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  1. pesco

    pesco Membro Junior

    Proprietario di Casa
    I miei suoceri, circa 30 anni fà hanno prestato una buona somma di danaro alla figlia e genero per aprire un'attività in proprio, danaro mai restituito, il negozio è ancora in essere.. E' mancato mio suocero circa 13 anni fà, da qualche mese è mancata anche la figlia, mia cognata. Mia suocera ormai novantenne capace d'intendere e volere, può vantare diritti sul negozio di suo genero visto che non ha mai restituito i soldi prestati ?
     
  2. rita dedè

    rita dedè Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    No,
    Non può più essere preteso niente.
     
  3. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    A meno che fossero stati notificati atti di messa in mora, interruttivi della prescrizione decennale, prima che questa avvenisse.
     
  4. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Ritengo possibile agire legalmente e su due piani diversi:
    - quanto alla mancata restituzione del prestito: ove lo stesso fosse stato istituito privo di scadenza di restituzione (ciò accade non di rado nei prestiti tra parenti), la prescrizione del diritto alla restituzione non si sarà concretizzata; infatti, mancante un termine, la restituzione poteva essere richiesta in ogni momento e la prescrizione decorrerà solo dalla data di richiesta della restituzione (non dalla data del prestito). Sua suocera potrebbe quindi ben agire legalmente (pro quota sua e come erede) al fine di pretendere dal genero quanto ricevuto (interessi compresi - salvo il prestito non fosse gratuito)
    ~ ove il prestito incidesse sulla quota di legittima spettante agli eredi necessari, i medesimi potranno agire attraverso l'azione di riduzione; il prestito mai restituito e lesivo di legittima, in quanto atto di liberalità non donativo (specificamente donazione indiretta) ben potrà essere ridotto nei limiti della lesione cagionata.
     
    A Dimaraz piace questo elemento.
  5. rita dedè

    rita dedè Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Allora:
    Il prestito è stato dato 30 anni fa!
    Il donante è deceduto 13 anni fa!
    Non capisco!
    I 20 anni sono già prescritti giusto?
    I 10 anni sono già prescritti giusto?
     
  6. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Uber alles
     
  7. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    La prescrizione esisterebbe se fosse stato stabilito un termine per la restituzione. Ma anche se lo fosse stato, la prescrizione (decennale) si sarebbe interrotta se prima del suo decorso il creditore avesse notificato al debitore un atto interruttivo. In quel caso, avrebbe avuto decorrenza un ulteriore periodo decennale, e così via.
     
  8. pesco

    pesco Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Il prestito è stato dato 30 anni fà
    Uno dei donatori(PADRE) è deceduto 13 anni fa
    La figlia è deceduta qualche mese fa
    Restano in vita la mamma, il figlio e il genero con il negozio aperto, con i soldi donati dai suoceri.
    Esiste una prescrizione sui soldi dati a uno solo dei figli? L'altro figlio non prende nulla?
    La suocera che adesso vive con una pensione di € 800 non può vantare il suo credito, visto che suo genero l'ha mandata via da casa sua dopo la morte della figlia?
     
  9. pesco

    pesco Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Visto che la somma di denaro non è più tracciabile, come fa a dimostrare che questi soldi sono stati trasferiti a lui dopo la vendita di un negozio di proprietà di mia suocera? Si può riesumare un atto di vendita di 30 anni fà
     
  10. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Risponda a ciò: il prestito prevede una scadenza per la restituzione del denaro?
    Mancasse tale scadenza, la suocera potrà agire legalmente per vedersi restituito il prestito concesso.
     
  11. toto.s

    toto.s Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Prestiti tra familiari: se in tribunale si chiede la restituzione di una somma di denaro data a titolo di mutuo, l’attore deve fornire la prova rigorosa dell’esistenza di un accordo pregresso per la restituzione dell’importo.
    Ove in giudizio si chieda la restituzione di una somma di denaro conferita a titolo di mutuo, e la vicenda si inserisca nell’ambito dei rapporti familiari, l’attore deve fornire la prova rigorosa della pattuizione del diritto alla restituzione dell’importo.

    Questo l’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione, con sentenza 17050/14.

    Nell’ambito dei prestiti tra consanguinei, chiedere la restituzione di una somma, appunto prestata, e' piu' complicato dopo la pubblicazione della sentenza in esame, per il semplice fatto che, in questi casi, e' difficile vincere la presunzione che si e' trattato di una semplice donazione.

    Non e' raro che i genitori elargiscano somme di denaro senza pretenderne la restituzione: allo stesso modo avviene con gli affini, come nella fattispecie, nel caso in cui il suocero regali del denaro al genero per un sostegno alla nuova famiglia della propria figlia.

    Ebbene, qualora si intendesse ottenere la restituzione della somma bisogna dimostrare che, alla base della consegna del denaro, vi era un contratto di mutuo.

