di adduttanza esterna", ovvero dell'indice che indica con quale intensità il calore della parete viene "lavato via" dal vento. Per farti un esempio, quando usi un ventilatore, la temperatura dell'aria non cambia, ma cambia la sua velocità, cioè la rapidità con la quale il calore viene asportato dalla pelle. In realtà non è del tutto rigoroso, ma rende l'idea. Il riscaldamento discontinuo è senza dubbio un fattore negativo, in quanto da luogo alla formazione di un fenomeno specifico chiamato "condensa da riscaldamento intermittente" che è difficile da spiegare, ma ci provo. Se immergi una maglietta in acqua, questa impiega un solo secondo ad inzupparsi, e se la stendi in casa, impiegherà almeno un giorno ad asciugare. Quando spegni il riscaldamento, l'umidità relativa dell'aria interna tende ad aumentare, fino a condensare sulle pareti più fredde, e trasformandosi in liquido. Quando accendi di nuovo i caloriferi, il muro non riesce a far evaporare l'umidità residua, per cui resta sempre bagnato, costituendo il terreno ideale per la proliferazione di muffe, batteri ed occasionalmente altri microrganismi. Nei muri domestici si parla di cicli di condensa stagionali, cioè relativi all'intero anno! Si innesca così un processo progressivo a carattere evolutivo, cioè peggiora continuamente, ed è a sua volta causa di ulteriore peggioramento. Però facciamo come ha detto Guardiano, apri un topic apposito, così leggono tutti.
    Ciao
     
    A Adriano Giacomelli e cicci48 piace questo messaggio.
  7. cicci48

    cicci48 Membro Ordinario

    Caro antisale grazie per la tua risposta però non sarei così categorico nel dare giudizi sul comportamento delle persone poichè in realtà non ne hai conoscenza. Gestisco casa dal 1973 e nelle precedenti (in affitto prima e in proprietà poi) non ho mai avuto problemi di muffa. Pulisco e cambio i filtri della cappa ogni qualvolta necessario per cui devo supporre che non sia il mio comportamento a favorire la presenza della muffa. Unico comportamento differente è il riscaldamento discontinuo (i costi del gas non mi permettono di fare altrimenti).
    Buona giornata

    Aggiunto dopo 9 minuti ....

    Grazie medico della casa io in realtà abito a su planu un quartiere satellite di selargius che confina con cagliari comunque siamo entrambi sardi:amore::amore::amore: per quanto riguarda il mio problema mi hai dato degli input su cui lavorare per cercare di risolverlo per il momento stiamo ripulendo i muri in modo da non farci trovare impreparati per l'inverno prossimo ed è una gran fatica con questo caldo.

    Un saluto cicci
     
  8. Il medico della casa

    Il medico della casa Membro Attivo

    Avrei bisogno di vedere la pianta orientata della casa e di chiederti altri elementi riguardanti la casa, utili per poter formulare una diagnosi. Essendo però tali argomenti strettamente privati e personali, è meglio che ci scriviamo sulla posta privata. Ok?
    Ciao
     
  9. Il medico della casa

    Il medico della casa Membro Attivo

    In riferimento alla nota di Antisale, l'unica affermazione che condivido è: brava 1961paola.
    La formazione di composti aromatici policlicici insaturi non è frequente come immagini, se sono presenti in aria vengono inspirati a tutte le concentrazioni, non si mescolano con le cellule dei polmoni, e non necessariamente si sviluppano i cancri. L'argomento relativo alla qualità dell'aria negli ambienti confinati lo conosco abbastanza bene, tant'è che ho seguito ed assistito due ragazzi nella preparazione della tesi di Laurea in Ingegneria al Politecnico di Milano, proprio sulla misurazione e parametrazione degli elementi citati.
    Conosco inoltre le norme di riferimento, sia italiane che internazionali, ed i loro limiti.
    Se hai piacere possiamo aprire un topic per tutti, io sono disponibile come sempre.
    Saluti
     
