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  1. francesckosky

    francesckosky Membro Ordinario

    Salve.
    Cosa succede se, a distanza di 2-3 mesi dall'inizio di un contratto di locazione, l'inquilino non paga più e io volessi iniziare la procedura per sfratto?

    Pagherei le tasse per l'intero anno di locazione (ovvero tutto il 2015) oppure, come io spero, per i soli mesi che hanno preceduto la richiesta di sfratto?

    Grazie in anticipo per ogni eventuale delucidazione che verrà fornita.
     
  2. uva

    uva Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Se si tratta di un contratto di locazione uso abitazione, non devi dichiarare i canoni non percepiti (e non paghi le relative imposte) se il procedimento con convalida di sfratto si conclude entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.
    Quindi il prossimo anno, quando presenterai la dichiarazione dei redditi relativa al 2015, denuncerai solo i canoni incassati. Se nel 2015 non incassi nulla, verrai tassato in base alla rendita catastale dell'immobile.
     
  3. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    Con la convalida dello sfratto si potranno mettere a credito le imposte eventualmente pagate sui canoni - relativi a locazioni di u.i. ad uso abitativo - non percepiti. Questo è un altro motivo per cui conviene procedere allo sfratto.
     
    A AZALEA e quiproquo piace questo messaggio.
  4. bertoldo

    bertoldo Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    mentre per la locazione commerciale non vale vero?
     
  5. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    anche per le locazioni diverse vale sempre lo sfratto, per interrompere la tassazione
     
  6. uva

    uva Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Per le locazioni commerciali i canoni non riscossi antecedenti la risoluzione del contratto vengono comunque tassati.
    Si evita la tassazione solo dal momento in cui il contratto viene risolto (eventualmente avvalendosi della clausola di risoluzione espressa di cui all'art. 1456 Codice Civile) in avanti.
     
  7. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    sia che il contratto sia residenziale o diverso, le tasse si pagano sino al decreto di sfratto, e non ci sono santi ne madonne che riescono a far capire all'A.E. ne so qualcosa sulla mia pelle
     
  8. uva

    uva Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Per quanto riguarda le locazioni abitative non è assolutamente vero.
    Basta leggere le istruzioni del mod. Unico (pag. 29)
    http://www.agenziaentrate.gov.it/wp...+fisiche+2015+(Fascicolo+1)/PF1_2015_istr.pdf
     
  9. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    ma la stessa cosa vale anche per gli immobili ad uso diverso,
     
  10. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    Per adime:
    Le imposte sui canoni non riscossi:
    - non si pagano a partire dalla data di inizio morosità, acquisita e indicata nella convalida di sfratto (ex tunc), per le locazioni abitative
    - non si pagano dalla data di invio della convalida di sfratto (ex nunc), per le altre locazioni.
    Quindi i due tipi di locazione seguono regimi diversi in sede di sfratto.
     
  11. uva

    uva Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Se il contratto di locazione commerciale prevede la clausola risolutiva espressa (art. 1456 Codice Civile), i canoni non riscossi non vengono tassati dal momento in cui il locatore si avvale della clausola stessa e risolve il contratto all'AdE. Quindi anche prima della convalida di sfratto.
    Ne abbiamo parlato in un'apposita discussione:
    Art 1456 Risoluzione Espressa | propit.it - Forum per la Casa
     
    Ultima modifica di un moderatore: 3 Febbraio 2015
  12. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    Ma allora perché si distingue, ai fini della tassazione in ambito sfratto, una locazione abitativa da una non abitativa, ad es. commerciale? Chiedo lumi!
     
  13. moralista

    moralista Membro Attivo

    Professionista
    non si distinguono, sono alla stessa stregua uno vale l'altro per la tassazione
     
  14. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Per le sole locazioni di immobili a uso abitativo, l’art. 8, comma 5, della legge n. 431/1998, introducendo due nuovi periodi all’art. 23, comma 1 del TUIR (l'attuale art. 26), ha stabilito che i relativi canoni, se non percepiti, non concorrono alla formazione del reddito complessivo del locatore dal momento della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore.
    Di conseguenza, detti canoni non devono essere riportati nella relativa dichiarazione dei redditi se, entro il termine di presentazione della stessa, si è concluso il procedimento di convalida di sfratto per morosità e, nel caso in cui il giudice confermi la morosità del locatario anche per i periodi precedenti il provvedimento giurisdizionale, al locatore è riconosciuto un credito d’imposta di ammontare pari alle imposte versate sui canoni venuti a scadenza e non percepiti.
    Come precisato nella Circolare del Ministero delle Finanze n. 150 del 1999, la disposizione, limitata ai soli immobili concessi in locazione a uso abitativo, deroga al principio generale di imputazione dei redditi fondiari in quanto esclude dal reddito i canoni che non sono stati percepiti a condizione che lo stato di morosità del conduttore risulti da un accertamento giudiziale il cui procedimento abbia avuto termine.
    Per le locazioni di immobili non abitativi il legislatore non ha previsto una disposizione analoga. Ne consegue che:
    - il relativo canone, ancorché non percepito, va comunque dichiarato, nella misura in cui risulta dal contratto di locazione, fino a quando non intervenga una causa di risoluzione del contratto medesimo;
    - le imposte assolte sui canoni dichiarati e non riscossi non potranno essere recuperate.
     
    Ultima modifica: 3 Febbraio 2015
    A uva piace questo elemento.
  15. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    brava, e che reddito c'è se non incassi come fai a pagare le tasse, con quale rendite? questo il legislatore non ha compreso, forse prima di far compilare il modello unico, sarebbe opportuno andare a fare qualche rapina
     
  16. uva

    uva Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Sulla discussione relativa alla clausola di risoluzione espressa iniziata da Key, citavo un articolo pubblicato sul Sole il 26/1/2015 circa una pronuncia della Ctp di Forlì che conclude testualmente: "Agli immobili a uso commerciale devono estendersi i principi connessi all'omessa corresponsione dei canoni relativi agli immobili abitativi. Non ricorrono, infatti, valide ragioni per diversificare il trattamento delle due ipotesi quando sia provata la fine del rapporto contrattuale, che rappresenta il presupposto per il pagamento del canone".
    A mio parere, se il proprietario di un immobile commerciale inserisce nel contratto questa clausola di risoluzione espressa e se ne avvale appena il conduttore è inadempiente (ad esempio per morosità anche solo di un canone), in quel momento può risolvere il contratto all'AdE. E quando il contratto è risolto "il riferimento al contratto locativo non sarà più praticabile" quindi i canoni non riscossi non si devono dichiarare, anche se il giudice non ha ancora convalidato lo sfratto per morosità.
    Spero che la mia interpretazione sia corretta!
     
    A sasisilu piace questo elemento.

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