    Infatti, a parere degli Ermellini, qualora si arrivi ad una causa, la dimostrazione dell’esistenza del mutuo deve essere offerta in modo rigoroso: in altre parole, non ci si puo' limitare a una semplice affermazione, perché, in mancanza di prove, il giudice riterra' che si e' trattato di una classica liberalita' tra familiari, come di norma avviene.

    Sempre secondo piazza Cavour, l’onere della prova deve ritenersi piu' rigoroso proprio nei casi in cui i prestiti di denaro avvengano nell’ambito di rapporti familiari, dove spesso i genitori offrono degli aiuti senza pretendere la restituzione.

    Il principio vale a maggior ragione dopo la separazione personale, quando i rapporti diventano conflittuali fra i coniugi e le rispettive famiglie.
    (Indebitati.it)

    Ricordiamo che dall’altra parte, pero', il beneficiario della somma, se non vuole subire l’ordine di restituzione, deve riuscire a dimostrare la ragione per la quale ne ha ottenuto la consegna. Lo stesso, dunque, deve dare prova del diritto a incamerare il denaro ricevuto.
     
    A rita dedè piace questo elemento.
  12. pesco

    pesco Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Il prestito è stato solo verbale tra la mamma figlia e genero, i danari sono stati trasferiti dopo la vendita del negozio di mia suocera attraverso la banca. Non parla di tempi stabiliti, la mamma sperava di rimanere in vita insieme alla figlia, il figlio in accordo con lei aveva taciuto, ma visto che adesso sua madre è stata fatta accomodare alla porta dal genero, mamma e figlio rivogliono indietro il maltolto
     
  13. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Bene. Sua suocera può pretendere la restituzione del prestito. Avrà 10 anni di tempo dal momento in cui farà richiesta (contatti un legale, lo stesso farà coincidere richiesta di resituzione ed azione legale per la riconsegna). Spetteranno anche gli interessi legali maturati in tutti questi anni. Sua suocera riavrà quanto peestato.
     
  14. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    In alternativa, viste le condizioni economiche residue, agire per lesione di legittima (donazione)
     
  15. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Considerando, ove si seguisse Cassazione 17050/14, la possibilità di far dichiarare nulla la donazione per difetto di forma (atto pubblico) stante il non modico valore della stessa. Il genero dovrebbe restituire quanto invalidamente donatogli. (3° opzione)
     
  16. pesco

    pesco Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Vi ringrazio infinitamente tutti per le risposte
     
  17. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Solo a sottolineare (per l'ennesima volta) come le sentenze, specialmente quelle di Cassazione, vadano lette nella loro interezza senza fidarsi troppo dei titoli di stampa.

    Cassazione 17050 - 2014:
    "... il convenuto è tenuto quanto meno ad allegare il titolo in forza del quale si ritiene a sua volta legittimato a trattenere la somma ricevuta. In mancanza di ogni allegazione in tal senso, il rigetto per mancanza di prova della domanda di restituzione proposta dal solvens va argomentato con una certa cautela e, tenendo conto di tutte le circostanze del caso, al fine di accertare se e fino a che punto la natura del rapporto e le circostanze del caso giustifichino che l’una delle parti trattenga senza causa il denaro indiscutibilmente ricevuto da altri.”
    Ergo il genero:
    - non potrà solo eccepire che la suocera non dimostra l'esistenza del mutuo;
    - dovrà anche provare che egli ha titolo per trattenere la somma ricevuta.
    Conseguentemente:
    - provasse trattarsi di donazione, la stessa potrebbe essere dichiarata nulla per vizio di forma e/o sarebbe potenzialmente oggetto di riduzione per lesione di legittima della suocera;
    - non riuscisse a provare nemmeno l'intento donativo, potrebbe dover restituire il tutto non a ragione di mutuo (mai provato dalla suocera) ma di indebito arricchimento (mancante legittimo titolo in base al quale detiene il denaro)
     
    Ultima modifica: 15 Ottobre 2015
    A rita dedè piace questo elemento.
  18. pesco

    pesco Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Bene, vi terrò aggiornati in merito. Spero che la suocera nel frattempo non cambi idea di pretendere quanto PRESTATO, diversamente anche i nostri figli, potrebbero pretendere questo prestito accordato dalla nonna, come legittimi nell'asse ereditario?
     
  19. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    No, i nipoti non potranno pretendere alcun "prestito/donazione"; quello che potrebbero fare è, ove il figlio premorisse alla propria madre (la suocera di Lei), pretendere la riduzione della donazione fatta al genero, ma dimostrando la lesione della legittima (spettante al proprio padre)
     
  20. toto.s

    toto.s Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Giusta precisazione. E infatti:

    Ricordiamo che dall’altra parte, pero', il beneficiario della somma, se non vuole subire l’ordine di restituzione, deve riuscire a dimostrare la ragione per la quale ne ha ottenuto la consegna. Lo stesso, dunque, deve dare prova del diritto a incamerare il denaro ricevuto.
     

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