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  1. Maio82

    Maio82 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Buonasera,
    ho scritto tempo fa la mia vicenda su questo forum e la riassumo brevemente.
    Io e mia moglie abbiamo individuato una villetta in vendita a 240.000 euro, abbiamo deciso di comprarla e al momento di fare l'offerta ci è stato detto che il venditore non sarebbe sceso sotto quella cifra e quindi se eravamo veramente interessati bisognava offrire la cifra richiesta. Dato che la casa ci interessava abbiamo deciso di offrire esattamente quella cifra (non 1 euro di meno) e così facendo il mediatore immobiliare ci ha assicurato che sarebbe stata nostra. Dopo una settimana ci ricontatta però dicendo che il venditore è disposto a vendere si la casa a quella cifra ma vuole mantenere l'usufrutto dell'impianto fotovoltaico installato sul tetto della casa. Impianto inserito nell'annuncio di vendita a 240.000 e pubblicizzato dal venditore stesso al momento dei giro di visione della casa, ma che improvvisamente diventa "optional" secondo il venditore.

    Decidiamo quindi di svincolarci (mantenere un usufrutto era cosa impensabile e sconsigliata da tutti) e quindi dopo un'estenuante ulteriore trattativa ci accordiamo per altri 10.000 euro aggiuntivi per l'impianto (incredibilmente sopravvalutato a detta dell'ingeniere dato che ha già 10 anni di vita e non è nemmeno un 3kw ma solo un 2.8kw).

    Il venditore accetta e firma finalmente la proposta d'acquisto, dove viene indicata come data per l'atto il 15 luglio 2016, incassa la caparra e sembra tutto risolto.

    Io e mia moglie nel frattempo mettiamo in vendita la nostra vecchia casa e fortunatamente troviamo un acquirente, accordandoci a nostra volta con lui per lasciare la nostra vecchia casa entro e non oltre ottobre 2016.

    Dopo più di un mese, alla vigilia del compromesso per la nuova casa, il venditore cambia nuovamente i termini dicendo che lui non intende fare l'atto e lasciare la casa prima di fine settembre 2016! Tutto questo nonostante abbia FIRMATO una proposta con termini completamente differenti.

    Possibile che sia libero di cambiare continuamente gli accordi in totale impunità?
     
  2. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Se esiste un compromesso lo deve rispettare, altrimenti sarà obbligato a restituire il doppio della caparra ovvero si dovrà accollare gli eventuali danni provocati dalla sua decisione. Certamente, ricordandoglielo, sarà un bel deterrente a tergiversare.
     
    A meri56 piace questo elemento.
  3. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Oppure l'OP potrà ottenere una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso, se vi sono le condizioni ex art. 2932 c.c.
     
  4. Maio82

    Maio82 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Il compromesso non c'è ancora stato ma più di un mese fa è stata firmata e accettata dal venditore la caparra confirmatoria preparata dall'agenzia immobiliare (e ovviamente il venditore ha immediatamente incassato i 5000 euro che abbiamo versato a titolo di caparra).
     
  5. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Quando l’accettazione del venditore viene comunicata all’acquirente, entrambe le parti restano vicendevolmente obbligate a stipulare l’atto definitivo di compravendita.
    Le condizioni indicate non potranno più essere modificate unilateralmente, ma soltanto di comune accordo tra le parti.
    Se una delle parti cambia idea prima dell’atto definitivo di compravendita, l’altra parte, che vuole invece mantenere gli impegni assunti, può rivolgersi al giudice e ottenere una sentenza che trasferisce la casa alle condizioni previste nella proposta accettata e, per quanto ivi non convenuto, alle condizioni di legge.
     
  6. Un giocatore

    Un giocatore Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Credo che se una delle due recede:
    - perde la caparra, se l'ha data,
    oppure:
    - ha diritto ad un'altra di pari importo, se ne ha già presa una.
     

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