    A giorgiopaolo e cicci48 piace questo messaggio.
  10. antisale

    antisale Membro Attivo

    La presenza di muffa e condensa è come una spia di allarme dell'auto: con l'apposizione di termocappotto o copertura di ponti termici od ancora con l'uso di pitture antimuffa, non si fà altro che nascondere o disattivare la spia senza avere rimosso rimosso il problema: prima o poi la macchina si ferma. Poi ci penserà l'autopsia od il medico curante a determinare che cosa l'ha fatta fermare.
    L'unico consiglio che gli posso dare è quello di collegare la cappa al tetto in mondo che anche senza accendere il ventilatore ci sia un tiraggio naturale continuo dei gas e vapori di cottura, di assicurarsi che ci siano i fori da almeno 125 di diametro in basso ed in alto, che le finestre con guanizione in gomma sulla battuta non siano completamente stagne e consentano lo spiffero in alto per gararantire la necessaria ventilazione senza eccessivo dispendio di calore, od in alternativa la griglia a lamelle comandata da un sensore igroscopico, od in altenativa a mattina, mezzogiorno e sera, aprire completameta le finestre diametralmente opposte per consentire un deflusso rapido e completo con ricambio completo di tutta l'aria degli ambienti senza raffreddare i muri, e mettere in atto tutte quelle norme igienico sanitarie sulla temperatura superficiale dei muri, la temperatura dell'aria, la velocità dell'aria, la filtratura per le polveri, ecc.
    se il gas di riscaldamento costa troppo, ci sono tanti altri sistemi alternativi...............
     
  11. Il medico della casa

    Il medico della casa Membro Attivo

    Il collegamento della cappa all'esterno tramite apposito condotto, è obbligatorio in quanto stabilito dalla norma UNI-CIG 7129/01, con lo scopo di evacuare all'esterno i prodotti di combustione del gas, che ricordiamo essere principalmente vapore acqueo, anidride carbonica ed in misura minore ossido di carbonio, ossidi di azoto, particolati carboniosi, composti solforati ecc. I fori di ventilazione invece, che devono essere posizionati in misura di due, uno in alto ed uno in basso sulle pareti della cucina, e devono avere una sezione di passaggio dell'aria pari a 6 cmq per ogni kw di potenza con minimo 100 cmq, servono per consentire l'apporto di aria fresca contenente ossigeno, per reinegrare quello impiegato nella combustione. Tenuto conto che sul foro andrà poi posizionata una griglia di protezione, che parzialmente ne ridurrà la sezione, il diametro minimo del foro dovrà essere di 160 mm. Per esperienza personale posso affermare che oltre il 30% dei problemi di umidità eccessiva nelle abitazioni è dovuta all'inosservanza di questa disposizione di sicurezza domestica. Detto questo, il tasso di ventilazione da adottare in una abitazione si considera abitualmente pari ad un ricambio d'aria completo ogni 2 ore, cioè 0,5 ric/h, ovvero quanto stabilito dall norma UNI 10339 UNI-EN 15251 (sulla ventilazione forzata in ambienti domestici confinati). In realtà la corretta valutazione è più complessa e più completa, e deve tener conto di tanti altri fattori come il numero degli occupanti, il tempo passato in casa, la necessità di evacuare eventuale umidità residua o altri composti inquinanti incidentalmente presenti nell'immobile, ecc. La soluzione più adatta e più funzionale è quella di installare un apparato di ventilazione automatica a recupero di calore, eventualmente con filtrazione spinta dell'aria immessa. L'uso continuativo del dispositivo citato contribuirà fortemente a rendere più salubre l'aria della casa, e conseguentemente si avrà una drastica riduzione degli inconvenienti lamentati. In alcuni casi inoltre, è possibile che questi vengano completamente e definitivamente eliminati.
    Per quanto riguarda l'inquinamento indoor da idrocarburi aromatici policiclici insaturi, ribadisco che questa categoria di inquinanti è alquanto rara in ambito domestico, e deriva quasi essenzialmente da fumo di sigaretta, uso di caminetti a legna, o nello specifico all'alterazione delle proteine e dei grassi della carne dovuta alle elevate temperature di cottura, o peggio alla loro esposizione diretta alla fiamma. Suggerirei quindi, indipendentemente dalle valutazioni sopra descritte, di limitare il consumo di carne arrosto e di evitare assolutamente la cottura dei cibi sulla fiamma viva, poichè in questi casi gli inquinanti andrebbero ingeriti, e le quantità assorbite sarebbero molto maggiori.
     
    A antisale e cicci48 piace questo messaggio.
  12. antisale

    antisale Membro Attivo

    Grazie per la chiarezza e semplicità con la quale hai diradato le nebbie che avvolgono un argomento tanto complesso:daccordo:
     
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  13. cicci48

    cicci48 Membro Ordinario

    la mia casa è di nuova costruzione la abito dal 2004 ma non credo abbia tutti questi accorgimenti, intanto di sicuro non ha fori per la cappa; la cucina è al primo piano, la muffa si è sviluppata sopratutto nella mansarda posta al 3° piano. All'ingresso il soggiorno dotato si finestra tripla e subito comunicante con porta scorrevole la cucina abitabile dotata di porta verso il giardinetto sul retro. L'aria quindi non manca.
    Grazie a tutti per le vostre gentili risposte io non ci capisco gran che ma se non altro quando verrà l'esperto avrò almeno un idea di cosa si sta parlando. :disappunto::disappunto:
     

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